Close Enemies

Film 2018 | Drammatico +13 111 min.

Regia di David Oelhoffen. Un film Da vedere 2018 con Matthias Schoenaerts, Reda Kateb, Sabrina Ouazani, Astrid Whettnall, Gwendolyn Gourvenec. Cast completo Titolo originale: Frères ennemis. Genere Drammatico - Francia, Belgio, 2018, durata 111 minuti. distribuito da Europictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Due amici d'infanzia prendono strade diverse: uno diventa un poliziotto, l'altro un criminale. Ma continuano ad avere bisogno l'uno dell'altro.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un film notturno, dove noir e tragedia antica, ossessione di vendetta e riparazione convivono e incendiano i fianchi di Parigi.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 4 settembre 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 4 settembre 2018

Manuel e Driss sono cresciuti come fratelli nelle banlieue parigine ma oggi tutto li oppone. Manuel gestisce traffici di droga, Driss è diventato un agente dell'antidroga. All'ombra di un assassinio che ha freddato in strada tre dei suoi compagni, Manuel è costretto a collaborare con Driss. Tra ostilità e risentimento e malgrado la loro diffidenza reciproca, i loro legami si riallacciano intorno alle radici comuni.

Partendo da un postulato classico del polar, due uomini che si confrontano da un lato all'altro della legge, Frères Ennemis impone due figure tragiche che intrattengono una relazione complessa con le loro origini.

David Oelhoffen assolda Reda Kateb e Matthias Schoenaerts per sondare la fraternità sociale. Perché Driss e Manuel non hanno gli stessi genitori ma sono cresciuti insieme, sanno tutto l'uno dell'altro. Film de frères, Frères Ennemis svolge il loro ritrovarsi violento e definitivo nel momento in cui il criminale inciampa pericolosamente e il poliziotto si interroga sulla propria identità.

Sulla trama convenzionale di un polar nero, l'autore di Loin des Hommes introduce delle variazioni passando dall'introversione all'azione con fluidità. Allineandosi ai cliché del genere e risvegliando il ricordo di Little Odessa e dell'America di James Gray, Oelhoffen cerca anzitutto di creare un'atmosfera, tralasciando la suspense dell'inchiesta e prendendosi tutto il tempo per ricongiungere i suoi protagonisti. L'ambiente che produce è di gravezza, di sospetto, di perdita, di spazi mentali disposti dalle relazioni dell'infanzia e dell'adolescenza, consumata nei quartieri delle banlieue. I suoi personaggi abitano radicalmente quei paesaggi urbani, grigi e freddi d'inverno ma intessuti a ogni stagione di riferimenti e ripari familiari, a cui Driss non ha più accesso per aver scelto una carriera da flic e a cui Manuel accede incessantemente, percorrendo in lungo e in largo le strade, infilando scorciatoie, passando per i tetti, nascondendosi nel ventre dei suoi garage, perché adesso neanche lui è più il benvenuto.

Sono i luoghi a forgiare lo spirito dei personaggi, sono i rifugi e le trappole dove tutto può accadere. In quel milieu di droga e sentimenti, le relazioni d'affari rimpiazzano quelle familiari aprendo il film al dramma esistenziale che incontra la tragedia. Per Manuel non c'è orizzonte ma una fuga in avanti per ottenere tutto presto, per Driss c'è solo un dimorare stanco ai margini dell'unica casa che riconosce come sua. Se Driss non si fa più illusioni, Manuel ci crede ancora. Ed è forse da questo rapporto contrastato tra l'individuo e la comunità che il film deriva la sua universalità, doppiando il genere.

Organizzato intorno a un intrigo criminale, che mantiene la tensione fino alla fine, Frères Ennemis serve un tandem di attori portatori della profondità e della sottigliezza necessarie al tracimare dei loro conflitti interiori. Volto teso, al filo dell'implosione, Reda Kateb non fa più al cinema l'arabe de service e coltiva una mascolinità separata, un'impotenza tesa che non versa mai nell'arrendevolezza. Il suo poliziotto opaco e all'erta conferma quell'idea di nobiltà dell'ordinario di cui tutti i suoi personaggi sono portatori sani. Contro e accanto, si muove agile il fratello nemico di Matthias Schoenaerts, attore fisico per eccellenza. Tra collera sorda e morbidezza, l'attore fiammingo abbraccia il ruolo di colosso ferito attaccato al modello familiare.

Driss e Manuel rinviano a una realtà complessa e a una psicologia sociale instabile che diventa soggetto dominante di un film notturno, dove noir e tragedia antica, amore e odio, emancipazione e alienazione, ossessione di vendetta e riparazione convivono e incendiano i fianchi di Parigi.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 2 settembre 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

Frères ennemis è invece esattamente ciò che promette il titolo: un ragazzo di strada diventato poliziotto tiene un piede nel mondo degli spacciatori utilizzando vecchie conoscenze come informatori. Alla morte di uno di loro, però, un amico d'infanzia del poliziotto si trova nei guai, e il suo difficile equilibrio (anche personale) vacilla, insieme a quello tra le gang magrebine.

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