La storia più volte raccontata al cinema diventa un nuovo prodotto altamente spettacolare, contemporaneo
e insieme universale. Horror, USA2025. Durata 149 Minuti.
Guillermo Del Toro dirige Frankenstein, un'avventura ispirata al mito della Creatura, con elementi religiosi e tratti da Shelley e dai film classici. Espandi ▽
Metà del XIX secolo: una spedizione di marinai bloccati nel Polo Nord s'imbatte in un uomo ferito e in una mostruosa creatura che uccide chiunque lo avvicini. L'uomo, che una volta in salvo racconta la sua storia, è Victor Frankestein, scienziato ossessionato dalla possibilità di vincere sulla morte e responsabile, con il sostegno di un industriale, del fratello e della fidanzata di quest'ultimo, della creazione di un essere umano assemblato con pezzi di cadaveri. Deluso però dalla sua creatura rozza e violenta, Victor ha però cercato di eliminarla scatenando la sua ira. Se però il suo racconto non fosse il solo possibile? Se anche il mostro raccontasse la sua versione, facendo così capire il suo desiderio di comprensione?
Del Toro adatta personalmente il romanzo di Mary Shelley e fa una sintesi del rapporto della cultura occidentale, figlia dello spirito positiva del XIX secolo, con la figura del mostro, la sua natura, le sue origini, la sua umanità. Recensione ❯
Un viaggio universale nei grandi interrogativi dell'esistenza: la libertà, la sofferenza, il senso della vita e della morte. Espandi ▽
Stefano Gheller, affetto sin dall'adolescenza da una particolare e grave forma di distrofia muscolare progressiva, è stato il secondo italiano ad ottenere per vie legali l'autorizzazione al suicidio assistito in Italia. Il documentario ci mostra la quotidianità di vita, narrando anche il suo legame con la sorella affetta dallo stesso morbo, anche se ancora in una fase anteriore.
Un documento importante che merita la visione anche (e forse soprattutto) da parte di chi è contrario a consentire l'accesso alla procedura.
Su temi etici scottanti e inevitabilmente divisivi ci sono documentari che sono finalizzati fondamentalmente alla propaganda, ottenendo il risultato di convincere i già convinti e di radicalizzare ulteriormente i contrari. Il pregio particolare di questo lavoro di Massimiliano Fumagalli consiste nel fatto che Gheller ha chiesto e ottenuto l'autorizzazione al suicidio assistito ma poi non se ne è avvalso. Recensione ❯
Il rock progressivo degli anni Settanta, genere fondamentale per la storia della musica italiana (e non solo). Espandi ▽
Senza tralasciare l'intrecciarsi tra musica e sociale in un periodo di grandi fermenti e cambiamenti,
attraverso interviste ai protagonisti e agli addetti ai lavori dell'epoca il documentario intende
ripercorrere la storia del genere rock progressivo in Italia, dove ha attecchito con grande forza,
esaltando creatività ed impegno. Recensione ❯
Paolo, affetto da Alzheimer precoce, cerca di restare presente per il figlio e la moglie, mentre tenta di ricucire il legame col fratello perduto. Espandi ▽
Roma. Paolo è davanti lo specchio del bagno e sta insegnando al figlio Mattia a farsi la barba. Il loro rapporto è speciale. L’uomo, che ha poco più di 40 anni, è affetto da una rara forma di Alzheimer precoce e sta iniziando a perdere la memoria. Per questo vuole essere il più possibile presente nella vita del figlio undicenne e della moglie Michela. Al tempo stesso cerca di recuperare anche il rapporto con il fratello Nicola con cui non si parla da tempo. Il quinto lungometraggio diretto da Alessandro Aronadio, riesce a toccare le corde dell’intimismo familiare e quelle immagini di ‘ciò che resta’ sono al tempo stesso intense e spietate. Edoardo Leo è credibile nei panni di Paolo così come risulta spontaneo il modo in cui viene ricreato il rapporto col figlio Mattia, portato sullo schermo con naturalezza da Javier Francesco Leoni. Ma è soprattutto Teresa Saponangelo che regala una prova di grande intensità, evidente nei silenzi, nei rimpianti, ma anche nel modo con cui costruisce la complicità e l’intimità con il marito. Recensione ❯
New Mexico, 2020. Tra Covid, BLM e rivalità personali, lo scontro tra uno sceriffo e il sindaco rischia di far esplodere una piccola città. Espandi ▽
