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venerd 16 novembre 2018

Stan Laurel

Nome: Arthur Stanley Jefferson
Data nascita: 16 Giugno 1890 (Gemelli), Ulverston (Gran Bretagna)

Data morte: 23 Febbraio 1965 (74 anni), Santa Monica (California - USA)
occhiello
Come mi trovi? Oh, non sei cambiato affatto. Anche tu sei lo stesso: se non ti avessi visto, non ti avrei riconosciuto.
dal film Vent'anni dopo - Stanlio e Ollio teste dure (1938) Stan Laurel Stan
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Stan Laurel

luned 12 novembre 2018 - Al Festival di Roma stato presentato Stanlio e Ollio, diretto da Jon S. Baird, con John C. Reilly nella parte di Oliver Hardy e Steve Coogan in quella di Stan Laurel.

Laurel & Hardy, portatori di felicit: mai nessuno come loro

Pino Farinotti cinemanews

Laurel & Hardy, portatori di felicit: mai nessuno come loro Il film racconta un episodio della vita dei due grandi comici. Finita la stesura del libro I cento film della nostra vita, firmato da Pino e Rossella Farinotti, si dibatteva sulla copertina. Non certo facile reperire un'immagine che rappresenti tutto il cinema. C' grande differenza fra Via col vento, la Corazzata Potmkin e Il Gattopardo. Le opzioni erano: Rhett e Rossella abbracciati in Via col vento; Gene Kelly che balla sotto la pioggia in Cantando sotto la pioggia; il mimo Jean-Louis Barrault sul palcoscenico in piazza di Les enfants du paradis; il cavaliere Antonius Block che gioca a scacchi con la morte ne Il settimo sigillo; il Rex che naviga su quel mare di plastica in Amarcord; Charlot col suo balletto del pane ne La febbre dell'oro. Alla fine la scelta caduta su Laurel & Hardy, che raccolgono la spazzatura danzando intorno a un bidone ne Gli allegri scozzesi. Il sottotitolo dei "Cento film" era: per pensare e, soprattutto, essere felici. Perch portare felicit il primo comandamento del cinema, e nessuno come quei due ha svolto quel compito. Stan Laurel (1890-1965) era nato a Ulverston, Inghilterra settentrionale, Oliver Hardy (1892-1957) era di Harlem, Georgia. Si incontrarono per la prima volta a Hollywood nel 1921, sul set del "corto" Cane fortunato. Non ci fu un seguito. Solo cinque anni dopo formarono la coppia, nel film Get 'Em Young. L'inizio della loro leggenda. Erano fatti l'uno per l'altro. Stan piccolo e magro orecchie a sventola, capelli arruffati, espressione di chi non capisce mai. Oliver grasso e (finto) autoritario, che spiega all'altro ricorrendo a volte alle mani, per poi guardare l'obbiettivo, cio lo spettatore, come a dire "vedete un po' con chi ho a che fare". Era una chimica perfetta, come l'idrogeno e l'ossigeno che fanno l'acqua. Il passaggio, nei primi anni trenta dal muto al parlato, che pure aveva traumatizzato uno come Chaplin, per i due non signific nulla. questo il loro sortilegio. Senza parole comunicavano tutto in ugual misura.

Erano idoli di tanta gente, magari di tutti, con qualche fan insospettabile. In Italia uno era il Duce, che diceva di divertirsi un mondo, un altro era papa Pio XII, che li avrebbe incontrati volentieri, ma fu dissuaso: "Guardi Santo Padre che quei signori collezionano otto mogli in due". Per la precisione cinque Stan e tre Oliver. I due, da noi, devono la loro popolarit anche ai doppiatori, Alberto Sordi per Oliver, e Mario Zambuto per Stan.
Dopo il loro ultimo film Atollo K del 1951, per riaffermare la loro popolarit organizzarono, nel 1953, un tour in Inghilterra, che, appunto, viene raccontato nel film di Baird. L'accoglienza all'altezza, ma Oliver presenta segnali della sua malattia. Dal film emerge soprattutto la loro passione reciproca. Quando Oliver mor Stan... non volle. Continu a scrivere copioni di film che non avrebbero fatto.

La sequenza degli Allegri scozzesi una sintesi del comandamento detto sopra: i due in kilt stanno raccogliendo la spazzatura con dei bastoni a punta. Qualcuno comincia a suonare un motivo tradizionale con una fisarmonica. Oliver accenna a un passetto di danza, lui, cos corpulento ma cos leggero, Stan di adegua subito. Il ritmo sale, girano intorno al bidone, ammiccano a se stessi, si divertono. Arriva il sergente, che li guarda malissimo. Oliver il primo ad accorgersene, lascia il bastone e se la d a gambe. Stan continua ballare, sotto gli occhi del sergente. Quando anche lui si accorge della presenza, scappa. I due vengono inseguiti, arrivano alla prigione, si chiudono dentro, buttano la chiave continuano a ballare nella cella. Sembrerebbe roba scontata, ingenua e banale, ma non cos, perch ci sono Laurel e Hardy. Dico che se a un mondo alieno occorresse spiegare il cinema in una sola sequenza, questa che sarebbe imbarcata sul razzo da spedire.

   

mercoled 24 ottobre 2018 - Il film di Roberto Minervini conquista il pubblico della 62esima edizione del festival.

