Anime nere

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Un film di Francesco Munzi. Con Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Barbora Bobulova, Anna Ferruzzo.
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Drammatico, durata 103 min. - Italia, Francia 2014. - Good Films uscita giovedì 18 settembre 2014. MYMONETRO Anime nere * * * 1/2 - valutazione media: 3,74 su 57 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,74/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * - -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Tratto dal romanzo "Anime nere" di Gioacchino Criaco, il film è girato ad Africo, uno dei centri nevralgici della 'ndrangheta calabrese.
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primo piano
Un lavoro egregio, dall'affondo potente: un film-racconto, dai forti contrasti, il frutto probabilmente di una scrittura approfondita
Dario Zonta     * * * - -

Leo, figlio irrequieto di Luciano, una notte spara alcuni colpi di fucile sulla saracinesca di un bar protetto da un clan locale, in quel di Africo nel cuore dell'Aspromonte. Una provocazione come risposta a un'altra provocazione. Un atto intimidatorio, ma anche un gesto oltraggioso che il ragazzo immagina come prova di coraggio e affermazione d'identità nei confronti del clan rivale e nei confronti del padre, maggiore di tre fratelli, dedito alla cura degli animali e dei morti, e lontano dalla cultura delle faide. I fratelli di Luciano hanno preso altre strade lontano da Africo, in una Milano permeata di affari criminali lungo la rotta della droga tra l'Olanda e la Calabria. Dopo la provocazione notturna, Leo deve e vuole cambiare aria, e raggiunge lo zio Luigi, il più giovane dei tre fratelli, spavaldo nel correre su e giù per l'Europa stingendo patti "commerciali" con cartelli sudamericani, e lo zio Rocco, ormai trapianto a Milano con aria e moglie borghese, arricchito proprio dai proventi di quei traffici internazionali. L'eco della bravata di Leo giunge in quel di Milano e risveglia la mai sopita attrazione per la vendetta, la faida in un misto di orgoglio represso dal benessere, o da esso alimentato sotto mentite spoglie. Il fratello maggiore infatti viene richiamato bonariamente dal boss del clan rivale, e umiliato nel suo essere uomo, primogenito, padre di famiglia. I fratelli si mettono in viaggio verso il loro Sud, la loro terra, sentendo il richiamo di una cultura antica, richiamo fatale a un destino immutabile che punta dritto verso la tragedia, senza scampo.
Francesco Munzi torna al cinema firmando con questo suo terzo film, una tragedia "greca", di fatto calabrese, ispirandosi al romanzo omonimo di Gioacchino Criaco, edito nel 2008 da Rubettino (coraggiosa casa editrice, da sempre attenta all'indagine della cultura calabrese, e non solo). Munzi arriva a questa opera difficile dopo aver sperimentato storia e stile nei suoi due primi film, Saimir e Il resto della notte. Qui si porta nel cuore della Calabria e della sua cultura ancestrale in odore di 'ndrangheta e lo fa da "straniero", con sguardo aperto, consapevole del rischio, quello di rappresentare luoghi, storie, personaggi quasi mai raccontati prima (la 'ndrangheta è misteriosa anche al cinema). A cosa si è appigliato Munzi per ricreare quel mondo così complesso e misterioso? Qual è l'immaginario di riferimento, laddove uno non c'è? Quanti film d'ambientazione calabrese si ricordano? Quanti che raccontano la cultura della 'ndrangheta? In assenza di una iconografia stratificata (che non sia quella reale e vissuta, ma lì necessariamente esperienziale), Munzi si affida alla scrittura, quella del libro da cui è tratta la storia, e la sua, quella di un regista-sceneggiatore. Poi ci sono i suoi occhi (dei quali è sempre meglio non fidarsi troppo) che hanno visto la Calabria e che hanno visto tanto cinema. E non si sfugge al groviglio di visioni e letture, e sempre una "rete" si cerca per appigliarsi a qualcosa, per trovare una rotta dentro una storia così buia. La struttura è quella della tragedia, e, non a caso, il film a cui si pensa è Fratelli di Abel Ferrara.
Allora, Munzi fa un lavoro egregio e il suo affondo è potente, ma è come se stesse alla continua ricerca di uno stile, di un modo di mettere in scena, tanto sono diversi gli approcci tra un film e l'altro. Qui sembra come "ritrarsi", farsi da parte, lasciare lo spazio alla storia (così abilmente scritta) e agli attori (così abilmente diretti), senza imporre uno sguardo che non sia di "servizio" e al servizio. Un rigore forse un po' troppo rigido, dietro il quale si nasconde forse qualche indecisione, forse una paura, comprensibile, di entrare in un universo sconosciuto ma ben definito nei suoi tratti. Anime nere in questo senso non è un film di denuncia e non è un film realistico. È un film-racconto, dai forti contrasti, che sembra il frutto di una scrittura approfondita, a volte fin troppo, laddove tutto vuole significare qualcosa, sempre e comunque. A tratti questo eccesso di significato emerge e distoglie, ma sempre dentro un flusso continuo dentro cui si è portati incessantemente, facendo esperienza dell'ineluttabile.
Sarebbe un errore quindi considerare Anime nere come la rivelazione di una realtà. Munzi non è Garrone, Criaco non è Saviano, Anime nere non è Gomorra: e soprattutto non vuole esserlo (e non che Garrone sia realistico, anzi il suo scarto verso il fantastico è sempre stato dominante, anche ai tempi di Terra di mezzo). Però siamo come in attesa di un tratto più certo, di uno sguardo più originale. E diciamo questo perché pensiamo che Munzi sia molto bravo, che abbia una qualità rara di scrittura e di "direzione", che si faccia le domande giuste, che guardi le cose con grande curiosità. Tutte qualità importanti, alle quali si deve aggiungere quella di un'autorialità più marcata che si definisca in un stile più proprio.

