La ragazza d'autunno

Film 2019 | Drammatico, Guerra, +13 120 min.

Regia di Kantemir Balagov. Un film Da vedere 2019 con Viktoria Miroshnichenko, Vasilisa Perelygina, Andrey Bykov, Igor Shirokov, Konstantin Balakirev. Cast completo Titolo originale: Dylda. Titolo internazionale: Beanpole. Genere Drammatico, Guerra, - Russia, 2019, durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 9 gennaio 2020 distribuito da Movies Inspired. Oggi tra i film al cinema in 3 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 4,09 su 47 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Due donne cercano di ricostrire le loro vite dopo la guerra. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, Il film è stato premiato a Torino Film Festival, ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, In Italia al Box Office La ragazza d'autunno ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 186 mila euro e 41,3 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
4,09/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 4,01
PUBBLICO 4,25
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un dramma dalla regia perfetta, che conferma il talento di Kantemir Balagov, giovane maestro del colore e dello sguardo.
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 29 novembre 2019
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 29 novembre 2019

Leningrado, 1945. La guerra è finita ma l'assedio nazista è stato feroce e la città è in ginocchio. Iya è una ragazza bionda, timida e altissima, che ogni tanto si blocca, per un trauma da stress. Lavora come infermiera in un ospedale e si occupa del piccolo Pashka. Ma quando la vera madre del bambino, Masha, torna dal fronte, lui non c'è più. Spinta psicologicamente al limite dal dolore e dagli orrori vissuti, Masha vuole un altro figlio e Iya dovrà aiutarla, a tutti i costi.

Balagov, non ancora trentenne, è senza dubbio uno dei registi più talentuosi della scena contemporanea, e questo secondo lungometraggio, che segue l'acclamato Tesnota, lo ribadisce e conferma.

Difficile pensare ad un uso del colore più elegante, eloquente ed emozionante, o ad un cinema che trasudi altrettanta verità, tanto che pare di sentirne l'odore, l'aria intrisa di polvere, gli sbalzi di temperatura tra esterni e interni, il leggero graffio della lana grezza sulla pelle.

In anni in cui il contenuto è tornato al centro dell'interesse dei registi, e i loro virtuosismi si manifestano soprattutto nella ricerca di nuove formule del racconto, Beanpole riporta prepotentemente la forma in primissimo piano, rischiando la maniera, a volte sì, ma costruendo, nelle scene chiave, momenti indelebili di grande cinema.

La prima parte del film è la migliore: Iya, la "giraffa", è ancora al centro della scena, col suo corpo-mistero, strumento di pace e arma di morte, e la strana coppia che forma con il bambino, vittima sacrificale e metafora di un'innocenza impossibile, contiene tutta l'emozione che il film poi non offrirà più, infilando la via algida della relazione morbosa e manipolatoria, che è propria della coppia Iya-Masha. Ma le scene dell'ospedale e della vita domestica, nelle cucine condivise e nei pianerottoli di passaggio, e il gioco che scolora nella tragedia, non si dimenticano e nutrono l'intero film.

Quel che viene dopo riporta il discorso sul dramma storico, a un dopoguerra che ha le sembianze di un purgatorio, in cui tutto ha un prezzo altissimo. Si lotta per risorgere dalle ceneri ma il passato non è ancora tale e l'impaccio, di cui Iya è immagine simbolica, è quello di chi deve imparare a vivere in un mondo nuovo e dimenticato: le donne, in particolare, che portano sul volto le rovine più pesanti della guerra e al loro interno le perdite più traumatiche.

Alla visione del regista contribuiscono naturalmente il lavoro certosino e autoriale della direttrice della fotografia, Ksenia Sereda, e dello scenografo Sergei Ivanov, oltre che l'apprendistato di Bagalov presso Sokurov, maestro di sguardo e di bellezza.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 15 gennaio 2020
Ghisi Grütter

