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Elia Kazan

Elia Kazan è un attore turco, regista, produttore, sceneggiatore, è nato il 7 settembre 1909 ad Istanbul (Turchia) ed è morto il 28 settembre 2003 all'età di 94 anni a New York City, New York (USA).
Nel 1999 ha ricevuto il premio alla carriera al Premio Oscar. Dal 1948 al 1999 Elia Kazan ha vinto 3 premi: Premio Oscar (1948, 1955, 1999).

I genitori greci che si trasferiscono negli Stati Uniti quando egli è ancora negli anni della sua infanzia. A New York, ancora giovanissimo, Kazan non resiste al fascino che il teatro esercita su di lui ed entra a far parte, nelle vesti di attore, della compagnia di avanguardia "Group Theatre". Di lì a poco il passaggio alla regia, che lo porterà a sbancare persino Broadway con opere originali quali The skin of our teeth, A streetcar named desire e Death of a saleman - alcune delle quali diverranno poi grandi successi cinematografici. È attorno alla metà degli anni '30 che Kazan ha le sue prime esperienze cinematografiche, prima come assistente di Ralph Steiner nella realizzazione di documentari, poi come attore in La città del peccato (1940) e in Blues in the night, entrambi per la regia di Anatole Litvak (il primo codiretto da Jean Negulesco).
Nel 1944 i tentativi di Darryl F. Zanuck di ingaggiare Kazan vanno a buon fine e portano alla stipulazione di un contratto con la 20th Century Fox: Kazan dirige il suo primo film l'anno successivo, protagonisti James Dunn ed una giovanissima Peggy Ann Garner. Un albero cresce a Brooklyn è un esordio fortunato come pochi, e vale un Oscar per entrambi gli attori, facendo già intravedere quella che in futuro si rivelerà essere forse la più grande qualità del regista greco-americano, e cioè la capacità straordinaria di dirigere gli attori e di instaurare con essi un rapporto artisticamente esplosivo. L'ottimo Boomerang - L'arma che uccide è seguito da Barriera invisibile, uno shockante (al tempo) film di denuncia sull'antisemitismo diffuso negli USA. Il film, interpretato da Gregory Peck, vale l'Oscar allo stesso Kazan per la regia, a Celeste Holm come miglior attrice non protagonista e per il miglior film. Le contraddizioni sociali, a volte sfocianti in veri e propri drammi, divengono una costante tematica di Kazan, sebbene raccontati in maniera piuttosto effimera e non con la fermezza che richiederebbero: questo, del resto, è un giudizio dei giorni nostri e andrebbe ridimensionato alla luce del periodo - a cavallo dell'ultima parte della Seconda Guerra Mondiale - in cui i film vennero girati.
Nel 1951 Kazan mette in bacheca un altro Oscar personale con Un tram che si chiama desiderio, riduzione del testo di Tennessee Williams che già aveva portato in scena a Broadway, facendo conoscere al mondo un attore che si affermerà come una delle più grandi star del cinema di tutti i tempi: Marlon Brando. La collaborazione tra i due sarà ancor più foriera di successo con Viva Zapata! e col celeberrimo Fronte del porto, vincitore di otto Academy Awards.
Sarà lo stesso regista a scoprire, nel 1955, un certo James Dean, dandogli il ruolo di protagonista ne La valle dell'Eden. Kazan negli anni seguenti perfezionerà il proprio personale linguaggio cinematografico, superando un limite che ad essere pignoli gli si sarebbe potuto ascrivere, e cioè di essere troppo "teatrale" nei suoi film. L'evoluzione stilistica sarà accompagnata da una sempre provocativa scelta dei temi - Baby doll, Un volto nella folla, Fango sulle stelle.
Con Il ribelle dell'Anatolia, legato all'autobiografica esperienza di emigranti greci negli Stati Uniti, si chiude il periodo d'oro della sua produzione, che dirigerà negli anni seguenti ben pochi film, fino a Gli ultimi fuochi che rappresenta il congedo dalle scene. Il 28 settembre 2003 Elia Kazan si congeda anche dal mondo, spegnendosi a New York all'età di 94 anni. Molti lo ricorderanno per aver inventato il "Method", il più diffuso metodo di direzione degli attori ancora oggi; alcuni per il suo ruolo attivo - mai perdonatogli - in una torbida pagina di storia moderna quale fu il maccartismo sotto l'egida della House UnAmerican Activities Committee; ma probabilmente, ed è ciò che più conta, l'impatto che i suoi film ebbero e continuano ad avere sul pubblico di ogni provenienza geografica ed estrazione sociale, gli garantiscono un posto di primo piano nell'empireo dei grandi del cinema di tutti i tempi.

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