Un eccezionale appuntamento cinematografico, editato e remixato per il grande schermo, con riprese con angolazioni ravvicinate e una visione completamente nuova dell'intero concerto. Espandi ▽
Proprio grazie alle immagini raccolte durante il concerto registrato a ottobre a Busan, in Corea del Sud, davanti a una folla da tutto esaurito, il pubblico potrà vedere RM, Jin, SUGA, j-hope, Jimin, V e Jung Kook esibirsi in canzoni di successo che abbracciano tutta la loro carriera, tra cui "Dynamite", "Butter" e "IDOL", oltre alla prima esibizione in concerto di "Run BTS" dall'ultimo album del gruppo, Proof. Recensione ❯
Una spia indiana assume il capo di un gruppo di mercenari che hanno piani nefasti per prendere di mira la sua patria. Espandi ▽
In un futuro distopico e anarchico, i grandi palazzi un tempo appartenuti a ricchi imprenditori e capitalisti oggi sono occupate dai più pericolosi criminali della città. Un ex truffatore, diventato poliziotto sotto copertura, raccoglie un gruppo di alleati per sfidare il potente narcotrafficante che ha ucciso suo padre. Recensione ❯
L'inedita versione di questo avvincente film concerto conduce gli spettatori attraverso un viaggio visivo seducente, nel cuore del "Happier Than Ever, The World Tour" di Billie Eilish che ha battuto ogni record di spettatori. Espandi ▽
La superstar mondiale Billie Eilish, vincitrice di un premio Oscar® e di numerosi GRAMMY®, per la prima volta nella sua carriera porta nelle sale cinematografiche di tutto il mondo il film concerto di una sua formidabile performance live. Recensione ❯
Una storia sulla forza di ricominciare quando tutto intorno sembra crollare. Espandi ▽
Un uomo misterioso intercetta quattro uomini nel momento in cui hanno deciso di farla finita, e ora deambulano insieme a lui, né morti né vivi. L’uomo ha intenzione di fornire loro una prospettiva diversa dalla quale guardare la propria situazione durante una settimana in cui rimarranno sospesi nel tempo, senza bere né mangiare, e senza che nessuno si accorga della loro presenza. Ma non è facile far cambiare idea a chi si sentiva arrivato al capolinea della propria vita. Paolo Genovese torna alle atmosfere metafisiche di The Place con un film che sul tema del suicidio visto come sbocco ad una mancanza percepita di alternative. C’è però qualcosa di terminalmente algido e asfittico nella elucubrazione tutta cerebrale di una sceneggiatura così calcolata da risultare meccanica. Ogni emozione è tenuta a distanza sia dal copione che dalla regia, e i quattro “walking dead” attraversano davvero come zombie questa storia, senza creare la risonanza emotiva necessaria per coinvolgere lo spettatore. Recensione ❯
I fatti del gennaio 1943 visti attraverso gli occhi di sei soldati aggrappati alla vita. Drammatico, Italia2023. Durata 90 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Il primo film di finzione sugli Alpini nella Ritirata di Russia 1943, che costò la vita a migliaia uomini. Espandi ▽
La seconda via è il primo film centrato unicamente sui fatti del gennaio 1943, visti attraverso gli occhi di sei soldati aggrappati alla vita Alessandro Garilli parte da lontano, da quasi sedici anni di ricerche, bozze, tentativi, proposte, che pian piano si trasformano in viaggi nell’oblast' di Voronež, una sceneggiatura che gira da una decade, un documentario dal titolo Un tempo da neve. Nel mezzo si susseguono campagne di crowdfunding, accumulo di patrocini istituzionali e, raccolta di preziose memorie orali come quelle di Carlo Vicentini e Nelson Cenci. L’obiettivo di Garelli è uno e soltanto uno – dare racconto visivo della tragica ritirata degli Alpini nel gennaio del 1943. Ne esce però un film quadrato, monolitico, senza asperità, fenditure, crepe. Ad una certa solidità del racconto, qualche interessante composizione visiva e la giusta scelta di far esprimere in dialetto veneto/abruzzese i personaggi, non fa seguito nessun reale slancio immaginifico, poetico, vitalistico – i ricordi sono più brogliacci che ceselli, i nemici inutili e sempre colpevoli. Solo il finale appare giusto e necessario. Recensione ❯
