| Titolo originale | Les promesses |
| Titolo internazionale | Promises |
| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Thomas Kruithof |
| Attori | Isabelle Huppert, Reda Kateb, Naidra Ayadi, Jean-Paul Bordes, Hervé Pierre Laurent Poitrenaux, Mustapha Abourachid, Soufiane Guerrab. |
| Uscita | giovedì 10 marzo 2022 |
| Tag | Da vedere 2021 |
| Distribuzione | Notorious Pictures |
| MYmonetro | 3,04 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 3 marzo 2022
Un dramma sulle dinamiche politiche e sociali che coinvolgono una sindaca alla fine del suo mandato. In Italia al Box Office La promessa - Il prezzo del potere ha incassato 30,2 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Clémence è al termine del suo secondo mandato come sindaca di una città dell'hinterland di Parigi e non si ricandiderà. Ha deciso di mandare avanti la sua vice e giovane protegée Naidra. Prima di dire addio alla politica, però, le resta una cosa da fare. Una cosa per cui lotta da dieci anni, insieme a tremila persone: ottenere dallo stato francese l'approvazione del piano multimilionario di riqualificazione della banlieue in cui ha sede Les Bernardines, un enorme complesso occupato in cui centinaia di famiglie vivono in condizioni di sovraffollamento, sfruttamento economico e pericolo di salute. A queste famiglie Clémence ha promesso più volte una soluzione e dentro Les Bernardines è cresciuto anche Yazid, il suo braccio destro, il suo consigliere, la sua coscienza.
Il film di Thomas Kruithof si muove a piedi, avanti e indietro, tra il centro e la periferia, tra i ristoranti affollati dei pranzi di lavoro e le sale gremite dall'assemblea dei condomini: è la traiettoria di un ponte in lenta costruzione, quotidianamente minacciato di sabotaggio. Le telefonate, invece, viaggiano veloci, e arrivano fino all'Eliseo, ma quello che interessa a Kruithof è un pedinamento, sulle tracce di quella politica locale che è fatta ancora di sentimenti, di conoscenza diretta, di preoccupazioni reali, oltre che di strategia, di scambi di favori e di arte della retorica.
Anche la tentazione di Clémence, cioè la lusinga dell'ambizione, che complica presto e volutamente il racconto e il suo personaggio, è vista attraverso la lente della crisi di identità anziché del lavorìo del potere; una lente che, pur non edulcorando le conseguenze, rende conto, senza ideologismi, anche del suo essere donna.
Nella fotografia in movimento del mestiere della politica (locale ma non solo), non mancano i luoghi comuni, le scarpe di lusso da un lato, la facilità alla violenza dall'altro, ma è proprio in quanto luoghi comuni, e cioè verità apparenti, che questi elementi hanno posto nel film.
Ciò che è più interessante, invece, e merita di essere testimoniato dalla cinepresa, è il ruolo del dialogo. Cinema e politica si incontrano, con perizia e leggerezza, sul terreno artistico della negoziazione verbale. Da questo scambio, occhi negli occhi, dipende la capacità di farsi ascoltare, di farsi credere, sullo schermo come dentro la cucina di un appartamento occupato.
Infine, al centro della cartografia di Les Promesses c'è soprattutto la storia di una relazione, quella tra Clémence e Yazid, e il duetto complice e ben assortito di Isabelle Huppert e Reda Kateb. "Non è mica il mio fidanzato", specifica lei al suo capo di partito durante un battibecco informale, eppure è la promessa silenziosa e identitaria che si sono scambiati reciprocamente che ad un certo punto ha bisogno di essere rinnovata, perché la politica, proprio come il cinema, è necessariamente un lavoro di squadra.
C'è un nuovo cinema civile contemporaneo possibile, non necessariamente di denuncia, teso, appassionante e appassionato, che ai francesi riesce meglio che ad altri. Stéphane Brizé, per fare un nome, ma anche Thomas Kruithof, che in questo "La Promessa" si muove a piedi, avanti e indietro, tra il centro e la periferia, tra i ristoranti dei pranzi di lavoro e le assemblee di condomini, lungo una traiettoria [...] Vai alla recensione »