Incassi Anime nere
Primo Weekend Italia: € 248.000
Incasso Totale* Italia: € 936.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 21 giugno 2015
Primo Weekend Usa: $ 6.300
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Premi e nomination Anime nere

premi
nomination
Premio Amidei
1
0
Nastri d'Argento
3
0
Globi d'oro
1
2
David di Donatello
9
16
8 ½ Cinema Italiano
1
0
* * * * *

Africo, che racconta l'universale

venerdì 5 settembre 2014 di Eddy Xīn

Io non sapevo come fosse Africo. Sapevo che esisteva un paese di nome Africo, sapevo che fosse in Calabria. Ma non ne conoscevo il cielo livido, le case con i mattoni a vista, le opere pubbliche fuori scale, le strade come mulattiere, non conoscevo le capre con le corna, la chiesa di cemento in mezzo al paese. Io non sapevo che dialetto si parlasse ad Africo, avrei immaginato un calabrese caricaturale con tutte le t aspirate, non ne conoscevo la parlata chiusa, tra le vocali del salentino e la sintesi continua »

* * * * *

Ho ancora i brividi...

venerdì 5 settembre 2014 di Tiepolo71

Siamo rimasti colpiti dalla bravura degli attori, sia quelli con esperienza che quelli alle prime armi in questo film. Coinvolgente, dal finale inaspettato e fuori dai canoni delle pellicole del suo genere. Il regista riesce ad esaltare il pubblico (13 min. di applausi) grazie ad una narrazione avvincente che tiene con il fiato sospeso e culmina in un finale veramente commovente! Il tutto accompagnato da una colonna sonora sempre puntuale e coinvolgente. Veramente una sorpresa...........Non vediamo continua »

* * * * *

Uomini tragici

lunedì 22 settembre 2014 di Silvano Bersani

Bisogna essere grati a Francesco Munzi per opere come questa. E' una narrazione potente, lucida e tagliente come l'acciaio. Ma soprattutto bisogna essergli grati per avere con intelligenza scansato i luoghi comuni a cui poteva prestare il fianco. Narra di una Calabria scabra e ostile che fa da sfondo ad un dramma ancestrale. Ma lo fa con il rigore della tragedia classica, evitando l'antropologismo pittoresco in cui indulgono alcuni autori di questa generazione. Lo fa portando sullo continua »

* * * * *

Un film che rimane dentro

venerdì 19 settembre 2014 di Aliosha66

Ho amato moltissimo questo film: coinvolgente, diretto magistralmente e con attori bravissimi. Un crescendo di emozioni fino al finale sconvolgente, ma anche liberatorio. Un film che ti rimane dentro che raccomanderei a tutti di vedere.   continua »

luigi
"La prossima volta...sparagli 'n de gambe!!"
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luigi
"A prossima vota...sparagli n'di gambi..."
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DVD | Anime nere

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 8 aprile 2015

Cover Dvd Anime nere A partire da mercoledì 8 aprile 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Anime nere di Francesco Munzi con Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Anna Ferruzzo. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet Anime nere (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,99 €
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APPROFONDIMENTI | Un regista capace di sporcarsi le mani con il genere.

