Marie Curie

Film 2017 | Drammatico, Sentimentale, +13 95 min.

Titolo originaleMarie Curie
Anno2017
GenereDrammatico, Sentimentale,
ProduzionePolonia, Germania, Francia
Durata95 minuti
Al cinema6 sale cinematografiche
Regia diMarie Noelle
AttoriKarolina Gruszka, Arieh Worthalter, Charles Berling, Izabela Kuna, Malik Zidi André Wilms, Daniel Olbrychski, Marie Denarnaud, Samuel Finzi, Piotr Glowacki, Jan Frycz, Sabin Tambrea.
Uscitagiovedì 5 marzo 2020
DistribuzioneValmyn
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,50 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Marie Noelle. Un film con Karolina Gruszka, Arieh Worthalter, Charles Berling, Izabela Kuna, Malik Zidi. Cast completo Titolo originale: Marie Curie. Genere Drammatico, Sentimentale, - Polonia, Germania, Francia, 2017, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 5 marzo 2020 distribuito da Valmyn. Oggi tra i film al cinema in 6 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,50 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Marie Curie è stata un'importante scienziata polacca che ha ricevuto due premi Nobel nel 1903 e nel 1911. In Italia al Box Office Marie Curie ha incassato 27,4 mila euro .

Consigliato nì!
2,50/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,50
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Trailer in italiano

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Tra biopic e film storico, una ricostruzione che stenta a coinvolgere.
Recensione di Francesca Ferri
venerdì 9 febbraio 2018
Recensione di Francesca Ferri
venerdì 9 febbraio 2018

Fisica e chimica di origine polacca, Marie Sklodowska-Curie è una pioniera nello studio della radioattività. La sua vita è consacrata alla ricerca scientifica insieme al marito Pierre Curie, fino alla sua accidentale morte. In un ambiente maschile e conservatore, Marie, rimasta sola, deve lottare per trovare il suo posto.

Prima donna a essere stata nominata dottoressa in fisica, professoressa alla Sorbonne, e ad aver ricevuto il premio Nobel in due campi diversi, Marie Curie ha dovuto battersi per far riconoscere il suo lavoro dopo la morte del marito.

Tra biopic e film storico, Marie Noëlle racconta i sei anni più turbolenti della scienziata che, a Parigi dal 1905 al 1911, tra un Nobel e l'altro, dilaniata dalla morte del marito si lascia coinvolgere in una relazione passionale con il fisico Paul Langevin. Marie viene immediatamente etichettata dalla stampa donna adultera. È quindi nella tempesta della sua vita sentimentale, piuttosto che nella rivoluzione scientifica, che la regista preferisce affondare. Noëlle racconta la tenerezza di Marie Curie madre, l'amore per il marito e lo scandalo per l'amante, l'ansia prima di ritirare i Nobel, le notti insonni, le fughe clandestine nei boschi, gli incontri segreti. Della femminista ante litteram, della studiosa che ha rivoluzionato il mondo della scienza, la regista ci offre solo qualche frammento in immagini piuttosto rigide che non coinvolgono lo spettatore. Avremmo preferito vedere il fuoco negli occhi di Marie per Paul anche nel suo laboratorio.

Nonostante la ricerca documentaristica della regista attraverso testi originali, giornali e diari di laboratorio di Marie, lettere e stampa dell'epoca, la ricostruzione storica stenta a coinvolgere. Le accese discussioni dell'Accademia delle scienze di Parigi circa la "moda" degli studi sulla radioattività e il possibile ingresso delle donne negli esclusivi e prettamente maschili ambienti dell'università e della ricerca rimangono solo squarci dell'epoca che non viene sfortunatamente mai approfondita.

Se il film storico non soddisfa, il ritratto di Marie Curie si salva per l'interpretazione dell'attrice polacca Karolina Gruszka che riesce bene a identificarsi in quella donna di genio che si libera dei corpetti e pregiudizi del tempo. Marie è una donna che non fa niente per rendersi più bella, mostrando tutta la sua naturalezza in cui la regista cerca la sua atemporalità.

