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Bisio e Siani, benvenuti al Nord!

Luca Miniero racconta il 'sequel obbligatorio' e presenta la grande new entry, Paolo Rossi.
di Letizia Rogolino

Il regista Luca Miniero dà disposizioni a Claudio Bisio e Alessandro Siani durante le riprese di Benvenuti al Sud
Luca Miniero (51 anni) 17 gennaio 1967, Napoli (Italia) - Capricorno.

giovedì 4 agosto 2011 - Incontri

Dopo il grande successo di Benvenuti al Sud, in questi giorni si stanno svolgendo le riprese del prossimo Benvenuti al Nord, nuovo film che mette al centro le diversità culturali dell’Italia, cercando di dimostrare che questo paese è bello ovunque e la gente, seppur diversa e con le proprie tradizioni, nasconde una sua storia e ricchezza.
Tra battute, sorrisi e riflessioni, il regista Luca Miniero ha ottenuto un grande successo con Benvenuti al Sud e, riportando sullo schermo la stessa squadra composta da Claudio Bisio, Alessandro Siani, Valentina Lodovini e Angela Finocchiaro e una new entry notevole come Paolo Rossi, anche Benvenuti al Nord sarà una commedia brillante e convincente, che desidera un’Italia sempre più unita all’insegna del sorriso e della diversità intesa come ricchezza.
Questo sequel sarà prodotto da Cattleya e Medusa Film. Luca Miniero, regista italiano che ricordiamo non solo per Benvenuti al Sud, ma anche per la commedia Nessun messaggio in segreteria, Questa notte è ancora nostra e alcuni progetti televisivi come Nati ieri e alcuni episodi di Ho sposato uno sbirro 2, riesce a regalare al cinema italiano una commedia pura e divertente, che non scende nella volgarità e nella comicità scontata che si respira per lo più nei film cinepanettoni e in altri film etichettati come commedie italiane, che in questi ultimi tempi stanno invadendo il grande schermo. Luca Miniero ci racconta in un’intervista il suo nuovo progetto.

Il conflitto culturale tra le diverse parti d’Italia è già stato al centro di un suo film, prima di Benvenuti al Sud, ovvero in Incantesimo napoletano. Come le è venuta l’idea di svilupparlo in questo modo e lei da che parte sta?
Non c’è una parte dalla quale stare. Francamente sto dalla parte delle differenze ma non da quella delle divisioni o dei pregiudizi. Penso che Sud e Nord abbiano disperato bisogno l’uno dell’altro… diviso sarebbe un paese noioso.

Rispetto al primo film francese Giù al Nord, del quale il suo film si può considerare un remake in salsa tricolore, pensa sia riuscito meglio Benvenuti al Sud, oppure il suo è semplicemente un prodotto più adatto ad un pubblico italiano?
Non faccio classifiche. Penso che i remake siano difficili quanto i film originali e quanto gli adattamenti dai romanzi. Se un remake ottiene il successo che ha ottenuto vuol dire che ha toccato le corde degli italiani con sincerità. E sono contento per questo.

Pensava che Benvenuti al Sud riscuotesse tanto successo?
No, non lo credevo io e nemmeno i produttori. Era un film che sembrava promettere ma 32 milioni sono una cifra enorme.

Come è nata l’idea del sequel Benvenuti al Nord che, se non erro, sta girando proprio in questi giorni?
Benvenuti al Nord è un sequel obbligatorio. Prima di tutto perché il mio è un cinema commerciale e dunque remake, sequel sono all’ordine del giorno. L’obiettivo è fare un sequel bello, ma non ho preclusioni a lavorare con i modelli dell’industria cinematografica. Anzi penso che in Italia possiamo fare molto in quest’ambito aggiungendo autorialità al cinema commerciale. Per quanto riguarda Benvenuti al Nord il sequel era anche un completare il tema, mostrando l’altra faccia del dualismo nazionale.

Il cast è rimasto lo stesso? Qualche new entry?
Ci sono new entry, la più significativa è quella di Paolo Rossi che interpreta un manager senza scrupoli.

Dove sta girando questa volta? Al Nord o in diversi parti d’Italia?
Da Castellabate a Milano e poi in un piccolo paese del Nord.

Non ha paura che la trama diventi ripetitiva?
Dopo un successo come quello di Benvenuti al Sud non è che devi smettere di lavorare per la difficoltà di raggiungere quel successo. E così io continuo a girare perché è il mio lavoro, senza paura di fare peggio o semplicemente di fare diversamente.

Benvenuti al Nord si può considerare un sequel di Benvenuti al Sud o un altro film con lo stesso tema ma un’altra storia da raccontare?
Sì credo sia un altro film rispetto al primo.

Com’è il suo rapporto con il cast scelto per questo e per il primo film?
Ottimo.

Ci può accennare la trama di questo Benvenuti al Nord?
La scoprirete a gennaio.

Ci saranno colpi di scena o uno sviluppo romantico? Battute o vicende che riportano alla politica o a problemi dell’Italia in questo periodo storico?
Ci saranno.

Che ne pensa del cinema italiano di questi ultimi anni? Vorrebbe lavorare con un attore o attrice in particolare?
Mi piace. Può crescere ancora certo ma è un cinema che mi piace.

Visto il cast e il tipo di film, immagino che sul set in questi giorni vi stiate divertendo molto. Ci può raccontare qualche gag capitata?
Non mi diverto molto sul set. Francamente la tensione, il tempo che manca fa sì che non mi diverta per niente. Episodi divertenti sono pure capitati ma sono quelli che capitano a tutti, anche a quelli che non fanno il nostro lavoro.

Quando è prevista la fine delle riprese? E quando arriverà il film al cinema?
A settembre la fine delle riprese, il film uscirà a gennaio.

Preferisce realizzare commedie o vorrebbe fare anche qualche genere di film in particolare?
Mi piacciono le commedie. Sicuramente.

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