Il discorso del re

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Un film di Tom Hooper. Con Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter, Guy Pearce, Jennifer Ehle.
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Titolo originale The King's Speech. Storico, durata 111 min. - Gran Bretagna, Australia 2010. - Eagle Pictures uscita venerdì 28 gennaio 2011. MYMONETRO Il discorso del re * * * 1/2 - valutazione media: 3,84 su 222 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,84/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
L'impegno di Re Giorgio VI per superare una balbuzie nervosa con l'aiuto del logopedista Lionel Logue.
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primo piano
Un profilo biografico di verità in un contesto storico drammatico
Marzia Gandolfi     * * * 1/2 -
Showtime:
martedì 30 agosto 2016 alle ore 17,00 in TV su SKYCINEMACULT
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Duca di York e secondogenito di re Giorgio V, Bertie è afflitto dall'infanzia da una grave forma di balbuzie che gli aliena la considerazione del padre, il favore della corte e l'affetto del popolo inglese. Figlio di un padre anaffettivo e padre affettuoso di Elisabetta (futura Elisabetta II) e Margaret, Bertie è costretto suo malgrado a parlare in pubblico e dentro i microfoni della radio, medium di successo degli anni Trenta. Sostituito il corpo con la viva voce, il Duca di York deve rieducare la balbuzie, buttare fuori le parole e trovare una voce. Lo soccorrono la devozione di Lady Lyon, sua premurosa consorte, e le tecniche poco convenzionali di Lionel Logue, logopedista di origine australiana. Tra spasmi, rilassamenti muscolari, tempi di uscita e articolazioni più o meno perfette, Bertie scalzerà il fratello "regneggiante", salirà al trono col nome di Giorgio VI e troverà la corretta fonazione dentro il suo discorso più bello. Quello che ispirerà la sua nazione guidandola contro la Germania nazista.
Dopo aver raccontato la storia della Rivoluzione americana in nove ore, dentro una mini-serie e attraverso gli occhi del secondo presidente degli States (John Adams), Tom Hooper volge lo sguardo verso il vecchio continente, colto in tribolazione e alla vigilia del Secondo Conflitto Mondiale. Al centro del palcoscenico la cronaca del malinconico e addolorato Duca di York, figlio secondogenito dell'energico Giorgio V, inchiodato dalla balbuzie e da una complessata inferiorità di fronte allo spigliato fratello maggiore David. Crogiolo d'angoscia (im)medicabile e di squilibri emotivi sono quelle esitazioni, quei prolungamenti di suoni, quei continui blocchi silenti che impediscono a Bertie di esprimersi adeguatamente, ingenerando una sensazione di impotenza.
Il regista britannico si concentra sul vissuto interno del protagonista, rivelando le conseguenze emotive del disagio nel parlato ai tempi della radio e in assenza del visivo. Il discorso del re non si limita però a drammatizzare la stagione di vita più rilevante del nobile York e relaziona un profilo biografico di verità con un contesto storico drammatico e dentro l'Europa dei totalitarismi, prossima alle intemperanze strumentali e propagandistiche di Adolf Hitler. Non sfugge al re sensibile di Colin Firth e alla regia colta di Hooper l'abile oratoria del Führer, che intuì precocemente le strategie di negoziazione tra ascoltatore e (s)oggetto sonoro, il primo impegnato nel tentativo di ricostruire l'immagine della voce priva di corpo, il secondo istituendo un rapporto di credibilità se non addirittura di fede con la voce dall'altoparlante.
Se il mondo precipitava nell'abisso non era tempo di guardare al mondo con paura, soprattutto per un sovrano. Bertie, incoronato Giorgio VI, doveva ricucire dentro di sé il filo interrotto della relazione con l'altro, affrontando il suo popolo dietro al microfono e l'immaginario radiofonico. Fu un illuminato e poco allineato logopedista australiano a correggere il "mal di voce" di un re che voleva imporsi al silenzio. Lionel Logue sostituì col metodo il protocollo di corte, educando la balbuzie del suo blasonato allievo e incoraggiandolo a costruire la propria autostima, a riprendere il controllo della propria vita e a vincere prima la guerra con le parole e poi quella con le potenze dell'Asse.
A guadagnare la fluenza e a prendersi la parola è il 'regale' protagonista di Colin Firth, impeccabile nell'articolare legato, solenne nella riproposta plastico-fisica del suo sovrano e appropriato nell'interpretazione di un re che 'ingessa' emozioni e corporeità nel rispetto rigoroso della disciplina. Dietro al 're' c'è l'incanto eccentrico di Geoffrey Rush, portatore di una "luccicanza" che brilla, rivelando la bellezza della musica (Shine) o quella di un uomo finalmente libero dalla paura di comunicare. Lunga vita al re (e al suo garbato precettore dell'eloquio).