Dal tocco prettamente femminile la regia di Marie Noëlle, che si prende il tempo di seguire gli strascichi dei vestiti nei passi frettolosi di Marie Curie, può contare inoltre su una curata fotografia, che gioca con l'illuminazione ispirandosi al fascino di Pierre e Marie per la luminosità del radio. Attraverso riflessi, luci e ombre, il direttore della fotografia Michal Englert cerca in quel mondo delle scienze, di solito percepito come austero e noioso, la bellezza e perfino la sensualità, che rispecchia la passione degli studiosi. Le eteree immagini in controluce, dunque, risplendono della scintilla della scoperta.

FOCUS
FOCUS
giovedì 5 marzo 2020
Ilaria Ravarino

Protagonista di Marie Curie di Marie Noëlle, dal 5 marzo in sala, la “signora della radioattività” Marie Curie fu due volte premio Nobel, nel 1903 per la fisica con il marito Pierre e il fisico Henri Becquerel (per lo studio dei primi elementi radioattivi), e per la chimica nel 1911 (per aver scoperto il radio e polonio). Le sue intuizioni non hanno soltanto contribuito al progresso della scienza, ma hanno anche dimostrato una verità sotto agli occhi di tutti: il genio non è mai una questione di gender.
 
UNA, CENTO, MILLE CURIE
Le donne di scienza sono state spesso pioniere di nuovi settori, puntualmente relegati – proprio in virtù del sesso delle loro esploratrici – a scienze minori. Fu così per esempio con l’ecologia, fondata nel 1870 da Ellen Swallow, e classificata allora come “economia domestica”.
 

Dal 1901 a oggi il Premio Nobel sia stato assegnato in tutto ad appena 54 donne, di cui solo 21 nelle discipline scientifiche: 3 per la fisica, 5 per la chimica, 2 per l'economia e 12 per la medicina.

Dopo il doppio Nobel di Curie, dovettero passare più di vent’anni perché nel 1935 la chimica Irène Curie-Joliot, sua figlia, ne vincesse uno, e altri 12 da allora perché il prestigioso premio finisse in mani diverse dalla famiglia Curie. Accadde nel 1947, con il Nobel per la medicina all’”indagatrice degli zuccheri” Gerty Radnitz-Cori, i cui studi sarebbero stati fondamentali per la comprensione del diabete. Nel 1963 fu la volta della tedesca Maria Goeppert-Mayer, prima fisica dopo Curie a vincere il riconoscimento, per lo studio sul modello a guscio del nucleo atomico. Appena un anno dopo toccò alla chimica e pioniera dei raggi X Dorothy Crowfoot-Hodgkin.

Dal 1977 al 2009, però, gli unici Nobel scientifici in mano a scienziate donne furono quelli per la medicina: nel 1977 a Rosalyn Sussman-Yalow, nel 1983 a Barbara McClintock, nel 1986 all’italiana Rita Levi Montalcini, nel 1988 a Gertrude Elion, nel 1995 a Christiane Nüsslein-Volhard, poi a Linda Buck (2004), Francoise Barrè-Sinoussi (2008), Elizabeth Blackburn e Carol Greider (entrambe nel 2009). Un anno record, il 2009, con ben quattro donne tra le vincitrici: oltre ai due Nobel per la medicina, anche quello a Ada Yonath per la chimica - prima donna mediorientale a vincerlo - e il primo Nobel per l’economia alla politologa, esperta in cause collettive, Elinor Ostrom.

Nel 2014 e nel 2015, ancora per la medicina, hanno vinto la norvegese May Britt- Moser e la rivoluzionatrice della medicina tradizionale cinese Yuoyou Tu. Nel 2018 il Premio è andato a due donne: alla chimica Frances Hamilton Arnold, sviluppatrice dei biocatalizzatori, e all’esperta di laser Donna Strickland, terza donna a vincere il Nobel per la fisica. L’ultima premiata in ambito scientifico, nel 2019, è stata l’economista Esther Duflo, impegnata nella lotta alla povertà globale e donna più giovane a vincere il Nobel all’economia, a soli 47 anni.
 
