Un action movie divertente che unisce Josh Brolin e Peter Dinklage. Espandi ▽
La storia di un ex criminale (Josh Brolin) il cui tentativo di rigare dritto entra in crisi quando è costretto a riunirsi con il fratello gemello (Peter Dinklage), che metterà a dura prova la sua sanità mentale, in un viaggio on the road attraverso l'America allo scopo di compiere il grande colpo della loro vita. Tentando di schivare pallottole, eludere la legge e sfuggire a una madre ingombrante lungo il percorso, i due dovranno provare a ricucire il proprio legame familiare, prima di finire per uccidersi a vicenda. Recensione ❯
Una recherche personale che coinvolge presente e futuro del pianeta Terra, indagando il mondo della pesca. Documentario, Italia, Francia, Tunisia, Senegal2024. Durata 72 Minuti.
Un viaggio emozionante e intimo che esplora il cambiamento climatico, l'inquinamento e la pesca industriale. BIGLIETTI QUI »Espandi ▽
Ilaria Congiu ha, sin dall'infanzia, un legame stretto con il mare. In questo suo documentario completa il dialogo con il padre che ha un'azienda che esporta pesce congelato dal Senegal. Il loro confronto sull'ecosistema, di cui gli oceani e i mari sono componenti fondamentali, si fonde con quello di altre persone che del mare o sul mare vivono e ne conoscono a fondo i mutamenti.
Una recherche personale che si allarga coinvolgendo il presente e il domani del pianeta Terra indagando passato e prospettive del mondo della pesca.
La regista Ilaria Congiu si interroga su come l'industria e le leggi che da essa finiscono (ci si perdoni il gioco di parole) con il farsi dettare legge abbia alterato e sconvolto il rapporto tra l'uomo e il mare creando distorsioni in cui il solo profitto finisce con l'essere al centro, dimenticando l'uomo. Recensione ❯
David riallaccia i rapporti con sua madre e la sua famiglia, vagando attraverso Buenos Aires per placare la sua ansia generazionale. Espandi ▽
Il trentenne argentino David, ebreo, omosessuale e sovrappeso, fa rientro a Buenos Aires dall'Italia per la morte dello zio. Ad accoglierlo trova la sorella, la madre anziana e un'altra zia. Dopo il funerale David viene a conoscenza anche della notizia più sconvolgente: sua madre ha deciso di staccare suo padre dal respiratore artificiale che lo tiene in vita. E David, che con il genitore ha da sempre una relazione complicata, cade in uno stato di profonda crisi.
Presentato nella sezione Acid di Cannes, un piccolo film argentino dominato dalla figura originale di Iair Said, regista, sceneggiatore e interprete che si è cucito addosso il ritratto di un disadattato alla vita chiamato a confrontarsi con la morte.
Come in molto cinema argentino contemporaneo, la gravità delle domande di un film è soppesata dalla semplicità minimalista della sua messinscena, votata a un realismo spicciolo, cinico o grottesco a seconda degli umori, spietato e talvolta umanista. Recensione ❯
Un film saggio che riflette sul passato della classe operaia. BIGLIETTI QUI »Espandi ▽
Un percorso capillarmente documentato con filmati d'epoca (militanti e non) su come la Confederazione Elvetica accolse o discriminò coloro che arrivavano sul territorio dal sud dell'Italia in seguito a una esplicita richiesta di manodopera. Con un chiaro riferimento a situazioni che, decenni dopo, vedono l'Italia come protagonista.
Samir, noto regista da sempre impegnato sul fronte della solidarietà, affronta un tema spinoso seguendo lo scorrere degli anni.
