Ispirato alle situazioni di lockdown che hanno colpito i set cinematografici durante la pandemia di Covid-19. Espandi ▽
Durante la pandemia di COVID-19, gli interpreti e la troupe del franchise Cliff Beasts, arrivato al sesto film, sono rinchiusi in un castello inglese adibito a hotel di lusso per portare a termine le riprese in sicurezza. In quarantena e isolati dal mondo, quattro attori e tre attrici di varia età, immancabilmente viziati, arroganti, pretenziosi, spaventosamente mediocri, vivono il set come una prigione, tenuti sott’occhio dal delegato della produzione, dall’ex regista indie diventato fanatico della CGI e da un servizio d’ordine paranoico e violento.
Netflix e Judd Apatow mettono in scena resoconto in forma di parodia del lavoro sul set oggi, caratterizzato dall’ossessione per i protocolli di sicurezza del cinema pandemico , prendendo in giro, al contempo, la tragica mancanza di originalità delle mega produzioni hollywoodiane.
Al regista interessa soprattutto mostrare la stupidità del sistema a ogni livello di potere, costruendo il film come una successione di gag che però si dilunga un po’ troppo diventando un racconto ripetitivo e risaputo. Nel tentativo di demolire la Hollywood contemporanea, Nella bolla finisce per essere non troppo diverso dai prodotti che ridicolizza. Recensione ❯
Una famiglia è in grave crisi economica quando si scopre che il padre ha nascosto per anni un segreto. Espandi ▽
Il cinema iraniano ha in Saeed Roustayi un valido conoscitore di generi che, in questa occasione, sa mettere a frutto la lezione della più classica commedia all’italiana. L'inizio di questo lungo film per il quale però non si avverte la stanchezza della visione è di quelli che inseriscono immediatamente lo spettatore nell'azione. Si assiste al blocco dell'attività produttiva di una fabbrica con l'irruzione delle forze dell'ordine che impongono l'interruzione dei lavori. Da questo evento prende l'avvio della conoscenza dei caratteri dei componenti di una famiglia in cui la figura dominante è costituita dalla sorella senza però ridicolizzare i componenti maschili. Roustayi riesce a compiere un'operazione di forte critica della società iraniana non dimenticando mai il compito di intrattenere avvalendosi anche di colpi di scena che risultano tutti giustificati. Non solo denuncia l'abisso che separa le classi sociali mostrando l'avidità di chi è già benestante e lo stato di perenne umiliazione di chi invece ha poco o nulla ma mette una donna, Leila, al centro dell'azione. Recensione ❯
Uno spacciatore di metanfetamine dà la caccia all'ex capo della polizia di una piccola città per metterlo a tacere prima che possa fornire una testimonianza oculare contro la sua famiglia. Espandi ▽
Uno spacciatore di metanfetamine dà la caccia all'ex capo della polizia di una piccola città per metterlo a tacere prima che possa fornire una testimonianza oculare contro la sua famiglia, ma alla fine si ritrova a dover affrontare più di quanto si aspettasse. Recensione ❯
Pasolini incontra i grandi protagonisti del cinema italiano come Bertolucci, Ferretti, Morricone e Donati. Espandi ▽
"Pasolini ha letteralmente cambiato la vita a un numero incalcolabile di persone", dice il giornalista e regista David Grieco nel documentario Pier Paolo Pasolini - Una visione nuova, parlando anche di se stesso. E spesso quelle si trovavano ai poli opposti dello spettro sociale: "Ho a che fare solo con gli analfabeti e con i grandi intellettuali", amava estremizzare PPP, che considerava la cultura media "sempre corruttrice" e rifuggiva la medietà (ovvero la mediocrità) in ogni sua manifestazione.
Da Sergio e Franco Citti a Bernardo Bertolucci, da Laura Betti a Vincenzo Cerami, da Ninetto Davoli allo scenografo Dante Ferretti, dal costumista Danilo Donati al montatore Nino Baragli, Pasolini è stato anche un "rabdomante di talenti", in particolare quegli attori che, ricorda Caterina D'Amico, "adoperava in quanto icone" oppure, come dice Daniele Luchetti, "esseri umani trovati che portavano in scena il loro punto di vista sul mondo".
