Stanlio e Ollio

Film 2018 | Biografico, Commedia, Drammatico, Film per tutti 97 min.

Regia di Jon S. Baird. Un film Da vedere 2018 con Steve Coogan, John C. Reilly, Nina Arianda, Shirley Henderson, Danny Huston. Cast completo Titolo originale: Stan & Ollie. Genere Biografico, Commedia, Drammatico, - USA, Gran Bretagna, 2018, durata 97 minuti. Uscita cinema mercoledì 1 maggio 2019 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 3,57 su 32 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 10 dicembre 2019

Dopo il successo al cinema, Stanlio e Ollio intraprendono la strada degli spettacoli a teatro ma la loro amicizia viene messa a dura prova. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 3 candidature a BAFTA, 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Stanlio e Ollio ha incassato 2,2 milioni di euro .

Passaggio in TV
giovedì 5 marzo 2026 ore 3,30 su RAIMOVIE

Stanlio e Ollio è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD e Blu-Ray Compra subito

Consigliato sì!
3,57/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,70
PUBBLICO 3,52
CONSIGLIATO SÌ
Un biopic che diverte e riempie di nostalgia. Uno straordinario ritorno di Stanlio e Ollio, in perfetto parallelismo col racconto del film.
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 29 ottobre 2018
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 29 ottobre 2018

Nel 1953, Stan Laurel e Oliver "Babe" Hardy partono per una tournée teatrale in Inghilterra. Sono passati sedici anni dal momento d'oro della loro carriera hollywoodiana e, anche se milioni di persone amano ancora Stanlio e Ollio e ridono soltanto a sentirli nominare, la televisione sta minacciando l'abitudine culturale di andare a teatro e molti preferiscono andare al cinema a vedere i loro capolavori del passato oppure i nuovi Gianni e Pinotto, piuttosto che scommettere sulle loro esibizioni in teatrini di second'ordine. Eppure i due vecchi compagni di palcoscenico sanno ancora divertirsi e divertire, e la tournée diventa per loro l'occasione di passare del tempo insieme, fuori dal set, come non avevano mai fatto prima, e di riconoscere per la prima volta il sentimento di amicizia che li lega.

Steve Coogan nei panni di Laurel e John C. Reilly in quelli di Hardy riescono nell'impresa di far rivivere una delle coppie comiche più grandi della storia del cinema e della televisione in un biopic che fa divertire e riempie di nostalgia allo stesso tempo.

Il punto di partenza è il libro di A.J. Marriot sul tour inglese dei due vecchi artisti, sul quale grava, come un conto alla rovescia per la fine del rullo, l'ombra della fragile salute di Oliver, ma che è anche il momento ideale per vederli sotto un'altra luce che non sia quella dei riflettori e scoprire i modi della loro quotidianità e le dinamiche del loro lavoro.

Stanlio & Ollio, con ritmo e competenza, racconta il retroscena del più grande trucco del cinema (e di quella stagione della commedia in particolare) e cioè, per dirla con Buster Keaton, il fatto che "realizzare film comici è un lavoro serio", ragion per cui Stan Laurel, che era la mente creativa del duo, non smetteva mai di scrivere e di provare, e persino di coltivare l'illusione di un film, un "Robbin' good" che, come ai vecchi tempi, avrebbe posto al compagno qualche difficoltà fisica ma lo avrebbe anche riempito di gioia.

Ma al film dello scozzese Baird, scritto dallo sceneggiatore di Philomena Jeff Pope, riesce anche qualcosa di più, e di molto difficile: gli riesce il lavoro sulla materia, l'inserimento di un discreto numero di ottime gag verbali, la riproposizione di quelle storiche (impossibile resistere a quella della doppia porta), dei gesti che hanno fatto il personaggio (il tie-twiddle di Ollio) e anche qualche finezza come il ritratto delle moglie che a loro volta compongono un duo comico.

