Hannah

Film 2017 | Drammatico +13 95 min.

Titolo originaleHannah
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneItalia, Belgio, Francia
Durata95 minuti
Regia diAndrea Pallaoro
AttoriCharlotte Rampling, André Wilms .
Uscitagiovedì 15 febbraio 2018
DistribuzioneI Wonder Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,67 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Andrea Pallaoro. Un film con Charlotte Rampling, André Wilms. Titolo originale: Hannah. Genere Drammatico - Italia, Belgio, Francia, 2017, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 15 febbraio 2018 distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,67 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il ritratto intimo di una donna che, dopo l'arresto del marito, inizia una lenta discesa verso la depressione. Il film è stato premiato al Festival di Venezia. Al Box Office Usa Hannah ha incassato 11,5 mila dollari .

Consigliato nì!
2,67/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,50
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO NÌ
Charlotte Rampling giganteggia per profondità e realismo in un film radicale, ambizioso, volutamente estenuante.
Recensione di Ilaria Ravarino
venerdì 8 settembre 2017
Recensione di Ilaria Ravarino
venerdì 8 settembre 2017

Hannah aveva un marito, un figlio, un nipotino. Aveva un cane, un abbonamento in piscina, un lavoretto da governante. A un certo punto, tuttavia, nella sua vita è accaduto qualcosa. E quella quotidianità rassicurante fatta di piccole azioni - lavare il cane, comprare i fiori, stendere il bucato - ha perso improvvisamente di senso. Suo marito è finito in carcere, lasciandola da sola, e suo figlio non vuole parlarle. L'ombra del sospetto, un sospetto annichilente e impronunciabile, si allunga sulla sua stessa vita: chi è davvero suo marito? Perché lei è l'unica che sembra credere alla sua innocenza?

Radicale, ambizioso, volutamente estenuante: dopo l'ottimo esordio del 2013 con Medeas, Andrea Pallaoro mette in scena, in chiave antinarrativa, il dolore di una donna paralizzata dalla propria insicurezza, schiacciata dal peso della pressione sociale, incapace di ricostruirsi un'identità. E sceglie di farlo rinunciando quasi completamente al racconto, riducendo all'osso i dialoghi, frenando la progressione della trama fino quasi a fermarla.

Hannah accompagna in carcere il marito e da allora la sua lotta per ricostruirsi una quotidianità priva di turbamenti è anche quella dello spettatore, cui Pallaoro non concede praticamente nulla: pochi appigli narrativi nascosti in gesti quotidiani, scarni dialoghi dispensati con severo rigore e silenzi protratti, pesanti come il piombo. Non è certamente un film facile, Hannah, nel suo pretendere (attenzione) senza concedere (soddisfazione), respingente per scelta, estetica, (anti)narrazione.

Rifiutata la strada "facile" del racconto, Pallaoro si concentra con caparbia sul volto, il corpo, l'espressività della sua grandissima protagonista, una Charlotte Rampling sempre sullo schermo, inquadrata a distanza ravvicinata per cogliere ogni sfumatura della lentissima e dolente presa di coscienza del personaggio. Un vero e proprio stalking visivo che Rampling sostiene con la classe di un'attrice capace di lavorare in sottrazione, desaturando i sentimenti, in un'austerità emotiva che ben si intona alla monacale impalcatura del film.

Ma una Rampling che giganteggia per profondità e realismo (poteva forse essere altrimenti?) non basta a salvare Hannah da un certo autocompiacimento intellettuale, come se la scelta di abbandonare l'artificialità della sceneggiatura avesse comunque condotto all'artificiosità del contenuto. Diventa così a tratti irritante il ricorso al teatro sperimentale come metafora dei turbamenti della protagonista - è solo recitando le battute dei testi che studia per il corso di teatro, che Hannah riesce a verbalizzare sentimenti indicibili - così come è meccanica la punteggiatura "poetica" degli incontri stranianti che la donna fa in metropolitana.

Coraggioso nell'intraprendere un percorso alternativo al racconto di un dolore che disintegra identità e coscienza, Hannah commette l'errore di innamorarsi del proprio approccio, smarrendo la strada nel mezzo. E perdendo, peccato, la potenza accumulata nel primo slancio.

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VIDEO RECENSIONE
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 15 febbraio 2018
Eva K.