Il film è un tassello importante nella ricostruzione di una figura caleidoscopica come quella del regista e autore, e compensa la semplicità della confezione filmica con la ricchezza delle testimonianze e l'individuazione di una chiave di lettura importante: quella della "bottega Pasolini" fatta di artisti ispirati da quel Maestro sui generis. Recensione ❯
La serie evento Disney+ con Ewan McGregor nei panni dell'iconico Maestro Jedi. Espandi ▽
Dieci anni dopo il crollo della Repubblica e l'ascesa dell'Impero, Obi-Wan Kenobi vive in incognito sul pianeta Tatooine, sorvegliando a distanza la crescita del piccolo Luke Skywalker. Riceve però una richiesta d'aiuto dagli Organa, i genitori adottivi di Leia: la figlia di Anakin e Padmé è stata rapita. Obi-Wan, detto Ben, ne seguirà le tracce fino ad arrivare a confrontarsi con gli inquisitori, e in particolare con la "terza sorella" Reva. La caccia al celebre jedi arriva presto all'attenzione di Darth Vader, che decide di prenderne il comando in prima persona, desideroso di un nuovo confronto con il vecchio maestro.
Doveva essere un film ma, dopo molte riscritture, è diventato una miniserie lo spin-off dedicato a Obi-Wan Kenobi, che purtroppo non è degno della levatura del personaggio.
I colpevoli sono numerosi, ma diciamo subito che va escluso dalla lista Ewan McGregor, il quale, al contrario, non ha mai interpretato così bene questa parte. Il suo Obi-Wan invecchiato e affranto, ma sempre saggio e sicuro dei propri ideali, fa il possibile per caricarsi la serie sulle spalle. Purtroppo i limiti di scrittura, regia e pure di effetti speciali, finiscono per neutralizzare gli sforzi di McGregor e lasciare l'amaro in bocca per l'intera operazione. Recensione ❯
Terminata la scuola, Charlie e i suoi amici scoprono per caso il quartier generale del supereroe più potente del mondo, nascosto sotto la sua stessa casa. Espandi ▽
Un ragazzino di nome Charlie Kincaid scopre dietro casa sua il quartier generale del supereroe più potente al mondo, e insieme ai suoi amici, dovrà difenderlo quando sarà attaccato da alcuni villain. Recensione ❯
Un meme prende vita e semina il terrore in una comunità. Espandi ▽
Un horror legato ad una figura misteriosa che mette a repentaglio una tranquilla comunità. Quando un adolescente viene messa sotto scacco, i genitori cominciano a preoccuparsi per la loro sopravvivenza. Recensione ❯
La scalata al successo di una giovane donna viene compromessa da una gravidanza non programmata. Espandi ▽
Una giovane ambiziosa stringe un accordo insolito con la sua capa carismatica. Poi si trova assalita dai dubbi, ma potrebbe essere troppo tardi per tirarsi indietro. Recensione ❯
Da un'idea di Shonda Rhimes, una serie sul desiderio di emergere a tutti i costi. Una metafora dei nostri tempi. Drammatico, USA2022. Durata 60 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
La serie si ispira all'articolo di Jessica Pressler, anche produttrice dello show, "How Anna Delvey Tricked New York's Party People", pubblicato sul New York Magazine. Espandi ▽
C’è l’intuito infallibile di Shonda Rhimes dietro l’ennesima serie destinata a diventare un fenomeno su Netflix, quell’Inventing Anna che svela nel titolo molto di quello che vedremo. Ovvero la costruzione a tavolino di un’identità, la determinazione ad emergere, a spiccare nel mondo dei potenti di New York. È una serie decisamente attuale sulla contemporanea sete di potere, che oggi significa principalmente avidità di fama, soldi, abiti e ristoranti di lusso. Rhimes inventa una protagonista detestabile per farle compiere tutto quello che vediamo abitualmente sui social, ragazze e ragazzi felici di ostentare un benessere economico, spesso inesistente, pur di avere notorietà, visibilità, più like possibili ai propri post. Da questo punto di vista, come grande metafora di ciò che siamo diventati – una società in gran parte narcisista e a caccia di like che brama l’opulenza puntando all’apparire, più che all’essere – la serie è oltremodo interessante. Recensione ❯
