Saimir

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Un film di Francesco Munzi. Con Mishel Manoku, Xhevdet Feri, Lavinia Guglielman, Anna Ferruzzo Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 88 min. - Italia 2004. uscita venerdì 29 aprile 2005. MYMONETRO Saimir * * * 1/2 - valutazione media: 3,98 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,98/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * 1/2 -
 critican.d.
 pubblico * * * * -
Mishel Manoku
Mishel Manoku   Interpreta Saimir
Xhevdet Feri
Xhevdet Feri   Interpreta Edmond
Lavinia Guglielman
Lavinia Guglielman   Interpreta Michela
Anna Ferruzzo
Anna Ferruzzo (50 anni) 17 Febbraio 1966 Interpreta Simona
   
   
   
Francesco Munzi, ex burattinaio di Trastevere, non dimentica il suo "piccolo" pubblico, di cui adotta lo sguardo passando dietro la macchina da presa. Un corpo di celluloide, questa volta, per raccontare la "traversata" di un adolescente albanese.
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primo piano
Un film che ha l'incanto e la pesante leggerezza dell'adolescente Antoine Doinel di Truffaut
Marzia Gandolfi     * * * * -

Saimir ha sedici anni, è albanese e vive dietro una finestra aperta sul mare di Ostia. Le sue notti sono lunghe, infinite come il numero di immigrati clandestini che raccoglie sul litorale laziale e che poi suo padre traffica coi piccoli imprenditori agricoli della zona. Saimir è poi e soprattutto un adolescente che vive un'età straordinaria dentro una realtà e una condizione altrettanto straordinarie:quella dell'immigrazione e dell'emarginazione. Saimir è due volte fuori: fuori dai valori parentali, fuori dai valori comuni dei suoi coetanei italiani. Nel processo di transizione verso lo stato adulto, Saimir come ogni altro ragazzo della sua età ricerca l'autonomia dal genitore, da Edmond, padre disorientato e rassegnato a una realtà miserabile che chiama "destino". Dentro una situazione eccezionale e già esasperata dalla condiscendente indolenza paterna, Saimir si trova a dover interpretare la propria drammatica esperienza, conquistando la consapevolezza di non volere più applicare ad essa il modello familiare. Fa quello che può, Saimir, per riorganizzare la sua vita e il suo disagio, creandosi delle possibilità, cercando soluzioni adeguate per diventare la persona che vuole diventare. Il regista e il direttore della fotografia impressionano l'educazione esistenziale e sentimentale di Saimir su una pellicola livida e de-saturata dai colori accesi della post-adolescenza per indicare quella zona liminale in cui non si è più e non si è ancora. Allora Saimir, incrementato il proprio interesse nei confronti dei sentimenti e dei suoi stati d'animo, si innamora di Michela, una coetanea che lo corrisponde davanti al mare e alla dimensione naturale del rapporto e che lo rifiuta nella dimensione culturale, quella casa diroccata, che denuncia le azioni di piccola criminalità che Saimir sperimenta e condivide con altri piccoli rom. Ma più del cocente rifiuto di Michela potrà lo sguardo di una quindicenne albanese introdotta in Italia clandestinamente e avviata con l'inganno alla prostituzione. Per Saimir la ricerca di un nuovo equilibrio col mondo e col proprio sé passerà allora attraverso la denuncia e il "parricidio" simbolico. Ci sono voluti tre anni per produrre un film che ha l'incanto e la pesante leggerezza dell'adolescente Doinel di Truffaut, tre anni per trovare produttori col coraggio di osare. Francesco,come François, rintraccia la spensieratezza dovuta all'adolescenza nella liricità del furto e dell'illegalità. Sventatezza che merita di tuffarsi nella piscina dei grandi.