“Dylda”, il titolo originale del film, è un doloroso dramma esistenziale sulle macerie della guerra. Dylda vuol dire “spilungona” (la protagonista), ma anche “goffaggine” ed è l’elemento costante di tutto il film che pervade ogni personaggio e ogni azione. Siamo in Russia a Leningrado, una città stremata dalla alienazione dell’assedio [...] Vai alla recensione »

martedì 14 gennaio 2020
Paola Di Giuseppe

Leningrado,autunno 1945,la guerra è finita,la città riprende i suoi traffici, le strade si popolano, i feriti guariscono o si rassegnano a vivere senza gambe o braccia, le donne tornano a casa dal fronte.Donne-soldato, utile complemento per uomini che combattono.Masha è piccolina, un viso pulito e un sorriso dolce. Non può più avere figli, ha abortito troppe volte [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 gennaio 2020
Jon Woo

il 21 giugno del 1941, una delle più grandi concentrazioni militari di tutti i tempi invase l'URSS. iniziava l'operazione Barbarossa, una guerra condotta con criteri criminali e di sterminio. Uno dei tre obbiettivi principali era proprio Leningrado, che visse un terribile assedio di 2 anni e mezzo con 1 milione e mezzo di morti fra militari e civili su 2 milioni di abitanti.

martedì 14 gennaio 2020
FabioFeli

Inverno 1945 a Leningrado. Le donne sostituiscono gli uomini che cadono in guerra e assumono anche compiti che sembravano inadatti a loro; non solo infermiere, cuciniere e telegrafiste, ma anche operaie e soldatesse. Iya (Viktoria Miroshnichenko) fa l’infermiera; è una ragazza bionda molto alta e svagata, soggetta ad assenze: fissa lo sguardo su qualcosa e vive fuori dal presente.

venerdì 17 gennaio 2020
Jan Lassky

Adoro i film pesanti ma non come questo, perché la pesantezza è stata per guardarlo fino alla fine, nonostante che volevo andarmene dopo venti minuti. Le scene sono grottesche, a volte sembrava che il senso comune fosse completamente perso, e il significato è solo nella produzione del surrealismo che inizia a vivere la sua vita da un manicomio.La sceneggiatura è disgustosa.

lunedì 20 gennaio 2020
Flaw54

Io insisto nel credere alle recensioni degli esperti e mi trovo a vedere un film come questo, celebrato da tutti come un capolavoro ( certo se Parasite è candidato all'Oscar tutto è accettabile). Film di una noia mortale, recitazione  inesistente, mutismo dominante. La situazione postbellica si può rendere in modo ben diverso e sorrido verso chi ci ritrova una critica [...] Vai alla recensione »

sabato 25 gennaio 2020
nadia meden

Ho potuto assistere al film "Laragazza d' autunno ", secondo lungometraggio del giovane regista Balagov. Leningrado 1945, una delle città più devastate dal conflitto mondiale. Un film che parla didonne, di come le donne hanno vissuto la guerra e di come tentano di dare un senso a tutto e di ricominciare una vita normale.  Che dire, io non riesco a considerarlo un capolavoro. [...] Vai alla recensione »

domenica 12 gennaio 2020
Federico Stoppato

Si tratta di un film estremamente violento cui si dovrebbe essere preparati. Lo spettatore viene esposto ad un mix infernale di degrado, coabitazione, brutalità, eutanasia, omosessualità presentati con sequenze rallentate che generano il desiderio angoscioso che finisca tutto il prima possibile. Quasi un progetto di Pasolini messo in scena da Tarantino. 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 11 gennaio 2020
Marco Contino
Il Mattino di Padova

Impressionante. Kantermir Balagov non ha ancora trent'anni e, come regista, ha già realizzato due film enormi, tenuti a battesimo dal Festival di Cannes. "Tesnota" nel 2017, "La ragazza d'autunno" ora. Entrambi, pur in modo diverso, deflagranti nei contenuti e nel rigore formale che "l'erede di Sokurov" fonde in una messa in scena spietata ed elegante in cui la luce, l'angolazione della macchina da [...] Vai alla recensione »

domenica 19 gennaio 2020
Fabio Ferzetti
L'Espresso

La Leningrado rantolante del 1945, a guerra appena finita. Due giovani legatissime ma diverse in tutto. Un ospedale militare in cui la vita e la morte sembrano danzare a braccetto, con quel misto di durezza e spavalderia che è il segreto dell'anima russa. Il tutto in un film ispirato al libro della Nobel Svetlana Aleksievic, "La guerra non ha un volto di donna", ma interamente posseduto dal talento [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 gennaio 2020
Peter Bradshaw
The Guardian

