Cyrano Mon Amour

Film 2018 | Commedia Film per tutti 109 min.

Titolo originaleEdmond
Anno2018
GenereCommedia
ProduzioneFrancia
Durata109 minuti
Regia diAlexis Michalik
AttoriThomas Solivéres, Olivier Gourmet, Mathilde Seigner, Tom Leeb, Lucie Boujenah, Alice de Lencquesaing, Clémentine Célarié Igor Gotesman, Dominique Pinon, Simon Abkarian, Marc Andréoni, Jean-Michel Martial, Olivier Lejeune, Antoine Duléry, Blandine Bellavoir, Alexis Michalik, Guillaume Bouchède.
Uscitagiovedì 18 aprile 2019
TagDa vedere 2018
DistribuzioneOfficine Ubu
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro 3,63 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alexis Michalik. Un film Da vedere 2018 con Thomas Solivéres, Olivier Gourmet, Mathilde Seigner, Tom Leeb, Lucie Boujenah, Alice de Lencquesaing, Clémentine Célarié. Cast completo Titolo originale: Edmond. Genere Commedia - Francia, 2018, durata 109 minuti. Uscita cinema giovedì 18 aprile 2019 distribuito da Officine Ubu. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 3,63 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia romanzata del drammaturgo Edmond Rostand e delle vicende che ispirarono il suo capolavoro immortale, il Cyrano de Bergerac. In Italia al Box Office Cyrano Mon Amour ha incassato 307 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,63/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,31
PUBBLICO 4,57
CONSIGLIATO SÌ
Teatro e Cinema si fondono in un film che ha la forza rara delle storie belle da piangere.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 18 marzo 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 18 marzo 2019

Edmond Rostand, autore senza successo e senza un soldo, sogna di passare dall'ombra alla luce. Sostenuto da Rosemonde, la sua consorte, e da Sarah Bernhardt, l'attrice più celebre della Belle Époque, deve comporre in tre settimane una commedia per Monsieur Constant Coquelin, divo navigato che vorrebbe rilanciare la sua carriera. L'ispirazione ha il volto di Jeanne, costumista e amica di Léo, attore bello ma senza eloquenza. A prestargliela è Edmond, che avvia un fitto carteggio con Jeanne. Lettera dopo lettera trova le rime e il sentimento per nutrire la pièce e incarnare un guascone filosofo. Il 28 dicembre 1897 al Théâtre de la Porte Saint-Martin andrà finalmente in scena "Cyrano de Bergerac", il testo più recitato della storia del teatro francese.

Nel 1897 Edmond Rostand, poeta inquieto e misconosciuto di ventinove anni, si ispirava liberamente al fantasma di uno scrittore dimenticato, Cyrano de Bergerac, per scrivere un dramma eroico e melanconico che farà la gloria del Théâtre de la Porte Saint-Martin.

Nel 2016, Alexis Michalik, drammaturgo celebre di trentaquattro anni, ricalcava il gesto artistico di Edmond Rostand per realizzare una pochade corale e ottimista che fa (ancora) la gioia del Théâtre du Palais-Royal, cinque Molières vinti e oltre 700.000 spettatori. Making of di «Cyrano de Bergerac», Cyrano Mon Amour è al debutto una sceneggiatura destinata al cinema che l'inerzia dei produttori trasforma in progetto teatrale prima di riconvertirla finalmente in film.

Adattata per lo schermo e nello spirito di Shakespeare in Love, la pièce di Alexis Michalik combina vero e falso e reinventa la storia della scrittura e della creazione di questo monumento del repertorio teatrale francese. "Cyrano de Bergerac" è un testo talmente celebre che la sua reputazione lo precede. Un po' come il naso del guascone poeta, suscettibile, furioso, eccessivo ma mai ridicolo. Risibili sono gli altri, gli avversari. Cyrano è un romantico insolente, un folle colossale dall'animo puro, un innamorato cortese dalla faccia grottesca che nasconde sotto i versi e le rime il suo infinito dolore e la sua straziante solitudine.

