Si è spento a 86 anni il più colto dei cantautori italiani.
Ci ha lasciato Francesco Guccini. È morto nella sua casa di Pàvana a 86 anni.
«Che coraggio far rimare amare con Schopenauer», disse Umberto Eco a proposito di Francesco Guccini, definendolo il più colto dei cantautori italiani. Nato a Modena, quattro giorni dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Guccini, dal fisico possente, l'accento padano e montano e la barba folta, è stato forse l'incarnazione di un'intera generazione impegnata politicamente, universitaria, tendenzialmente emiliana. Con la famiglia si trasferisce a Bologna, in via Massarenti, dove oltre a frequentare l'università (dando tutti gli esami senza mai laurearsi), scoprirà Borges e la letteratura, inizierà i famosi ritrovi con gli amici all'Osteria dei Poeti, dove si suona e s'improvvisano canzoni. Guccini diventa gradualmente una sorta di Bob Dylan italiano, autore di capolavori quali "Auschwitz" o "Dio è morto".