| Titolo originale | The Lord of the Rings The Two Towers |
| Anno | 2002 |
| Genere | Fantastico, |
| Produzione | USA, Nuova Zelanda, Germania |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Peter Jackson |
| Attori | Elijah Wood, Viggo Mortensen, Sean Astin, Ian McKellen, Liv Tyler Cate Blanchett, Orlando Bloom, Karl Urban, Christopher Lee, David Wenham, Brad Dourif, Miranda Otto, Ian Holm, Billy Boyd, Dominic Monaghan, Sean Bean, John Rhys-Davies, Bernard Hill, John Noble, Andy Serkis, Hugo Weaving, Sala Bake, Bruce Hopkins, Craig Parker, Bruce Allpress, John Bach, Sala Baker, Jed Brophy, Sam Comery, Calum Gittins, Paris Howe Strewe. |
| Uscita | giovedì 31 luglio 2025 |
| Tag | Da vedere 2002 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,92 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 4 agosto 2025
Argomenti: Il signore degli anelli
Per quanto alcuni riscontrino infedeltà dell'adattamento cinematografico rispetto al capolavoro di Tolkien, il film è avvincente e di grande efficacia. D'effetto sono le inquadrature che la macchina da presa compie in questo universo fantastico. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a SAG Awards, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Il signore degli anelli - Le due torri ha incassato 772 mila euro .
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Fanno bene i distributori italiani a non far uscire il film di venerdì 17 ma ad anticiparne la comparsa sugli schermi al giorno prima. Perché un po' di sana superstizione scaramantica ben si adatta a questa trilogia (3 altro numero fortemente simbolico!) che andrà ad invadere i nostri schermi. Jackson ha colpito ancora (anche se l'uso delle significazioni temporali ha scarso valore per un film di quasi nove ore girato tutto insieme e distribuito in 3 anni). Sta di fatto che la compattezza del progetto si vede ed ha modo di emergere proprio in questa seconda parte dove c'è meno bisogno di 'spiegare' e l'azione prende il sopravvento.
Il gioco delle fedeltà o infedeltà lo lasciamo ai chierici del tolkienismo che, in quanto 'guardiani del culto', non possono esimersi (come in tutte le 'chiese' che si rispettino) dal reclamare quell'ortodossia che il cinema non può e non deve fornire.
Tolkien è presente e si avverte la forza di una visione complessiva ormai fortunatamente depurata dalle facili etichettature di 'destra' e 'sinistra'. Lo scrittore rifletteva sulla presenza del Male nel mondo e sul suo inestricabile rapporto con l'uomo e con l'avidità. Il suo eroe Frodo, e il cinema ci aiuta ancor meglio a coglierlo, non è un superuomo, ma un 'mezzouomo' come viene a volte definito.
Mentre invece il servo del male per eccellenza, Saruman, quando invita le proprie sterminate truppe alla guerra si affaccia a un balcone che ricorda quelli passati (e anche presenti) che la Storia del mondo reale continua tragicamente ad esibire. In quel momento il ragionamento prevale sugli effetti speciali e il Cinema (grazie alla sua poliedricità) si può vantare, ancora una volta e senza timore, della lettera maiuscola.
