Una cosa vicina

Film 2025 | Drammatico 90 min.

Anno2025
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Regia diLoris G. Nese
AttoriFrancesco Di Leva, Mario Di Leva .
TagDa vedere 2025
MYmonetro Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Loris G. Nese. Un film Da vedere 2025 con Francesco Di Leva, Mario Di Leva. Genere Drammatico - Italia, 2025, durata 90 minuti. Valutazione: 4 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Ultimo aggiornamento sabato 30 agosto 2025

Negli anni '90 un bambino cresce tra segreti e lutti familiari. Da adulto, attraverso il cinema, affronta la violenza ereditaria e ricostruisce la propria identità. Una cosa vicina è 181° in classifica al Box Office. giovedì 26 marzo ha incassato € 52,00 e registrato 200 presenze.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
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L'estremo tentativo di dare forma a un vuoto. Il racconto di un trauma con il cuore in mano.
Recensione di Pedro Armocida
sabato 30 agosto 2025
Recensione di Pedro Armocida
sabato 30 agosto 2025

Negli anni Novanta un bambino cresce circondato da profondi segreti. Gli uomini della sua famiglia, compreso il padre, muoiono troppo giovani, ma lui non è ancora in grado di capire il perché. Quando scopre che il suo cognome è un marchio in città, ha l'impressione di rivedere la propria vita nei film di gangster e horror che ama, specchio della violenza che gli ha cambiato la vita.

Attraverso il documentario di creazione, il regista Loris G. Nese cerca di ricostruire la propria identità utilizzando immagini d'archivio, suoi film familiari e un'animazione sperimentale.

«Era come rincorrere una cosa vicina, vicinissima, che non puoi prendere mai». Nasce da un trauma profondo Una cosa vicina, dalla morte del padre del regista quando lui aveva quattro anni. Una sera il papà viene ucciso 'sparato'. Siamo a Salerno negli anni Novanta e la camorra si insinua in quella che che viene definita "l'economia del vicolo" con quell'arte di arrangiarsi che perpetua le attività dell'organizzazione criminale nella zona orientale delle case popolari.

Ma il nuovo film di Loris G. Nese, ben strutturato con i suoi cinque capitoli e un epilogo, non vuole raccontare sociologicamente e dall'alto un fenomeno malavitoso che gli ha portato via il padre, lo zio eccetera eccetera. Il tentativo, dal basso e con il cuore in mano, è invece quello di raccontare un trauma, e con esso certamente il brodo di coltura della camorra, che ha portato il regista a non parlare mai con gli amici del genitore e di come è morto.

Con scelte linguistiche molto interessanti, a cui dà forza il montaggio di Chiara Marotta (anche produttrice), Loris G. Nese ascolta i suoi stessi amici che raccontano del loro girovagare nei quartieri, i pomeriggi persi ad accendere i fumogeni, che tenevano in sovrabbondanza, senza alcun motivo particolare se non quello del gioco ambiguo perché «era divertente sentirsi pericolosi e diversi dagli altri». Un mondo si apre e riecheggia nello spettatore cullato dalla voce ipnotica di Francesco Di Leva e di suo figlio Mario (una scelta filiale certamente non casuale) oltre che dalla splendida colonna sonora di Raffaele Caputo e di tutto l'accurato design sonoro.

C'è poi tutta la parte, molto bella, del colloquio con la madre che, allo stesso tempo, cela e mostra il suo amore per un uomo di cui probabilmente voleva ignorare alcune, chiamiamole così, attitudini. Ma è un grandissimo racconto d'amore, incondizionato e profondo quello che esce dai suoi ricordi che lei sembra voler far rivivere per l'ultima volta.

La cosa interessante del film è che l'interrogarsi sul passato del figlio è in qualche modo pacificato, non è mai ribelle o rivendicativo. Anzi è un estremo tentativo di dare forma a un vuoto, a una voragine che le tantissime riprese dell'epoca, fatte con la telecamera dello stesso regista che la preferiva al pallone, riescono in qualche modo a colmare perché danno una plasticità a quegli anni spensierati costruendo così un'altra immagine possibile anche se necessariamente parziale perché «è come rincorrere una cosa vicina, vicinissima, che non puoi prendere mai».

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RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 2 dicembre 2025
Matteo Marelli
Film TV

Per quanto il suo percorso, ripensando in particolare al primo e al - per ora - ultimo corto, rispettivamente Quelle brutte cose del 2018 e Z.O. del 2023, possa esser visto come un avvicinamento a tappe, l'esordio in lungo di Loris Giuseppe Nese, avvenuto con Una cosa vicina, resta comunque, per l'esposizione e il grado di coinvolgimento, un film difficilissimo da maneggiare, fatto di materia incandescente. [...] Vai alla recensione »

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MOSTRA DI VENEZIA
sabato 30 agosto 2025
Pedro Armocida

Un documentario che è l'estremo tentativo di dare forma a un vuoto. Online fino al 2 settembre. Vai al filmVai all'articolo »

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