Un punto d’arrivo della vicenda di Brian De Palma, un soprendente precedente di 'genere nel genere'. Ora su TIMVISION.
Vestito per uccidere era un punto d’arrivo della vicenda di Brian De Palma, era il 1980 e il regista si era fatto una base ultrasolida, fatta di conoscenza specifica del cinema, grazie alla frequentazione di tutti i grandi classici per cominciare, e a una cultura generale, attraverso studi adeguati, che gli aveva permesso evoluzioni e revisioni che sarebbero state azzardate senza la dovuta piattaforma.
Protagoniste del film, due donne, una velleitaria e frustrata, in cerca di sesso e assassinata, l’altra, una prostituta che, da lontano, ha assistito. La soluzione del giallo al regista non interessa più di tanto, si applica soprattutto alla confezione. Il film divenne un precedente di “genere nel genere”. È questa l’attitudine primaria di De Palma, un esploratore di qualità, capace di reinventare codici già inventati, ma con efficacia e credibilità. Ed è stato coraggioso perché non ha esitato a proporre citazioni visibili all’istante, soprattutto hitchcockiane, ma con un linguaggio e un’estetica che le rilanciavano.
E quando la critica lo rimproverava in quel senso, il regista rispondeva provocando, estendendo la sua ispirazione ad autori come Antonioni e Coppola col suo Blow Out, dove la registrazione di certi rumori impercettibili porta alla soluzione inattesa, come era successo nel Blow-Up dell’italiano. Non solo ispirazione, ma anche eccesso di estetica e di narcisismo, sempre secondo la critica. Ed ecco, come reazione, un autentico canto a quello che per tanto tempo è stato il superclassico per eccellenza, La corazzata Potëmkin, nell’infinita sequenza della carrozzella sui gradini della stazione negli “Intoccabili”.
Il regista si afferma con due titoli “opposti”: Il fantasma del palcoscenico (1974), un musical e Carrie – Lo sguardo di Satana (1976), un horror dal romanzo di Stephen King. Il De Palma prevalente è quello degli anni Ottanta, dove firma una serie di piccoli classici diversi, un po’ alla Kubrick, ma sempre privilegiando l’aspetto barocco, senza la potenza di contenuti dello svedese: il cinema e la sua estetica prima di tutto.
Prima che arrivasse un Tarantino. Sono comunque titoli da memoria del cinema, e di grande successo al botteghino, come Scarface, Omicidio a luci rosse e Gli intoccabili. De Palma ha sempre corteggiato la provocazione. E quando le femministe insorsero per come trattava le donne nei film... le trattò ancora peggio. E quando i puristi lo accusavano di quei plagi evidenti, li fece ancora più evidenti. Sì, autore interessante.