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Happy Family |
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Un film di Gabriele Salvatores.
Con Fabio De Luigi, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Buy, Carla Signoris.
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Commedia,
durata 90 min.
- Italia 2010.
- 01 Distribution
uscita venerdì 26 marzo 2010.
MYMONETRO
Happy Family
valutazione media:
3,10
su
97
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Filippo e Marta hanno sedici anni e la ferma decisione di sposarsi.
![]() La vitalità del cinema nel nuovo sogno di mezza estate (milanese) di Gabriele Salvatores |
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Marianna Cappi
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Filippo e Marta hanno sedici anni e la ferma decisione di sposarsi. Marta dovrà persuadere i suoi genitori, passando sopra l'isteria della madre e l'indolenza del padre, Filippo dovrà convincere la madre ma può contare sulla benedizione del suo secondo marito, Vincenzo. Alla cena che riunisce alla stessa tavola i figli cocciuti e i parenti sballati, finisce anche Ezio, il narratore di questa storia, coinvolto da un incidente in bicicletta e convinto da un colpo di fulmine in ascensore.
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cinema sette
MEA MAXIMA CULPA - SILENZIO NELLA CASA DI DIO
Regia di Alex Gibney
Un film che indaga i casi di pedofilia clericale verificatisi in America e in Europa. Scopri la programmazione del film su MYMOVIESLIVE! |
cinema cinque
TRAIN DE VIE - UN TRENO PER VIVERE
Regia di Radu Mihaileanu
Un inno alla vita. Scopri la programmazione del film su MYMOVIESLIVE! |
cinema uno
THE ONE AND ONLY
Regia di Susanne Bier
Una commedia romantica di grande successo, tra i cinque titoli più visti nella storia del cinema danese. Scopri la programmazione del film su MYMOVIESLIVE! |
cinema free
STUCK - THE CHRONICLES OF DAVID REA
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premi nomination |
Nastri d'Argento 1 5 |
La simmetria per incrinare un equilibrio
mercoledì 31 marzo 2010
di Luca Alvino
«Il mare non pensa, ed è lì da sempre. Noi invece pensiamo e moriamo». Come a dire che la vita - quando si ferma a ripensare se stessa e si cristallizza in una forma - cessa di essere eterno divenire, e si raffredda in statico simulacro di sé, astrazione sclerotizzata, museificata, rigida pietra tombale. È questo il messaggio più importante di Happy Family, la surreale commedia di Gabriele Salvatores, concepita ossimoricamente come film contro la forma filmica, astrazione armata contro la metafisica, continua » |
Troppo poco per un autore
mercoledì 31 marzo 2010
di giorgio47
L’ultima opera di Salvadores è un filmettino piacevole e ben girato ma che lascia l’amaro in bocca. In effetti ci sono alcune trovate, anche se non originali, come quella di parlare alla macchina da presa, i personaggi che interagiscono con l’autore, insomma un po’ di Pirandello, tanto che uno dei personaggi, se non sbaglio Abatantuono appella proprio come “Pirandello”, Fabio De Luigi, appunto l’autore del “Film”. A parte questo, la pellicola non è molto diversa da uno dei quei film “giovanilistici” continua » |
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Verità, finzione e ricerca della felicità
lunedì 29 marzo 2010
di laulilla
Un tendone che si apre e si chiude all'inizio e alla fine del film, davanti a un palcoscenico, ci ricorda quello che nessun appassionato di cinema dovrebbe mai dimenticare, cioè che il cinema è soprattutto finzione. In questo caso la finzione prende l'avvio dalla mente creativa di Ezio, scrittore e sceneggiatore di una pièce, che nasce e si sviluppa dalla sua collaborazione con una folla di personaggi, che qui sono in attesa di recitare la loro parte, ma anche di vedere quale sorte, di vita o di continua » |
E' proprio vero: spesso la realtà non ha una trama
domenica 28 marzo 2010
di Nino Pell.