Ciò che contraddistingue questa opera è la volontà di tenere deste le coscienze. Poteva essere facile ricostruire quanto il passato sia stato difficile, con punte che potremmo definire di xenofobia, da parte di alcune realtà politiche estremiste fermandosi alla sua, seppur documentata, ricostruzione. Samir sente il dovere di andare oltre ricordando (non solo agli svizzeri ma anche agli italiani) come quanto accaduto si stia nuovamente riproducendo con le nuove ondate migratorie. Recensione ❯
La storia degli inizi della brillante carriera di Oriana, che affronta e racconta per la prima volta la società americana degli anni Cinquanta. Espandi ▽
Milano, anni '50. Oriana Fallaci è una giovane giornalista dell'Europeo che si occupa di articoli di spettacolo. Quando riesce finalmente a farsi assegnare l'incarico di intervistare Marilyn Monroe, nonostante l'impresa fallisca, il suo modo di scriverne diventa una grande opportunità per far conoscere il mondo di Hollywood e ottenere il trasferimento a Las Vegas come inviata. La giovanissima Oriana intraprende così un percorso personale e professionale segnato dalla sua passione per la scrittura e dalla ricerca della verità, ma anche dai suoi legami affettivi e dalle esperienze di vita.
Nella sceneggiatura e nell'interpretazione si percepisce l'amore per questa donna che, come Chanel (che intervista), alla fine dà priorità al proprio lavoro, sentito come un'urgenza di carattere morale.
Gli episodi finali, con i flashback sulla Oriana preadolescente, il rapporto con il padre e il suo impegno nella Resistenza, sono molto intensi. In quelle puntate c'è la scelta di mantenere i dialoghi in inglese con i sottotitoli, ma ciò risulta incoerente rispetto alla parte iniziale, che è sempre doppiata, anche nelle scene con gli attori americani. Recensione ❯
Un viaggio avvincente attraverso le vite di due amici d'infanzia diventati avversari. Espandi ▽
Nel 1592, il re Seonjo fugge dalla capitale, lontano dall'avanzata dell'esercito giapponese. Dietro di lui, il palazzo brucia in fiamme, ardente della furia del suo popolo.
Cheon-yeong ha lottato per tutta la vita per sfuggire alla servitù. Sguaina la spada, sperando di liberarsi dalla servitù in cambio del suo eccezionale servizio al Paese.
Jong-ryeo, nonostante sia l'unico figlio della più prestigiosa famiglia militare di Joseon, fatica a onorare la sua abilità con la spada. Condivide l'amicizia con Cheon-yeong e quando Cheon-yeong supera l'esame di abilitazione militare per suo conto, Jong-ryeo cerca di convincere suo padre a liberare Cheon-yeong dalla servitù in cambio. Tuttavia, Jong-ryeo fallisce e finisce per far infuriare profondamente Cheon-yeong.
Quando scoppia la guerra con il Giappone, Cheon-yeong fugge e si unisce all'esercito dei giusti in mezzo al caos, mentre Jong-ryeo crede erroneamente che sia stato Cheon-yeong a uccidere la sua famiglia durante la sua fuga.
Dopo sette brutali anni di guerra, Cheon-yeong è riuscito a raggiungere i vertici dell'esercito dei giusti con un'abilità militare senza pari, mentre Jong-ryeo fa il suo ritorno nella capitale, Hanyang, in cerca di vendetta per la sua famiglia.
Nella devastata Joseon, due uomini, uno dalla parte del popolo e l'altro dalla parte dei reali, ora impugnano le loro spade l'uno contro l'altro. Recensione ❯
Storia di una donna nell'Austria del XVIII secolo. Espandi ▽
Austria, metà del diciottesimo secolo. In una comunità contadina nella foresta, la giovane Agnes celebra speranzosa il matrimonio con Wolf e lo segue in una nuova abitazione, lasciando la famiglia. Tutte le sere prega Dio di darle presto un figlio, ma le proibitive condizioni di vita e le aspettative di obbedienza iniziano a gravare sulla ragazza, che si sente in difetto nel suo ruolo di moglie devota. Una spirale di depressione che la porterà a distaccarsi sempre più dalla rigida routine della comunità, e ad essere additata come prigioniera del "bagno del diavolo".
