Felice, 20 anni, compra un pianoforte a coda con soldi di un usuraio. Con Noemi suona per le strade, conquistando passanti e turisti. Espandi ▽
Felice è stato un bambino prodigio al pianoforte. Dopo l'arresto e poi la morte del padre si è rifugiato nello studio osteggiato dalla madre. Per acquistare un piano usato si mette nelle mani di un usuraio il quale però cambia atteggiamento nei suoi confronti quando la sua abilità di oratore ai funerali diventa di pubblico dominio.
Un film tratto da un romanzo dello stesso regista che non sembra trarre vantaggio dalla trasposizione. I problemi del film nascono dalla sceneggiatura che non sfrutta appieno l'elemento di base. Felice, inseguito dagli scagnozzi di un usuraio e rifugiatosi in una chiesa in cui si sta tenendo una cerimonia funebre, si scopre inaspettate doti di oratore e, da quel momento, ha inizio una sua brillante e inusuale carriera. Recensione ❯
Il racconto di una storia parallela agli eventi della terza stagione dell'anime. Espandi ▽
Conclusa la cerimonia di apertura della Federazione del Regno dei Demoni di Tempest, Rimuru è ora in volo con i compagni a bordo di un drago alato verso l'arcipelago di Kaien, dimora dell'Imperatrice Celeste Elmesia. Il momento di serenità collettiva è però funestato dall'arrivo in incognito di Yura, sacerdotessa di un regno sottomarino ormai al collasso.
Il Mare Azzurro, infatti, colpito da una contaminazione inarrestabile, è in grave pericolo: la situazione potrebbe far risvegliare un antico Drago Acquatico, una divinità primordiale la cui furia cancellerebbe ogni distinzione tra terre e acqua. Intanto, mentre Rimuru cerca di fondare una nazione che conviva in modo pacifico, il piccolo e ostinato Gobuta incontra Yura. Dopo l'iniziale diffidenza, i due decidono di allearsi per scongiurare la catastrofe.
In questo film Kikuchi continua a sfoderare pulizia e nitore visivo dei piani e, al di là delle scene d'azione coreografate senza derive cruente, si fa apprezzare l'attenzione verso le traiettorie morali di personaggi in apparenza secondari. Recensione ❯
Il film segue la lotta di Miranda Priestly contro Emily Charlton, la sua ex assistente diventata dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e mentre Miranda si avvicina alla pensione. Espandi ▽
Sono passati vent'anni da quando Miranda Priestly faceva il bello e il cattivo tempo come direttrice della rivista di moda Runway. Per riparare ai danni d'immagine dell'azienda il proprietario di Runway, Irv, convoca Andy Sachs, l'ex stagista di Miranda che è diventata un'ottima giornalista, ma ha anche appena perso il lavoro per i tagli all'editoria. Andy torna dunque a Runway come caporedattrice attualità e ritrova l'adorabile Nigel.
Dopo il successo planetario di Il diavolo veste Prada questo sequel si assicura di dare al pubblico, soprattutto femminile, ciò che si aspetta.
Il film riposa su un format di successo e sulla bravura di un cast di primo piano. Il "glitter" degli abiti prende lo spazio del "grit" della trama che invece, visti i tempi, poteva diventare più sarcasticamente feroce, alla Piombo rovente per intenderci. Ma il pubblico si accontenterà facilmente della dimensione "eye candy" (l'abuso di anglicismi è intenzionale), e fioccherà a riempire le sale. Recensione ❯
Un viaggio intimo e collettivo nelle aree interne del Molise. Espandi ▽
Ci sono zone dell'Italia che hanno subìto un progressivo isolamento: sono quelle aree interne che negli ultimi cento anni hanno perso il 75% della popolazione, dove mancano scuole, ospedali, farmacie, uffici postali, distributori di gasolio, connessioni web, e a volte non arrivano neppure l'acqua e la corrente elettrica, nonostante la presenza massiccia di pale eoliche nei campi circostanti. Eppure quelle aree costituiscono il 60% del nostro territorio nazionale e sono ancora (dis)abitate da 13 milioni di persone, ovvero un quarto della popolazione italiana.
È da questa considerazione che prende le mosse il documentario Ritorno al tratturo, nato da un'idea di Filippo Tantillo, uno dei massimi esperti di aree interne in Italia, di Elio Germano, che appare spesso e volentieri nel documentario, e del regista Francesco Cordio, coautore della sceneggiatura insieme a Tantillo, Germano e Gemma Barbieri, che è anche montatrice, in una collaborazione artistica che, come la storia che racconta, non spreca nulla e ottimizza le risorse in uno sforzo collettivo e solidale.