Incassi Il discorso del re
Primo Weekend Italia: € 953.000
Incasso Totale* Italia: € 8.638.000
Ultima rilevazione:
Box Office di martedì 12 luglio 2011
Primo Weekend Usa: $ 1.194.000
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Premi e nomination Il discorso del re

premi
nomination
Premio Oscar
4
12
Nastri d'Argento
1
1
Golden Globes
1
7
European Film Awards
3
4
David di Donatello
1
1
Cesar
0
1
BAFTA
6
14
* * * * *

Una lezione di cinema umano e toccante

lunedì 27 dicembre 2010 di Leonardo Malaguti

Opera incredibilmente intelligente e toccante, Il discorso del re, fa ridere, commuove e coinvolge lo spettatore con incredibile maestria. Tratto da una storia vera e si vede, non ha mai una nota falsa o manierata, ma e' sempre concreto, diretto, sincero. Il merito e'certamente dell'icredibile ensemble di attori e della perfetta regia dell'ottimo Tom Hooper. Colin Firth si riconferma uno degli attori migliori in circolazione (dopo la struggente interpretazione di George Falconer continua »

* * * * *

Un film praticamente perfetto.

mercoledì 26 gennaio 2011 di giupas

Senza dubbio un capolavoro. Sotto tutti i punti di vista, sia per la straordinaria bellezza puramente artistica di molti spezzoni, sia per la recitazione di Colin Firth, letteralmente mozzafiato, entusiasmante, semplicemente sublime. Completamente convincente, commuovente, toccante e umana. Naturalmente va visto in versione originale per apprezzare la cosa, io non l'ho visto in italiano ma francamente dubito che possa esistere un doppiatore così bravo da riuscire a trasmettere anche solo continua »

* * * * *

Semplicemente..perfetto

mercoledì 26 gennaio 2011 di lunetta

Non saprei come giustificare anche solo una stella in meno. Il film è un quadro, perfetto nei colori, nello stile. Attori bravissimi, che sembrano nati nei panni dei protagonisti (il "dottor" Lionel era stato già uno splendido Barbossa nella Maledizione della prima luna) Humor inglese raffinato e piacevole. L'apparente banalità della trama viene superata dalla sua storicità e  dallo stile con cui è raccontata. Sembra di essere tornati indietro continua »

* * * * *

Questo è cinema!

venerdì 28 gennaio 2011 di cannedcat

Un uomo e una donna perbene catapultati dal caso nel momento più drammatico dell'Inghilterra! Un film attualissimo, per mostrare ai governanti di oggi, che hanno voluto il potere e che non hanno la forza di affronatre la crisi, quale coraggio questi due magnifici individui hanno dovuto trovare in se stessi - e nel loro amore - per superare le proprie paure, le proprie insicurezze e dare ad un'intera nazione la speranza contro i mostri. The King's Speech le 12 nomination le merita tutte! Ma soprattutto continua »

Bertie e Lionel
B:"i miei consiglieri dicono che il fumo fa bene, distende la laringe e i nervi"
L:"sono degli idioti!"
B:"sono cavalieri"
L:"allora è ufficiale.."
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Bertie e Lionel
B:"i miei consiglieri dicono che il fumo fa bene, distende la laringe e i nervi"
L:"sono degli idioti!"
B:"sono cavalieri"
L:"allora è ufficiale.."
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Geoffrey Rush Colin Firth
Geoffrey Rush-Perchè dovrei ascoltarvi?
Colin Firth-Perchè io ho una voce!
Geoffrey Rush-sì, è cosi
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DVD | Il discorso del re

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 11 maggio 2011

Cover Dvd Il discorso del re A partire da mercoledì 11 maggio 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Il discorso del re di Tom Hooper con Helena Bonham Carter, Colin Firth, Guy Pearce, Geoffrey Rush. Distribuito da Eagle Pictures. Su internet Il discorso del Re è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 7,49 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 2,50 €
Aquista on line il dvd del film Il discorso del re

SOUNDTRACK | Il discorso del re

La colonna sonora del film

Disponibile on line da martedì 1 febbraio 2011

Cover CD Il discorso del re A partire da martedì 1 febbraio 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Il discorso del re del regista. Tom Hooper Distribuita da Decca.