Si ride e ci si commuove e ci si ritrova ad applaudire con ritrovato entusiasmo il ritorno di Stanlio e Ollio, che da troppi anni non passano più nemmeno in televisione, proprio come accadde in Inghilterra durante quella tournée del '53.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 17 aprile 2019
Eugenio

Stan Laurel e Oliver Hardy hanno rappresentato la prima versione comica di un “diagramma di Venn”: u no magro; l’altro goffo, corpulento quasi falstaffiano. Il primo di origine inglese, il secondo georgiano. Due complementary opposites di sesso però uguale. Mentre il loro rapporto è rimasto simbiotico e tumultuoso, il loro improbabile abbinamento, molto slapstick, ha [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
lunedì 13 maggio 2019
Pino Farinotti

John C. Reilly e Steve Coogan non fanno parte della memoria popolare del cinema -certo i cinefili li conoscono - ma sono due ottimi attori, due "caratteri" che nei film hanno lasciato segni visibili. Reilly (Chicago 1965) seppure da non protagonista, è nel cast di titoli importanti come La sottile linea rossa, Magnolia, La tempesta perfetta, The Aviator, Il racconto dei racconti del nostro Garrone, e di molti altri. Lo stesso vale per Coogan (1965, Middleton, Inghilterra): Il giro del mondo in 80 giorni - dove fa il co-protagonista Phileas Fogg - Marie Antoniette, Una notte al museo 2, A Modern Family. Ma non c'è dubbio che dopo Stanlio e Ollio (guarda la video recensione), dove sono Laurel (inglese come Coogan) e Hardy (Reilly), i due attori hanno fatto un lungo salto di popolarità. Il pericolo è che per il resto della loro carriera vengano identificati con quei due personaggi, pesanti. Quando al festival di Roma dello scorso anno venne presentato Stanlio e Ollio, diretto da Jon S. Baird, scrissi il pezzo raccontando i due artisti in chiave generale. Adesso ho visto il film e il lavoro del regista è certo benemerito, completo e intelligente. "Completo" significa la formula messa a punto capace di raccontare la realtà, soprattutto, e parte della fiction. Perché Stanlio e Ollio, nella vita erano Laurel e Hardy, personaggi non sempre sereni, certo professionalmente maltrattati, se è vero che Hal Roach, il produttore delle loro migliori stagioni, incassava milioni di dollari lasciando loro le briciole.

Il regista Baird riesce dunque a comporre il transfert coi giusti pesi e quando esci dalla sala hai conosciuto il privato dei due ma hai anche ripassato la loro arte, perché di arte trattasi.

Il film di Baird racconta di quando Stan e Oliver andarono in Inghilterra, era il 1953, la loro età dell'oro era passata da tempo. Ma l'accoglienza che ebbero fu... d'oro. Erano, dal vivo, gli eroi che erano sempre stati. Nel nuovo scenario londinese i due scovano qualcosa che Hollywood aveva occultato, l'amicizia. Durante la permanenza inglese Stan, il cervello, continua a lavorare su progetti che difficilmente avranno un destino. I due si scontrano sulle idee ma Oliver deve desistere, si ammala. Ed è a quel punto che Stan comprende che la loro non era solo collaborazione, ma amicizia vera. Nel frattempo dovunque, a Londra come a Dublino, la gente impazzisce per loro.

Gli autori ripropongono alcune delle gag storiche, con quel perenne sguardo di Oliver che non capisce mai il suo amico e guarda l'obiettivo, cioè lo spettatore, come a dire "vedete un po' con che idiota ho a che fare". E poi lo stesso Oliver così corpulento, ma che balla con una leggerezza impossibile. Riemerge quella loro chimica perfetta, com'è quella dell'idrogeno e dell'ossigeno. Il passaggio, nei primi anni trenta dal muto al parlato, che pure aveva traumatizzato uno come Chaplin, per i due non significò nulla. È questo il loro sortilegio. Senza parole comunicavano tutto in ugual misura. L'episodio inglese reinventò e consolidò il loro nuovo rapporto umano. Quando Oliver morì Stan... non volle. Continuò a scrivere copioni di film che non avrebbero fatto.

FOCUS
domenica 5 maggio 2019
Roy Menarini

Tra i grandi della risata - ovvero Charlie Chaplin, Buster Keaton, fratelli Marx, Jerry Lewis - Stanlio e Ollio sono quelli meno esaltati dai cinefili. Forse perché a torto considerati troppo legati a una dimensione infantile e superficiale della comicità (complice la sorprendente permanenza nei palinsesti della televisione contemporanea), Stan Laurel e Oliver Hardy attendono ancora una vera e propria canonizzazione enciclopedica e universale. Non sappiamo se il film di Jon S. Baird sancirà l'avvenuta entrata nel pantheon maggiore (per il grande pubblico il problema non si è mai posto), ma certamente aiuterà a comprendere quanta umanità, quanta malinconia, quanta saggezza ci fosse nel repertorio dei due.