Eludendo tutti i rischi del teatro filmato e impiegando a meraviglia lo spazio, questa volta illimitato del cinema, Michalik affonda la spada nel cuore della pièce di cui illustra il processo creativo: dalla crisi all'illuminazione, passando per gli imprevisti tecnici, le riletture caotiche, gli ostacoli burocratici, i capricci dell'ego, gli equivoci da boulevard, i salvataggi in estremo, gli atti di coraggio, il trionfo della prima, le quaranta chiamate alla ribalta.

Infuso il romanticismo di "Cyrano" nella vita intima di Rostand, Michalik dirige il suo primo film con entusiasmo, leggerezza e slancio gioioso, prendendosi delle libertà con la realtà (Rostand non ha scritto "Cyrano" in tre settimane, il "Bolero" di Ravel è stato composto diversi anni dopo) e confrontando fino a confonderlo il fervore di Rostand con quello del suo personaggio.

Thomas Solivérès incarna febbrilmente il ruolo del titolo a cui aggiunge una punta di angoscia perché non ha ancora trent'anni ma ha già due figli e troppe ambasce. A fianco di Olivier Gourmet, che interpreta un gaudente Coquelin, il primo attore a infilare il naso di Cyrano, Solivérès conferisce a questo seducente oggetto di cinema un'urgenza, il desiderio di raccontare la sua storia davanti a un pubblico desideroso di intenderla.

Scritto e montato (a teatro e al cinema) come un vaudeville, con porte che si aprono e si chiudono, personaggi che vanno e vengono, ritmo serrato e apparizioni comiche di Georges Feydeau, Georges Courteline e Anton Čechov in attesa dentro un bordello parigino, Cyrano, Mon Amour allinea il personaggio di Cyrano a quello di Edmond ma con una differenza significativa. La prospettiva di Cyrano è lo scacco (sentimentale). Il fallimento è quello che rende rimarcabile il suo personaggio e la pièce di Rostand. La prospettiva di Edmond e del suo creatore, è invece il successo. Alexis Michalik è così affascinato dal successo al punto da essere condannato ad ottenerlo. Insomma alla fine della licenza lui tocca e riesce in tutto quello che tocca (Le Porteur d'histoire, Le Cercle des illusionnistes).

Ma quale pièce applaude lo spettatore sulla ribalta? Quella che racconta che tutto è possibile o quella di un amore impossibile? Di sicuro Cyrano Mon Amour ha la forza rara delle storie belle da piangere. E il pennacchio.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 21 aprile 2019
Ruger357MgM

tra le parole "t'amo", non necessariamente dirette a Roxanne, ma più in generale al teatro, alla Ville lumiere che fu la Parigi fin de siecle, alla vita bohemienne, è sicuramente questo film ben diretto, ben fotografato, forse anche ben recitato, colpevole lo spettatore che non ha visto la versione in lingua originale. Metateatro, prima ancora che teatro,ci fa percepire [...] Vai alla recensione »

sabato 20 aprile 2019
Alex2044

Cyrano Mon Amour è un amore di film ,perfino eccitante , con la sua simpatia contagiosa . La messa in scena su come si costruisce un capolavoro è perfetta .Col passare del tempo , l'allegria si intrufola sempre più prepontentemente fra gli spettatori e allora prima si sorride e poi le risate liberatorie arrivano sempre più frequentemente .

domenica 11 agosto 2019
ralphscott

Tanti personaggi ben caratterizzati,buffi,macchiettistici al limite del verosimile,ma sempre amabili,spassosi. Una storia scritta,anche,per divertire con intelligenza,per chi è a conoscenza del famosissimo testo da cui tutto ebbe origine,per chi ne è a digiuno,così come delle sue innumerevoli versioni teatrali e su pellicola. Mi restano nella memoria una Sarah Bernhardt salace,viziata [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 aprile 2019
ROSMERSHOLM

Questa virtuosistica variazione sul tema del Cyrano è un film pieno di ironia, eleganza e divertimento. Senza essere un capolavoro, vi farà uscire dal cinema con il sorriso sulle labbra.

giovedì 25 aprile 2019
Squasher

Gran bel film, non avevo molte aspettative, ma mi ha davvero sorpreso in positivo.Ottima regia, mai noioso, allegro e profondo insieme.Assolutamente da vedere, soprattutto chi ama anche il teatro è il cinema francese.

