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Dolph Lundgren

Dolph Lundgren. Data di nascita 3 novembre 1957 a Stoccolma (Svezia). Oggi al cinema con il film Minions 2 - Come Gru diventa cattivissimo distribuito in 145 sale cinematografiche. Dolph Lundgren ha oggi 64 anni ed è del segno zodiacale Scorpione.

Ti spiezzo in due!

A cura di Fabio Secchi Frau

Lundgren e il cinema. Ma anche Lundgren e la tv, la fotografia, le arti marziali, la musica. Attore richiestissimo per il suo fisico e la sua statura (196 centimetri di altezza e 111,5 chili di muscoli) è uno splendido action hero, il protagonista stereotipo di tutti quei film d'azione mozzafiato che hanno avuto come volti anche Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, Steven Seagal e Jean-Claude Van Damme, con i quali ha lavorato durante la sua carriera.

La carriera sportiva
Nato il 3 novembre 1957 in Svezia, figlio di un'insegnante di lingue straniere e di un ingegnere ed economista del governo svedese, cresce assieme alle due sorelle maggiori e al fratello minore, frequentando la comunità della chiesa luterana. A 13 anni lascia la sua famiglia e va a vivere assieme ai suoi nonni paterni a Nyland, in Ångermanland. Interessato all'arte e alla musica (è tuttora un ottimo batterista), dopo essersi diplomato decide di partire per gli Stati Uniti per studiare ingegneria. Si iscrive così alla Washington State University e alla Clemson University del South Carolina. Poliglotta (sa parlare svedese, inglese, ma grazie alla madre anche spagnolo, tedesco, francese, giapponese e italiano), è costretto a tornare in patria per completare il suo servizio militare alla Amphibious Ranger School, durante il quale si ferisce gravemente in un'azione militare. Ma è proprio durante questi anni che il biondo ragazzone svedese si avvicina alle arti marziali e alle sue molteplici discipline (judo, goju-ryu, kyokushin karate, tae kwon do), diventando 3° dan e cintura nera. Campione europeo dal 1980 al 1981, si trasferisce per un brevissimo periodo di tempo in Australia per motivi sportivi, che lo porteranno poi a laurearsi alla Royal Institute of Technology con un master in ingegneria chimica alla University of Sydney. Vinta una borsa di studio per il Massachusetts Institute of Technology, lascerà la facoltà dopo solo due settimane, colpa di un soggiorno a New York City, durante il quale conosce il drama coach Warren Robertson, con il quale lavora al Theatre Workshop di Manhattan, il quale lo spingerà a diventare un attore di action movies. È nella Grande Mela che entra in contatto con gli ambienti artistici della Factory di Andy Warhol, diventando prima bodyguard e poi amante di Grace Jones (con la quale convivrà per ben 4 anni). Fotografato da grandi nomi dell'obiettivo (Victor Skrebneski e Christopher Markos), nel contempo, lavorerà come improvvisatore con Chazz Palminteri.

Il film di debutto per caso
La sua prima apparizione cinematografica è legata a un film della serie James Bond: Agente 007 - Bersaglio mobile (1985). Lundgren entra nel cast grazie a un fortuito gioco del caso. Si trovava infatti lì per "proteggere" Grace Jones, ma al regista mancava una comparsa che dovesse semplicemente tenere una pistola durante un'inquadratura. Motivo che spinse la Jones e Glen a sceglierlo per vestire i panni di una delle guardie del corpo del Generale Gogol del KGB.

Il mitico Ivan Drago
Ma la consacrazione arriva con Rocky IV (1988), quando dopo 9 mesi di audizioni e più di 8000 provini, viene scelto (secondo la leggenda da Stallone in persona) per il ruolo del pugile russo Ivan Drago che noi tutti ricordiamo per la battuta cult: «Ti spiezzo in due!». Lunghissima la preparazione al ruolo, Lundgren si trovava a Los Angeles in quel periodo e, secondo quanto consigliato da Stallone, dovette mettere su altri chili per guadagnare muscoli prima di presentarsi sul set per le riprese, riprese fra l'altro funestate dai continui litigi fra lui, Stallone e Carl Weathers che a turno continuavano a lasciare il ring, così come il set (insomma, una guerra fredda nella fiction come nella realtà!). Durante la scena dell'incontro finale, Stallone propose a Dolph Lundgren di colpirlo veramente, per aumentare l'intensità della sequenza. Dopo tre pugni di Lundgren alle costole, il divo americano sentì un forte bruciore al torace, ma lo ignorò e continuò a lavorare. La notte dopo le riprese, Stallone ebbe una crisi respiratoria e fu portato in un pronto soccorso canadese (visto che era proprio in quella nazione che furono scelte le locations), dove scoprì che la pressione del sangue era sui 200 e che doveva essere trasferito immediatamente al St. John's Hospital di Santa Monica, dove rimase ricoverato per 8 giorni. La diagnosi fu che i cazzotti di Lundgren erano stati così forti sul torace, da aver sbattuto lo sterno contro il cuore di Stallone, causandogli un rigonfiamento e restringendo il flusso d'ossigeno nei vasi sanguigni di tutto il corpo!