Un film sulla guerra, sull'estremismo religioso, su due donne che hanno fatto scelte diametralmente opposte, sull'oppressione che le donne vivono in molte parti del mondo. Espandi ▽
Dopo Border, girato anch’esso nella Siria del conflitto, e dopo il pugno nello stomaco (e l’ottimo successo di pubblico e di critica) Sulla mia pelle che raccontava il caso Cucchi, Alessio Cremonini torna a parlare di attualità (e soprusi) con il suo caratteristico stile documentario, rigoroso e fortemente concentrato, refrattario a qualunque edulcorazione della verità. Al centro della storia questa volta ci sono due personaggi femminili forti, e le due interpreti – Jasmine Trinca nel ruolo di Sara, l’italo-iraniana Isabella Nefar in quello di Nur – si tengono testa a vicenda, e tengono testa allo sguardo dello spettatore. Il punto di contatto con Sulla mia pelle sta nel cercare il punto di rottura dell’animo umano in condizioni degradanti della propria dignità. Ciò che resta è un approccio radicale ad una vicenda contemporanea e un’esposizione di due scelte di vita diametralmente opposte, che sono anche due modi antitetici di concepire il femminile. Recensione ❯
Un lato inedito della vita vissuta dai deportati ebrei nei primi anni '40, all'interno del campo di detenzione di Theresienstadt, detto ghetto di Terezin. Espandi ▽
Antonio, clarinettista italiano e Martina, violinista cecoslovacca, si innamorano a Praga durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1942 vengono deportati a Terezin dove la loro storia si intreccia con le incredibili vicende dei tanti artisti e intellettuali rinchiusi nel ghetto. Eccellenze umane ed artistiche del centro Europa che, durante la guerra, realizzarono centinaia di produzioni musicali - ancora oggi rappresentate ed uniche al mondo - riuscendo a far divenire l'arte uno strumento di sopravvivenza per migliaia di persone segregate. Recensione ❯
Un film a sketch sull'Italia di oggi. Un esperimento (riuscito) per chi lo ha realizzato e per chi lo deve guardare. Satirico, Italia2023. Durata 60 Minuti.
Il nuovo progetto de "Il Terzo Segreto di Satira", uno special satirico, non a episodi, ma a intrecci. Espandi ▽
Dodici quadri, uno dentro l’altro. E poi in ogni quadro il suo opposto, il negativo satirico che ne ribalta la visione e il senso, così i migranti forse non sono tutti migranti, gli imprenditori non pensano e agiscono smart, green e open-minded, gli spot vogliono dire il contrario di quello che annunciano. Dodici pezzi facili di comicità su politica, lavoro, ambiente, diritti. Domino 23 è un esperimento. Per chi lo ha realizzato, per chi lo deve proiettare e per chi lo deve guardare. Un esperimento che aggiorna le ambizioni del collettivo Il Terzo Segreto di Satira. Già, perché c’è sempre da esplorare e reinventare, soprattutto in un sistema audiovisivo alla caccia di contenuti cross-mediali, ibridi, da sfruttare più e più volte in modo esponenziale su differenti canali, formati, device. Tra momenti alti e dolorosi (il segmento sui giornalisti), citazioni pop raffinate e non (Full Metal Jacket e Get Out), si va avanti veloci in questa ora fatta di pezzi più riusciti e altri meno efficaci, tutti comunque alla ricerca di un angolo fatale, letale, dal quale mostrare la realtà italiana di oggi. Recensione ❯
Un coraggioso pilota, per salvare i suoi passeggeri da una violenta tempesta, effettua un rischioso atterraggio d'emergenza su una remota isola delle Filippine. Espandi ▽
Brodie Torrance è un pilota di aerei di linea dal passato militare, che ora vola su tratte secondarie. Il suo vero dolore è la perdita della moglie e la sua principale preoccupazione è tornare dalla figlia per l'inizio del nuovo anno. Purtroppo sulla sua rotta c'è una tempesta e la compagnia aerea, per risparmiare sul carburante di un volo poco frequentato, gli impone di volare sopra la perturbazione, che si rivela però peggiore del previsto e finisce per far precipitare l'aereo in un'isola delle Filippine in mano alla guerriglia separatista.