2020, New Mexico. La rivalità tra lo sceriffo di Eddington Joe Cross e il sindaco Ted Garcia si fa sempre più accesa. Quando alle restrizioni della pandemia si aggiungono le tensioni verso la polizia dovute a Black Lives Matter, la situazione degenera e la scintilla potrebbe dar vita a un incendio. Il confronto tra Joe e Ted diviene contrasto tra due modi di pensare e di vivere l’esistenza rappresentativi della polarizzazione in corso negli Stati Uniti d’America. Il registro scelto da Aster è, ancora più che in precedenza, quello del grottesco e del caricaturale, con una cifra più esplicitamente comica rispetto al passato. L’ambizione di convogliare molteplici temi si traduce in un approccio videoludico del regista che sembra prendersi gioco dei suoi personaggi-marionette. C’è tanto e forse troppo nel calderone di Eddington, ma è difficile pensare a un film che oggi possa rappresentare meglio il caos e le contraddizioni di un paese sull’orlo di una crisi di nervi. Recensione ❯
Coreografia umana e IA robotica a confronto: il film esplora intelligenza collettiva, empatia e cooperazione tra danzatori e macchine. Espandi ▽
Da una cripta antica emerge nell'oscurità l'affresco di una figura umana, un piccolo homo, eppure al centro dell'universo. Alla Enginereed Arts, azienda statunitense di robotica, un programmatore alla sua scrivania dialoga fianco a fianco con Ameca, un androide (o "robot umanoide") modellato sul genere umano femminile. Ne testa le reazioni e ne indaga le capacità emotive. A seguire, osserviamo altri tecnici mentre allenano le intelligenze di un cane robot, scienziati che mappano il cervello umano, una coreografa che illustra come il corpo esprime il proprio pensiero.
Jalongo torna alla riflessione sulle applicazioni della scienza e all'intersezione tra discipline artistiche e scientifiche, legate forse da maggiori, invisibili e ancora poco note similitudini più che da differenze. Suggestivo, allusivo, non esaustivo, Più grande del cielo è un saggio teorico, a volte criptico, visivamente stupefacente, che con spirito ottimista guarda al futuro, consapevole del fatto che il presente è imperfetto e perfettibile.
Ancora fiducioso che tecnologia e umanità - dagli affreschi antichi ai visual artists di oggi - possano camminare e creare insieme. Recensione ❯
Guadagnino accende coraggiosamente un riflettore su un argomento scomodo e divisivo accettando di mostrarne le ombre. Thriller, Drammatico - USA, Italia2025. Durata 139 Minuti.
Dal visionario regista Luca Guadagnino, un avvincente dramma psicologico scritto da Nora Garrett. Espandi ▽
Una professoressa universitaria (Julia Roberts) si trova in un momento cruciale della sua vita personale e professionale, quando una studentessa modello (Ayo Edebiri) muove delle accuse verso uno dei suoi colleghi (Andrew Garfield) e un oscuro segreto del suo passato rischia di venire alla luce. Recensione ❯
Un film intenso ed emozionante che intreccia storie di vite, scelte e destini. Espandi ▽
Nunzia è la prima della sua famiglia a studiare all'università. Viene dalla Sicilia apposta, ha pochi soldi ma se li fa bastare, condivide un appartamento con altre studentesse. Una sera in discoteca incontra un ragazzo che le piace, dopo poco scopre di essere incinta ed entra in crisi, non sa se ha voglia di tenere il bambino.
Nel frattempo Maddalena, ingegnera edile sposata con il pianista Luca, continua a provare ad avere un figlio, ma di fronte all'ennesimo aborto entra in crisi va in frantumi e alla fine sceglie il percorso di adozione. Margherita, infine, è una neonata che viene al mondo senza sapere nulla, ma è già molto "amata". Viene lasciata nella culla per la vita affinché una famiglia che la desidera davvero la adotti per sempre.
È un film ambizioso, per nulla facile e stratificato Amata di Elisa Amoruso. La regista sceglie di accostare i due piani del racconto sin dall'inizio, incrociando anche visivamente la narrazione della solitaria vita di Nunzia, una Tecla Insolia sempre interessante e impeccabile, a quella di coppia (in crisi) di Maddalena, che con Luca ha un rapporto tormentato. Recensione ❯
Un esordio formalmente ineccepibile ma che della storia potenzialmente interessante attraversa solo la superficie. Drammatico, Italia2025. Durata 107 Minuti.
