Pet Sematary

Film 2019 | Horror V.M. 14 101 min.

Titolo originalePet Sematary
Anno2019
GenereHorror
ProduzioneUSA
Durata101 minuti
Al cinema156 sale cinematografiche
Regia diKevin Kölsch, Dennis Widmyer
AttoriJason Clarke, Amy Seimetz, Jeté Laurence, Hugo Lavoie, Lucas Lavoie, John Lithgow Obssa Ahmed, Naomi Frenette, Alyssa Brooke Levine.
Uscitagiovedì 9 maggio 2019
Distribuzione20th Century Fox
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 2,72 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Kevin Kölsch, Dennis Widmyer. Un film con Jason Clarke, Amy Seimetz, Jeté Laurence, Hugo Lavoie, Lucas Lavoie, John Lithgow. Cast completo Titolo originale: Pet Sematary. Genere Horror - USA, 2019, durata 101 minuti. Uscita cinema giovedì 9 maggio 2019 distribuito da 20th Century Fox. Oggi tra i film al cinema in 156 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 2,72 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dopo aver seppellito il gatto in un cimitero per animali vicino alla loro nuova casa, la famiglia Creed deve fare i conti con qualcosa di inquietante. Pet Sematary è 8° in classifica al Box Office. martedì 21 maggio ha incassato € 20.935,00 e registrato 3.570 presenze.

Consigliato sì!
2,72/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,66
PUBBLICO 2,50
CONSIGLIATO SÌ
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Il Cimitero degli animali di Stephen King rivive in una versione dignitosa ma senza grandi pretese.
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 7 maggio 2019
Recensione di Andrea Fornasiero
martedì 7 maggio 2019

Louis è un dottore in burnout, provato dal duro lavoro nel pronto soccorso di una grande città e dai continui traumi a cui ha assistito. Si trasferisce quindi con la moglie Rachel e i figli Ellie e Gage in un piccola cittadina del Maine, in una casa alle cui spalle sorge un grande bosco. Lì si trova un cimitero degli animali, ma oltre una cumulo di legname c'è un antico luogo sacro indiano dove chi viene seppellito non rimane sottoterra. È il vicino Jud a mostrare questo posto a Louis, per salvare dalla morte il gatto della piccola Ellie, che però torna con un carattere completamente diverso, molto più aggressivo...

Secondo adattamento del romanzo omonimo di Stephen King, Pet Sematary propone poche variazioni sul tema e nessuna soluzione di regia degna di nota. Il cast è buono, ma non basta a farne una versione rinnovata degna di interesse.

La principale idea di questo remake è di cambiare chi viene resuscitato, ma anche alterando i fattori il risultato non cambia. Inoltre si aggiunge un trauma, questo sì spaventoso ma pure un po' troppo sovraccarico, al passato di Rachel, che ricorda la morte orribile della sorella spaventosamente malata. Il film come il libro affrontano il taboo del decesso e la difficoltà di venirci a patti nella nostra società del benessere e del salutismo, ma al posto di aggiornare la vicenda legandola ai mutamenti sociali degli ultimi decenni qui si preferisce aggiungere un'ulteriore e poco sviluppata coloritura gotica, limitata a una manciata di flashback di Rachel. Per il resto si continua a girare intorno all'ateismo, che nel rifiuto dell'aldilà non sa farsi una ragione della morte.

Gli errori del padre cadono qui tragicamente sui figli, ma finiscono per investire tutta la famiglia, come anticipa la distruzione mostrata nel prologo, con una inquadratura mobile e piombo (forse la più suggestiva dell'intero film) dove, in mezzo al bosco, vediamo una casa in fiamme e poi vistose tracce di sangue e porte aperte. A colmare l'assenza palpabile in queste scene si arriverà solo nel finale, che chiude il cerchio in modo pregevolmente netto e nerissimo, tutt'altra cosa rispetto agli horror con lieto fine che per esempio tanto piacciono a James Wan. D'altra parte le novità sono poche e per quanto Jason Clarke e Amy Seimetz facciano il possibile con una sceneggiatura non molto approfondita, John Lithgow riesce comunque a essere più carismatico di loro nei panni del vicino Jud.

Nessuno degli attori è in ogni caso servito a dovere e finiscono per essere un ornamento di lusso su un horror ormai risaputo. Da registi che avevano folgorato il pubblico di questo genere con il disturbante e lynchano Starry Eyes ci si aspettava sicuramente più originalità, per lo meno dal punto di vista della messa in scena. Invece la personalità di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer sembra essere stata fagocitata dagli studios, con il risultato di una produzione moderatamene efficace ma in fondo anonima.