domenica 21 aprile 2019
Stefania

Era da tempo che non vedevo al cinema una commedia così gioiosa, divertente e travolgente! È un film delizioso che trasmette buon umore, pieno di battute divertenti e con attori splendidi. Nel finale mi sono pure commossa... Lo consiglio davvero a tutti!

domenica 21 aprile 2019
Axel

Se amate il cinema e/o il teatro non perdetevi questa commedia intelligente e divertente!Ritmo incalzante e umorismo contagioso.Consigliatissimo!

sabato 1 giugno 2019
noureddine el harti

Cyrano, mon amour “Sire anneau, mon amour”, film tragicomico. Secondo me, è un ritorno al classico in cui i personaggi non si limitano a recitare ruoli ma ogni presenza sembra un pezzo indispensabile di un puzzle, coscientemente o incoscientemente familiare al pubblico, del tipo “Irma la dolce”. Anche questo film ha per parola d’ordine “anneau” ovvero [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
giovedì 18 aprile 2019
Tommaso Tocci

Un grande successo di pubblico, basato su un grande successo di pubblico, che drammatizza un grande successo di pubblico: Cyrano mon amour è un enorme gioco di specchi dentro cui si muove l'interpretazione vincente di un momento culturale attraverso le epoche. Ma a quale costo? Il regista Alexis Michalik, che come il suo Edmond Rostand, un po' vero e un po' fittizio, ha conosciuto il successo come autore teatrale da giovane, non ne fa mistero: l'ispirazione viene da Shakespeare in Love, che sul finire del secolo scorso trovava la chiave più adatta per re-interpretare in chiave pop l'autore di Romeo e Giulietta mescolandolo al suo stesso testo. È l'anacronismo definitivo in un periodo che aveva portato la frizione temporale ai suoi limiti estremi, con Amleto che vaga nei corridoi di un Blockbuster (Hamlet di Almereyda) e Mercuzio che infiamma la notte sulla melodia di Young Hearts Run Free (Romeo + Giulietta di Luhrmann). Come è possibile, si chiede Michalik, che lo stesso trattamento non fosse mai stato riservato a un autore francese? La storia della cultura d'oltralpe, in fondo, ha saputo coniugare la ricchezza artistica con la mitologia delle epoche che l'hanno prodotta come forse nessun'altra nel panorama moderno.

L'occasione di intrecciare la vita personale di un artista, tra pene d'amore e di scrittura, con la dinamica della sua opera più famosa è di certo ghiotta: così nasce la pièce che ha vinto premi e riempito teatri parigini, e così la pièce è diventata il film che si è consacrato al botteghino.

Il film premio Oscar nel 1998, però, nasceva in un contesto anglosassone che storicamente vive l'ambivalenza tra alto e basso, e tra artistico e commerciale, in modo più fluido. La Francia, come del resto l'Italia, ha invece un'identità radicata nelle categorie tipiche della vecchia Europa, che costringe talvolta artisti e pubblico a schierarsi in modo programmatico.

Lo sa bene lo stesso Michalik, che ha costruito una carriera riempiendo i teatri privati ma restando fuori dalla macchina culturale francese, i cui palcoscenici pubblici esigono (e premiano con i fondi statali) opere più dichiaratamente intellettuali. Proprio questa particolarità emerge appieno in Cyrano mon amour, film di limpido appeal popolare in grado di sintetizzare oltre un secolo di spinose sfumature con grazia e divertimento. E come Rostand, nella sua Parigi immaginifica che si prepara al nuovo secolo, si lascia ispirare dalle parole d'amore indirizzate a Jeanne per popolare i cinque atti del suo Cyrano, Michalik, allo stesso modo, si lascia contagiare dal grande successo della rappresentazione datata 1897 per soddisfare sfacciatamente tutti i quadranti demografici che il cinema del 2019 richiede.

E mentre la commedia degli equivoci si incrocia con il romanticismo, mentre il name-dropping letterario blandisce gli appassionati, Cyrano mon amour riesce perfino a schivare le insidie di una gestione dei personaggi femminili che rischiava di risultare improponibile, aggiornando lo stereotipo di un uomo diviso tra due donne con una riflessione addirittura acuta sulla natura del sentimento amoroso.