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Premi e nomination Saimir

premi
nomination
Festival di Venezia
1
0
Nastri d'Argento
1
0
David di Donatello
0
2
* * * * *

Saimir di francesco munzi vola alto.

mercoledì 29 giugno 2005 di paolo.apa

La fotografia è bella come bellissima l’immagine che chiude il primo tempo con i clandestini che ritornano dalla campagna. Francesco Munzi attualizza l’aforisma n. 2 di T. W. Adorno:”… nella società antagonistica anche il rapporto delle generazioni è un rapporto di concorrenza, dietro cui si nasconde la violenza pura e semplice. Ma oggi cominciamo a regredire verso uno stadio che non cosce più il complesso edipico, ma il parricidio.” La spiaggia sempre presente a ricordo d’antiche invasioni continua »

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DVD | Saimir

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 19 gennaio 2016

Cover Dvd Saimir A partire da martedì 19 gennaio 2016 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Saimir di Francesco Munzi con Mishel Manoku, Xhevdet Feri, Lavinia Guglielman, Anna Ferruzzo. Distribuito da CG Entertainment. Su internet Saimir (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 12,99 €
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APPROFONDIMENTI | Un regista capace di sporcarsi le mani con il genere.

Francesco munzi

mercoledì 17 settembre 2014 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Francesco Munzi Folgorato da Anime nere, in concorso alla Mostra di Venezia e dal 18 settembre in sala, mi sono rivisto il primo lungometraggio (su tre) di Francesco Munzi, Saimir (2004). Storia di un ragazzo albanese che vive di espedienti sul lungomare laziale diroccato, non lontano da dove fu ucciso Pasolini, stessa miseria ma diversa etnia. Dal sottoproletariato romano a quello romeno, albanese, rom. Saimir è in conflitto perenne col padre, che accetta il suo destino di "traghettatore" di clandestini, e intanto si dedica al furto e al sotterfugio.

   

di Federica Lamberti Zanardi La Repubblica

Paesaggio pasoliniano, protagonisti da neorealismo, una storia dura di emarginazione, conflitto generazionale, ribellione. È Saimir, opera prima di Francesco Munzi, presentato fuori concorso all’ultimo Festival di Venezia e alla Berlinale. Finora lodato dalla critica, arriva il 29 aprile nelle sale. Racconta di un sedicenne albanese che vive con il padre Edmond in un luogo desolato del litorale laziale. Una vita di solitudine scandita dai viaggi con il padre per raccogliere i clandestini che arrivano sulle spiagge e portarli nelle campagne dove li aspettano i «padroni», pronti a usarli come schiavi. »

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

È lontana l’Italia? - domanda sorridendo un piccolo kosovaro a Saimir (Mishel Manoku), che lo guarda con un’insofferenza venata di pietà. In fretta, Saimir gli risponde che c’è già arrivato, in Italia. E quello, di nuovo: «Come si sta in Italia?». Ha attraversato il mare, insieme con molti altri, ed è appena sbarcato di nascosto su una spiaggia buia, lasciandosi alle spalle la sua terra avara. Ora, è la speranza che gli illumina il sorriso. Ma Saimir non risponde. Si chiude in un silenzio cupo che, subito, si riflette sul völto del piccolo. »

di Stefano Lusardi Ciak

Questa non è vita. E la frase ripetuta, con dolore e consapevolezza, da Saimir, sedicenne albanese che vive col padre in una squallida periferia sul lungomare laziale. Se l’uomo ha accettato amaramente il suo destino di trasportatore di immigrati clandestini, il ragazzo, che vive di piccoli furti insieme a un gruppo di Rom, intravvede un destino diverso quando incontra Michela. Ma con lo svanire del sogno, la rabbia di Samir esplode con drammatiche conseguenze. Francesco Munzi, al suo secondo lungometraggio, dimostra di possedere uno sguardo lucido e coraggioso, capace di abbinare oggettività e pietas, buona direzione d’attori (dal non-professionista Mishel Manoku all’intenso Xhevdet Feri, apprezzato attore teatrale albanese) e bella creatività narrativa (la scena del furto). »

di Roberto Nepoti La Repubblica

I "ragazzi di vita", che un tempo Pier Paolo Pasolini rappresentava nella pagina e sullo schermo, vivono ancora nei sobborghi laziali, ma ora provengono da lontano. Dall'Albania nel caso di Saimir, da cui prende il nome la toccante opera prima di Francesco Munzi. Ancor più dei personaggi pasoliniani, però, sono giovani in bilico su se stessi. Come il quindicenne protagonista di questa storia non immemore della lezione neorealista: né a casa propria né del tutto straniero; non più adolescente, perché maturato da esperienze precoci, e non ancora uomo. »

Saimir | Indice

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