Considerato poi che il film ha ottenuto in Usa il visto di censura R e quindi è un horror che può permettersi di mostrare sangue e altri elementi splatter, risulta fin troppo attento a non scioccare davvero il pubblico. Tanto che la scena più viscerale è la stessa del film originale e solo il ragazzo morto per un trauma, che qui ha la testa fratturata e parte del cervello in vista, è davvero una visione inquietante. Il resto è dejà vu, dignitoso ma senza pretese e con poca fantasia.

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VIDEO RECENSIONE
Un remake per tornare al cuore della storia.
Overview di Rudy Salvagnini

All'inizio, è sempre il caso di ribadirlo, fu "La zampa di scimmia" di W.W. Jacobs, breve e fulminante racconto su una coppia di anziani genitori che, provati dalla morte dell'unico figlio, lo fanno tornare in vita attraverso un magico amuleto per scoprire amaramente che ciò che è morto è bene resti tale.
Stephen King ha ampliato e rielaborato da par suo lo spunto nel romanzo "Pet Sematary", pubblicato nel novembre 1983, articolando in modo mirabile la storia di una perdita irreparabile - il figlioletto di una coppia - che viene in qualche modo "riparata" grazie a un luogo magico, che permette la resurrezione dei morti. Con conseguenze, però, non proprio piacevoli.

Intrecciando orrore e sentimenti, King riesce a rendere bene il dramma di una morte prematura e il desiderio di far tornare indietro chi non c'è più.

Mary Lambert, regista di film talora non banali (come l'atipico Siesta), ne aveva fatto nel 1989 una trasposizione di successo, Cimitero vivente, capace di rendere in modo abbastanza fedele le tematiche kinghiane senza dimenticare di accennare a quelle più oscure e tenebrose (l'inquietante personaggio di Zelda, la zia malata). Trionfo personale di un bravo caratterista come Fred Gwynne (famoso per il suo ruolo di mostro di Frankenstein comico nella serie televisiva dei Munsters), il film ebbe abbastanza successo da generare un seguito (Cimitero vivente 2) che, come talvolta avviene, non ne ebbe invece abbastanza da far proseguire la serie.

Da non dimenticare che nello stesso 1983 in cui Stephen King pubblicava "Pet Sematary", ma qualche mese prima rispetto al libro, usciva l'ottimo Zeder di Pupi Avati che pur raccontando una storia del tutto diversa partiva da uno spunto per certi versi simile - con i famosi terreni K capaci di far resuscitare i morti - in uno strano gioco di coincidenze tra due grandi autori.

Dopo trent'anni, un nuovo film, Pet Sematary, affronta il romanzo di King, dopo l'enorme successo della prima parte della nuova versione di It, in un'ottica di rivisitazione e reinterpretazione dei classici del maestro dell'orrore (non va infatti dimenticata, in questo contesto, neanche la relativamente recente versione del suo primo romanzo, Lo sguardo di Satana - Carrie con Chloe Grace-Moretz).

La direzione è stata affidata al duo registico composto da Kevin Kölsch e Dennis Widmyer già in evidenza con alcuni horror di rilievo tra cui va senz'altro menzionato il crudo e serrato Starry Eyes, nel quale i due registi avevano presentato con buon piglio e sicura inventiva una visione molto particolare del mondo del cinema, di notevole effetto ed efficacia.
L'intenzione degli autori, grandi fan del film di Mary Lambert, non è stata quella di rifare in modo pedissequo quella pellicola, ma di offrire una nuova versione della storia con un diverso approccio e quel tanto di cambiamenti che possano rendere interessante la vicenda senza snaturarla, anche in relazione al libro di King.

Questo tipo di approccio sembra essere quello giusto: il film originale esiste e rimane valido per quello che è. Sarebbe inutile farne una copia anche perché non è così "antico" da poter giustificare una replica solo in relazione alla possibilità di ottenere effetti speciali migliori. Così tornare al cuore della storia - che presenta molti aspetti di sicura presa anche dal punto di vista emozionale e sentimentale - per raccontarla in modo innovativo, anche per trarne una versione ancora più cupa, come pare essere stata l'intenzione, può essere una mossa vincente.
Kölsch e Widmyer hanno già dimostrato in passato di essere in grado di toccare i tasti giusti per sviluppare suspense e orrore in modo convincente. In loro supporto c'è anche l'ormai assodata esperienza dello sceneggiatore Jeff Buhler, tra i più in voga nell'horror americano di questi tempi, di recente autore dello script per The Prodigy - Il figlio del male.