APPROFONDIMENTI | Il regista Tom Hooper contrario all'ipotesi dei tagli.

Censure visive o acustiche minacciano

martedì 1 febbraio 2011 - Marlen Vazzoler

Censure visive o acustiche minacciano Il discorso del re MPAA, rating, PG-13, R, red band, green band sono termini e sigle sconosciute alla maggior parte del pubblico italiano. Coloro che invece sono andati al cinema all'estero, comprano DVD e Blu-ray d'oltreoceano o anche provenienti dall'Inghilterra, e naturalmente una parte dei cinefili, sono già venuti a contatto con tali parole. Ma di cosa si tratta? E cosa c'entrano con il film Il discorso del re, la pellicola di Tom Hooper favorita per la corsa agli Oscar 2011? MPAA e rating In America esiste un'associazione composta da Walt Disney, Sony, Metro-Goldwyn-Mayer, Paramount Pictures, Twentieth Century Fox, Universal Studios e Warner Bros che ha il compito di promuovere gli interessi degli studi cinematografici, ed è conosciuta sotto la sigla MPAA (Organizzazione americana dei produttori cinematografici).

   

INCONTRI | Johnny Depp e Penelope Cruz presentano a Cannes il quarto capitolo della saga.

Cannes affonda i pirati

domenica 15 maggio 2011 - Ilaria Ravarino

Cannes affonda i pirati «L'ultima nave è salpata da un pezzo»: con un ferale articolo, diffuso nel Palais poche ore prima dell'arrivo di Johnny Depp e Penelope Cruz a Cannes, la rivista Screen ha platealmente stroncato il quarto capitolo dei Pirati dei Caraibi, pellicola fuori concorso al cinema dal 18 maggio e primo sequel del franchise interamente in 3D. Un'opinione confermata dalla tiepida risposta ricevuta dal film in sala e persino dai suoi interpreti, attesi come star sul tappeto rosso della Croisette ma accolti con freddezza dalla stampa: scarsa la chimica tra i protagonisti Depp e Cruz, distanti sullo schermo come nella vita, ben poco carismatici (anche) dal vivo i nuovi acquisti della saga, Sam Claflin e la francese Astrid Berges-Frisbey, nell'ingrato ruolo di rimpiazzo dei transfughi Orlando Bloom e Keira Knightley.

   

INCONTRI | Colin Firth spiega come è riuscito a dare forma al suo personale re Giorgio.

Ho lavorato solo d'istinto

giovedì 17 febbraio 2011 - Giovanni Bogani

Ho lavorato solo d'istinto E non balbetta neanche un po’! Il re Colin parla tranquillo, con la sua forza ostinata, da traino Scania. Dodici nomination, tra cui quella a lui come miglior attore, devono dare un bel po’ di fiducia. Lui però gioca al ribasso, com’è giusto: l’arte dell’understatement non l’hanno inventata gli inglesi? “Io sono a scoppio ritardato: può darsi che tiri i pugni in aria a maggio e che stappi una bottiglia di champagne a settembre, per la felicità che vivo oggi”, ha detto pochi giorni fa, a chi gli ha chiesto come si senta, nell’imminenza degli Oscar.

   

FOCUS | Anne Hathaway e James Franco animano e "svecchiano" l'ottantatreesima Notte degli Oscar.

Trionfa

lunedì 28 febbraio 2011 - Tirza Bonifazi Tognazzi

Oscar, trionfa Il discorso del re Ha avuto inizio nella Parigi di Inception l'83sima notte degli Oscar, con un montaggio a effetti speciali che ha visto gli ospiti della serata Anne Hathaway e James Franco entrare e uscire dalle scene madri dei film nominati. Subito dopo Tom Hanks ha aperto la premiazione annunciando i vincitori nelle categorie art direction e fotografia (andati rispettivamente ad Alice in Wonderland e Inception), ma il primo momento emozionante è stato quando Melissa Leo, introdotta da un Kirk Douglas in vena di scherzi, è salita sul palco a ritirare il premio come miglior attrice non protagonista per The Fighter.

   

CELEBRITIES | L'attore inglese infila un altro grande personaggio nel suo palmarès.

