Lo chiamavano Jeeg Robot

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Un film di Gabriele Mainetti. Con Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli, Stefano Ambrogi, Maurizio Tesei.
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Azione, Ratings: Kids+13, durata 112 min. - Italia 2015. - Lucky Red uscita giovedì 25 febbraio 2016. MYMONETRO Lo chiamavano Jeeg Robot * * * 1/2 - valutazione media: 3,61 su 125 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,61/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * - -
   
   
   
Claudio Santamaria nei panni di un piccolo delinquente che diventa invulnerabile al dolore e decide di usare questo potere per la sua carriera di criminale.
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primo piano
Un trionfo di puro cinema d'intrattenimento, il primo vero superhero movie italiano
Gabriele Niola     * * * 1/2 -

Enzo Ceccotti non è nessuno, vive a Tor Bella Monaca e sbarca il lunario con piccoli furti sperando di non essere preso. Un giorno, proprio mentre scappa dalla polizia, si tuffa nel Tevere per nascondersi e cade per errore in un barile di materiale radioattivo. Ne uscirà completamente ricoperto di non si sa cosa, barcollante e mezzo morto. In compenso il giorno dopo però si risveglia dotato di forza e resistenza sovraumane. Mentre Enzo scopre cosa gli è successo e cerca di usare i poteri per fare soldi, a Roma c'è una vera lotta per il comando, alcuni clan provenienti da fuori stanno terrorizzando la città con attentati bombaroli e un piccolo pesce intenzionato a farsi strada minaccia la vicina di casa di Enzo, figlia di un suo amico morto da poco. La ragazza ora si è aggrappata a lui ed è così fissata con la serie animata Jeeg Robot da pensare che esista davvero. Tutto sta per esplodere, tutti hanno bisogno di un eroe.
Quello tentato da Gabriele Mainetti è un superhero movie classico, con la struttura, le finalità e l'impianto dei più fulgidi esempi indipendenti statunitensi. Pensato come una "origin story" da fumetto americano degli anni '60, girato come un film d'azione moderno e contaminato da moltissima ironia che non intacca mai la serietà con cui il genere è preso di petto, Lo chiamavano Jeeg Robot si muove tra Tor Bella Monaca e lo stadio Olimpico, felice di riuscire a tradurre in italiano la mitologia dell'uomo qualunque che riceve i poteri in seguito a un incidente e che, attraverso un percorso di colpa e redenzione, matura la consapevolezza di un obbligo morale.
Il risultato è riuscito oltre ogni più rosea aspettativa, somiglia a tutto ma non è uguale a niente, si fa bello con un cast in gran forma scelto con la cura che merita ma ha anche la forza di farlo lavorare per il film e non per se stesso. Claudio Santamaria è il protagonista, outsider da tutto, un po' rintronato e selvaggio, avido, alimentato a film porno, pieno di libido ma anche dotato della dirittura morale migliore; Luca Marinelli è la sua nemesi, piccolo boss eccentrico e sopra le righe, spaventoso e sanguinario con i suoi occhi piccoli e iniettati di follia ma anche malato di immagine (ha partecipato a Buona Domenica anni fa e sogna di diventare famoso e rispettato con il crimine), l'anello di congiunzione tra la borgata di Roma e il Joker. Intorno a loro un trionfo di comprimari tra i quali spicca (per adeguatezza alla parte e physique du role) Ilenia Pastorelli.
Il duo creativo Mainetti/Guaglianone (regia e sceneggiatura) si era già fatto notare anni fa, prima mettendo in scena Lupin III con attori romani (tra cui Valerio Mastandrea nella parte principale) nel corto Basette e poi con Tiger boy (alla lontana ispirato a L'uomo tigre). I due, con la collaborazione alla sceneggiatura di Menotti, hanno così costruito un percorso creativo e tecnico originale centrato sulla forza dell'ispirazione. Ciò che nel loro primo lungometraggio emerge infatti è come le storie che assorbiamo influenzino la nostra vita, come siamo i primi a desiderare una narrazione di noi stessi. Alessia crede che Jeeg Robot esista, Enzo sa bene che non è così eppure lentamente comincia ad aderire alla sua visione senza senso per la quale è lui l'eroe, comincia a crederci e a ragionare in quella maniera. Da quando sostituisce i DVD porno con quelli della serie animata nella sua dieta mediatica inizia anche a maturare un'altra consapevolezza, dentro di lui germogliano altri concetti. Guardando un mito e assistendo alle sue storie egli stesso si "fa" personaggio.
Ma anche a un livello più immediato quello di Lo chiamavano Jeeg Robot è un trionfo di puro cinema, di scrittura, recitazione, capacità di mettere in scena e ostinazione produttiva, un lungometraggio come non se ne fanno in Italia, realizzato senza essere troppo innamorati dei film stranieri ma sapendo importare con efficacia i loro tratti migliori. Soprattutto è un'opera che si fa portatrice di una visione di cinema d'intrattenimento priva di boria e snoberia intellettuale, una boccata d'aria fresca per come afferma che il meglio di quest'arte non sta nel contenuto o nel tema ma nella forma (da cui tutto il resto discende). Nonostante un budget evidentemente inadeguato al tipo di storia Lo chiamavano Jeeg Robot è un trionfo di movimenti interni alle inquadrature, di trovate ironiche e invenzioni visive, un tour de force di montaggio creativo e fotografia ispirata (per non dire di effetti digitali a costo contenuto), tutto ciò che serve per raccontare un mito senza crederci troppo e divertendosi molto.