Un film che racconta la possibilità di scegliere del proprio futuro dopo la maturità: un momento cruciale della vita di tutti noi. Espandi ▽
Max, un ragazzo di 19 anni che vive in un paesino del Veneto, ha appena finito gli esami di maturità e si prepara a partire in Spagna. All’improvviso però riceve una proposta inaspettata. Robert Price, imprenditore nel campo delle start up, gli propone di sviluppare l’app che ha creato per aiutare gli studenti a scegliere la facoltà universitaria e di trasferirsi a Roma. Dopo averne parlato con i genitori e i suoi amici accetta la proposta. Dal viaggio spensierato agli squali in affari il passo è breve. Diretto da Daniele Barbiero, qui al suo primo lungometraggio, Squali attraversa la provincia veneta senza entrare nelle sue radici e ribalta un ritratto generazionale in una specie di thriller tecnologico freddo e senz’anima. È un cinema che segue regole che vengono percepite come infrangibili, formalmente anche ineccepibile ma mai in grado di entrare in profondità nella storia e di sviluppare adeguatamente i personaggi. Recensione ❯
Il sequel del fenomeno horror The Black Phone, uscito nel 2022, che ha incassato oltre 160 milioni di dollari in tutto il mondo. Espandi ▽
North Denver, 1982. Qualche anno è passato da quando Finney è stato il solo sopravvissuto a sfuggire alle grinfie del feroce serial killer denominato il Rapace. La vicenda lo ha però lasciato traumatizzato e cerca di attutirne i postumi psicologici in qualsiasi modo, anche facendosi canne a profusione. Il primo film, Black Phone, non sembrava lasciare troppo spazio per un seguito, ma ha avuto successo e allora lo spazio lo si è trovato comunque.
E se il serial killer è morto, non c'è problema: basta farlo tornare come se fosse una sorta di Freddy Krueger. In fondo, uno dei serial killer più famosi e caratterizzanti degli anni '80 - Krueger, appunto - era in effetti morto e viveva nei sogni delle sue vittime, senza trascurare il fatto che questo Black Phone 2 è in effetti ambientato proprio negli anni '80 e quindi la cosa in qualche modo può essere appropriata. Se però la strada scelta da Derrickson e dal suo co-sceneggiatore C. Robert Cargill (del racconto ispiratore di Joe Hill, figlio di Stephen King, restano ormai solo i personaggi) è forse un po' comoda, tra l'omaggio a un'icona e il suo utilizzo comunque strumentale, il regista la percorre con convinzione e intensità riuscendo a trarne atmosfere cupe e oniriche di indubbia qualità ed efficacia, che travalicano la mera imitazione e assurgono alla consapevole ed efficace emulazione. Recensione ❯
Un viaggio poetico nell'eterna infanzia, tra domande senza risposta e rimpianti per gesti mai compiuti, alla ricerca di luce nell'oscurità. Espandi ▽
Bonifacio Angius mette in scena il suo rapporto con il padre facendo interpretare se stesso da suo figlio ed assumendo il ruolo del genitore. Al contempo offre una complessa riflessione sul potere salvifico del cinema ogni volta che questo riesce a ritrovare la sua vera funzione.
Lo spazio interiore di un regista esplorato senza falsi pudori da lui stesso ma sempre con una profonda tensione verso la necessità della presenza dell'amore.
Angius, proprio perché ama in modo smisurato il cinema, quello che non cerca di imitare la realtà, conosce sicuramente i grandi classici in cui i registi hanno raccontato di sé, dei propri desideri, ansie, timori al contempo riflettendo su quello che costituiva la loro passione: il fare cinema. Recensione ❯
La storia di Gigi Brozzoni, noto enogastronomo, che cerca di risolvere un enigma che lo assilla da quando era bambino Espandi ▽
Gigi Brozzoni, grande conoscitore dei vini, è uno dei quattro autori della celebre Guida Oro Veronelli ai vini d'Italia. Gigi ricorda un fatto avvenuto quando era bambino, vuole indagare e ci chiede di testimoniare la ricerca attraverso le lenti della macchina da presa.