Raccontati nel momento del tramonto della loro carriera, in tournée senza i fasti d'un tempo e soprattutto estromessi dall'industria cinematografica, Stanlio e Ollio hanno avuto una carriera discendente ben più lunga di quella ascendente, e tuttavia hanno confermato l'osmosi tra il cinema comico e i palchi teatrali, tra performance riprodotta e gag live, tra mondi diversi della grande costellazione dello spettacolo brillante.

L'arte di Stanlio e Ollio prese del resto vita in una fase difficile per la società americana, quella della crisi del 1929 e del passaggio al sonoro, quella delle tensioni internazionali e della guerra alle porte. Stanlio e Ollio, con il loro atteggiamento inetto, tonto e distruttivo nei confronti delle cose da fare, da costruire, da ottenere, in fondo parlano anche di quanto in quegli anni il mito del self made man avesse lasciato il posto a un'ombra tragicomica.

Si sbaglierebbe, però a teorizzare troppo sui due, perché la dimensione infantile e anarchica del gesto comico fu forse più importante, quella che ancora emerge nel racconto cinematografico di oggi ma che si scontra (intelligentemente) con la situazione crepuscolare e anagrafica dei due vecchi, ma non pacifici, amici. Stan Laurel, la mente. Oliver Hardy, il braccio - dietro la macchina da presa, s'intende. Perché davanti, il segaligno e tonto Stanlio fa infuriare Ollio, grosso e più sveglio, ma non abbastanza da evitare ulteriori catastrofi.

Insomma, ci sarebbe da parlare per settimane, o per pagine, dei due grandi comici, ma il biopic serve anche a questo, a capire ciò che serve in 90 minuti, con una dimensione pedagogica e storiografica sempre più presente, e giustificata da un tempo - il nostro - di frenesia per la novità, e dunque di smemoratezza collettiva, oltre che di imprecisione e confusione informativa.

Frasi
Hai tradito la nostra amicizia. Io ho amato noi due.
Una frase di Stan Laurel (Steve Coogan)
dal film Stanlio e Ollio - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 2 maggio 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Nessuna coppia, non solo al cinema, è altrettanto famosa. E soprattutto amata. Nessuno ha mai sfidato il tempo delle nuove generazioni senza temere di essere superati, ingabbiati in un ricordo più o meno mesto, mentre le risate di un tempo si spengono: oggi come ieri, come l'altro ieri, e probabilmente anche domani, Stanlio e Ollio sopravvivono con la loro genuinità, con quella comicità sincera e diretta, [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
giovedì 2 maggio 2019
Andrea Chirichelli

Giorno di festa anche per Avengers: Endgame, che incassa altri 1,7 milioni di euro, restando stabile rispetto a martedì, e che è arrivato a 21,9 milioni di euro complessivi con 2,9 milioni di spettatori.

VIDEO RECENSIONE
venerdì 3 maggio 2019
A cura della redazione

Nel '53 Stan Laurel e Oliver Hardy partono per una tournée teatrale in Inghilterra. A 16 anni dal momento d'oro della loro carriera i due vecchi compagni sanno ancora divertirsi e divertire, e la tournée è l'occasione di riconoscere il sentimento di amicizia [...]

VIDEO
mercoledì 24 aprile 2019
 

Stan Laurel e Oliver Hardy sono ampiamente considerati il più grande duo comico della storia del cinema. Tra il 1927 e il 1950, sono apparsi in oltre 107 film (32 cortometraggi muti, 40 cortometraggi parlati, 23 lungometraggi, 12 cameo), corroborando [...]

VIDEO
lunedì 8 aprile 2019
 

Nel 1953, Stan Laurel e Oliver "Babe" Hardy partono per una tournée teatrale in Inghilterra. Sono passati sedici anni dal momento d'oro della loro carriera hollywoodiana e, anche se milioni di persone amano ancora Stanlio e Ollio e ridono soltanto a sentirli [...]

TRAILER
giovedì 28 marzo 2019
 

Nel 1953, Stan Laurel e Oliver "Babe" Hardy partono per una tournée teatrale in Inghilterra. Sono passati sedici anni dal momento d'oro della loro carriera hollywoodiana e, anche se milioni di persone amano ancora Stanlio e Ollio e ridono soltanto a sentirli [...]

TRAILER
martedì 18 settembre 2018
 

Nel 1953 in Inghilterra Stanlio e Ollio intraprendono una tournè nei teatri. Sono un po' invecchiati e hanno abbandonato la carriera cinematografica che li ha resi così popolari. All'inizio i teatri sono semivuoti ma piano piano riescono a conquistare [...]

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