Una formidabile occasione di disintossicazione dal rumore e di rimettersi in proporzione rispetto all'immensità del cosmo. Documentario, Francia2025. Durata 95 Minuti.
Un documentario poetico nei boschi, tra animali e suoni ancestrali che trasforma la natura in meditazione su tempo, memoria e vita. Espandi ▽
Un nonno, suo figlio e il figlio del figlio: Michel, Vincent (il regista) e Simon. Tre maschi di età diverse che condividono l’esperienza, più che consapevoli della sua rarità, di osservare da vicinissimo la natura. Rispettandola. Nelle foreste di conifere del dipartimento francese dei Vosgi, come a una base sicura dopo le loro esplorazioni, tornano in una baita di legno illuminata solo da candele. Sospeso tra i codici documentaristici e una sorta di sceneggiatura in cui i dialoghi tra familiari assomigliano a una fiaba sapienziale, Whispers in the Woods è anche una formidabile occasione, che la visione in sala esalta al massimo, di disintossicazione dal rumore, che oggi non è più solo urbano ma ormai invade ogni spazio, anche periferico. Ricco di spunti didattici e pensato, in una schematica tripartizione, come un romanzo di formazione, ricorda anche l’irrilevanza dell’umano (“siamo in ciò che passa”), la continuità di vita e morte, che si riflette nel passaggio di testimone e di saperi tra generazioni ma anche nel ciclo degli esseri viventi, quali le piante. Recensione ❯
Il dramma di un uomo senzatetto che cerca di dare una svolta alla sua vita. Espandi ▽
Mike, piccolo criminale vagabondo, prova a restare sobrio e a lasciare la strada, collezionando tante idee per il futuro e qualche amico di baldoria altrettanto instabile. Senza casa, finisce in prigione dopo aver aggredito un passante che voleva aiutarlo. Si impegna a riparare lavorando in una cucina di cui fatica tuttavia a seguire le regole. Il recupero è l’orizzonte ma l’autodistruzione è dietro l’angolo. Esordio di Harris Dickinson (Triangle of Sadness, Babygirl) alla regia, Urchin è un dramma sociale che scivola verso un realismo magico e visioni oniriche che sollevano dalla realtà il ragazzo di strada del titolo. Per il suo debutto, Dickinson sceglie di raccontare la vita ordinaria di una persona indigente, illuminata da una fotografia di colori saturi e artificiali che contrastano col realismo sociale tipico di Ken Loach o Mike Leigh. Harris Dickinson rivela un individuo nelle sue capacità e debolezze, ma anche nel suo desiderio di essere all’altezza di un’esistenza conforme. Niente di troppo pesante, la regia punta sulla fluidità delle emozioni e sull’umanità dei suoi personaggi, raggiungendo una forma di meraviglia. Recensione ❯
All'inizio del XX secolo, nella campagna della Normandia, una donna sposata e la sua domestica cercano di sfuggire alla morsa del patriarcato borghese. Recensione ❯
Mary Anning passa le giornate in cerca di fossili. Improvvisamente il padre scompare, lasciandosi dietro una famiglia in difficoltà e un misterioso disegno. È così che, oltre ai suoi reperti, Mary si imbatterà in avventure, amicizie e negli esordi della paleontologia. Recensione ❯
Un dramma storico ambientato nel 1936 durante la rivolta palestinese contro il dominio coloniale britannico. Espandi ▽
Ambientato nel 1936 durante la rivolta palestinese contro il dominio coloniale britannico. Il film segue Yusuf, che si muove tra il suo villaggio rurale e la caotica Gerusalemme, mentre la regione si avvicina a un momento cruciale. La narrazione esplora le vite di diversi personaggi, inclusi un contadino, un operaio portuale e una madre vedova, evidenziando le tensioni di classe e l'impatto della crescente immigrazione ebraica. Recensione ❯
Il film si inserisce nella tradizione della commedia francese contemporanea, capace di mescolare leggerezza e profondità con uno sguardo attento sulle fragilità del presente. Espandi ▽
Francia, 1958. Michel lavora in banca come consulente al credito per le imprese. Hélène, sua moglie, resta a casa a cucinare, passare l'aspirapolvere e lavare i panni a mano - finché tramite un concorso non vince una lavatrice "moderna" che creerà un corto circuito che spedirà Michel ed Hélène nel 2025, in una realtà parallela che vede tutto capovolto.