La trilogia cinematografica di Il Signore degli Anelli è tratta dal libro omonimo, diviso in tre parti, di John Ronald Reuel Tolkien, pubblicato per la prima volta tra il 1954 e il 1955, e tradotto integralmente in Italia nel 1970. Il genere di riferimento per film e libro è il romance. La forma fondamentale del romance e di Il Signore degli Anelli è la dialettica: tra Bene e Male, tra eroi e antagonisti, tra alto e basso (la cinepresa volteggia spesso tra le cime delle montagne e delle torri, o si inabissa nelle viscere della terra), tra grande e piccolo (nel film, c’è il grande degli immensi paesaggi, con campi lunghi e lunghissimi, e il piccolo dei volti, dei primi piani, dei dettagli sull’Anello, che è un oggetto piccolo ma è al centro di tutta la storia; e piccoli sono gli Hobbit, i veri protagonisti). Nel romance e in Il Signore degli Anelli, la figura degli eroi è associata alla luce, alla fertilità, all’ordine, alla vita (la Contea come Eden, come Terra Promessa, come luogo dell’età dell’oro); la figura dei nemici è associata invece al buio, all’aridità, al caos, alla morte (la sterilità del mondo dopo la caduta). Il romance «è la vittoria della fertilità su una terra arida e desolata» (Northrop Frye, Anatomia della critica). Nel romance, il cattivo può essere umano, ma più si va verso il mito e più il cattivo assume natura demoniaca (Sauron). La differenza principale tra romance e mito sta nel fatto che nel mito l’eroe è divino, mentre nel romance è umano (uomo come Aragorn, o mezz’uomo come Frodo e Sam). Il mito è comunque la «chiave metaforica» (Frye) del romance. Nel romance i personaggi che sfuggono all’antitesi tra Bene e Male sono gli spiriti della natura, che rappresentano la neutrale indifferenza morale del mondo della natura: in Le due torri, gli spiriti della natura sono gli Ent, tra cui risalta il saggio e indifferente Barbalbero, che però, dopo la strage dei suoi fratelli alberi, si pone dalla parte del Bene. Diversi sono i riferimenti culturali di Il Signore degli Anelli: la Bibbia, la mitologia classica, le saghe nordiche, i poemi cavallereschi, le opere di Shakespeare (Vermilinguo come Jago o Riccardo III; Frodo e Gollum come Prospero e Calibano di La tempesta; Théoden come Re Lear; Saruman che viene sconfitto nel momento in cui gli alberi viventi si spostano, allo stesso modo in cui Macbeth viene sconfitto quando vede il bosco di Birnam che si muove verso Dunsinane). Sul piano cinematografico, la trilogia di Peter Jackson fa pensare a Sergej M. Ejzenštejn (Ivan il terribile, Aleksandr Nevskij), David W. Griffith (Intolerance), Laurence Olivier (Enrico V), Fritz Lang (I Nibelunghi), Akira Kurosawa (Kagemusha, Ran). Il romanzo di Tolkien era stato già portato al cinema da Ralph Bakshi, nel film d’animazione Il Signore degli Anelli (The Lord of the Rings, 1978). Il film di Bakshi si basava su un progetto che prevedeva la trasposizione del romanzo di Tolkien in due film (ma il secondo non fu realizzato), e segue fedelmente il libro fino alla battaglia del Fosso di Helm.
Bigger, faster, better. Nonostante la trilogia sia stata girata come un film unico, dopo Le due torri i fan potranno applaudire Peter Jackson non solo come eccellente regista e sceneggiatore ma come sapiente montatore: rispetto al primo film, necessariamente più lento per introdurre una storia denssisima di avvenimenti e personaggi, le due torri non dà allo spettatore un secondo di tregua. Le tre storie che vedono protagonisti i membri della compagnia dell'anello, divisi dalle trame di Sauron e Saruman, sono tutte parimenti appassionanti e coinvolgenti.
Rispetto al primo episodio i personaggi assumono spessore: Frodo diventa sempre più succube del potere dell'anello, Aragorn più leader della alleanze elfi-umani e Gandalf sempre più punto di riferimento per tutti, regista compreso che lo mostra poco ma bene.
E poi c'è la vera star, Gollum. Tralasciando i complimenti per la sensazionale realizzazione tecnica,il personaggio creato al computer dai maghi dello Studio Weta sulla base dei movimenti di un attore in carne e ossa diventa fin dalle prime inquadrature il simbolo del film e forse dell'intera trilogia: molti i sentimenti che i suoi occhi cerulei potranno scatenare: pietà, risentimento, disprezzo, pena, compassione.La scena in cui le due anime del personaggio litigano tra loro sarà ricordata a lungo e alla luce delle prestazioni della maggior parte degli attori in carne e ossa in molti film sopravvalutati di questo periodo, la provocatoria nomination all'Oscar ventilata da qualcuno potrebbe sucscitare molto meno scandalo di quanto si pensi. Certo, vedere Legolas fare surfing sullo scudo lanciando frecce come se avesse una uzi spara dardi al posto del braccio e Ghimli assurgere al ruolo di cabarettista in più di una scena, farà strocere il naso ai fan del libro più integralisti, ma a parte le frange estremiste il film può e deve piacere a tutti. Jackson porta su schermo qualcosa che molti pensavano fosse impossibile tradurre su pellicola questo film si discosta dal libro quanto e come il primo film, ma lo fa con classe perchè modifica gli episodi (che sono accessori in molti casi) e mantiene fede al sentimento del libro. Ne Le due torri il tema dell'epica assume un nuovo valore: i 300 eroi che difendono il fosso il Helm non possono non rimandare all'esercito spartano alle Termopili e la messa in scena non fa rimpiangere le battaglie campali di Ran e Spartacus. Si contano i giorni che mancano all'uscita del Ritorno del Re....