Nel cast spicca, nel ruolo che fu di Fred Gwynne, la presenza di un altro abile caratterista come John Lithgow, che vanta due nomination agli Oscar quale miglior attore non protagonista (per Il mondo secondo Garp e Voglia di tenerezza) e in campo horror è ricordato per l'ottima prova nel ruolo principale in Doppia personalità di Brian De Palma. La parte dei protagonisti è invece andata a Jason Clarke, attore dalla solida carriera visto recentemente in Chiudi gli occhi, e ad Amy Seimetz, che recentemente è stata nel cast di Alien: Covenant, ennesimo capitolo di una saga di successo, diretto dal suo creatore, Ridley Scott.

Uno degli elementi che più si ricordano del film di Mary Lambert è l'omonimo pezzo rock dei Ramones che ne arricchiva in modo indelebile la colonna sonora. Tanto era iconico quel brano che è presente anche in questo film, in una nuova versione suonata dagli Starcrawler, con un'intro che richiama singolarmente il classico "Don't Fear the Reaper" dei Blue Oyster Cult. Anche in questo caso, quindi, innovazione nella tradizione (ma i Ramones erano i Ramones).

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 10 maggio 2019
fabriziog

Nel 1983 uscì un capolavoro-cult autenticamente horror di Stephen KIng "Pet Sematary". Quando lo lessi mi piacque molto e mi spaventò. Mary Lambert si cimentò nel 1989 nella sua realizzazione cinematografica con "Cimitero vivente". Ora, nel 2019, Kevin Kölsch ha partorito una ottima pellicola paurosa con l'omonimo titolo del romanzo del genio statunitense. [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 maggio 2019
Harloch74

Seconda trasposizione cinematografica di uno dei più bei libri di Stephen King,e anche questa come la controparte del 1989 non esente da differenze con l'originale letterario.Devo dire che sono andato al cinema con tanta curiosità ma ben poche aspettative visto i quasi sempre scarsi risultati in fatto di remake fatti in questi ultimi anni.

giovedì 16 maggio 2019
Stramonio70

Attenzione a eventuali SPOILER. Cimitero vivente (1989) di Mary Lambert è sempre stato uno dei miei horror preferiti. Ancora oggi quel film mi mette angoscia e mi spaventa come la prima volta che lo vidi. Inoltre era sceneggiato dallo stesso Stephen King ed era pertanto fedelissimo al libro da cui era tratto. Avevo quindi alte aspettative su questo remake ma molte di esse purtroppo sono state [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 maggio 2019
carloalberto

 Chi non ama King si astenga. Il film è tratto da un suo romanzo dell’83. Si salva soltanto l’inizio, denso di suggestioni, con le immagini dall’alto di una grande casa di campagna isolata, ai margini di un bosco inquietante e incombente, con l’inquadratura ravvicinata di tracce e macchie di sangue sulla soglia della porta che evocano qualcosa di tremendo che è [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 maggio 2019
elpiezo

 “PET SEMATARY”.     Una famiglia si trasferisce in una comunità rurale del Maine nei pressi di un misterioso cimitero per animali. Una tragedia inattesa innesca una catena di eventi inenarrabili. Nuovo adattamento cinematografico del celebre romanzo firmato King, dove la drammaticità degli eventi si incastra in un doloroso canovaccio horror dagli [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 maggio 2019
casomai21

un film horror che senza dubbio attanaglia alla poltrona lo spettatore in un clima di angosciosa attesa della tragedia imminente e della morte violenta proveniente dalla poderosa marcia dei superbisonti di oggi .Gli stessi super tir che con altre concause hanno portato al logoramento strutturale del Ponte Morandi a Genova. Il film inizia con questi ruggito rabbioso e mionaccioso con cui vengon accolti [...] Vai alla recensione »

Frasi
Quindi questa è casa nostra?
Una frase di Ellie Creed (Jeté Laurence)
dal film Pet Sematary - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 14 maggio 2019
Pier Maria Bocchi
Film TV

C'è una scena di Cimitero vivente (1989) rimasta nell'immaginario horror: il taglio del tendine di Jud con il bisturi per mano del redivivo Gage. Sembra che in questo remake la scena si ripeta, papale papale, poi però il film "scivola via" (benché per poco, giusto un minutino). Tuttavia sceneggiatore e registi di Pet Sematary sfruttano quel momento cruciale quale espediente cinefilo di suspense.