FOCUS
lunedì 15 aprile 2019
Pino Farinotti

"Cyrano de Bergerac" è una delle opere più conosciute al mondo ed è, tuttora, la più rappresentata dal teatro francese. Il titolo fa parte, appunto, della memoria popolare così come quella strofa: "E giunto al fin della licenza io tocco". "Licenza" è il lemma magico, che il regista Alexis Michalick, parigino, ha fatto suo nella trasposizione dell'eterna opera di Edmond Rostand (1868 - 1918), Cyrano mon amour.

Cyrano mon amour è un collettore completo di discipline, dalla letteratura, al teatro, al cinema, alla vita reale, a quella immaginata.

Ci sta naturalmente, soprattutto per due ragioni. La prima è il "Cyrano" che già dal 28 dicembre del 1897, alla sua prima rappresentazione al Théâtre de la Porte-Saint-Martin, si annunciò come un'opera che avrebbe avuto più destini. Come in effetti è stato, attraverso tutte le possibili rivisitazioni: l'opera lirica, il musical, il film e cento altre evoluzioni. Rostand, consapevole o meno, aveva dato vita a un lavoro che rappresentava il suo tempo, e questo sarebbe normale, ma anche i tempi futuri. Non accade spesso.

Sopra ho messo in dubbio la consapevolezza dell'artista, ma è un dubbio leggero e strumentale. In realtà la base culturale di Edmond era larga e di qualità. Suo padre era un poeta che traduceva testi latini, e può essere che l'attitudine classica, magari accademica del genitore, dopo aver posto una solida base tradizionale, abbia spinto il figlio ad altre ricerche. Ma con un dato singolare di estrazione classica, diciamo così, i versi. Ormai in quegli anni nessuno più scriveva in versi, salvo i poeti, occorreva una formula particolare, non facile da reperire, che Rostand risolse nel dramma romantico in versi. Per arrivare a quello stadio certo aveva dovuto studiare molto. Lo scrittore poteva così contrastare le cifre drammatiche del realismo romantico e quelle nebulose del simbolismo, correnti allora dominanti, approdando a un risultato felice e importante, divertire facendo cultura. E così Cyrano decollò. Tanto da creare disagio esistenziale al suo inventore, che si sentiva sorpassato, magari fagocitato, in gradimento e popolarità, dalla sua creatura. Disagio che mezzo secolo dopo sarebbe toccato a un altro grande autore-inventore, quel Salinger, in competizione col suo personaggio, Holden Caulfield, il modello perenne di adolescente.

FOCUS
giovedì 4 aprile 2019
Marzia Gandolfi

Da quando il cinema ha intravisto la possibilità di raccontare storie e di metterle in scena si è rivolto al teatro, appropriandosi con disinvoltura di molti dei suoi fondamenti: la recitazione degli attori, la scenografia, il dialogo, la drammaturgia. La costruzione delle prime sale cinematografiche prolunga in fondo l'architettura del teatro. Se la qualifica 'teatrale' applicata a un film ha sovente una connotazione negativa, è in questo rapporto con il teatro che il cinema ha preso coscienza della propria natura singolare, delle sue proprietà estetiche e del suo oscillare tra attrazione del reale e trappola della finzione.

L'uscita in sala di Cyrano mon amour obbliga a riconsiderare la relazione tra le due arti e più specificamente del teatro al cinema, ovvero l'adattamento di una pièce sullo schermo.

Ma il film di Alexis Michalik, come quello di John Madden prima di lui (Shakespeare in Love), si dedica a un particolare tipo di "storia nella storia", un procedimento narrativo di duplicazione di una sequenza che riproduce su scala ridotta l'intera vicenda alla quale appartiene. Abilmente scritte le sceneggiature coniugano un episodio immaginario della vita sentimentale di Edmond Rostand e William Shakespeare con il contenuto mitico delle rispettive pièce, "Cyrano de Bergerac" e "Romeo e Giulietta". Il dispositivo è completato da un coefficiente umoristico basato su anacronismi disinvolti e una serie di scene sessuali grottesche che permettono di promuovere a commedie le più grandi storie di amore (impossibili) mai raccontate. Fondati sulla genesi di capolavori della letteratura teatrale, Cyrano mon amour (guarda la video recensione) e Shakespeare in Love debuttano con un drammaturgo in ambasce per mancanza di denaro e impasse creativo. Perché prima di essere un successo "Cyrano" e "Romeo e Giulietta" furono un supplizio.