Ti guardo con amore mi sembra una frase appropriata per la cifra stilistica e narrativa di questo film.  L'opera di Pallaoro è un film sensoriale, rarefatto nei contorni, capace di far emergere il senso dei silenzi. Hannah è Hannah in ogni piccolo frammento di vita, tra solitudine e smarrimento che lo stesso spettatore può interiorizzare e percorrere.

venerdì 8 settembre 2017
Peer Gynt

Ci sono autori che credono che l'anti-narrazione, il rifiuto di moduli narrativi tradizionali voglia dire automaticamente arte. Ma non tengono presente che, a moduli narrativi tradizionali, bisogna sostituire qualcosa, non il nulla. Il film "Hannah" racconta la storia di una donna colpita da un'improvvisa tragedia (l'arresto del marito, per motivi che il film non esplicita mai [...] Vai alla recensione »

martedì 20 febbraio 2018
goldy

Ci vuole una attrice seria, di rango, ci vuole un regista che ami il cinema più di se stesso, ci vuole una storia che abbia credibilità e le parole non servono. Chi sa fare cinema e sa usare la macchina da presa sa che la parola  non ha contribuito granchè all'espressività filmica e questo film lo dimostra ancora una volta.

martedì 24 aprile 2018
LBavassano

  Spostare il punto di vista, per incrinare ruoli assegnati una volta per tutte, di vittime e carnefici, per far emergere altre verità, nascoste nei silenzi, negli sguardi, in quei gesti quotidiani che d'improvviso assumono altri significati, o li smarriscono. Senza proclami, accennando al minimo indispensabile, anche meno, sottraendo, sottraendo, e sottraendo ancora parole, e gesti, [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 marzo 2018
Flyanto

Finalmente è uscito nele sale cinematografiche (di nicchia, ovviamente, ma è pur sempre meglio di niente) il tanto atteso, almeno dai pochi, film "Hannah" per il quale l'attrice Charlotte Rampling ha preso la Coppa Volpi come migliore attrice all'ultima Mostra del Cinema a Venezia.. Vedendo precedentemente visto, sempre recitato da lei, il film "L'Altra [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 febbraio 2018
cardclau

Hanno dato la coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, ma Charlotte Rampling è , in tutta la durata del film, drammaticamente monotematica (la tristezza fatta persona, sempre).  Suo marito l'ho visto in un film di Aki Kaurismachi, è bravissimo, ma quando all'inizio del film cenano non dicendo neanche una parola, nel silenzio più completo, inquietante, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 marzo 2018
severo

buono e intenso. talvolta di maniera. Brava la rampling. Ricorda un po' sotto la sabbia che però era più bello

venerdì 8 settembre 2017
ROBERT EROICA

#Venezia74. HANNAH. Eccoli 95 minuti che riesce a sostenere solo Obelix. Charlotte Rampling si aggira tra metro, ambienti domestici, scuole di improvvisazione teatrale, mentre il marito finisce in carcere non si sa per cosa. La cosa piu' avventurosa e' quando la tipa vende il cane ad una bambina. Andrea Palla (oro) gira in francese perche' e' il meno italiano tra gli italiani in gara nella sezione [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 15 febbraio 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Dal cagnetto al part-time come governante, dal figlio ingrato all'appuntamento in piscina, l'esistenza semplice e rituale di un'anziana va in pezzi quando il marito esce dalla sua vita per scontare un periodo di detenzione per un fatto ignobile. Fin troppo ripiegato su se stesso, nello sforzo di lasciare al cuore del pubblico il disorientamento di Hannah/Rampling tra casa vuota e dure visite in carcere, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 febbraio 2018
Pedro Armocida
Il Giornale

Hannah cerca di aggrapparsi alla routine quotidiana per sopravvivere all'arresto del marito proprio come lo spettatore cerca di aggrapparsi alla magnifica interpretazione di Charlotte Rampling (Coppa Volpi come migliore attrice alla Mostra di Venezia) per riuscire a muoversi nel rarefatto universo urbano immaginato da Andrea Pallaoro all'opera seconda.

giovedì 15 febbraio 2018
Roberto Nepoti
La Repubblica

In concorso all'ultima Mostra veneziana, dove Charlotte Rampling è stata premiata con la Coppa Volpi, Hannah fa venire in mente un altro film di cui l'attrice britannica fu protagonista quasi vent'anni fa: Sotto la sabbia di Francois Ozon. Anche allora era una donna il cui marito spariva dalla sua vita (là "evaporando", qui finendo in prigione); anche allora tutto il film poggiava sulle sue spalle. [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
martedì 6 febbraio 2018
 

Hannah aveva un marito, un figlio, un nipotino. Aveva un cane, un abbonamento in piscina, un lavoretto da governante. A un certo punto, tuttavia, nella sua vita è accaduto qualcosa. E quella quotidianità rassicurante fatta di piccole azioni - lavare il [...]

GALLERY
sabato 9 settembre 2017
 

È con il monologo interiore di Hannah che si chiude il Concorso della 74. edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Quarto film italiano della Selezione ufficiale, dopo quelli di Virzì, Riso e Manetti Bros, il lavoro del trentino Andrea Pallaoro è [...]

winner
coppa volpi migliore int. femminile
Festival di Venezia
2017
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