domenica 12 maggio 2019
Raffaele Meale
Quinlan

Florida, 1989: poco prima dell'esecuzione sulla sedia elettrica di Ted Bundy, serial killer responsabile di almeno 30 omicidi in quattro diversi stati, la sua ex fidanzata Elizabeth decide di incontrarlo nel braccio della morte. Qui, Elizabeth ripercorre la sua vita con Bundy, dal primo incontro alla scoperta delle sue azioni criminali, cercando di venire a patti con l'idea di aver amato un mostro. [...] Vai alla recensione »

domenica 12 maggio 2019
Cristina Borsatti
Il Piccolo

Presentato in anteprima al South by Southwest di Austin, in Texas, "Pet Sematary" ha conquistato buona parte del pubblico e della critica presente. Siamo ancora una volta nei pressi di Stephen King, di un romanzo già adattato (dall'horror cult anni Ottanta "Cimitero vivente" di Mary Lambert) e di un ri-adattamento che prende le distanze dal romanzo originale.

sabato 11 maggio 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il romanzo di Stephen King era molto spaventoso. Come era molto spaventoso il racconto che aveva fornito lo spunto: "La zampa di scimmia" (Monkeypaw è il nome della casa diroduzione di Jordan Peele, il regista di "Noi"). Tre desideri, il primo è formulato male (e il malcapitato se ne accorge con orrore). Con il secondo cerca di rimediare allo sbaglio, rischiando grosso un'altra volta.

sabato 11 maggio 2019
Serena Nannelli
Il Giornale

A trent'anni di distanza torna al cinema "Pet Sematary", un nuovo adattamento cinematografico del celebre libro di Stephen King ispirato a The Monkey's Paw, una storia popolare. Rispetto a "Cimitero vivente" (il titolo italiano) uscito nel 1989 e diretto da Mary Lambert, questa versione firmata da Kevin Kölsch e Dennis Widmyer presenta diverse sorprese che permetteranno, anche a chi ha letto il romanzo [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 maggio 2019
Chris Hewitt
Empire

Stephen King e Hollywood non sono mai stati degli estranei. E anche se ci sono diversi romanzi del maestro del brivido che non sono stati ancora adattati per il cinema, non è così strano ritrovarsi in piena esplosione dei remake dei film tratti dai suoi libri. Cimitero vivente è senz'altro uno dei più cupi e inquietanti. Una versione di questa disperante esplorazione del lutto e della follia con al [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 maggio 2019
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

Medico del pronto soccorso dalla grande metropoli si trasferisce in un piccolo paese del Maine con moglie, figlioletta, figlio piccolo, e il gatto Church. L'anziano vicino di casa gli mostra che in mezzo al bosco, dietro alla loro villetta, c'è un cimitero per animali domestici. Se seppellisci lì qualcuno poi, seppur emaciato, bianchiccio e parecchio incavolato, ritorna in vita.

giovedì 9 maggio 2019
Valeria Brucoli
Sentieri Selvaggi

A volte bisogna saper lasciare andare. Quello che muore non può tornare a vivere, non nella stessa forma almeno, ed è più prudente tenerlo al sicuro sotto uno spesso strato di terra e andare avanti, piuttosto che affondare le mani nella putrefazione, disseppellirlo a forza e illudersi di aver portato indietro il tempo. Anche se a volte il dolore della perdita è talmente insostenibile da spingere la [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 maggio 2019
Maurizio Cabona
Il Messaggero

Rifare film di successo permette di produrre senza rischio. Pet Sematary ha anche un autorevole prologo letterario: nel 1983 Stephen King scrive Cimitero vivente. Nel 1989 Mary Lambert ne trae il film omonimo. IL CONTRASTO Ora Pet Sematary di Kevin Kölsch e Dennis Widmeyer quasi non modifica la trama e punta sul contrasto tra nitore di un'estate nordica e penombra di foreste cupe, già abitate da [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 maggio 2019
Roberto Nepoti
La Repubblica

Pet Sematary è (scritto con deformazione infantile) è il "cimitero dei cuccioli" dove vengono interrati i beniamini degli abitanti di Ludlow, nel Maine. Il dottor Creed, con la moglie e due bambini, ci è appena arrivato quando il gatto di famiglia, Church, si fa stirare da un camion. Consigliato da un vicino, il medico seppellisce l'animale in un cimitero indiano.

giovedì 9 maggio 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

La famiglia Creed si sposta nel Maine. Muore il gatto, ma seppellendolo in uno speciale cimitero, questo ritorna, anche se decisamente trasformato. E se funzionasse anche con gli umani? Rispetto al romanzo di Kinge al precedente cinematografico, questo nuovo adattamento è diverso. Si è deciso di far morire un protagonista umano differente e la scelta è azzeccata, perché l'età e la bravura di chi interpreta [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 maggio 2019
Peter Travers
Rolling Stone