Incalzati dai debiti i nostri giurano ai loro committenti di aver già terminato il lavoro. Ma l'ispirazione non arriva e serve una musa. A incarnarla è una fanciulla che (ri)accende i poeti e fornisce la materia per la ricreazione poetica. Ricreazione che sublima la loro relazione per scrivere versi che tolgono il fiato. Come se l'ispirazione fosse figlia dell'illusione, l'illusione che un uomo sente quando riesce a far brillare gli occhi di una donna. Sono le primizie della seduzione a ravvivare la fiamma della scrittura, in breve: "quando il desiderio è appagato, gli uomini smettono di fare prodezze". L'amante appassionata e il drammaturgo (finalmente) ispirato formano un corpo solo e l'opera in progress un capitolo della movimentata vita di Edmond Rostand e di William Shakespeare. Insomma, come diceva un celebre sonetto shakespeariano, "sia l'amante che il poeta hanno le mani sporche".

Alexis Michalik e John Madden ci introducono nelle quinte della creazione di testi infiniti, concedendosi qualche digressione sulla vera storia e una doppia suspense, finanziaria (la pièce potrà essere rappresentata?) e amorosa (gli amanti si separeranno?). L'intrigo, come la struttura delle pièce, riposa su una tensione che confronta incessantemente la passione dei protagonisti con l'impossibile. Come il sentimento di Cyrano per Rossana e quello di Romeo per Giulietta è contrastato dal destino contrario o dall'odio ancestrale di due famiglie (i Capuleti e i Montecchi), così quello di Edmond per Jeanne e quello di William per Viola è impedito da forze che si oppongono, che si tratti di una moglie gelosa o di un padre tirannico.

FOCUS
venerdì 29 marzo 2019
Ilaria Ravarino

No, Edmond Rostand non scrisse Cyrano de Bergerac in tre settimane, come racconta Alexis Michalik in Cyrano Mon Amour. Ma aveva davvero 29 anni, due figlie e molti guai quando si mise al lavoro per scrivere quell'opera, commissionata dall'attore Coquelin Aîné. Figlio di intellettuali e nipote di musicisti, Rostand fu avvocato mancato prima che scrittore: esordì a soli vent'anni con Il guanto rosso, un piccolo pezzo per il teatro, per passare due anni dopo alla poesia con Gli ozi. Il successo arrivò tra il 1894 e il 1895, anni in cui si consolidò il sodalizio - raccontato nel film - con la grande attrice Sarah Bernhardt.

Nel 1897 Cyrano de Bergerac consacrò Rostand presso critici e pubblico, riscuotendo il plauso del governo e garantendogli l'ingresso nell'Académie Française come il più giovane membro mai ammesso.

Fu un successo anche l'opera che segui Cyrano, il dramma in sei atti L'Aiglon sulla vita del figlio di Napoleone - interpretato da Bernhardt e adattato per il cinema nel 1913 e nel 1931 da Émile Chautard e Viktor Turzanskij. Per i dieci anni successivi Rostand si dedicò al titanico lavoro su Chantecler, pièce-mostro in quattro atti con 70 personaggi e quasi 200 costumi: una satira di costume con un gallo protagonista che avrebbe dovuto interpretare, ancora una volta, Coquelin (ma morì durante le prove).

Di salute cagionevole, dopo aver sposato a 22 anni la poetessa Rosemonde Gérard, da cui ebbe i due figli Maurice e Jean, Rostand trasferì la sua residenza lontano da Parigi. Lasciò la moglie a 45 anni, poco prima della morte per polmonite, per il suo grande amore Mary Maquet. Cyrano de Bergerac, che debuttò nel 1897 al Théâtre de la Porte Saint-Martin, ebbe talmente tanto successo da eclissare la fama di Rostand, del quale fino al 2003 non è esistita una sola biografia completa in inglese. La pièce è stata portata in scena, in più di 120 anni, innumerevoli volte: solo in Italia, a teatro, si sono cimentati con il celebre personaggio attori come Gigi Proietti, Franco Branciaroli, Massimo Popolizio, Alessandro Preziosi e Anna Mazzamauro, unica donna a calarsi nei panni del romantico scrittore.