Colin firth. sei personaggi in cerca di un attore

martedì 25 gennaio 2011 - Tirza Bonifazi Tognazzi

Colin Firth. Sei personaggi in cerca di un attore A guardare indietro alla carriera di Colin Firth, cinquant'anni compiuti da qualche mese e un palmarès di film (e candidature a premi) di tutto rispetto, sembrerebbe che fosse già stato tutto prestabilito. È un'ipotesi assurda e fantastica, ovviamente, ma se non fosse stato per la miniserie tv Orgoglio e pregiudizio l'attore di Grayshott, Hampshire, non avrebbe ottenuto – non in quel momento almeno – il il successo a livello internazionale che gli ha consentito di diventare grande film dopo film fino ad arrivare a essere re per una notte a Hollywood con la candidatura agli Oscar per A Single Man.

   

NEWS | Incendies e Stake Land gli altri vincitori.

King's speech vince al festival di toronto

lunedì 20 settembre 2010 - Marlen Vazzoler

King's Speech vince al Festival di Toronto Ieri si è conclusa l'edizione 2010 del Toronto Film Festival, durante la quale sono stati proiettati alcuni dei film più attesi della stagione cinematografica americana, Black Swan di Darren Aronofsky, 127 Hours di Danny Boyle, Rabbit Hole di John Cameron Mitchell, La versione di Barney di Richard J. Lewis e The Town di Ben Affleck. Ma ad aggiudicarsi il premio più importante del Festival, il CADILLAC PEOPLE'S CHOICE AWARD, quello assegnato dal pubblico, è stato un film arrivato un po' in sordina nella città canadese, The King's Speech diretto dal regista Tom Hooper e interpretato da Colin Firth ed Helena Bonham Carter, che racconta della riluttante ascesa al trono del re Giorgio VI.

   

Il discorso del Re Giorgio VI, il volto umano del potere

di Natalia Aspesi La Repubblica

Ci sono stati tempi e luoghi in cui un primo ministro si dimetteva per non aver capito in tempo la gravità di una situazione politica, in cui il rispetto della carica era più importante della persona che la rappresentava, in cui rivolgendosi alla nazione il suo massimo rappresentante non si scagliava contro neppure il più pericoloso dei nemici ma invitava un intero popolo all' unità e al sacrificio per difendere i valori del proprio paese: responsabilità, coraggio, abnegazione, decoro, erano ancora virtù indispensabili per governare. »

Il Re da Oscar

di Paola Casella Europa

Il discorso del re è uno di quei rari film che riescono ad essere estremamente accessibili al grande pubblico ed estremamente raffinati nella sostanza come nella confezione. La storia è quella di Albert Windsor (il futuro re Giorgio VI d'Inghilterra, padre della futura regina Elisabetta II) e della sua grande difficoltà sia ad esprimersi, poiché soffriva di una grave forma di balbuzie, che a ricoprire il suo ruolo di leader. La sceneggiatura, ma anche la regia e la recitazione, costruiscono il racconto in modo apparentemente semplice, consentendo allo spettatore una forte identificazione emotiva con il re e il suo problema, e allo stesso tempo arricchiscono la narrazione di dettagli quasi subliminali, in modo che anche il pubblico più esigente e sofisticato possa trovare pane per i propri denti. »

Un balbuziente Firth nei panni di Giorgio VI

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

Ce lo dice esplicitamente il bel film di oggi diretto da un regista inglese attivo anche nella TV americana, Tom Hooper. La balbuzie, dunque, studiata con finezza e accenti anche delicati in quel personaggio al centro che incontriamo prima come Duca di York, ancora vivente suo padre Giorgio V, e secondo nella linea di successione perché il primo è quell'Edoardo Principe di Galles di cui ci si rivelano quasi subito i rapporti con l'americana divorziata Wally Simpson. A fianco del Duca di York, la moglie Elisabetta (che sarebbe diventata la tanto amata Regina Madre) e le due figlie, Elisabetta, oggi Regina, e Margaret, morta abbastanza giovane. »

Il re è nudo quando deve parlare

di Roberto Nepoti La Repubblica

Ci sono stati tempi e luoghi in cui un primo ministro si dimetteva per non aver capito in tempo la gravità di una situazione politica. È per questo che un film fatto benissimo come Il discorso del re oggi ci commuove per come il duca di York, afflitto da una terribile balbuzie proprio negli anni in cui l' avvento della radio spinse anche i Reali a sottomettersi alla comunicazione di massa, costretto contro la sua volontà a salire sul trono d' Inghilterra col nome di Giorgio VI, riuscì almeno in parte a vincere la sua minorazione e a diventare un monarca rispettato e amato. »

Il discorso del re | Indice

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Marzia Gandolfi
Pubblico (per gradimento)
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