Gabriele Salvatores, regista che spesso ci ha abituati a caratterizzare la sua produzione cinematografica con films dalle tinte drammatiche (si pensi a "Come Dio comanda" o a "Io non ho paura") questa volta si cimenta nel genere comico, col risultato di aver trasmesso in me, dopo aver naturalmente visto questo suo nuovo film, un tipo di sensazione non esaltante ma neanche disprezzante. Una sorta di film da seconda linea ma non necessariamente opera minore della sua importante esperienza di regista. continua » |
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| Preferisco leggere o vedere un film che vivere... Nella vita non c'è una trama! | |
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| Kurtz | |
| "Il mio psicoanalista dice che nella vita non puoi fare il regista! Al massimo puoi fare l'attore." | |
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| Fabio De Luigi | |
| Ma che cazzo ci fa un gabbiano in una città dove non c'è il mare?! | |
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DVD | Happy FamilyUscita in DVD
Disponibile on line da venerdì 17 settembre 2010
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lunedì 22 marzo 2010 - Edoardo Becattini
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martedì 23 marzo 2010 - Stefano Cocci
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mercoledì 24 marzo 2010 - a cura della redazione
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NEWS | Salvatores dirige la commedia firmata da Alessandro Genovesi.Dal teatro al cinema con un po' di sperimentazione
mercoledì 17 marzo 2010 - Marianna Cappi
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Happy Salvatores
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Commedia umana da ridere e da piangere, divertente, intelligente, imprevista, colorata, persino ottimista: non una specialità di Gabriele Salvatores, che pure l'ha diretta benissimo, guidando gli attori in modo magistrale, traendola dal testo teatrale di Alessandro Genovesi. Happy Family, avvisa l'autore, non è uno slogan da biscotti inglesi per famiglia o un titolo brioso, si riferisce invece alla famiglia umana e alla sua capacità di sopravvivenza. Ma tutto il film è un rosario di inganni. Sembra realistico, invece si apre e si chiude con un sipario di velluto rosso da teatro. » |
di Alessio Guzzano City
Il fancazzista cannaiuolo Abatantuono (divertentissimo) con moglie alcolica e figlia cascoplatino. Il malato terminale Bentivoglio (monumento crepuscolare) con moglie in tensione (Margherita Buy, è ovvio) e figlio saccente col maglioncino a rombi. La nonna cuoca con l'Alzheimer e la splendida nipote con psicoproblemi di sudorazione. Sono gli otto personaggi in cerca dell'autore Fabio De Luigi, scrittore per hobby romantico (attenti al finale stile "I soliti sospetti") che se li sta inventando nell'estate di una Milano così lucida da sembrare geometria ispirata (in notturna, complice Chopin, sarà addirittura bellissima). » |
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Sapessi com'è strano Salvatores a Milano
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Otto personaggi in cerca d'autore. Una città grigia come Milano ridipinta in colori squillanti da musical anni 50 o da sogno a occhi aperti. Una sceneggiatura che si anima sotto i nostri occhi come un teatrino, con tanto di palcoscenico e sipario, confondendosi con l'immaginazione del suo autore Fabio De Luigi. Che a sua volta entra pirandellianamente nella sua storia, mescolandosi ai personaggi, salvo trovarseli davanti che protestano quando si blocca o li porta in direzioni sgradite. Mentre ogni scena, malgrado i colori, le gag, l'allegria così ostentata da indurre in sospetto, ribadisce i sentimenti di fondo. » |
Che risate, dolorosa famiglia
di Alberto Crespi L'Unità
Il primo a guardare in macchina fu Georges Méliès, in quasi tutti i suoi mirabolanti film a cavallo tra XIX e XX secolo. Lo imitò Charlie Chaplin, alla primissima apparizione su uno schermo nel 1914: era una comica di Mack Sennett, Kid Auto Races in Venice, e Charlie fingeva di disturbare le riprese di una corsa automobilistica piazzandosi davanti alla macchina da presa (la Venice del titolo era ovviamente il quartiere di Los Angeles). Quando il cinema divenne sonoro, Maurice Chevalier intrattenne gli spettatori lungo tutta la durata di Un'ora d'amore (Ernst Lubitsch, 1932): commentava la trama e anticipava le mosse, sue e degli altri personaggi. » |
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