Incassi Lo chiamavano Jeeg Robot
Primo Weekend Italia: € 796.000
Incasso Totale* Italia: € 4.769.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 22 maggio 2016
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Premi e nomination Lo chiamavano Jeeg Robot

premi
nomination
Nastri d'Argento
0
9
David di Donatello
7
16
* * * * -

Una tragicomica realtà eroica: un capolavoro

sabato 17 ottobre 2015 di gaiart

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT          Nel suo frigo ci sono solo budini alla crema. E per terra solo Dvd Porno. Eppure agli occhi della sua innamorata (Ilenia Pastorelli), nel ruolo di Alessia, una squilibrata, problematica, semi fumetto lei stessa oltre che fanatica del cartone Jeeg Robot d’acciaio, Enzo Il protagonista, chiamato Hiroshi Shiba (anzi, “Hirò”, in romanesco) diviene un supereroe.      Così continua »

* * * * -

Il film italiano dell'anno

martedì 9 febbraio 2016 di Michele

Potrebbe essere e mi auguro che lo sia, il film italiano dell’anno. “Lo chiamavano Jeeg Robot” deve essere un successo e in parte già lo è stato quando è stato presentato lo scorso Ottobre al Festival del Cinema di Roma, per due motivi essenziali. Uno riguarda il coraggio di Mainetti. Si, il coraggio perché non è vero che il pubblico italiano ama vedere solo commedie sentimentali, il pubblico va a vedere sempre commedie sentimentali perché continua »

* * - - -

Cinepanettone a ottobre

giovedì 22 ottobre 2015 di Shura

La storia di Enzo Ceccotti piccolo ladro di periferia che, per sfuggire agli organi di polizia capitolini, si tuffa nel tevere in un area colpita da materiale radiottivo, il mattino dopo si ritrova investito di poteri paranormali alla Peter Parker, che mette subito a frutto andando a sradicare un bancomat e portandoselo letteralmente a casa. Il costrutto alla base del Movie sono lodevoli come sosteneva qualcuno in sala: e non posso che essere allineato a questa strategia l'eroica sfida instrospettiva continua »

* * * * -

Bravi

venerdì 12 febbraio 2016 di Maurizio Meres

Film più che riuscito,con una storia semplice di un ragazzo di borgata alla ricerca del lunario con furti per sopravvivere,abita in una casa squallida sporca,senza amici ma solo gente losca utile solo per vendergli ciò che ruba,quando all'improvviso per nascondersi dalla polizia si deve gettare nel Tevere e qui nel fiume più bello del mondo (scusate l'esagerazione) la fantasia,i sogni, tutto ciò che un regista per essere chiamato regista deve essere lo fa diventare un super eroe. Nel racconto continua »