La premessa di Era meglio domani ha grandi potenzialità, tanto comiche quanto drammatiche, ma sfrutta solo le prime, e non sempre con la necessaria sagacia, ma la commedia fa sorridere, tanto nella parte iniziale quanto nello sviluppo successivo, in cui il presente viene raccontato come ricco di progressi ma non privo di lati negativi, come la dipendenza dei giovani dai device, la birra senza alcol e l'obsolescenza programmata.
Il film semplifica un po' troppo a scopo comico quelli che sono temi attuali e rilevanti: ma si lascia guardare volentieri, e immaginiamo già un remake italiano, visto il successo di cassetta oltralpe. Recensione ❯
Una madre, una figlia, e una scelta che metterà a dura prova il loro rapporto. Espandi ▽
Maria Angeles è una donna spagnola che vive da sola a Tangeri. Sua figlia Clara arriva da Madrid per vendere l'appartamento in cui ha sempre vissuto. Maria Angeles fa di tutto per mantenere la sua casa. Lungo il percorso, e contro ogni previsione, riscopre l'amore e il desiderio. Recensione ❯
Una commedia degli equivoci che mescola amore e cucina, etnie e generazioni, sapori e sentimenti. Espandi ▽
Medhi ha due passioni: la cucina francese e la sua ragazza, Léa, francese purosangue. Lavorano entrambi
in un bistrot parigino, dove Medhi fa lo chef, molto apprezzato. Ma Medhi vuole anche compiacere la
mamma Fatima, davanti alla quale si finge un perfetto, ubbidiente figlio algerino. I suoi guai cominciano
quando Léa, dopo una relazione di tre anni, esige finalmente di incontrare Fatima. Recensione ❯
In un futuro non troppo lontano in cui gli umani dipendono completamente dai robot, Max, madre ed ex insegnante restia alla tecnologia, si guadagna da vivere usando l'astuzia. Ha un piano: rapire un robot all'avanguardia e venderne i pezzi. Ma tutto va storto. Alle prese con questo robot snervante, si imbarca in un inseguimento disperato per trovare la figlia e dimostrare che c'è ancora un barlume di umanità in questo mondo. Recensione ❯
Una sfida vinta: Enyedi affronta con originalità l'impresa di relazionare esseri umani con il mondo vegetale. Drammatico, Germania, Francia, Ungheria2025. Durata 145 Minuti.
Un vecchio albero racconta cosa accade intorno a lui. Espandi ▽
2020. Un neuroscienziato proveniente da Hong Kong giunge come visiting professor in un'università della Germania. La sua specializzazione consiste nello studiare la mente dei neonati. Qui inizia un esperimento sul grande albero mentre il Covid si diffonde.
1908. Sempre nello stesso ateneo assistiamo alla non facile ammissione alla facoltà di Botanica della prima ragazza. La stessa trova un impiego come assistente presso un fotografo e scopre tutte le potenzialità del mestiere.
1972. Due giovani studenti iniziano una relazione che vede al centro la cura e lo studio delle reazioni di un geranio a quanto gli accade intorno.
Ildikó Enyedi dà nuovamente prova della sua originalità affrontando un tema insolito sul quale innesta riflessioni sul ruolo dell'essere umano nel contesto della Natura. Non si presentava come semplice l'impresa di relazionare esseri umani con il mondo vegetale ma la regista ungherese c'è riuscita affrontando anche i mutamenti nella relazione maschio femmina nel corso del tempo. Recensione ❯
Tre donne e tre vite da cucire o da riparare. Una prova significativa e apprezzabile di sguardo femminile. Drammatico, USA, Francia2025. Durata 106 Minuti.