Persone in stato di shock, una nazione in stato di shock, un film in stato di shock e, in definitiva, un pubblico in stato di shock. Questi gli stati d'animo che si sperimentano con questo brutale e magnifico film scritto e diretto da Kantemir Balagov. Il regista, 27 anni, ci porta in un mondo spirituale affetto da disturbi post-traumatici, ispirandosi al libro La guerra non ha un volto di donna di [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 gennaio 2020
Eugenio Renzi
Il Manifesto

Il titolo originale della Ragazza d' autunno è «Dilda» che letteralmente in russo vuol dire spilungona. Si tratta d' una parola infantile con la quale i bulli irridono una ragazza troppo grande e quindi impacciata nei propri movimenti. Il termine s'adatta come un guanto al personaggio principale del film, Iya, che sorpassa tutti d'una spanna. E che ha l'aria sempre tra le nuvole.

sabato 25 gennaio 2020
Beatrice Fiorentino
Il Manifesto

Kantemir Balagov, regista russo sulla soglia dei trent'anni, allievo della scuola del grande Sokurov, non era passato inosservato neppure la prima volta che lo si è visto a Cannes, nel 2017. Con la sua ruvida e potente opera di esordio "Tesnota", con cui vinse il premio della critica nella sezione Un Certain Regard (distribuito in Italia l'estate scorsa), aveva già dato prova di un talento sorprendentemente [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 gennaio 2020
Mario Blaconà
Filmidee

Al secondo lungometraggio, il giovane cineasta Kantemir Balagov ha già guadagnato con sorprendente lucidità un'identità autoriale solida e coerente, pur nelle sue vivide e sfaccettate variazioni sul tema. Come in Tesnota il regista russo imposta uno schema di perdita tra due persone con un legame forte, che soffoca entrambe proporzionalmente alla consapevolezza del loro sguardo sulle miserie del mondo. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 gennaio 2020
Gianni Canova
Elle

La chiamano "la giraffa": Iya è alta, magra, bionda e fa l'infermiera in un ospedale militare di Leningrado alla fine della Seconda guerra mondiale. Lo shock di un bombardamento le ha provocato un trauma: periodicamente Iya si blocca, si smarrisce, si estrania da se stessa. Proprio durante una di queste crisi improvvise, involontariamente, ha provocato la morte di un bambino che la sua amica Masha [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 gennaio 2020
Pietro Masciullo
Fata Morgana

Leningrado, 1945. I titoli di testa scorrono su schermo nero mentre fonti sonore ovattate iniziano a insinuarsi nel buio; una figura femminile ansimante e impossibilitata a muoversi compare ora in primo piano; il suo nome è Iya e i forti traumi subiti durante la Seconda guerra mondiale la bloccano spesso con lo sguardo perso nel vuoto. La ragazza d'autunno inizia quindi nel tempo sospeso di un trauma, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 gennaio 2020
Mattia Carzaniga
Vanity Fair

Il titolo originale della Ragazza d'autunno, nelle sale dal 9 gennaio, è Dylda, ovvero: spilungona. È il tratto principale di lya (Viktoria Miroshnichenko) e ciò che, non solo fisicamente, la rende estranea a tutto e a tutti. Spesso è come se si spegnesse, rifugiandosi in un mondo che sta altrove. Certo non nella Leningrado dell'immediato dopoguerra, dove fa l'infermiera tra reduci distrutti e un'amica [...] Vai alla recensione »

martedì 14 gennaio 2020
Valeria Vignale
Tu Style

Leningrado, 1945. La guerra è finita ma ha devastato la città e il morale dei suoi abitanti. lya, bionda e altissima, lavora come infermiera e a casa si occupa di un bambino. Quando la vera madre, Masha, torna dal fronte, il piccolo sparisce. Ma resta il desiderio delle due donne di ricostruire il senso della vita tra le rovine e il dolore. Candidato all'Oscar come miglior film straniero per la Russia. [...] Vai alla recensione »