Siamo in Molise, un "territorio di media montagna al margine dei margini, caratterizzato da un forte fenomeno di spopolamento negli ultimi 40 anni", attraverso luoghi sperduti "dove non c'è niente" ma dove, "nel silenzio dei margini sta nascendo un mondo nuovo". Recensione ❯
Il film concerto multischermo del 2026 che ricrea i due grandi show dal vivo di John Lennon e Yoko Ono al Madison Square Garden di New York il 30 agosto 1972. Espandi ▽
John e Yoko/Plastic Ono Band, insieme agli Elephant's Memory e a ospiti speciali, diedero vita a questi leggendari concerti da tutto esaurito - battezzati One To One - per un totale di 40.000 spettatori, raccogliendo oltre 1,5 milioni di $ (pari a 11,5 milioni di $ nel 2026) per i bambini con disabilità intellettive e dello sviluppo. Furono gli unici concerti completi tenuti da John Lennon - insieme a Yoko Ono - dopo aver lasciato i Beatles.
Originariamente girato nel 1972 con un sistema multi-telecamera dal regista Steve Gebhardt, la versione 2026 del film-concerto è diretta da Simon Hilton, montata da Ben Wainwright-Pearce e prodotta da Peter Worsley e Sean Ono Lennon. La produzione musicale è di Sean Ono Lennon, con missaggio e interventi audio di Paul Hicks e Sam Gannon. Recensione ❯
Gilles de Maistre conferma il suo format di cinema spettacolare per famiglie. Dove tutto è un po' troppo prevedibile. Family, Francia2026. Durata 92 Minuti.
Una riflessione sulla convivenza tra uomo e animali. Espandi ▽
Sun è una ragazzina di dodici anni cresciuta ascoltando dal nonno l'affascinante storia del "bambino struzzo perduto nel deserto", ovvero l'incredibile vicenda di Hadara, un bambino nato in una famiglia nomade che, a soli due anni, si è smarrito durante una violenta tempesta di sabbia. Destinato a una morte quasi certa, viene invece salvato da un gruppo di struzzi che lo accolgono come parte del loro branco. Per dieci anni, gli animali gli offrono protezione e gli insegnano a sopravvivere tra dune e sole implacabile.
Il regista francese Gilles de Maistre continua a lavorare su quello che è ormai un vero e proprio format di cinema spettacolare adatto a tutta la famiglia con la riproposizione di storie che vedono al loro centro la compresenza di un umano e di un animale.
La fotografia è calda e suadente, il montaggio fluido e invisibile, la musica evocativa, i costumi appena usciti dalla sartoria, ma a mancare è un po' il cuore dell'imprevedibilità. Recensione ❯
Un film che riflette sul senso di comunità nell'epoca dei social network e sull'urgenza di recuperare le proprie radici per costruire il futuro. Espandi ▽
Lovita è una ragazza che torna a vivere nel quartiere di Trastevere dopo la morte della madre. Ha uno zio diventato non vedente e in crisi, un amico che fa il regista teatrale e si interfaccia con altre persone con problematiche che ruotano intorno al come vivere la sessualità. Decide così di aprire un sito in cui la pornografia si trasformi in desiderio di vero amore.
Vito Vinci dirige con professionalità un film dalla sceneggiatura ipertrofica. Vinci è un regista che sa come guidare gli attori e come dotarsi di un cast in cui ogni interprete sa aderire al personaggio affidatogli con la giusta misura e sensibilità. Il problema però nasce da una sceneggiatura in cui agisce un universo di caratteri che in potenza hanno interessanti caratteristiche, anche sul piano della loro costruzione, per uno sviluppo che in più occasioni non si completa. Recensione ❯
Il film racconta con le voci e i volti dei protagonisti un momento fondamentale della storia della Repubblica italiana. Espandi ▽
Una serie di testimonianze di coloro che hanno vissuto la Resistenza al nazifascismo viene proposta collocando ognuno su fondo nero e riprendendo i volti . Ne emergono dettagli inediti degli accadimenti di quei giorni.
Con una scelta radicale sul piano documentaristico Putzu e Cagnacci contribuiscono alla conservazione della memoria collettiva. Nei volti di chi parla si legge quanto quegli eventi si siano impressi nelle pieghe del volto e come queste storie non possano essere derubricate come avvenimenti di un passato che 'ormai è passato' e non va più rievocato. È invece più che mai necessario farlo cogliendo le opportunità che coloro che lo hanno vissuto ancora possono offrire.