La storia è tragica e strana. A Nespello, piccolo nucleo di case nelle montagne bergamasche, alla fine di dicembre del 1957 Giancarlo, dodicenne, da alcuni giorni era sparito, viene trovato impiccato a un albero, non lontano da casa. È subito accettata l'ipotesi del suicidio. Gigi Brozzoni nel 1957 aveva otto anni, la morte di Giancarlo ossessiona Gigi da sempre, è inoltre convinto che il piccolo nucleo di Nespello si sia svuotato in breve tempo a causa della morte del ragazzo. Recensione ❯
Quando il suo passato e i suoi debiti iniziano a colmarlo, un giocatore d'azzardo ad alto rischio a Macao incontra uno spirito affine che potrebbe essere la chiave della sua salvezza. Espandi ▽
The Ballad of a Small Player, il film diretto da Edward Berger, racconta la storia di un grande scommettitore che, soffocato dai debiti e dal suo passato turbolento, decide di trasferirsi a Macao per cercare di sfuggire ai suoi creditori e ai propri demoni interiori.
Nella giungla urbana della città, lontano da tutto, cerca di mantenere un basso profilo, ma presto scopre che i suoi rimorsi non lo lasciano mai in pace. Quando il peso dei suoi debiti e la sua storia iniziano a travolgerlo, incontra un'anima affine, una figura misteriosa che potrebbe essere la chiave della sua salvezza. Recensione ❯
Un film che racconta la capacità dell'arte di trasformare un'esperienza dolorosa in testimonianza di resistenza. Biografico, Italia2025. Durata 120 Minuti.
La vera storia del rapimento più lungo dell'anonima sequestri. Espandi ▽
9 dicembre 1994, Sardegna. Giuseppe Vinci, proprietario di una catena di supermercati a Macomer ed erede del business di famiglia, viene rapito: è l'inizio di un'odissea durata 310 giorni, il sequestro più lungo mai registrato nell'isola da parte dell'Anonima Sequestri. Durante il rapimento Vinci è ferito, ammanettato, incatenato, costretto a convivere con le pulci e ad indossare un cappuccio ogni volta che i rapitori entrano nel cubicolo e ad ascoltare pessima musica ad alto volume per non sentire i rumori intorno a lui.
Fuori, per 310 giorni, il padre e la moglie venezuelana Sharon lotteranno per riportare Giuseppe a casa: il padre, cercando di mettere insieme il denaro del riscatto mentre lo Stato impone il blocco sui suoi beni, Sharon organizzando marce e proteste che terranno accesi i riflettori dei mass media e coinvolgeranno la comunità sarda nella più grande mobilitazione popolare per fare terra bruciata attorno ai rapitori.
La denuncia verso quello "Stato assente" che si è limitato a congelare i fondi della famiglia Vinci per 310 giorni è esplicita, mentre è implicita la sottolineatura delle condizioni di povertà in cui vivono i rapinatori. E Storia di un riscatto non racconta la vendetta o il perdono, ma la capacità dell'arte di trasformare anche un'esperienza così dolorosa in una testimonianza di dignità e resistenza. Recensione ❯
La storia di Sergio che vive legato ai suoi gloriosi anni '70, in cui tutta l'Italia cantava le sue canzoni Espandi ▽
Sergio vive legato ai suoi gloriosi anni '70, in cui tutta l'Italia cantava le sue canzoni. Dorme in una
barca a vela abbandonata nel mezzo ad un prato ai margini di un piccolo paese di montagna. Beve
birra e cerca di dimenticare il suo passato, ma piccole allucina zioni rendono il tutto molto difficile.
Sofia, che sta per sposarsi con Luca, giovane appassionato di macchine truccate, lo tratta come un
padre e cerca di aiutarlo a tornare in pista. Ci prova anche una giovane band di liscio che lo coinvolge
per una nuova canzone. Tornato a cantare ricompare il suo agente che cerca di convincerlo ad
abbandonare i nuovi amici. Distratto dalla fuga di un vitello, che gli è stato affidato come pegno di
matrimonio da Sofia, cerca in tutti i modi di rimanere lucido. Tra improbabili sagre paesane, pranzi
eccessivi e crisi di identità Sergio è costretto a lasciarsi alle spalle il passato... Recensione ❯