Jean-François Richet, il regista di Mesrine, torna in sala con un film alimentare incentrato sull'action hero Gerard Butler, al solito anche buon padre di famiglia.
Si tratta del resto di un film senza pretese, poco meglio degli action straight-to-video di una volta, con un Gerard Butler nemmeno troppo impegnato nelle scene d'azione e affiancato da un attore davvero poco carismatico: il Mike Colter della serie Tv Luke Cage. Lo scenario esotico pure non viene valorizzato in senso spettacolare e i villain sono bruti generici del tutto intercambiabili tra loro, dove anche il leader non è dotato di alcuna personalità al di là di una funzionale spietatezza. Recensione ❯
Una narrazione efficace e senza fronzoli dei flussi migratori. Che non ha paura di chiedere conto alle istituzioni. Documentario, Italia2023. Durata 75 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Il confine tra Italia e Slovenia è sulle colline, sopra Trieste. Per qualcuno è l'inizio di un sogno, per altri di un incubo. Espandi ▽
Uno sguardo alle storie e ai percorsi attraverso cui si dipana l'immigrazione nord-orientale verso l'Italia. Agli occhi di chi proviene dall'Iran e dal Medio Oriente in cerca di asilo, e attraverso la Turchia risale verso nord al di là dell'Adriatico, il punto di arrivo della Slovenia è quello che prelude all'ingresso in Italia e alla vista di Trieste, "bella di notte" con le luci sul porto. Una volta arrivati, però, i profughi si scontrano con politiche di accoglienza in costante cambiamento, tra equilibri europei, "riammissioni informali" e illegali, e una polizia che "fa il suo lavoro". Recensione ❯
Il docufilm dedicato alla più grande opera della storia letteraria. Espandi ▽
L'attore e scrittore Franco Ricordi guida lo spettatore nei mondi ultraterreni di Dante attraverso la recitazione e l'interpretazione filosofica dei passaggi più significativi della Divina Commedia. Il viaggio impossibile è un itinerario dentro noi stessi, verso la conoscenza delle nostre più drammatiche debolezze e dei mostri che a volte ci affliggono.
Il documentario rilegge il testo di Dante con un approccio emotivo che va ben oltre la mera trasposizione per immagini della Divina Commedia. Atmosfere cristallizzate dai suoi significati intrinsechi in un documentario classico che si fonde con il linguaggio della video poesia. Il risultato è quasi un sogno dove le distanze geografiche e temporali si annullano nel flusso di un racconto metaforico e onirico. Recensione ❯
L'immutabilità della saga è una delle ragioni del suo successo e non cambierà mai. Ma il cinema sta da un'altra parte. Commedia, Italia2023. Durata 90 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Dopo le avventure nell'Antico Egitto, Luì e Sofì vorrebbero solo riposarsi, ma una nuova minaccia incombe sulla Terra. Espandi ▽
Un nuovo pericolo minaccia la terra. C'è infatti una fonte magica nascosta nella giungla che, se viene contaminata, rischia di trasformare il pianeta in un luogo deserto e senza vita. Viperiana e il suo assistente Serpe ne sono venuti a conoscenza. Luì e Sofì sono così costretti a tornare in azione. Si inoltrano nella giungla assieme a Chicco, l'assistente di Pongo e lì incontrano una guida, Serenino, dal comportamento ambiguo che si unisce a loro. Inoltre vengono inizialmente accolti in modo ostile dalla tribù dei Pesantosi, ma poi Tara, la figlia del loro capo tribù, li aiuta nella ricerca della fonte magica.
Forse è proprio l'immutabilità il successo di Me contro Te, la consapevolezza che i bambini sanno già quello che vedono e lo vogliono fare anche più volte e creano proprio per loro dei film d'avventura colorati, pieni di ottimismo e un po' di suspense che non guasta mai.