Francesco munzi

mercoledì 17 settembre 2014 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Francesco Munzi Folgorato da Anime nere, in concorso alla Mostra di Venezia e dal 18 settembre in sala, mi sono rivisto il primo lungometraggio (su tre) di Francesco Munzi, Saimir (2004). Storia di un ragazzo albanese che vive di espedienti sul lungomare laziale diroccato, non lontano da dove fu ucciso Pasolini, stessa miseria ma diversa etnia. Dal sottoproletariato romano a quello romeno, albanese, rom. Saimir è in conflitto perenne col padre, che accetta il suo destino di "traghettatore" di clandestini, e intanto si dedica al furto e al sotterfugio.

   

APPROFONDIMENTI | Un film che conduce una famiglia calabrese alla resa dei conti coi padri.

Luciano e i suoi fratelli

mercoledì 17 settembre 2014 - Marzia Gandolfi

Anime nere, Luciano e i suoi fratelli Sono tre i protagonisti di Anime nere, (melo)dramma fatale di Francesco Munzi che si concentra su una famiglia: su quello che la sostiene e su quello che la distruggerà. Luciano, Rocco e Luigi sono fratelli 'diversi' dentro una storia tragica annunciata da una linea di frattura e svolta tra Milano e l'Aspromonte. Il senso tragico della vicenda e della vita, che Rocco e Luigi scialano e riciclano, è introdotto e incarnato da Luciano, imprenditore introverso che vive in Calabria, ai piedi delle montagne e al fianco del figlio Leo.

   

NEWS | Questa sera la premiazione a Gorizia.

Vince

giovedì 16 luglio 2015 - a cura della redazione

Premio Sergio Amidei 2015, vince Anime nere Il Premio Internazionale Sergio Amidei alla miglior sceneggiatura 2015 viene attribuito a Francesco Munzi, Maurizio Braucci, Fabrizio Ruggirello, Gioacchino Criaco per Anime nere, diretto da Francesco Munzi, con la seguente motivazione: "Anime nere racconta attraverso un ritmo sincopato una triste realtà del nostro paese, un dramma familiare e sociale. Con i toni del nero, il film si svela poco a poco; alle inquadrature claustrofobiche si accosta una scrittura tenace e ruvida. I personaggi sono tracciati attraverso pochi, solidi elementi che penetrano in profondità nel cuore dello spettatore, riuscendo a scavalcare ogni struttura prestabilita.

   

NEWS | Il giovane favoloso è il film dell'anno.

Garrone, munzi e sorrentino si dividono i premi

sabato 27 giugno 2015 - a cura della redazione

Nastri d'Argento 2015, Garrone, Munzi e Sorrentino si dividono i premi Un verdetto inatteso, con una spartizione 'a tre' dei Nastri più importanti tra Anime nere di Francesco Munzi, Il racconto dei racconti - Tale of Tales di Matteo Garrone e Youth -La giovinezza di Paolo Sorrentino che conquistano tre premi ciascuno. Nessuno lo avrebbe previsto e invece, ai voti dei giornalisti cinematografici, i riconoscimenti mancati a Cannes e Venezia sono stati riscattati da un pareggio tra gli autori e i titoli più interessanti dell'anno. Vittoria di strettissima misura di Paolo Sorrentino come regista del miglior film 2015, Youth - La giovinezza, che conquista anche fotografia (Luca Bigazzi) e montaggio (Cristiano Travaglioli), insieme ad Anime nere di Francesco Munzi al quale vanno i Nastri per la migliore produzione (Cinemaundici di Luigi e Olivia Musini) e per la sceneggiatura (ancora Munzi con Fabrizio Ruggirello e Maurizio Braucci).

   

NEWS | L'annuncio nel giorno della scomparsa di de Oliveira.

Vince

venerdì 3 aprile 2015 - a cura della redazione

8½ Festa do Cinema Italiano a Lisbona, vince Anime Nere L'8ª edizione di 8 ½ Festa do Cinema Italiano si è conclusa con la anteprima internazionale dell'ultimo film di Gabriele Salvatores: Il ragazzo invisibile presentato per la prima volta fuori dall'Italia. Continua »

   

NEWS | Tutti i vincitori della sesta edizione.

Miglior regia a francesco munzi per

sabato 28 marzo 2015 - a cura della redazione

Bif&st 2015, miglior regia a Francesco Munzi per Anime Nere La sesta edizione del Bif&st, il Bari International Film Festival, ha visto trionfare Anime nere, il film di Francesco Munzi, al quale è andato il premio per la miglior regia, il premio per il miglior montatore a Cristiano Travaglioli e il premio per il miglior produttore (Luigi Musini) ex aequo con Torneranno i prati di Ermanno Olmi. Il film di Olmi ottiene altri due premi, miglior scenografia e migliori musiche. Anche Noi e la Giulia, il film di Edoardo Leo, porta a casa tre premi: miglior sceneggiatura, miglior attrice non protagonista (Anna Foglietta) e miglior attore non protagonista (Carlo Buccirosso).