martedì 14 gennaio 2020
Manuela Caserta
L'Espresso

Nel titolo di un film c'è sempre un po' della sua essenza che le rivisitazioni in lingua per ciascun paese a volte tradiscono. Beanpole (Spilungona) è il titolo originario de La ragazza d'autunno (titolo italiano), opera seconda del giovane Kantemir Balagov, regista russo allievo del più noto Aleksandr Sokurov, che con questo film conquista l'attenzione della critica internazionale, affiancando il [...] Vai alla recensione »

lunedì 13 gennaio 2020
Alessandro Leone
Cinequanon

Leningrado, 1945. Primo autunno dopo la fine del conflitto e del lungo assedio che ha messo in ginocchio la città e i suoi abitanti. Iya (Viktoria Miroshnichenko) è un'infermiera che dopo l'esperienza al fronte soffre di un disturbo che le causa temporanee paralisi; è altissima, un po' goffa, accudisce un bimbo che le è stato affidato da una giovane donna, Masha (Vasilisa Perelygina), conosciuta proprio [...] Vai alla recensione »

domenica 12 gennaio 2020
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

"La ragazza d'autunno" è l'opera seconda di Kantemir Balagov, una potente allegoria dei lasciti della guerra nella mente e nel corpo delle giovani donne che vi hanno preso parte con la funzione di "mogli di supporto". Si ispira al primo romanzo, "La guerra non ha un volto di donna", del Nobel del 2015, Svjatlana Aleksievic. La storia è datata all'autunno del '45 a Leningrado.

sabato 11 gennaio 2020
Stefano Giani
CineSalotto

Allora fu Leningrado, oggi è San Pietroburgo. Dal 1945 a oggi tutto è cambiato, perfino i colori. I drammi sono rimasti gli stessi e la guerra resta un dramma invincibile che torna sul grande schermo completamente depurato da significati e implicazioni politiche. La ragazza d'autunno di Kantemir Balagov racconta il secondo conflitto mondiale visto attraverso gli occhi di due donne che ne ricavano esperienze [...] Vai alla recensione »

sabato 11 gennaio 2020
Claudio Fraccari
La Voce di Mantova

La guerra appena conclusa ha lasciato Leningrado piena di macerie materiali e morali. Non solo dove lavora come infermiera la bionda. pallida, taciturna Iya (e altissima, tanto da essere soprannominala "giraffa")- un ospedale di reduci, feriti nel corpo e nella psiche. Anche fuori i sopravvissuti all'interminabile assedio nazista cercano faticosamente di ritrovare il bandolo esistenziale.

sabato 11 gennaio 2020
Paolo Perrone
Filmcronache

1945, Leningrado. La Seconda guerra mondiale ha devastato la città, demolendone gli edifici e riducendone gli abitanti a brandelli, fisicamente e mentalmente. Anche se l'assedio, uno dei più duri della storia, è finito, la vita e la morte continuano la loro battaglia in ciò che rimane della città. Due giovani donne, Iya e Masha, cercano di affrontare la ricostruzione e dare un senso alle loro giornate [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 gennaio 2020
Alessandra De Luca
Avvenire

Leningrado, 1945. La guerra è finita, ma l'assedio nazista ha lasciato la città in ginocchio. Iya, giovane timida e altissima, lavora come infermiera in un ospedale e si occupa del piccolo Pashka, ma ogni tanto il suo corpo si blocca a causa di un trauma da stress. Quando la vera madre del bambino, Masha, torna dal fronte, lui non c'è più. Provata dal dolore e da tutti gli orrori vissuti durante il [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 gennaio 2020
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Ha vinto molto eppure ancora troppo poco il prodigioso La ragazza d'autunno, opera seconda del giovane Kantemir Balagov, un 28enne dal talento assoluto e non a caso discepolo e pupillo del grande Alexandr Sokurov. Presentato a Cannes in Un Certain Regard - dove si è meritato il riconoscimento alla regia - e presente nella shortlist tra i film "internazionali" ai prossimi Oscar, il film in originale [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 gennaio 2020
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Dalla Russia con splendore, e misurato impeto. Sulle ali di un dramma che ha graffi di ruvida cupezza, struggimento ed ieratica lentezza, insieme a una bellezza di colori e di messa inscena che lo fanno risaltare nel panorama del cinema d'autore contemporaneo. «La ragazza d'autunno», da un romanzo del premio Nobel Svetlana Aleksievic, conferma la precoce maturità espressiva del 28enne cineasta russo [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 gennaio 2020
Nicola Falcinella
L'Eco di Bergamo

