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Ultimo aggiornamento martedì 11 aprile 2017
Benjamin Button, arrivato ai 50 anni, inizia a ringiovanire. Tratto da un racconto di Fitzgerald. Il film ha ottenuto 13 candidature e vinto 3 Premi Oscar, 6 candidature a Golden Globes, 8 candidature a Critics Choice Award, 3 candidature a SAG Awards, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Il curioso caso di Benjamin Button ha incassato 10,9 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Benjamin Button nasce il giorno della fine della prima guerra mondiale, è un bimbo in fasce ma ha la salute di un novantenne: artrite, cataratta, sordità. Dovrebbe morire il giorno dopo e invece più passa il tempo più ringiovanisce. La sua è una vita al contrario che attraversa il Novecento americano sempre alla ricerca del primo e unico amore, una donna molto più emancipata, libera e in linea con il suo tempo di lui. L'unico momento in cui si potranno trovare sarà all'incrociarsi delle loro età: "Mi amerai ancora quando sarò vecchia?", chiede lei. "E tu mi amerai ancora quando avrò l'acne?" risponde lui.
Fincher sceglie di narrare una storia con un espediente classico: a partire dalla modernità, attraverso le memorie di un diario letto alla protagonista ormai anziana e in punto di morte. Fotografa tutto virando verso il seppia e opta per la calligrafia spinta, cosa che ovatta il racconto con l'indulgenza e il fascino di cui sono dotati i ricordi. Il risultato è un'agiografia del passato che vince sul presente (New Orleans ieri e oggi con Katrina alle porte), una prospettiva a ritroso indulgente e favolistica sugli Stati Uniti che non affronta nessun tema davvero e che, cosa bene più grave, manca di emozionare con sincerità.
Benjamin Button ringiovanisce invece di invecchiare ma questo non ha nessun effetto sulla trama nè tantomeno serve a dare una visione particolare degli eventi in cui è coinvolto o della società in cui è inserito, come avveniva invece con la stupidità di Forrest Gump (il paragone inaffrontabile con l'opera di Zemeckis sorge spontaneo data la sostanziale identità della struttura della storia).
Il curioso caso di Benjamin Button sembra chiedersi unicamente "Come si comporterebbe un vecchio con la testa di un bambino? E come un giovane con l'esperienza di un vecchio?", tentando di conseguenza una riflessione sulla morte e sulle possibilità di sfruttare al massimo la propria vita. "Non sai mai cosa c'è in serbo per te" ripete a Benjamin la madre adottiva, evitando accuratamente di citare scatole di cioccolatini.
Gigantesco il lavoro fatto sull'invecchiamento e il ringiovanimento digitali di Brad Pitt, entrambi ottenuti sperimentando una tecnica innovativa di motion capture. Il risultato è evidente: in ogni caso il personaggio è sempre lui, Brad Pitt, anche quando gli somiglia veramente poco. Meno celebrata invece Cate Blanchett che, invecchiata e ringiovanita anch'essa per esigenze di copione, supplisce alla frequente mancanza di digitale con la solita prestazione fuori da ogni ordinarietà.
Anche se accolto generalmente con scarso entusiasmo dalla critica mondiale, questo film costitutisce un vero capolavoro cinematografico. Grazie alle prestazioni toccanti di attori di grande calibro come Brad Pitt - nel ruolo del protagonista Benjamin - il film acquista uno straordinario spessore emozionale, che parla di sentimenti imporbabili, sogni lontani con a tratti grande comicità e a volte [...] Vai alla recensione »
Grazie al ruolo di Benjamin Button, nato ottantenne e morto bambino, l'attore è il candidato favorito per la statuetta. Qui il regista del film (con altre dodici nomination) parla di come ha scelto questa storia e il suo protagonista: «Oltre che bello è molto bravo. Ma è meglio che non si sappia in giro» Potrebbe la nostra vita essere migliore se invece di dover invecchiare potes simo ringiovanire? [...] Vai alla recensione »