Putzo e Cagnacci lo fanno con grande rispetto e nettezza formale offrendo un'ulteriore pietra d'inciampo a chi, in materia, preferirebbe l'oblio. Recensione ❯
La storia del re del pop Michael Jackson. Espandi ▽
Michael è un bambino pieno di sogni e di talento. Balla e canta in modo unico, si trova a crescere con un padre opprimente, che non esita a tirare fuori la cinta per imporre il suo volere. Ma Michael è destinato a diventare un'icona, la sua ascesa da solista va di pari passo con l'intima urgenza di avere sempre maggiore emancipazione dalla figura paterna, fino al "divorzio professionale". Nel frattempo, tra un animale esotico e l'altro nella sua villa, il suo successo non si arresta, anzi spicca il volo: Off the Wall, Thriller e Bad, il resto è storia.
Più che un biopic fedele alla verità dei fatti, Michael è uno spettacolare evento musicale. Antoine Fuqua si assume la responsabilità di raccontare una delle icone più osannate e criticate del mondo, e per farlo sceglie - per evidenti questioni legali - di sacrificare una parte della storia: quella processuale, legata alle gravi accuse di pedofilia e molestie su minori.
Un film da grande pubblico, Michael che sa commuovere, esaltare, ispirare, divertire e far cantare e ballare chi guarda. Recensione ❯
Un documentario coraggioso che avvicina il pubblico all'umanità e al pensiero di un creatore controverso come Egon Schiele. Documentario, 2026. Durata 90 Minuti.
Un viaggio tra i corpi dell'eros e dello scandalo nella giovinezza ribelle dell'artista. Espandi ▽
La vita e l'opera di Egon Schiele vengono trattate parallelamente dal regista Michele Mally e dalla sceneggiatrice Arianna Marelli attraverso un continuo dialogo tra un diario personale e umano dell'artista, restituito dal contesto famigliare-politico-sociale-ambientale-estetico, e i preziosi disegni e dipinti di Schiele, che rendono la sua figura e il lavoro in maniera tangibile e vivamente contemporanea.
Realizzare un film su questo artista talentuoso e controverso, sulla sua arte non aderente ai canoni preposti dall'accademia o da tanta arte di oggi, è ancora un gesto coraggioso, che, come le opere dell'artista viennese, ha il dovere di sedimentare una traccia a lungo termine.
Le chiavi del racconto tra passato e presente, tra documenti storici e iconografici e le questioni esistenziali di una testimone dell'oggi, avvicinano il pubblico all'umanità e al pensiero di un creatore fuori dalle righe come Egon. Recensione ❯
A Parigi, uno scrittore e una professoressa di cinema sospettano il vicino di omicidio, finendo in un mistero che ravviva coppia e routine. Espandi ▽
François e Colette sono sposati e vivono a Parigi. Lui scrive romanzi gialli di ambientazione ottocentesca, in cui si immagina detective perspicace; lei insegna cinema alla Sorbona ed è specializzata nell'opera di Alfred Hitchcock. Quando il loro nuovo vicino attore li invita alla prima del suo spettacolo teatrale, i due non immaginano che diventeranno i protagonisti di una storia gialla che ricalca le storie di Hitchcock e offrirà a lui nuove idee.
Un omaggio più che letterale a La finestra sul cortile, forte dell'alchimia tra i due interpreti protagonisti: il regista e attore Gilles Lellouche e una scatenata Laetitia Casta. La scelta originale di Bezançon, che del suo film è anche sceneggiatore, consiste nell'inserire una trama onirica che fin dalla prima sequenza mette in scena i romanzi dello scrittore François.
Il delitto del 3° piano è godibile e divertente e funziona grazie alla bravura dei due protagonisti. Recensione ❯
Suggestione o manierismo? Un tentativo - riuscito a metà - di rinverdire i fasti di un classico del cinema horror. Horror, USA, Irlanda2026. Durata 133 Minuti.
Lee Cronin si confronta con una delle storie horror più iconiche di sempre, firmando una rilettura audace e oscura. Espandi ▽
La famiglia di Charlie Cannon si trova in Egitto per esigenze di lavoro, insieme alla moglie Larissa e ai figli Katie e Sebastian. Distratto da una chiamata importante, Charlie non si rende conto che Katie è stata avvicinata da una misteriosa figura velata, che prima la persuade e poi rapisce la bambina. Otto anni dopo arriva la più insperata delle notizie: Katie è stata ritrovata viva, all'interno di un sarcofago.