A meno di trent'anni d'età il russo Kantemir Balagov, allievo del grande Alexander Sokurov, è una delle migliori promesse del cinema d'autore europeo. Sarebbe forse meglio dire realtà, dal momento che entrambi i suoi film sono stati presentati al Festival di Cannes e accolti con favore, prima «Tesnota», poi «La ragazza d'autunno - Dylda». Quest'ultimo ha vinto il premio per la regia nella sezione «Un [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 gennaio 2020
FaBio Vittorini
Duels.it

Amore (come ragione involontaria di) Morte: una madre gioca felice con il suo bambino e, a causa di uno spasmo che la immobilizza, lo soffoca. Amore (come antidoto alla) Morte: alla notizia che suo figlio è morto, una madre cerca un uomo con cui concepire un altro figlio; un medico che ha perso i suoi figli si dedica ai pazienti con cura paterna. Amore (come pietà che dà la) Morte: una donna chiede [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 gennaio 2020
Claudio Trionfera
Maxim

Facciamola semplice. Se è vero, come è vero, che il cinema risponde a parametri di forma e contenuto, questo film del giovane genio Kantemir Balagov dal talento emergente e cristallino che qualche volta rassomiglia a Lars von Trier è una delizia per l'occhio e un bel nutrimento per la testa. In più anche con due attrici sublimi come Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina, anche loro molto giovani, [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 gennaio 2020
Gabriele Porro
Cult Week

Premiato al Festival di Cannes nel 2019 per la miglior regia della sezione Un Certain Regard e al Festival di Torino per la prova delle due straordinarie attrici Viktoria Miroshnichenko (Iya) e Vasilisa Perelygina (Masha), La ragazza d'autunno è il secondo film del 28enne regista russo Kantemir Bagalov, nato e diplomato a Nalchik, il cui debutto Tesnota fece colpo tre anni, sempre partendo dalla Croisette. [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 gennaio 2020
Alessandra Levantesi
La Stampa

Rimbalzato al Tff dopo essere stato premiato a «Un Certain Regard», La ragazza d' autunno lancia la stella di Kantemir Balagov, che nel 2017, sempre sulla Croisette, si era fatto notare con Tesnota, storia di antisemitismo ambientata nella natia Nalchik. Rifacendosi con vigore nuovo alla lezione del grande cinema russo d' epoca, quest' opera due racconta le derive devastanti della guerra nello scenario [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 gennaio 2020
Francesco Alò
Il Messaggero

Due compagne d'artiglieria antiaerea si ritrovano a lavorare in un ospedale per reduci di guerra nella Leningrado del primo dopoguerra dove i cani sono stati mangiati quasi tutti, la gente si getta all' improvviso sotto i tram e ci si spezza il braccio anche quando si fa l'amore. Delle due signore seguiamo di più Iya, detta dylda ovvero in russo spilungona.

giovedì 9 gennaio 2020
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Leningrado, 1945. La guerra è appena finita e la città, in ginocchio, cerca di ripartire dalle sue macerie. Iya, detta «spilungona» per la sua altezza, ha un problema, dovuto allo stress, che la fa irrigidire. Sintomo che provoca la morte del piccolo Pashka che le era stato affidato da Masha, sua amica al fronte. Davanti alla tragedia, Masha pretende di avere un altro figlio e dovrà essere Iya ad aiutarla. [...] Vai alla recensione »

martedì 7 gennaio 2020
Matteo Marelli
Film TV

La cifra che caratterizza La ragazza d'autunno, secondo lungometraggio di Kantemir Balagov dopo l'esordio trionfante di Tesnota, è senza dubbio l'ossimoro, figura «con la quale», come spiega bene Franco Fortini, «si affermano d'uno stesso soggetto, due contrari». Ora, assecondando la logica della correlazione fondata sull'accostamento dialettico di termini contraddittori, spesso stridenti, potremmo [...] Vai alla recensione »