Cosa succederebbe se il vostro animale preferito venisse seppellito in un cimitero capace di riportare in vita i morti? Tornerebbe diverso da come lo ricordavate - sicuramente più spaventoso - ma ehi, è sempre il vostro cucciolone, gattone o pesciolino, no? Domanda bonus: e se il miracolo funzionasse anche con gli esseri umani? Questa è la premessa di Pet Sematary, romanzo del 1983 di Stephen King, [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 maggio 2019
Massimo Lastrucci
Ciak

"Ah, quanto è bella la campagna!". Almeno è quel che pensa il dottor Louis Creed mentre trasloca la famiglia, composta da consorte Rachel e pargoli Ellie e Gage, da Boston a Ludlow, nel Maine: "Potrò passare più tempo in casa, con i figli e una mogliettina casalinga!", In realtà il bosco che circonda la magnifica villona che ha comperato, nasconde un inquietante segreto.

martedì 7 maggio 2019
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

Stephen King dentro e fuori dal grande schermo. Nella versione del 1989 (Pet Sematary -Cimitero vivente), diretta da Mary Lambert, vestiva i panni del prete che seppelliva il piccolo Gage, una delle tante sventurate vittime del paesino di Ludlow. Pet Sematary resta uno dei suoi romanzi più riusciti (magnifici alcuni passaggi in cui analizza il dolore della perdita, lo shock della mancanza), scritto [...] Vai alla recensione »

martedì 16 aprile 2019
John DeFore
The Hollywood Reporter

The Stephen King revival continues in Pet Sematary, Kevin Kolsch and Dennis Widmyer's take on a novel many consider to be a highlight of the prolific author's career. Already the subject of a not especially well-liked 1989 adaptation by Mary Lambert, the book's creepy premise justifies this modern second look, which proves to be a solid if not earthshaking horror pic built around notably good performances. [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 aprile 2019
Clarisse Loughrey
The Independent

Stephen King's words have a power of their own. They leap off the page, crawling into our minds and forming the most grotesque of images. They make their home there, lingering long after the final chapter. There's no wonder that King's work has been translated to the screen more times than any other living author. Nearly 100 adaptations exist, with many more in the pipeline.

giovedì 4 aprile 2019
Tim Robey
The Daily Telegraph

Stephen King thought he'd gone too far when he wrote Pet Sematary. It was completed years before he published it in 1983 to fulfil his contract with Doubleday; he'd originally locked it in a drawer, baulking at a plot which involves the resurrection of a couple's dead child. From the moment that the kid slinks back from a hidden burial ground and attacks them, the story tumbles straight to Bleakville. [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 aprile 2019
Justin Chang
Los Angeles Times

The most memorable line in Stephen King's 1983 novel "Pet Sematary" is a warning offered far too late. Tragedy has already befallen Louis Creed and his family, who live near an especially permeable boundary between the living and the dead - not just the dangerous road running alongside their house, where enormous trucks race past at terrifying speeds, but also the ancient Mi'kmaq burial ground in their [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 aprile 2019
Glenn Kenny
The New York Times

Stephen King is so monumentally productive, even now, five decades into his career, that it's hard to nail down the peaks of his bibliography. But critics and fans agree that his 1983 novel "Pet Sematary" was something special, and especially horrific. The story of an attractive American family finding terror in a new home credibly wedded Edgar Allan Poe's twitchy, stiff-necked dread with the fetid, [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 marzo 2019
Peter Bradshaw
The Guardian

"There's more than one way to bury a cat," mutters one of the very many traumatised characters in this movie: an uproariously lairy, nasty new version of Stephen King's uncanny horror masterpiece of 1983, last adapted for the cinema by King himself in the version directed by Mary Lambert in 1989 and now disinterred once again, written for the screen by Jeff Buhler and directed by scare-specialists [...] Vai alla recensione »

sabato 16 marzo 2019
Peter Debruge
Variety

In Stephen King's "Pet Sematary," the big-city Creed family moves to rural Maine, inadvertently buying a plot of land that includes an ancient Indian burial ground. If you inter a beloved feline correctly in the creepy pet cemetery behind their house, it's liable to come back ... different. Same goes for cadavers of the non-cat variety - including humans hit by passing traffic.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 10 maggio 2019
A cura della redazione

Louis è un dottore provato dai traumi a cui ha assistito nel pronto soccorso di una grande città. Si trasferisce quindi con moglie e figli in una cittadina del Maine, in una casa vicino a un grande bosco.

TRAILER
venerdì 8 febbraio 2019
 

Il film racconta di una famiglia che abbandona la vita in città per la vita in campagna in Maine. Scopriranno che si sono trasferiti nei pressi di un cimitero di animali da compagnia e quando il loro gatto verrà investito da un camion, decideranno di [...]

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