Nel tentativo di rilanciare una delle figure più archetipiche dell'immaginario horror, Lee Cronin - La mummia si muove lungo una corda tesa: da un lato il recupero della mummia come icona del terrore classico, dall'altro l'ambizione di aggiornare il mito attraverso sensibilità e codici contemporanei.
Il risultato è un'operazione che oscilla continuamente tra suggestione e manierismo, riuscendo raramente a trovare un equilibrio, come spesso avviene nelle produzioni Blumhouse. Il film suggerisce, allude, provoca, ma raramente ha il coraggio di portare fino in fondo le proprie intuizioni. Recensione ❯
Una famiglia si trasferisce in campagna, ma le cose non andranno come previsto. Espandi ▽
Gerardo detto Gerry e Ilaria Fontanta sono una coppia urbana stressatissima che decide dunque di cambiare vita e inseguire il sogno di trasferirsi in campagna: comprano un casale sulle colline con l'idea di vivere dei prodotti della terra, che venderanno ad un mercato locale. Ma niente è come lo avevano immaginato. Riusciranno i Fontana a sopravvivere alla loro odissea agreste?
Quasi tutte le svolte sono prevedibili, ed entrano nel solco di film precedenti a tema simile. La storia ci mette parecchio a decollare (una parte iniziale più breve avrebbe giovato al ritmo di commedia) ma nelle scene del terzo atto prende maggiore quota, grazie anche a un cast spiritoso su cui spiccano Maurizio Lastrico nei panni di Gerry, Andrea Pennacchi in quelli di Mauro (il cuore della storia), Luca Ravenna nel ruolo opportunamente fastidioso del vicino Paperone. Recensione ❯
Smeriglio torna alla regia con una vicenda che interroga i cosiddetti normodotati con il giusto ritmo e la giusta attenzione. Commedia, Italia2026. Durata 106 Minuti.
Il film, ispirato ad una storia vera, racconta di un viaggio come ricerca di sé e della propria libertà. Espandi ▽
Mauro è un surfista famoso che, in seguito ad un incidente, perde un amico e compagno di squadra e si ritrova con un problema invalidante ad una gamba. Costretto a una lungodegenza in un clinica per sottoporsi ad un periodo di riabilitazione, conosce Federico, affetto da Atassia di Friedreich e costretto su una sedia a rotelle. L’iniziale scontro tra i due si trasforma in un’amicizia profonda che li porterà a compiere insieme un percorso fuori dagli schemi.
Saverio Smeriglio torna dopo molti anni alla regia di un lungometraggio per proporre una vicenda che interroga i cosiddetti normodotati. Quello che sul piano della narrazione e su quello cinematografico appare come lo stimolo più importante è collocato in modo particolare nella prima parte del film e veicola un messaggio di impatto che dovrebbe far riflettere. Perché Mauro, il surfista abituato a primeggiare che ora deve imparare di nuovo a deambulare e Federico non sono personaggi presentati come privi di difetti. Non ci viene quindi presentata un’immagine edulcorata del disabile verso cui provare quel sentimento di falsa pietà che ci libera dalle responsabilità. Ci viene così ricordato che i disabili non meritano solo assistenza ma anche comprensione vera e disponibilità di attenzione vera. Recensione ❯
Un film attuale che intreccia moda, identità e sentimenti in una narrazione profondamente umana. Espandi ▽
Olivia ama la moda appartenendo a una famiglia che da generazioni si occupa della sartoria in una cittadina della Basilicata. Decide a un certo punto di allontanarsi per un anno dalla famiglia e dal fidanzato Paolo per frequentare i corsi della London Academy Couture. Inizialmente fatica ad adattarsi alla metropoli britannica ma poi, grazie anche al sostegno della nota stilista e sua insegnante Nina Clark, diviene sempre più consapevole delle proprie potenzialità nel settore.
Flaminia Graziadei esordisce nel lungometraggio con un film internazionale nella modalità di narrazione che sceglie.
Di vicende di giovani talenti che lasciano l'Italia per cercare una possibilità di lavoro e di crescita all'estero il cinema italiano ne aveva già proposte. In questo caso però il respiro è diverso e lo si avverte non appena la protagonista Olivia parte (in treno perché non ama volare) per Londra. Recensione ❯