   

GALLERY | Le foto della terza giornata della rassegna.

Le sul red carpet

sabato 30 agosto 2014 - a cura della redazione

71. Mostra del Cinema, le Anime nere sul red carpet La terza giornata della rassegna veneziana ha visto sul red carpet Francesco Munzi e il cast del suo Anime nere, primo film italiano in concorso alla 71. Mostra del Cinema. In serata, parata di star hollywoodiane, con Owen Wilson per She's Funny That Way ed Andrew Garfield per 99 Homes. In Sala Grande consegnato il Leone d'oro alla carriera al documentarista Frederick Wiseman. Guarda la fotogallery »

   

VIDEO | Una clip del film di Francesco Munzi, in concorso a Venezia 71.

A cena da rocco

giovedì 28 agosto 2014 - a cura della redazione

Anime nere, a cena da Rocco In concorso alla 71a edizione della Mostra del Cinema di Venezia, Anime nere scritto e diretto da Francesco Munzi è ambientato ad Africo: il regista commenta così questa scelta: "Ho girato nel paese che la letteratura giudiziaria e giornalistica stigmatizza come uno dei luoghi più mafiosi d'Italia, uno dei centri nevralgici della 'ndrangheta calabrese: Africo. Quando raccontavo che avrei voluto girare lì, tutti mi dissuadevano dal farlo: troppo difficile la materia, troppo inaccessibile, troppo pericoloso.

   

In viaggio con Munzi in un Aspromonte shakespeariano

di Natalia Aspesi La Repubblica

Anche i critici stranieri hanno apprezzato Anime nere, quasi tutti quelli italiani davano per sicuro alla recente Mostra di Venezia il Leone d'Oro, o un altro premio importante al film di Francesco Munzi. Invece la giuria internazionale ha scelto diversamente, e contrariamente a quanto succede spesso ai registi favoriti che alla fine non vengono premiati, Munzi si è comportato da gran signore, nessuna protesta ma anzi ha riconosciuto che molti dei film di questa 71ª edizione erano meritevoli, e che quindi l'essere stato dimenticato dai premi non lo offendeva. »

Aspromonte, la faida come un noir

di Valerio Caprara Il Mattino

Denso, incalzante, solidamente stmtturato eppure tessuto su una gamma accurata di concordanze e dissonanze comportamentali e psicologiche. «Anime nere», tratto con contenute modifiche dall'omonimo romanzo verità di Gioacchino Criaco (Rubettino editore), è uno dei pochissimi film memorabili in concorso alla Mostra di Venezia. La scelta di Francesco Munzi («Saint», «ll resto della notte») è stata, infatti, quella di rivolgersi alla sciagurata fenomenologia della 'ndrangheta, tematica alquanto sconosciuta al cinema italiano, con il piglio del genere noir, una sorta di peccato originale per i custodi del tempio; ai quali, per altro, è totalmente sfuggita l'operazione compiuta dal giovane regista nell'immergere suspense, realismo e denuncia in tonalità atemporali e fatalistiche, mitiche e simboliche degne della tragedia greca. »

Faide sanguinose in Aspromonte, ma con impeccabile stile

di Silvana Silvestri Il Manifesto

In Calabria è stato accolto in modo sorprendente Anime nere di Francesco Munzi che si è ispirato liberamente al romanzo di Gioacchino Criaco (Rubettino edi, vincitore a Venezia di tre premi (Pasinetti, Schermi di Qualità, premio Akai): alle proiezioni in anteprima di Catanzaro, Reggio e Locri gli spettatori hanno commentato in vario modo l'omertà e il silenzio che circonda fatti antichi e presenti. Ambientato in Aspromonte, ad Africo, non sembra essere uno dei tanti film sulle mafie del sud, resi ormai stereotipati e praticamente inservibili. »

Crudele noir sull'Aspromonte

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Come può un film così avvincente, anche se molto cupo, finire, in concorso, alla Mostra veneziana? La crudele storia ruota attorno a tre fratelli dell'Aspromonte: un mite allevatore di capre, un narcotrafficante e un imprenditore che ricicla i soldi sporchi. Ma la bravata di un figlio innesca una spirale di violenza senza ritorno. Ottimi interpreti, tutti presi dalle fiction tv. Certo che quando appare Peppino Mazzotta, sembra di sentire Montalbano che urla: Faziooo!». Da Il Giornale, 18 settem »

Anime nere | Indice

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