È stato He-Man
Nel 1987, Lundgren conquista finalmente il suo primo ruolo da protagonista (rubandolo peraltro all'amico-nemico Stallone e a Matthew Modine, fortemente voluto dal regista Gary Goddard che lo aveva ammirato per la sua performance in Crazy for you). Riprendendo i comics "Masters of Universe", i produttori lo impongono nel ruolo di He-Man, il biondo guerriero-principe del pianeta Eternia nella pellicola I dominatori dell'Universo. Nonostante le prime diffidenze, Goddard e Lundgren lavorarono assieme alla sceneggiatura, cambiandola radicalmente e aggiungendo più scene d'azione in ogni sequenza, fortificando il ruolo di He-man e lavorando alle coreografie nelle scene di lotta. Purtroppo il film sarà un flop, così come sarà un flop anche Shooter - Attentato a Praga (1995), osteggiato da un brutto stiramento al tendine di un ginocchio di Lundgren, che lo costrinsero a usare uno stuntman per le scene d'azione.

Gli action di serie B
Nel 2002, si sparse la voce del suo ritiro dalle scene come attore, visti i non eccelsi risultati al cinema dove è costretto a recitare continuamente sempre lo stesso ruolo, quello del duro che salva la bella ragazza di turno e sventa i piani di potenti senza scrupoli in pellicole di serie B. Ma le voci furono infondate, perché Lundgren continuò a lavorare spesso diretto da registi come Anthony Hickox e Sidney J. Furie, stringendo con loro non solo solidissimi rapporti di amicizia, ma anche di profonda collaborazione professionale. Ne è un esempio Direct Action (2004), praticamente firmato a 4 mani da Lundgren e Furie che parteciparono attivamente alle riprese, dalle fasi di pre-produzione fino a quelle di distribuzione. Da segnalare anche Universal Soldier - Regeneration (2009), all'interno del quale ha diviso il set con Jean-Claude Van Damme, senza però che fra i due scorresse buonissimo sangue. Si narra che pretesero di girare assieme solo le scene strettamente necessarie. Fu così che Lundgren terminò le riprese in soli 5 giorni e Van Damme in 20. Inamicizia che continua ancora oggi. È per bocca di Jean-Claude Van Damme che apprendiamo che Dolph Lundgren ha ereditato un ruolo che lui ha rocambolescamente "scaricato" nella pellicola di Sylvester Stallone I mercenari - The Expendables (2010) con Jason Statham, Jet Li, Eric Roberts, Bruce Willis e Arnold Schwarzenegger. Si tratta solo di una decisiva malignità dell'attore belga, che sarebbe stata sconfessata da Stallone stesso che, anche autore della sceneggiatura, ha più volte spiegato che Lundgren non ha mai rimpiazzato Van Damme, ma che anzi la parte dello scandinavo Gunnar Jensen fu scritta da Stallone proprio pensando a Lundgren.

L'unico film italiano
Unico film italiano è L'inchiesta (2006) con Max von Sydow, una perla nera in mezzo a tantissime bianche e tutte uguali contenute nella sua filmografia.

I film da regista
Ma l'attore svedese è anche regista e lo dimostra col suo The Defender (2004) con Jerry Springer, seguito da The Mechanik (2005, prodotto dalla Nu Image Films e che spinse Lundgren a scrivere la sceneggiatura in base alle locations da usare), Diamond Dogs (2007, dove l'attore ha rimpiazzato il regista Shimon Dotan licenziato dalla produzione) e Icarus (2010, in cui Lundgren voleva vestire i panni dell'antagonista, ma non approvato dalla produzione venne obbligato a vestire il ruolo dell'eroe).

Piccolo schermo
Pochissime le sue apparizioni televisive. La prima è nel lodevole film tv di John Woo Blackjack (1998), che avrebbe dovuto essere il pilot di una serie tv mai realizzata, la seconda in uno degli episodi del telefilm di spionaggio Chuck (2010).

Occasioni mancate
Fra i ruoli mancati quello di Ben Richard in L'implacabile (1987), quello di Kit Wlaker in The Phantom (pellicola che poi non venne mai girata) e non fu approvato dalla produzione nemmeno per una piccola apparizione in Rambo 2 - La vendetta (1985). Per di più, dovette rifiutare il ruolo di Captain America (1990) per recitare nel film The Punisher (1989).

Altri impieghi
Lundgren è il fondatore della casa di produzione cinematografica Thor Pictures che sviluppa vari progetti, fra i quali quelli di finanziare film che interpreta o dirige, in più è anche il socio co-fondatore del Group of Eight, una compagnia teatrale di New York. In pochi sono a conoscenza del fatto che Dolph Lundgren fece parte del team dei preparatori dell'U.S. Olympic Pentathlon durante le olimpiadi di Atlanta, è stato anche autore di libri di fitness e creatore di una linea di abbigliamento sportivo maschile.

Vita privata
Dopo la sua lunga relazione con Grace Jones e con la fotomodella Paula Barbieri, sposa nel 1994 l'arredatrice e stilista Anette Qviberg, con la quale mette al mondo due figlie Ida Sigrid e Greta Eveline, nate entrambe a Stoccolma, ma residenti (così come tutta la famiglia) a Marbella, in Spagna.

Ultimi film

Drammatico, Sportivo - (USA - 2018), 130 min.
Azione, Avventura, Fantasy - (USA - 2018), 143 min.

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