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Whatever Works - Basta che funzioni
Un film di Woody Allen.
Con Ed Begley jr, Patricia Clarkson, Larry David, Conleth Hill, Michael McKean.
continua»
Titolo originale Whatever Works.
Commedia,
durata 92 min.
- USA, Francia 2009.
- Medusa
uscita venerdì 18 settembre 2009.
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![]() Woody Allen, sempre più consapevole, compie un passo avanti nel suo sguardo sul mondo
Giancarlo Zappoli
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Boris Yelnikoff, un tempo fisico di fama mondiale ed ora uomo anziano che ha già fallito un tentato suicidio (in seguito al quale la moglie lo ha lasciato), è in lotta con il mondo. Non c'è nulla che consideri positivo e anche le lezioni di scacchi che impartisce a giovani allievi divengono un'occasione di scontro. Finché, un giorno, non incappa in Melody, una giovane miss di provincia che è fuggita nella Grande Mela e dorme in strada. Il burbero Boris cede alle sue richieste e acconsente ad ospitarla per una notte che si trasformerà in mesi sino a divenire un matrimonio. Ma non tutto potrà proseguire pacificamente perché Marietta, la frustrata madre di Melody, riesce a rintracciare la figlia. E non è per nulla contenta di quelle nozze. |
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Dio è gay e fa l'arredatore!
mercoledì 23 settembre 2009
di Fabrizio Cirnigliaro
Dopo 4 film girati in Europa, Woody Allen ritorna a New York, ma senza far rimpiangere quelle pellicole girate in questa città e che l’hanno reso celebre negli anni 70. La sceneggiatura è perfetta, il ritmo incalzante, non c’è il tempo per memorizzare le battute che si susseguono, soprattutto nella seconda parte, quando arriverà al punto di far dire ad uno dei personaggi che per aver ”creato un mondo con i fiori, le piante, le montagne, i laghi”… “Dio è Gay, perché è un arredatore”. Boris ritiene continua » |
Ha funzionato, eccome
domenica 20 settembre 2009
di Andrea D
Dopo una vacanza europea di quattro film (il sopravvalutato "Match Point", l'inutile "Scoop", il sufficiente "Sogni e Delitti" e il più riuscito "Vicky Cristina Barcelona"), era ora che il regista newyorkese tornasse in patria. Il film comincia con un'esplosione atomica di scrittura cinematografica, un lungo e intelligentissimo monologo sull'esistenza pronunciato dal protagonista interpellando il pubblico in sala, cioè guardando la macchina da presa: una perfetta introduzione metafilmica ci dà, continua » |
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Prendersi in giro…….
domenica 20 settembre 2009
di Lisbeth
Prendersi in giro, questa è la chiave,Woody ci riesce ancora, e lo fa piazzando a ripetizione lungo tutto il film una sublime autoaffermazione: io sono un genio. E cosa fa un genio? Ha gli anni che bastano per fregarsene di tutti,vive a Manhattan in un appartamento usa e getta,è sciancato da un tentativo malriuscito di suicidio e neanche il secondo andrà a buon fine,quando si lava le mani canta sempre Happy birthday To You e insegna a giocare a scacchi a pagamento per strada a ragazzetti,regolarmente continua » |
Woody è sempre woody
giovedì 24 settembre 2009
di olgadik
Doppio ben tornato a Woody come regista e come cittadino della Grande Mela. Era un po’ di tempo che aveva preferito l’Europa, ma forse una sottile nostalgia lo ha riportato a una New York meno borghese di quella di Manhattan ma pur sempre riconoscibile e importante. Ormai settantenne il regista affida di nuovo a quest’opera, fin dal titolo, le sue considerazioni sul mondo, sull’amore, sull’ebraismo, cioè su tutto l’insieme dei temi lasciati da parte nelle ultime produzioni tese più a costruire continua » |
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| Boris (Larry David) | |
| Ma perché tutti gli psicotici religiosi vengono a casa mia? | |
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| Boris Yellnikoff (Larry David) | |
| Morirà di shock culturale! | |
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| Boris (Larry David) | |