London Film Festival, What you gonna do when the world's on fire? il miglior documentario

Sonia Serafini cinemanews

London Film Festival, What you gonna do when the world's on fire?  il miglior documentario Si conclusa il 21 Ottobre la 62esima edizione del BFI London Film Festival che, come ogni anno, porta il grande cinema in Inghilterra. Tra gli innumerevoli titoli non si pu non parlare delle grandi anteprime, come l'atteso ritorno di Steve McQueen con il film Widows, un thriller tutto al femminile che vede come protagonista Viola Davis, o il meraviglioso attesissimo film Stanlio e Ollio che narra la storia di Stan Laurel e Oliver Hardy, la celebre coppia del cinema in bianco e nero, interpretati da Steve Coogan e John C. Reilly.
Particolare attenzione quest'anno al ruolo della donna, numerosissime le pellicole con protagoniste femminili di tutti i generi: forti, deboli, maltrattate, mogli coraggiose, combattenti, finalmente il cinema si dedica ad un argomento che ha interessato non poco lo showbiz, soprattutto nell'ultimo anno. Come dichiarato dalla Direttrice Artistica del Festival Tricia Tuttle: "Scegliamo sempre con cura le pellicole presenti al Festival e tengo moltissimo alla presenza di donne registe all'interno della kermesse. L'Italia ha tante registe talentuose, ma credo che in generale produca dei film bellissimi e molto interessanti, per questo li ospitiamo e decidiamo di averli sempre con noi, ogni anno di pi". Registe donne, ruoli principali al femminile, sceneggiatrici donne, nell'olimpo del cinema che conta, tutte insieme ad un festival importante come il BFI.
Particolare attenzione alla sezione documentari, dove a vincere stato il nostro connazionale Roberto Minervini con What You Gonna Do When the World's on Fire?, una produzione Okta Film e Pulpa Film con Rai Cinema e in coproduzione con Shellac Sud, in associazione con MYmovies.it. Presentato in anteprima mondiale in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, riscuotendo un notevole successo di critica e pubblico, la pellicola approdata al festival di Toronto, a quello di New York e prossimamente sar alla Viennale e alla 59esima edizione del Festival dei Popoli di Firenze (che dedicher a Minervini una personale completa).
Il film, presente al London Film Festival, ha suscitato l'interesse di tutti i presenti. Il presidente della giuria, il produttore due volte premio Oscar Simon Chinn (Searching for Sugar Man; Man on Wire), il film di Minervini "un documentario urgente e capace di far riflettere, che attraverso le sue straordinarie e sconvolgenti immagini in bianco e nero offre un'istantanea dura ed emozionante della vita degli afroamericani nel profondo Sud. Rivela, con intimit ed empatia, le vite di chi continua a combattere per la dignit mentre, dopo 6 decenni dalla nascita del movimento per i diritti civili, continuano le divisioni razziali e l'ingiustizia. Un racconto potente e sottile che valso al film l'unanimit della giuria".

venerd 5 ottobre 2018 - La 13esima edizione apre il 18 ottobre con 7 sconosciuti a El Royale di Drew Goddard. In concorso l'italiano Il vizio della speranza.

Festa del Cinema di Roma: donne, memoria e cinema del reale

Paola Casella cinemanews

Festa del Cinema di Roma: donne, memoria e cinema del reale "Le parole chiave, per questa 13esima edizione della Festa del cinema di Roma, sono tre: donne, memoria e cinema del reale", afferma Antonio Monda, direttore artistico, al primo anno del suo secondo mandato, della kermesse capitolina. Le donne sono numerose: 12 le registe in programma, molte le star premiate e molti i nomi femminili alla guida della Festa, da Laura Delli Colli, Vice Presidente della Fondazione Cinema per Roma, a Francesca Via, Direttore Generale della Fondazione, fino all'ufficio stampa Cristiana Caimmi. Alla memoria del passato italiano, anche quello pi drammatico, sono dedicati molti film e numerosi omaggi, e i documentari sono presenti in tutte le sezioni perch, afferma Monda, "non c' differenza fra fiction e cinema di realt quando la qualit alta", e spazieranno dalla politica - primo fra tutti Fahrenheit 11/9 di Michael Moore (in concorso), che porr la domanda: "Come possibile che nel mondo sia arrivata una presidenza Trump?" - alla musica. Monda raccomanda anche di tenere d'occhio il doc Three Identical Strangers di Tim Wardle (sempre in concorso), probabile vincitore ai prossimi premi Oscar.
Il budget per questa edizione "meno di tre milioni e mezzo", afferma Delli Colli, e le star saranno numerose: da Cate Blanchett, protagonista di Il mistero della casa del tempo di Eli Roth (in concorso) a Steve Coogan e John C. Reilly, gli Stanlio e Ollio del film dedicato alla celebre coppia comica; da Martin Scorsese, che racconter al pubblico della Festa i suoi film italiani preferiti, uno dei quali Il posto di Ermanno Olmi, e ricever il Premio alla carriera da Paolo Taviani, ad Alice e Alba Rohrwacher, che converseranno per la prima volta insieme in pubblico (e Alice affiancher anche Scorsese in una sua conversazione); da Sigourney Weaver, protagonista di un incontro pubblico, a Isabelle Huppert, anche lei Premio alla carriera.

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