Anche il cinema ha guardato spesso a Cyrano, in pellicola già dal 1900 e nel 1908 in Italia, con un film firmato dal pioniere Ernesto Maria Pasquali. Nel 1950 José Ferrer vinse il suo primo Oscar proprio con il Cyrano di Bergerac di Michael Gordon, cui seguì il remake del 1990 interpretato da Gerard Depardieu. In Italia Cyrano è ricomparso al cinema, sia pure "sullo sfondo" di una commedia, nel film ldi Aldo, Giovanni e Giacomo Chiedimi se sono felice.

Frasi
Un poeta con un enorme... naso...
Una frase di Edmond Rostand (Thomas Solivéres)
dal film Cyrano Mon Amour - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 16 aprile 2019
Paola Zonca
La Repubblica

La commedia Cyrano de Bergerac è il testo francese di maggior successo nel mondo e ancora oggi resta, a distanza di 122 anni, un cult. Pure il cinema si è lasciato affascinare molte volte dalla storia dello spadaccino, scrittore e poeta dal naso mostruoso, l'irresistibile vitalità, il disprezzo per i potenti e i prepotenti, l'animo gentile nascosto sotto gli atteggiamenti guasconi: sono da citare il [...] Vai alla recensione »

domenica 28 aprile 2019
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

È un genio, ma ancora non lo sa. Il ventinovenne Edmond Rostand, per il momento, possiede solo tanti debiti, una famiglia da sfamare e la pagina bianca davanti a lui che non ne vuole sapere di riempirsi dei suoi versi. Un poeta in crisi creativa nera: quante volte lo abbiamo già visto? Il punto d'inizio è noto, tutto sta in come il regista si dedica allo svolgimento del tema.

martedì 23 aprile 2019
Davide Stanzione
Quinlan

Dicembre 1897, Parigi. Edmond Rostand è un giovane drammaturgo dal talento geniale, ma sfortunatamente tutto ciò che ha scritto finora è stato un flop e da due anni a questa parte è afflitto dal blocco dello scrittore. Ma grazie alla sua ammiratrice Sarah Bernhardt, Rostand conosce il più celebre attore del momento, Constant Coquelin, che insiste nel voler recitare nella sua prossima commedia e vorrebbe [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 aprile 2019
Veronica Garbagna
Duels.it

Cyrano, Mon Amour di Alexis Michalik ci guida alla scoperta della storia che sta dietro alla pièce francese più famosa e vista di sempre. Nacque mentre anche il cinema nasceva. Là dove nasceva il cinema. A Parigi, nel 1897. La cosa bella è che Cyrano, Mon Amour è un film teatrale/sul teatro "mosso" come un comic movie. Forse anche di più. Al centro c'è il giovane Edmond Rostand.

sabato 20 aprile 2019
Valerio Caprara
Il Mattino

Se ancora esiste un cinema di puro intrattenimento, di rapido consumo ma rifinito come dio comanda sotto tutti gli aspetti, "Cyrano mon amour" ne certifica l'esempio. Il trentaquattrenne franco-britannico Michalik è riuscito, in effetti, ad adattare e dirigere per lo schermo la propria pièce "Edmond" che al Théâtre du Palais-Royal aveva tenuto la scena per anni collezionando 700mila spettatori e cinque [...] Vai alla recensione »

sabato 20 aprile 2019
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

A Parigi di fine Ottocento, ben ricreata in panoramiche di cartone, come già capitava in "Moulin Rouge", la divina Sarah Bernhardt sta recitando "La Princesse lointaine", ma nulla può contro la bolsaggine del testo che la critica stronca. L'autore del dramma in versi è un suo protetto, Edmond Rostand, e volendo scaricarlo con discrezione lo presenta a un grande attore, Constant Coquelin, in lite con [...] Vai alla recensione »

sabato 20 aprile 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il trattamento "Shakespeare in Love" (il brevetto spetta a Anthony Minghella, che vanta innumerevoli imitatori) applicato a Cyrano de Bergerac. In sintesi brutale: la storia del signore con il nasone innamorato di una certa Rossana, ma lei non ne vuol sapere perché bada alle apparenze. Cyrano farà da ghost writer per l'amico di bell'aspetto, ma incapace di suadenti parole d'amore.