Ma probabilmente il limite diventa a questo punto proprio la visione e l'interpretazione critica davanti a un format del genere. Il format Me contro Te è stato e sarà sempre così. Il cinema sta da un'altra parte, ma a questo punto non ha più importanza. E il finale annuncia già il quinto film. Recensione ❯
Battiston debutta alla regia con una commedia sul ritorno alla natura e sull'incrollabilità dei sogni. Commedia, Italia, Slovenia2023. Durata 104 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Due amici stanchi delle rispettive vite fuggono dalla città e intraprendono l'avventura della vita in campagna. Liberamente ispirato al romanzo 'Bouvard e Pécuchet' di Gustave Flaubert. Espandi ▽
Durante una gita di fotoamatori, due uomini di mezza età di Roma, entrambi di nome Fausto, si conoscono e diventano amici. Un’improvvisa eredità spinge il primo Fausto e proporre all’amico di mollare tutto e trasferirsi al nord, nelle campagne del Friuli, dove vivere liberi praticando l’agricoltura. Ingenui e ottusi, anche dopo un incidente non perderanno, però, l’entusiasmo e la voglia di fare. Per il suo esordio alla regia, Giuseppe Battiston si è ispirato liberamente a “Bouvard e Pécuchet” di Flaubert per una commedia sul ritorno alla natura e sull’incrollabilità dei sogni.Impegnato in primissima persona nel progetto come regista, sceneggiatore (con Marco Pettenello) e interprete protagonista, in Io vivo altrove! Battiston ha riunito nella sua figura i dubbi di un sognatore e i patetici sforzi di un uomo fallito ma ostinato. Il film stesso, con i suoi toni svagati e bonari, con la sua anima dolce e un po' programmatica, sembra però aver assorbito l'esibita incertezza del progetto. Recensione ❯
La produzione, acclamata dalla critica, è coreografata da Christopher Wheeldon Espandi ▽
La storia di Tita: le sue emozioni si sprigionano attraverso la cucina e influenzano coloro che la circondano in modi sorprendenti e drammatici. La produzione ha riunito Wheeldon con il team creativo che ha trasformato in danza Alice's Adventures in Wonderland (2011) e The Winter's Tale (2014): il compositore Joby Talbot, il designer Bob Crowley e la lighting designer Natasha Katz. La direttrice d'orchestra messicana Alondra de la Parra ha collaborato come consulente musicale ed Esquivel ha lavorato a stretto contatto con il team per rimodellare la sua storia in un balletto divertente e avvincente.
Wheeldon è celebre per l'espressività della sua coreografia e per la sua teatralità e ha lavorato approfonditamente con le principali compagnie di danza del mondo. Nel 2014 ha diretto e coreografato la versione teatrale del musical An American in Paris e recentemente ha diretto e coreografato MJ The Musical, che ha debuttato a Broadway nel 2022. Entrambe le produzioni hanno vinto il Tony Awards. Recensione ❯
Un viaggio intimo nella vita di Luca Alinari uno dei più grandi artisti del Novecento italiano: interviste, testimonianze dirette, rari documenti d'archivio portano sul grande schermo l'universo globale del pittore fiorentino. Espandi ▽
"Anche la pittura è sempre una guerra" racconta Luca Arinari (1943 - 2019) mentre dipinge una delle sue tele. L'inquadratura è concentrata sulla mano dell'artista che, con il pennello, pian piano crea, con calma e delicatezza, minuzia e poesia, quegli elementi che andranno a comporre una grande narrazione visiva. Per Alinari la pittura è "una guerra" che combatte profondamente la realtà. Un quotidiano contro cui un animo e un talento come quello di Alinari hanno cercato di ribellarsi, con un esito che ha lasciato tracce positive e incancellabili.
Il film documentario di Lorenzo Borghini racconta, in maniera delicata, senza mai sovrapporsi ai soggetti trattati, la storia e il lavoro di un'anima gentile che, da quando era bambino - come testimoniano gli amici di sempre, come Pino Pini, con il quale Alinari ha sperimentato su altri media, come quello del video ad esempio - ha scelto la pittura (o è stato scelto dalla pittura) come strada per interpretare la realtà.
Suggestioni, narrazioni, immagini dettagliate, aiutano a osservare quei dipinti costellati di piccole figure, di linee e puntini, di stelle e di cieli, di occhi e di scritte, di tracce e di colore con cui Alinari ha creato la sua poetica come difesa dal mondo circostante, o come tributo ad esso. Recensione ❯
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