Opera scioccante e senza mezze misure fin dal prologo - che in pochi minuti costruisce una mini-parabola dell'orrore capace di togliere il fiato allo spettatore - il nuovo film di Veronika Franz e Severin Fiala è una ricostruzione angosciante e molto ben documentata di un periodo storico pieno di lati oscuri. Che ci sia di mezzo Ulrich Seidl nella produzione può forse spiegare meglio la sensazione di un cinema asfittico, in cui la punizione è parte della comprensione. Sono numerose le scene brutali che coinvolgono anche bambini e animali, tutto per rendere l’idea di quanto la vita che Agnes credeva predisposta dal Signore diventi per forza di cose una via crucis tutta personale. Recensione ❯
Quando scopre che la morte della moglie non è stato un incidente, un ex agente della CIA torna nel mondo dello spionaggio e collabora con un vecchio nemico per portare a galla una cospirazione. Recensione ❯
Dentro gli archivi iconici e inediti, e tra le testimonianze dei più stretti collaboratori di Silvio Berlusconi e di coloro che lo hanno avversato e criticato. Espandi ▽
Prima le società e gli investimenti nell'edilizia, poi l'emittenza televisiva. Infine, la politica. Ma quella appartiene al Berlusconi "vecchio": la serie documentaria diretta da Simone Manetti si ferma infatti al giuramento di Berlusconi al Quirinale dell'11 maggio 1994. La parabola fortunatissima e spregiudicata di Silvio Berlusconi invece inizia nel 1976, con la costruzione del quartiere residenziale di lusso Milano 2, ai margini della metropoli, e ancora prima del complesso Edilnord di Brugherio (MB). E proprio dalla tv via cavo di Milano 2, riservata a un gruppo chiuso di residenti, il futuro creatore di Fininvest, poi Mediaset, accorpandola ad altre emittenti locali, costruisce una costellazione di tv che trasmettono in tutto il Paese, dando l'impressione di un network nazionale. L'obiettivo: vendere la pubblicità.
La docu-serie si concentra sulla filosofia aziendale, il marketing e il successo economico delle imprese berlusconiane, lasciando fuori le vicende giudiziarie e rinviando all'intelligenza dello spettatore le considerazioni sul merito dei metodi e delle condizioni che hanno permesso la sua ascesa.
Siamo di fronte ad un'operazione molto apprezzabile, dal ritmo deciso e dai riferimenti puntuali di storia della televisione e della comunicazione politica. Recensione ❯
Il microcosmo carcerario fatto di contraddizioni e scontri religiosi: nobile l'intento ma non sempre riuscita la realizzazione. Drammatico, Italia2024.
In una vicenda dal sapore shakespeariano, Samad, un giovane musulmano, è diviso tra il senso di colpa per una vita sbagliata e il desiderio di cambiare. Espandi ▽
Samad è un ex detenuto marocchino che resta intrappolato in una rivolta in un prigione insieme al suo mentore Padre Agostino, un volontario del carcere, e a una giornalista. Era tornato in progione per raccontare ai suoi ex compagni la nuova vita da uomo libero e portare un messaggio di speranza, finirà minacciato, costretto a scegliere da che parte stare, se diventare complice oppure ostaggio, se professarsi musulmano oppure cristiano. Rifarsi una vita dopo il carcere. Uscire da una prigione soprattutto mentale. Diffondere speranza, guardare oltre la coltre di rabbia, repressione, rivalsa e violenza che permea la realtà carceraria abitata da uomini di diversa cultura e provenienza e dunque da conflitti e contraddizioni. Racconta tutto questo il primo film di finzione di Marco Santarelli, autore di documentari al suo esordio in un lungometraggio in cui convoglia tutta la sua esperienza come documentarista nelle carceri. Nobile l'intento del film e di valore l'idea da cui nasce, emersa durante le riprese del documentario Dustur (Costituzione), nel filmare ore d'incontri tra un volontario religioso di fede cattolica e un gruppo di detenuti musulmani su temi legati ai principi della Costituzione italiana e delle Costituzioni arabe all'indomani dell'attentato alla sede del giornale satirico di Charlie Hebdo. Lascia più a desiderare la realizzazione, la messa in scena volutamente scarna più vicina al documentario e a un linguaggio da piccolo schermo risente di una serie di difetti da "opera prima" non perfettamente riuscita. Recensione ❯
Dramma e commedia, humour e austerità, grottesco e sublime si mescolano e si fondono in un'unica musica. Espandi ▽
Lissy Lunies ha grandi difficoltà nella gestione del marito affetto da demenza senile. Lei, a sua volta, ha problemi di salute non di poco conto. Il loro figlio Tom è direttore di un'orchestra di giovani e sta occupandosi della partitura scritta da un amico costantemente insoddisfatto del risultato. Al contempo si trova a gestire anche la maternità dell'ex compagna non essendo il padre della nascitura. Sua sorella Ellie, assistente di studio odontoiatrico, ha una forte tendenza all'alcol e non si fa sentire dai familiari da molto tempo.