venerdì 19 aprile 2019
Mathilde Cesbron
Le Point

Prima di essere un trionfo il Cyrano de Bergerac fu un supplizio. Il 28 dicembre 1897, a qualche ora dal debutto, il poeta e autore teatrale Edmond Rostand era convinto che la sua opera sarebbe stata un fiasco. Alla fine dei cinque atti Cyrano entrò nel pantheon letterario al fianco di Amleto e Don Chisciotte. Alexis Michalik ci ha raccontato questa epopea insolente prima con una pièce teatrale (più [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 aprile 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Se il bacio «è un apostrofo rosa tra le parole t'amo», questo film sulla nascita del capolavoro di Rostand e la prima assoluta a Parigi il 28 dicembre 1897 è un onorevole e divertente memoir del legame indissolubile tra teatro e cinema, dichiarato anche nello scambio finale tra le scenografie di palcoscenico e le riprese in un reale chiostro nell'ultimo incontro tra Cyrano e Roxanne.

giovedì 18 aprile 2019
Francesca Pasculli
Sentieri Selvaggi

Ci sono capolavori intramontabili, fuori dal tempo, che racchiudono una forza e un'originalità tanto forte da farli restare sempre attuali e appassionanti. Cyrano de Bergerac è sicuramente il primo indiscusso tra questi. Dal 1897, prima data di pubblicazione dell'opera, essa è stata riprodotta, modificata, attualizzata e citata un numero indicibile di volte, al fine sempre unico di riportare in auge [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 aprile 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Edmond Rostand è un drammaturgo senza successo e senza soldi. Grazie all'interessamento della grande Sarah Bernhardt riesce ad avere una proposta di scrittura da parte dell'attore Constant Coquelin, la cui fama è in declino. Tra mille colpi di scena, prende corpo "Cyrano de Bergerac", che diverrà un trionfo e un'opera fondamentale nella storia del teatro francese.

giovedì 18 aprile 2019
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Un bel film, raffinato e brillante, per cui però è facile prevedere vita dura al botteghino. Due gli indizi: si parla di teatro e gli attori sono pressochè sconosciuti. Nella Parigi del 1897 l'indebitato scrittorello Edmond Rostand ha un'idea tanto fulminante quanto temeraria: mettere in scena, in versi, la storia del nasuto spadaccino innamorato Cyrano de Bergerac.

giovedì 18 aprile 2019
Roberto Nepoti
La Repubblica

Per lo più, i film che narrano la genesi di un'opera famosa sono ingessati e noiosetti. Tutto all'opposto di Cyrano mon amour: brillante, entusiastica, divertentissima (come definirla?) epopea della creazione di un capolavoro, Cyrano de Bergerac, impudicamente fantasiosa e che alla fine - per dirla con lo spadaccino dal grande naso - "tocca" anche lo spettatore più compassato.

giovedì 18 aprile 2019
Marina Visentin
Cult Week

Nella Parigi del 1897 Edmond Rostand (Thomas Solivéres), protagonista di Cyrano mon amour di Alexis Michalik, si muove come un paria dall'incerto futuro. Non ha un soldo, le sue opere in versi vengono irrise dai critici e ignorate dagli spettatori, mentre un certo Georges Feydeau (interpretato dallo stesso regista Michalik), all'apice del successo, lo maltratta in pubblico senza alcuna pietà.

martedì 16 aprile 2019
Luca Pacilio
Film TV

Come Dickens - L'uomo che inventò il Natale, il film di Michalik, enfant prodige del teatro francese, narra della creazione di un capolavoro decostruendolo, facendo delle sue componenti tracce sparse nella realtà esistenziale del suo artefice che questi raccoglie, collega e mette in forma. Così la genesi del Cyrano de Bergerac diviene un fantasioso viaggio a tappe nei luoghi e nelle circostanze che [...] Vai alla recensione »

lunedì 15 aprile 2019
Andrea Giovalè
La Rivista del Cinematografo

Cyrano, mon amour, di Alexis Michalik, è la storia di come e perché fu scritta la più celebre opera teatrale della storia della Francia. Non sorprende che, in Italia, il titolo sia tanto didascalico mentre, in madrepatria, sia solo "Edmond", dal nome di Rostand, autore immortale del Cyrano de Bergerac. Peccato che all'inizio della pellicola, Edmond Rostand sia solo un poeta sull'orlo del fallimento, [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 aprile 2019
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