Lo Zingaro
"Io solo una cosa voglio sapè... ma tu chi cazzo sei?"
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Lo Zingaro
"Ti ha morso un ragno? Un pipistrello? Sei cascato da n'artro pianeta?"
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Alessia
"Salvali, salvali tutti, tu che puoi… diventare Jeeg"
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SOUNDTRACK | Lo chiamavano Jeeg Robot

La colonna sonora del film

Disponibile on line da venerdì 6 maggio 2016

Cover CD Lo chiamavano Jeeg Robot A partire da venerdì 6 maggio 2016 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Lo chiamavano Jeeg Robot del regista. Gabriele Mainetti Distribuita da Atlantic. Su internet il cd Lo chiamavano Jeeg Robot è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 12,90 €
Prezzo di listino: 15,70 €
Risparmio: 2,80 €
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Santamaria piccolo delinquente con i poteri di un supereroe

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Claudio Santamaria è un micro delinquente della periferia romana che se ne sta per conto suo, misantropo e misogino. Inseguito dalla polizia lungo l'argine del Tevere gli capita qualcosa di straordinario. Per nascondersi s'immerge nel fiume finendo dentro un bidone di materiale radioattivo. L'indomani si rende conto di possedere super poteri. La vicina di casa, una borgatara soave e molto picchiatella, si persuade che egli sia Jeeg Robot d'acciaio, e che la difenderà dalle insidie della banda capitanata da uno psicopatico (Luca Marinelli allucinatissimo). »

Che bella sorpresa il supereroe borgataro

di Maurizio Acerbi Il Giornale

L'Italia sta attraversando un ottimo momento ispirativo. Dopo il ciclone Zalone e il meritato successo di Perfetti Sconosciuti, arriva questa opera prima di Gabriele Mainetti (segniamoci il suo nome), sorprendente per intuizioni, freschezza di idee, bravura del cast (stunt compresi). Oltretutto, su un tema del tutto «americano» come quello dei supereroi, genere nel quale, dopo il positivo il ragazzo invisibile di Salvatores, dimostriamo di avere molto da dire, magari coniugandolo ad un modo un po' coatto di raccontare le cose, ma senza sacrificarlo all'intrattenimento puro che è poi la vera forza di questa bella pellicola. »

Date un supereroe a Tor Bella Monaca

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Si chiama Enzo Ceccotti, vive a Tor Bella Monaca, vive di scippi e furtarelli, consuma in modo compulsivo budini alla vaniglia e film porno. Ed è il primo supereroe riuscito, cioè socialmente, e psicologicamente credibile, del cinema italiano dopo Il ragazzo invisibile di Salvatores. Opaco e così infarcito di buone intenzioni da risultare costruito come l'eroe di un Cuore postmoderno. Tutt'altra musica in Lo chiamavano Jeeg Robot, che dichiara fin dal titolo il debito ironico con le mitologie pop, più o meno degradate e riadattate per uso locale, come tutte le vere mitologie (Jeeg Robot era uno dei tanti eroi dei cartoon giapponesi anni 70). »

"Lo chiamavano Jeeg Robot", il fantasy metropolitano di un super-nerd-eroe

di Anna Maria Pasetti Il Fatto Quotidiano

Da Bim bum bam a Tor Bella Monaca. Con tanto di superpoteri. C'è un percorso a ostacoli da attraversare prima di concepire un'operazione stracult come Lo chiamavano Jeeg Robot, il folgorante esordio del romano Gabriele Mainetti, che solo in pochi ricordano recitare ventenne con Elio Germano ne il cielo in una stanza di Carlo Vanzina. Anzitutto, serve crescere coi cartoni dei supereroi giapponesi, immergersi nel coattume delle periferie romane e mescolarvi immaginari criminali e western all'italiana. »

Lo chiamavano Jeeg Robot | Indice

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Uscita nelle sale
giovedì 25 febbraio 2016
Distribuzione
Il film è oggi distribuito in 17 sale cinematografiche:
Showtime
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