Il film vincitore del premio alla migliore sceneggiatura alla Berlinale supera la prova della durata grazie alla credibilità dei personaggi.
Il punto di partenza del film è legato alla scomparsa in successione, in un breve arco di tempo, dei genitori del regista. Questa doppia perdita gli ha imposto una serie di riflessioni che ha poi trasferito nella finzione. Ne è nato un film suddiviso in capitoli che, nonostante qualche punto di cedimento, conserva una sua forza legata, oltre che alla scrittura, alla performance di tutto il complesso degli attori. Recensione ❯
Un viaggio causato da funghi allucinogeni porta la spirito libero Elliott faccia a faccia con se stessa a 39 anni. Ma quando il "vecchio asino" di Elliott lancia avvertimenti a se stessa più giovane, Elliott si rende conto che deve ripensare tutto ciò che riguarda la sua famiglia, la vita e l'amore. Recensione ❯
Matera, 1963. Pinuccio ha undici anni e con i suoi occhi guarda la sua famiglia e il suo mondo semplice e rurale cambiare in fretta con l'arrivo di nuove tecnologie come la televisione. Recensione ❯
Un film ispirato a una brutta (e vera) vicenda di mafia e di ribellione al racket. Espandi ▽
Ispirato a una brutta (e vera) vicenda di mafia e di ribellione al racket, racconta la storia di Pietro Ferrara (Fabrizio Ferracane), costruttore siciliano che, come purtroppo tanti altri, è costretto a pagare il pizzo alla mafia. Esasperato, decide di denunciare i suoi estorsori, causando l'arresto e la condanna dei mafiosi che lo vessavano. Ma arriva la vendetta: un boss lo accusa di essere stato suo socio in affari. Naturalmente è una bugia, ma ormai Pietro Ferrara è "mascariato", calunniato. E rapidamente l'uomo da accusatore diventa imputato ed è costretto a iniziare un'estenuante battaglia giudiziaria per riabilitare il suo nome e la sua azienda, presa in mano dal figlio maggiore. Recensione ❯
Un'intensa esplorazione della condizione umana, un viaggio introspettivo attraverso le strade, dove la regista affronta una profonda crisi creativa ed esistenziale. In cerca di autenticità, si immerge in luoghi diversi, incontra personaggi unici che, con le loro storie, rispecchiano le sue paure e desideri.
Ogni incontro diventa un riflesso dei suoi demoni interiori, trasformando le vite di questi individui in tessere di un mosaico emotivo. La regista, travestita da manichino dechirichiano, diventa simbolo universale di una società segnata dal tempo, in un contesto dove la quotidianità si fonde con l'onirico. Attraverso immagini evocative e un montaggio audace, "n-Ego" trascende la realtà, invitando lo spettatore a riflettere sulla propria esistenza. Recensione ❯
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