| Vedi, io sono l'unico ad avere una visione d'insieme, ed è per questo che mi chiamano Genio. | |
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Altre frasi celebri del film Whatever Works - Basta che funzioni
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DVD | Whatever Works - Basta che funzioniUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 27 gennaio 2010
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INTERVISTE | Rientrato dalla vacanza europea, Allen ricomincia da Manhattan e da un misantropo fatalista.New york story
venerdì 18 settembre 2009 - Marzia Gandolfi
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GALLERY | Nuovo poster per Bastardi senza gloria, Whatever Works e Pandorum.Uscito il poster ufficiale
giovedì 7 maggio 2009 - Marlen Vazzoler
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Woody Allen il misantropo scopre anche un po' di felicità
di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
È fin commovente il modo in cui Woody Allen gira intorno ai soliti temi e ripropone sempre lo stesso «stile», a cominciare da quei titoli di testa bianchi su fondo nero, con gli attori in rigoroso ordine alfabetico. È come se volesse subito mettere le mani avanti: lui sa fare «solo» quelle cose e lo spettatore che entra in sala per vedere un suo film sa benissimo che cosa può aspettarsi, soprattutto adesso che è tornato a girare a New York dopo le avventure (non sempre esaltanti) in Europa. Che sia in scena oppure no, come appunto non c' è in questo Basta che funzioni, che per esplicito desiderio del suo autore manterrà anche in italiano il titolo originale, Whatever works. » |
Allen, ritorno alle origini
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Di nuovo a New York, in una commedia divertentissima e desolata Woody Allen si affida a un altro se stesso: più giovane (62 anni), zoppo, scostante professore universitario in pensione, sentenzioso, nevrotico e sarcastico: è Larry David, cabarettista ebreo newyorkese. Accompagnato da musichette Anni Trenta sussultanti e allegre, il protagonista parla rivolgendosi direttamente agli spettatori: «Le nostre idee generali sono tutte basate sul falso concetto che l’uomo sia fondamentalmente buono». E’ autocritico: «Non sono simpatico a nessuno, la simpatia non è tra le mie priorità». » |
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Woody, felice a New York
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Woody Allen dall’Europa è tornato a New York e non avendo forse più voglia di recitare lui stesso si è rivolto a un attore poco noto da noi, Larry David, ma molto apprezzato negli Stati Uniti per certe sue imprese televisive, e si è creato un personaggio non dissimile da un alter ego che ha caricato di molti suoi difetti, dal pessimismo all’ipocondria, con l’aggiunta però della coscienza di essere anche un genio… magari incompreso. Senza drammi, comunque questa volta anzi nelle cifre più scoperte della commedia, tanto che il nuovo personaggio in cui sembra rispecchiarsi, tale Boris Yellnikof e un ex fisico di fama mondiale giunto quasi alle soglie del nobel, che prima di raccontarci la sua storia (dopo un divorzio e un’esistenza ormai da fallito) si rivolge verso di noi (e in seguito lo farà spesso) e ci intrattiene su se stesso, le sue idee forse bislacche e i suoi dubbi esistenziali, con aria seria ma, in segreto, mettendosi spesso in burla. » |
Un alter ego a Manhattan E Woody torna grande
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Sorpresa numero 1: dopo un lungo girovagare fra generi e città, Woody Allen torna nella "sua" Manhattan per ritrovare tutto ciò che credevamo di sapere del suo cinema di una volta, senza sbagliare un colpo. Sorpresa n. 2: dopo tanti film in cui non appariva o si confinava in ruoli di fianco (Anything Else, Melinda e Melinda, Scoop, Vicky Cristina Barcellona...), Woody trova finalmente un alter ego in grado di riprendere il suo personaggio di newyorkese nevrotico senza far rimpiangere l’originale (con sfumature diverse, naturalmente). » |
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