LE CURIE INVISIBILI
Che le donne abbiano gli stessi strumenti intellettuali degli uomini per eccellere nelle scienze è – almeno dai Nobel a Marie Curie in poi - un dato incontestabile. Non altrettanto scontato, purtroppo, è che il loro talento sia riconosciuto. Tra i cosiddetti “Nobel negati” – come li chiama Sara Sesti ne "L’università delle donne" – ci sono biologhe, astronome e fisiche che hanno collaborato alle più importanti ricerche del tempo senza trarne alcun giovamento in termini di carriera.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 21 marzo 2020
Gianni Canova
Elle

È stata la prima donna docente alla Sorbona. La prima a vincere il Nobel per la Fisica. A tutt'oggi è la sola ad aver vinto due volte il Nobel in due categorie diverse, oltre che per per la Fisica, nel 1903, per la Chimica, nel 1911. Tutto ciò ha fatto di Marie Curie una leggenda, un'icona nella storia della scienza oltre che in quella dell'emancipazione femminile.

martedì 10 marzo 2020
Valeria Vignale
Tu Style

Una donna, due Nobel. Marie Curie fu rivoluzionaria nella scienza e libera nella vita. Polacca trapiantata a Parigi, Il film la racconta tra il 1903, anno in cui Stoccolma la premia per la scoperta della radioattività, e il 1911, anno del secondo Nobel segnato da uno scandalo: rimasta vedova, ebbe una relazione con lo studioso Paul Langevin, sposato.

martedì 10 marzo 2020
Emanuela Martini
Film TV

Un film datato che cerca con tutti i mezzi di apparire moderno: split screen, viraggi, accelerazioni, fierezza femminile e supponenza maschile, titoli di coda nei quali i personaggi si aggirano disinvolti nella Parigi di oggi. Ma non ce la fa: Marie Curie di Marie Noëlle è laccato, senza scatti, imperturbabile come la sua protagonista, Karolina Gruszka.

domenica 8 marzo 2020
Teresa Marchesi
Huffington Post

Un 8 marzo al cinema in compagnia di Marie Curie, perché no? Ci sono due eccellenti ragioni per regalarsi il film di Marie Noelle già in sala dal 5 marzo, tra i pochi titoli ad aver scelto di anticipare l'uscita anziché congelarla causa coronavirus. Se si supera la convenzionalità di facciata di un film al femminile per la Festa delle donne, questo "Marie Curie" permette di scoprire un universo di [...] Vai alla recensione »

sabato 7 marzo 2020
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

La scienza trova sempre una cura". Nel settore "promozione cinematografica", questa è una tecnica che deve tutto a Woody Allen: "Le più dolci parole del mondo non sono 'ti amo' bensì 'è benigno'". Doveva uscire la prossima settimana, viene anticipato in piena epidemia da coronavirus. "Pioniera, ribelle, genio" è invece la scritta sul manifesto, vicino al volto della scienziata che come conviene al [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 marzo 2020
Valerio Caprara
Il Mattino

Nel rispetto delle disposizioni contenute nel Decreto del presidente del Consiglio dei ministri con misure riguardanti il contrasto e il contenimento del diffondersi del Coronavirus, alcune sale programmano nuovi titoli anche nella nostra città. Il più ambizioso dei quali è senz' altro Marie Curie, una coproduzione tra Francia, Germania e Polonia uscita nei paesi d' origine qualche anno fa, ma solo [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 marzo 2020
Alessandra De Luca
Avvenire

I sei anni più difficili e turbolenti quelli tra il 1905 al 1911 nella vita della scienziata di origine polacca Marie Curie, unica donna al mondo a vincere due premi Nobel, che a Parigi prosegue i suoi importantissimi studi sulla radioattività, elabora il difficile lutto per la morte del marito, suo compagno di vita e di ricerca, e si lascia coinvolgere in una relazione sentimentale con il fisico Paul [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 marzo 2020
Alice Sforza
Il Giornale