"Solo la morte può impedire ad un attore di andare in scena". È un Cyrano de Bergerac sfavillante, ribelle, totalizzante quello che vedremo nelle sale italiane il 18 aprile in Cyrano mon amour. "In fin della licenza io tocco" sì. Il nasone invadente pure. Anche il balcone con sopra l'amata e sotto l'amante che ripete i versi del suggeritore nascosto.

giovedì 11 aprile 2019
Gianni Canova
Elle

Lo conosciamo tutti. L'abbiamo amato tutti. Cyrano de Bergerac, ìl cadetto guascone dal naso imbarazzante, irruento e focoso ma con un cuore romantico e cortese, capace dì conquistare l'animo delle donne con la grazia dei suoi versi e l'arguzia delle sue rime, è uno dei capolavori della letteratura teatrale francese e una delle icone del nostro immaginario.

mercoledì 10 aprile 2019
Enrica Brocardo
Vanity Fair

Dopo una lunga serie di versioni cinematografiche del capolavoro di Edmond Rostand - tra le più note Roxanne con Steve Martin e Cyrano de Bergerac con Gérard Deparclicu - il 18 aprile arriva al cinema Cyrano mon amour, il making of parecchio romanzato di uno dei maggiori successi del teatro francese e mondiale di sempre. Il film è un piacevole bignami sulla tradizione del teatro di una volta, quando [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 aprile 2019
Luca Barnabé
Ciak

Parigi, dicembre 1895. Edmond Rostand (Thomas Solivérés), giovane autore teatrale squattrinato e poco apprezzato, può contare solo sul sostegno della moglie Rosemonde (Alice de Lencquesaing) e dell'attrice e intellettuale Sarah Bernhardt (Clémentine Célarié). Dopo un paio d'anni, suggerendo versi d'amore a un amico, ha però l'illuminazione per un nuovo testo, Cyrano de Bergerac, vagamente ispirato [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 aprile 2019
Silvia Angrisani
Vivi il Cinema

Il nome di Alexis Michalik è più conosciuto a teatro, dove il suo spettacolo dedicato a Edmond Rostand e alla creazione del Cyrano de Bergerac ha ottenuto 5 premi Molière nel 2017: Cyrano, mon amour ne è l'adattamento cinematografico. Cyrano è una delle opere più famose della letteratura francese e ha ispirato numerosi adattamenti. Michalik ci porta dietro le quinte, invitandoci a scoprire com'è nato [...] Vai alla recensione »

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giovedì 19 settembre 2019
 

Edmond Rostand, autore senza successo e senza un soldo, sogna di passare dall'ombra alla luce. Sostenuto da Rosemonde, la sua consorte, e da Sarah Bernhardt, l'attrice più celebre della Belle Époque, deve comporre in tre settimane una commedia per Monsieur [...]

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martedì 9 aprile 2019
 

Dicembre 1897, Parigi. Edmond Rostand è un giovane drammaturgo dal talento geniale, ma sfortunatamente tutto ciò che ha scritto finora è stato un flop e da due anni a questa parte è afflitto dal blocco dello scrittore.

VIDEO RECENSIONE
martedì 9 aprile 2019
A cura della redazione

Autore di talento, Edmond Rostand sogna di passare dall'ombra alla luce. L'occasione arriva da Constant Coquelin, divo navigato per il quale Rostand dovrà scrivere una commedia in tre settimane. Il 28 dicembre del 1897 al Théâtre de la Porte Saint-Martin [...]

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venerdì 22 marzo 2019
 

Dicembre 1897, Parigi. Edmond Rostand è un giovane drammaturgo dal talento geniale, ma sfortunatamente tutto ciò che ha scritto finora è stato un flop e da due anni a questa parte è afflitto dal blocco dello scrittore.

POSTER
martedì 5 marzo 2019
 

Dicembre 1897, Parigi. Edmond Rostand è un giovane drammaturgo dal talento geniale, ma sfortunatamente tutto ciò che ha scritto finora è stato un flop e da due anni a questa parte è afflitto dal blocco dello scrittore.

Tom Leeb nella parte di Léo Volny
Lucie Boujenah nella parte di Jeanne
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