Un viaggio introspettivo pieno di insidie per una regista americana, che a Parigi scoprirà la sua vera essenza. Espandi ▽
Angelina Jolie è Maxine Walker, regista americana neodivorziata, proveniente dal cinema di genere e alle prese per la prima volta con un lavoro per il settore della moda, ma anche con un’inaspettata diagnosi medica che la costringe a riconsiderare ogni scelta; Anyier Anei è Ada, una giovanissima modella nata in Sud Sudan e cresciuta in Kenia, scappata dalla guerra, che si ritrova a Parigi di nascosto dal padre; Ella Rumpf, infine, è Angèle, truccatrice esperta col sogno di pubblicare un giorno le cose che scrive nel pochissimo tempo libero. Tre attrici, tre personaggi, tre donne, riunite nell’unità di tempo e di luogo di una Fashion Week parigina. C’è una forte intenzione programmatica rispetto all’oggetto/soggetto del film, e cioè l’universo femminile osservato in alcuni suoi pianeti, distanti tra loro ma collegati in un’ideale galassia di genere. C’è all’opera anche una prova significativa e apprezzabile di femail gaze: un’attenzione alla modalità di esposizione del corpo, che dà significato alla scelta dell’ambientazione nel mondo delle sfilate. Recensione ❯
Una famiglia negli anni '80 inizia a notare avvenimenti bizzarri nel loro quartiere. Espandi ▽
Quando un misterioso evento cosmico strappa Oak Street dalla periferia e trasporta l'intero quartiere in un luogo sconosciuto, la famiglia Platt si rende presto conto che la propria sopravvivenza dipende dalla capacità di restare uniti cercando di orientarsi in un ambiente ormai irriconoscibile. Recensione ❯
Una scatenata commedia di formazione on the road ispirata ai primi anni dei Green Day che vede la partecipazione della stessa band. Espandi ▽
Quando Tommy (Mason Thames) riceve una telefonata in cui viene invitato con la sua band ad aprire il concerto di Capodanno dei Green Day, non sa che si tratta di un elaborato scherzo organizzato dal fratello maggiore Wayne (Keen Ruffalo). Convinto che la sua vita stia per cambiare, Tommy ruba l'auto di Wayne e parte alla guida della propria band da Kansas City verso Los Angeles, deciso ad arrivarci in tre giorni. Quello che segue è un viaggio on the road sfrenato ed esilarante attraverso l'America, ispirato ai primi anni di tour dei Green Day a bordo di un furgone, ben prima dell'uscita del loro disco rivelazione Dookie. Recensione ❯
Il ritratto lirico e intimo di una donna che rifiutò di lasciarsi plasmare dall'industria che voleva definirla. Espandi ▽
Kim Novak resta uno degli enigmi più affascinanti e duraturi di Hollywood: una star luminosa che, all'apice della fama, voltò le spalle ai riflettori per abbracciare una vita di solitudine, espressione personale e autenticità. Un tempo la più grande attrazione al botteghino del mondo, sfidò le aspettative dello studio system e i vincoli della celebrità, scegliendo l'individualità al posto dell'immagine e l'arte al posto dell'artificio. Recensione ❯
Una commedia che racconta con leggerezza l'arrivo di uno strano fidanzato della figlia. Espandi ▽
Il dottor Olivier Béranger è uno psicanalista che ha in cura Damien, un paziente affetto da mille patologie. Dopo cinque anni di analisi e l'ennesimo tentativo di Damien di gettarsi dal balcone del suo studio, il dottor Béranger decide di sospendere le sedute con il giovane e lo congeda dandogli un ultimo consiglio: trovare un'anima gemella nevrotica quanto lui e innamorarsene. Peccato che la scelta di Damien cada (inconsapevolmente) proprio su Alice, l'unica figlia di Olivier, e la ragazza decida di presentarlo a casa in occasione dell'anniversario di matrimonio dei suoi.
Terapia di famiglia, scritto e diretto da Arnaud Lemort è una commedia francese degli equivoci che fa leva soprattutto sulla popolarità dell'attore comico Christian Clavier, già notissimo oltralpe (e in parte anche in Italia).
La narrazione è esile, basata su gag infantili e sulle brevi caratterizzazioni comiche di una galleria di personaggi di contorno. Il risultato è una commedia tanto leggera da risultare inconsistente e già vista. Recensione ❯