sabato 4 gennaio 2020
Roberto Nepoti
La Repubblica

Chi sostiene che anche al cinema d' oggi capiti di rivelare giovani registi geniali non dovrà, d' ora in poi, limitarsi al canadese Xavier Dolan. Dall' altro lato del mondo c' è un russo, Kantemir Balagov, che non ha nulla da invidiargli. Nato nel 1991, a 26 anni ha diretto lo splendido Tesnota facendosi notare dagli spettatori più attenti; e ora torna con un dramma storico presentato a Cannes (premio [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 novembre 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Iya fa l'infermiera in un ospedale militare a Leningrado, durante la II Guerra Mondiale. Per la sua statura è chiamata "Giraffa", ma ogni tanto ha un blocco motorio causato a stress. L'amica Masha, impegnata al fronte, le affida il piccolo figlio. Ma una tragedia scuote il rapporto tra le due donne. Opera seconda, dopo lo sbalorditivo "Tesnota", di un allievo di Sokurov, che nemmeno a 30 anni ha la [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 maggio 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Nella Leningrado devastata dall'assedio, alla fine della II Guerra Mondiale, Iya è la "giraffa" del titolo, un'infermiera slanciata che non riesce sempre a controllare le proprie azioni: le viene affidato in custodia un bambino, che lei fa morire; la madre di questo bambino, l'amica Masha, tornata dal fronte cerca allora di averne un altro. Opera seconda di un regista russo, che propose a Cannes, due [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 maggio 2019
Aldo Spiniello
Sentieri Selvaggi

"Sì... ma Tesnota era un'altra cosa". Sarà questa la frase più ricorrente, è chiaro. Del resto, dopo il grande consenso ottenuto con il film d'esordio, Kantemir Balagov era in qualche modo atteso al varco qui a Cannes. Come se fosse sempre questione di varchi, di porte da attraversare con gli assassini nascosti nell'angolo, di prove da superare. E non di percorsi personali, di strade solitarie.

venerdì 17 maggio 2019
Roberto Manassero
Cineforum

C'è una cosa che rende il giovanissimo Kantemir Balagov un regista straordinario, anche se solo al secondo film dopo la folgorante opera prima Tesnota: la capacità di gestire lo spazio dei suoi film, la messinscena che si sviluppa in pochi luoghi e si riflette sui personaggi, sulla loro presenza e la loro storia. In Beanpole (liberamente ispirato al racconto della Svjatlana Aleksievi? La guerra non [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 maggio 2019
Emanuele Rauco
La Rivista del Cinematografo

All'opera seconda, Kantemir Balagov - acclamato prima a Cannes e poi a Torino col suo esordio Closeness - conferma di essere un cineasta di razza: Beanpole è un film che mostra allo spettatore l'intelligenza cinematografica del suo autore e la capacità di cambiare toni, stili e approcci senza perdere in efficacia e personalità. Ambientato in Unione Sovietica, alla fine della seconda guerra mondiale, [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 maggio 2019
Alessandro Aniballi
Quinlan

1945. La Seconda Guerra Mondiale ha devastato Leningrado e distrutto i suoi abitanti, fisicamente e moralmente. Anche se l'assedio è finito, la morte aleggia ancora sulla città. Nel mezzo di queste rovine, due giovani donne, Iya e Masha, tentano di affrontare la ricostruzione e di dare un senso alle loro vite. [sinossi] È sempre utile e istruttivo tenere a mente quel che diceva Troisi a proposito [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
martedì 17 dicembre 2019
 

1945, Leningrado. Due giovani donne provano a (ri)trovare tra le rovine un senso alla loro vita. Dal 9 gennaio al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
mercoledì 11 dicembre 2019
 

Leningrado, 1945. La guerra è finita ma l'assedio nazista è stato feroce e la città è in ginocchio. Iya è una ragazza bionda, timida e altissima, che ogni tanto si blocca, per un trauma da stress. Lavora come infermiera in un ospedale e si occupa del [...]

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martedì 3 dicembre 2019
 

Due donne cercano di ricostrire le loro vite dopo la guerra. Vai all'articolo »

TORINO FILM FESTIVAL
venerdì 29 novembre 2019
Marianna Cappi

Colori eloquenti ed eleganti tratteggiano un dopoguerra che assomiglia ad un purgatorio. Al TFF.  Vai all'articolo »

winner
un certain regard - miglior regia
Festival di Cannes
2019
winner
miglior attrice
Torino Film Festival
2019
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