La storia di due rivoluzionari prima degli anni '20. Espandi ▽
Una storia fittizia su due leggendari rivoluzionari e il loro viaggio lontano da casa prima che iniziassero a combattere per il loro paese negli anni '20. Recensione ❯
Aprile 1940. Gli occhi del mondo sono puntati su Narvik, cittadina nel nord della Norvegia, fonte del minerale di ferro necessario per la macchina da guerra di Hiter. Espandi ▽
Aprile 1940. Gli occhi del mondo sono puntati su Narvik, cittadina nel nord della Norvegia, fonte del minerale di ferro necessario per la macchina da guerra di Hiter. Durante due mesi di feroce guerra invernale, Hitler subisce la sua prima sconfitta. Recensione ❯
Il film documentario dedicato dalla "divina" del nuoto italiano. Espandi ▽
Quando a marzo 2020 in Italia vengono adottate le misure di isolamento, Federica Pellegrini si sta preparando per gareggiare nella sua quinta finale olimpica a Tokyo. Avendo disputato la sua prima ad Atene 2004, a sedici anni, la campionessa di nuoto si appresta così a chiudere la sua folgorante traiettoria nella sua specialità, i 200 metri stile libero. Nell'approssimarsi di questo appuntamento, minacciato dalla pandemia e da ostacoli fisici e psicologici, l'atleta si racconta affidando rapide riflessioni a un videodiario casalingo e in parallelo si lascia filmare durante trasferte e soprattutto allenamenti a bordo vasca, sotto le indicazioni e l'occhio severo e protettivo del trainer e compagno Matteo Giunta, con cui lavora dal 2012. Recensione ❯
Un drama di formazione che ruota intorno alla complessa relazione tra l'aspetto fisico e l'identità. Espandi ▽
Andrea e Marco sono due gemelli di Latina. Con i loro compagni e amici tentano di rispondere alla domanda "Chi sono io?", mentre la vita scorre tra un primo bacio e una serata in discoteca con gli amici. Due gemelli diversi di diciassette anni stanno crescendo ed esplorando se stessi. Sono diversi nello stile dei capelli, ma soprattutto nel carattere, uno è impacciato e fragile, l'altro apparentemente spavaldo ma con una vita parallela.
Per chi ama l'utilizzo iperbolico di musiche e scritte colorate Prisma è il prodotto perfetto: ogni sfasamento temporale è segnalato da lettere cubitali fluorescenti (i richiami al passato sono continui), e le musiche sono una costante della serie.
Piacerà comunque ad un pubblico adolescenziale, ben disposto a identificarsi con i suoi protagonisti in cerca del loro posto nel mondo, e magari nostalgico di mood e stile di serie teen di successo come SKAM Italia. Recensione ❯
Una commedia d'autore liberamente ispirata alle celebrazioni del V centenario di Sisto V Espandi ▽
Angelo Santini è un regista dilettante che realizza musical per la parrocchia. Per i 500 anni della nascita di Papa Paolo Sisto V, il sindaco, avendo ricevuto dei fondi regionali per la ricorrenza, gli commissiona un musical sull'argomento da fare in grande. Santini decide perciò di chiamare una celeberrima compagnia teatrale, senza prevedere che degli esperti mestieranti come loro finiranno inesorabilmente per denigrarlo e mettergli i piedi in testa. Questa situazione non potrà che degenerare sprofondando sempre più nell'assurdo e nel surreale, fino ad assumere perfino fattezze demenziali.
Acqua alle corde è un film che sfugge ad ogni definizione: per sua natura e struttura si sottrae da ogni schema, genere e perfino giudizio.
Un pregio che però va riconosciuto a Consorti sono le sue indubbie abilità mistificatrici: lentamente getta su una trama, che sembra banale e telefonata, un alone di assurdità che rende il finale del film del tutto imprevedibile. Di certo un'opera degna di pochi stomaci forti, ma che nella sua totale assurdità trova forse una sua cifra stilistica. Disorientante. Recensione ❯