Marie Curie, una scienziata, due volte premio Nobel, che con le sue ricerche sul radio ha dato un contributo notevole nella battaglia contro i tumori. Il film si concentra su 8 anni della sua vita, i più turbolenti, quelli che vanno dalla prima vittoria in Svezia, alla morte improvvisa del marito, fino alla relazione con il collega sposato Paul Langevin che suscitò scandalo, tanto da mettere in dubbio [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 marzo 2020
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Si va a scoprire questa Marie Curie, fisica e chimica a cui dobbiamo di scovare (radiografia) e curare (radioterapia) tumori, più per la ricostruzione del maschilismo del mondo scientifico primo 900 che per uno sguardo profondo e veritiero nella passione della scienziata e nelle sue ragioni in materia. Il trancio di vita è tra i ben due Nobel che vinse, e colpisce la ricostruzione storica dell'assemblea [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 marzo 2020
Daniela Ceselli
Left

Due film al femminile: Marie Curie della regista polacca Marie Noélle e Sola al mio matrimonio scritto e diretto dalla regista Marta Bergman, nata in Romania e vissuta in Belgio. Il primo è il biopic della scienziata Maria Salomea Sklodowska, nota con il cognome del marito Pierre. A lei si devono gli studi sulle radiazioni - inaugurati da Becquerel - e la scoperta del polonio e del radio, fondamentali [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 marzo 2020
Tonino De Pace
Sentieri Selvaggi

Marie Curie di Marie Noëlle mette in evidenza, a sugellare il film e quale effetto sinottico della storia, almeno due dei suoi temi dominanti. Il primo appartiene alla dualità con la quale la pubblica opinione affronta il tema del genio e del rispetto di quelle capacità, pur in presenza di (veri o presunti) comportamenti che tradiscano una dubbia moralità.

venerdì 6 marzo 2020
François Forestier
L'Obs

Il film presenta spezzoni della vita di Marie Curie, tra la morte del marito Pierre (1906) e il suo legame con Paul Langevin (1911). Curie è tenuta in gran conto da alcuni circoli conservatori, ammirata dalla comunità scientifica, pioniera nello studio della radioattività. La figura ammirevole di Marie Curie non è in discussione, ma il film nel suo complesso appare un po' slegato, troppo didattico. [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 marzo 2020
Eugenio Renzi
Il Manifesto

Marie Curie è, con il film dedicato al pittore Ligabue, l'altro «biopic» della settimana. L'idea dichiarata è quella di fare di questo dramma in costume un film attuale d' argomento femminista. La tesi degli autori è che la scienziata polacca, al secolo Maria Salomea Sklodowska, due volte insignita del premio Nobel rispettivamente in chimica e in fisica, sia stata d' avanguardia nella scienza, come [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 marzo 2020
Fulvia Caprara
La Stampa

Amore e provette. Passione e ricerca. Rinunce e traguardi. Al centro di Marie Curie, regia di Marie Noelle, la personalità brillante della scienziata, che grazie alla scoperta del radio ha impresso una svolta cruciale alle cure anti-cancro. Eppure il film, protagonista Karolina Gruszka, che ha una fisicità perfetta per il ruolo, insieme fragile e imperiosa, trae forza dall' inevitabile parallelo tra [...] Vai alla recensione »

martedì 3 marzo 2020
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

È una vita talmente importante, perfino leggendaria se il termine non fosse così retorico, quella di Marie Curie nata Maria Salomea Sk?odowska, che da almeno settant'anni affascina il cinema (e poi la televisione). Chiaramente, verrebbe da dire, tale è il portato iconico della chimica e fisica polacca naturalizzata francese, prima persona a ricevere due Nobel.

lunedì 2 marzo 2020
Natalia Aspesi
La Repubblica

Ma i premi Nobel fanno l'amore? E se donna, è ovvio che qualche antipatico si chieda, saranno anche brave mamme? E se donna e madre ma con due Nobel dove andrà a finire la famiglia? Marie Curie fu tutto questo, due Nobel, un marito e poi un amante amati e innamorati, due figlie e infine protagonista di uno scandalo addirittura mondiale che si intrecciò con la vergogna del caso Dreyfus.

NEWS
TRAILER
venerdì 28 febbraio 2020
 

La storia di una delle più grandi menti del XX secolo, in lotta per veder riconosciuto il proprio valore dalla società e dalla comunità scientifica. Dal 5 marzo al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
mercoledì 12 febbraio 2020
 

Marie Curie è stata un'importante scienziata polacca che ha ricevuto due premi Nobel nel 1903 e nel 1911. Vai all'articolo »

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