La storia delle avventure della "Compagnia dell'Anello" continua. Alla fine del primo episodio i membri della Compagnia si erano separati. Ora Frodo, il giovane hobbit che ha in consegna l'Anello, prosegue, con Sam, nel suo cammino verso il Monte Fato e Gollum, la strana creatura che non ha mai rinunciato all'idea di possedere l'anello, fa loro da guida. Le forze del male intanto si sono fatte sempre più minacciose e, con un esercito di diecimila membri, si muovono per distruggere il mondo e il genere umano. Gli agenti del bene Aragorn, Gimli, Legolas e il mago Gandalf (ancora vivo) continuano a combattere contro orchi e demoni. In loro aiuto, per assaltare Isengard e la torre di Orthanc, accorrono i cavalieri di Rohan e di Gondor oltre agli alberi viventi. Le battaglie sono cruente, efferate, certamente spettacolari e si risolvono con il trionfo delle forze del bene. Per quanto alcuni riscontrino infedeltà dell'adattamento cinematografico rispetto al capolavoro di J.R.R. Tolkien, il film di Peter Jackson è avvincente e di grande efficacia. Di sicuro effetto sono i movimenti e le inquadrature che la macchina da presa compie in questo universo fantastico: voli aerei tra le rocce e immersioni sotterranee, primissimi piani dei protagonisti e dettagli degli scontri.
Secondo capitolo della trilogia cinematografica tratta da Il Signore degli Anelli di J.R.R Tolkien. Le Due Torri vede ancora protagonisti i coraggiosi componenti della "Compagnia dell'Anello" le cui strade si sono divise al termine dell'episodio precedente: per riuscire a sconfiggere il malvagio Sauron e distruggere l'Unico Anello, Frodo e gli altri Hobbit dovranno affrontare un pericoloso viaggio nell'oscuro regno di Mordor, per giungere a Barad-dur, la torre da cui Sauron impartisce i suoi ordini. Nel frattempo gli altri componenti della compagnia dovranno sconfiggere gli alleati di Sauron che si trovano nella torre di Orthanc, dove Saruman sta costituendo il suo esercito. Peter Jackson (che ha girato i tre episodi contemporaneamente) propone un altro film ricco di effetti speciali spettacolari, in cui la cura dei particolari e le ricostruzioni fedeli delle situazioni immaginate da Tolkien non deludono gli spettatori, compresi i fans della saga, nonostante i numerosi (e necessari) tagli alla storia originale.
Il secondo film inizia, per volere del regista, senza alcun riassunto dei fatti precedenti e, di conseguenza, presuppone, anche abbastanza arrogantemente, che lo spettatore conosca alla perfezione gli eventi alla base de La Compagnia dell’Anello. Al di là di questo, comunque, Le Due Torri si rivela, fin dai primissimi minuti, più interessante ed avvincente del precedente, meno incentrato [...] Vai alla recensione »
Secondo capitolo, Le due Torri, di sicuro non secondo in qualità e potenza. Anzi, forse addirittura più intenso, vertiginoso, implacabile e non solo per l'infinita battaglia finale - pur sorprendente - dell'armata degli Uruk-hai contro le forze del Bene chiuse nella fortezza che cede pezzo dopo pezzo all'onda nera e diabolica di Saruman. Il volume stilistico e spettacolare è alto sin dall'inizio, [...] Vai alla recensione »
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