41ª edizione del Torino Film Festival, il programma dei 122 film. Torino - 24 novembre/2 dicembre 2023. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Una commedia amaramente romantica attraverso la quale emergono con efficacia pregi e difetti dell'Italia attuale. Commedia, Italia2023. Durata 100 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Una storia d'amore "arenata" pronta a mettersi in gioco in un programma televisivo in cui mettere a nudo gioie e difficoltà. Espandi ▽
Paolo e Lucia sono una coppia da otto anni e la loro storia ha attraversato alti e bassi - in primis un tradimento da parte di lui. Entrambi sono attori siciliani che faticano a trovare lavoro nella Roma contemporanea. Dunque Lucia decide di partecipare ad un popolare programma televisivo in cui le coppie raccontano la loro storia e Paolo, sebbene riluttante, accetta. Ma a mano a mano che il racconto televisivo procede i due vengono messi di fronte alle falle della loro vita sentimentale.
Un quarto di secolo dopo Un amore, il regista e sceneggiatore Gianluca Maria Tavarelli torna a raccontare le tortuosità di una storia di coppia, ma trasporta efficacemente il suo racconto nel presente, mostrando come l'amore oggi non possa prescindere dalla spettacolarizzazione di sé che ne mette a nudo, e in parte determina, le fragilità strutturali.
Il film è una commedia amaramente romantica attraverso la quale emergono pregi e difetti dell'Italia attuale, l'impatto devastante della mancanza di lavoro sulle relazioni di coppia e la trasformazione dei sentimenti in una volontaria (o involontaria) pantomima. Recensione ❯
Una lucida riflessione sull'eredità del PCI per dirci che il passato deve interessare tutti. Documentario, Italia2023. Durata 65 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
35 anni fa il Partito Comunista Italiano decideva di mutare il proprio nome. Ha ancora senso oggi dirsi comunisti? Espandi ▽
Giovanni Piperno, in prossimità delle elezioni per il Parlamento europeo, propone una riflessione su cosa ha significato essere comunisti in Italia prima e dopo il 12 novembre 1989 quando Achille Occhetto invitò il PCI ad aprirsi ad un profondo rinnovamento.
Un documentario in cui all'inevitabile senso di nostalgia si aggiunge una lucida riflessione su quanto accaduto dopo giungendo fino ai giorni nostri. Troppo spesso, in questo flusso ininterrotto di informazioni che affolla le nostre giornate, si rischia di pensare che il passato, anche quello più vicino a noi, sia remotissimo e pertanto privo di interesse se non per gli storici o i sociologi professionali. Non è e non deve essere così secondo Piperno.
Oggi questo documentario, avvalendosi di filmati amatoriali così come di inchieste realizzate da firme come Gregoretti e Pontecorvo, ci invita a rileggere quanto accaduto per non cedere alla disillusione del 'tanto non ci si può fare nulla'. Qualcosa si può fare partendo dai singoli, dalle persone per non far dimenticare ideali che dovrebbero costituire un patrimonio comune sancito anche dalla Costituzione. Recensione ❯
Un attore cade da una scogliera e viene dato per disperso. Riapparirà anni dopo senza sapere chi lui sia. Espandi ▽
Il film racconta la storia di un attore che scompare durante le riprese di un progetto dopo essere caduto da una scogliera in mare. Anni dopo riappare, ma senza sapere chi sia o nulla della sua vita precedente. Recensione ❯
Kitano porta finalmente a termine il suo epico progetto samurai ad alto budget. Un connubio tra sangue e risate che sarà apprezzato più dai fan che dai neofiti. Azione, Giappone2023. Durata 131 Minuti.
Nel Giappone del XVI secolo iniza una sfida tra clan. I combattenti dovranno decidere presto da che parte stare. Espandi ▽
Lo sguardo di Kitano unisce il disincanto della maturità all’entusiasmo del progetto di un tempo, in un contrasto che risulta a volte stimolante e in altri casi semplicemente bizzarro e dissonante.
Trasponendo nel war movie in costume quanto visto in Outrage Beyond per il mondo yakuza, abbiamo la storia dell’improbabile ascesa di un uomo che si è fatto da solo, provenendo dalla campagna, e che non ha mai mostrato ambizioni in un mondo di squali disposti a tutto per raggiungere il potere. Mentre i capi si tradiscono e si scannano, a prevalere alla fine è il sempliciotto che irride le regole non scritte della comunità di appartenenza, la “scimmia” a cui nessuno dava importanza, e a cui Kitano infonde il suo inconfondibile humour bislacco. Nonostante il gigantismo della messa in scena, comunque, il regista mantiene un tono quasi intimo e famigliare, riunendo attorno a sé tutti gli attori a cui si è più affezionato. I fan di Beat apprezzeranno incondizionatamente, ma è solo a loro che Kubi si rivolge. Il neofita deve rivolgersi altrove. Recensione ❯
Il ritratto semplice su un uomo umile. Dove lo spettatore deve solo vedere e ascoltare, ed è bellissimo così. Biografico, Documentario - Svizzera, Francia2023. Durata 106 Minuti.
Un tuffo nella vita del pittore Ricardo Cavallo che ha dedicato tutta la sua esistenza alla pittura. Espandi ▽
Il regista Barbet Schroeder traccia il ritratto dell'amico Ricardo Cavallo, pittore argentino da decenni trapiantato in Francia, in un piccolo paesino di Finistère, in Bretagna. Dall'incontro tra i due amici nella casa del pittore, dalle loro conversazioni in una cucina o in uno studio, tra dipinti e libri di pittura, oppure all'aria aperta, nel cortile dove Cavallo allestisce le sue grandi composizioni o in riva al mare, dove il pittore dipinge dentro una grotta, nascono conversazioni sull'arte, l'ispirazione, il rapporto con la natura, il piacere di insegnare ai bambini.
Un film semplice su un uomo umile e aperto, disposto a condividere con tutti la bellezza della sua opera.
Gli spettatori che avranno la pazienza e la gentilezza di abbandonarsi al film troveranno naturale essere catturati dalla sincerità del rapporto tra Barbet e Ricardo, due amici che dimenticano i ruoli imposti dalla macchina da presa (regista e soggetto, narratore e protagonista) e si aprono alla dimensione più bella del cinema documentario: l'incontro. Recensione ❯
Una casa, un divano, un monologo tra vita, arte, cinema. E un regista, silenzioso, che filma. In scena solo
lei, Isabelle Huppert, limpida e interlocutoria più che mai. Espandi ▽
Unico personaggio in scena, Marianne (interpretata da una fulgida Isabelle Huppert) si confessa in un lungo monologo fiume, rivolgendosi direttamente allo spettatore. Parla di cinema, sotto il segno del nume tutelare Tarkovskij, amore, vita, sentimento e morte. Un tour de force registico e attoriale, tra cinema e teatro, intimismo e sperimentazione, spazi fisici e luoghi dell'anima. Recensione ❯
Diaz firma un'opera riflessiva e disperata all'insegna del peso di ciò che è stato. Espandi ▽
2019. Il ritorno del detective filippino Hermes Pauparan stavolta volge al passato, con il poliziotto ossessionato dall'idea filosofica di verità che convince i suoi superiori a riaprire un caso vecchio di quindici anni: la scomparsa della giovane Esmeralda nei pressi del lago Taal. Recensione ❯
Una storia d'amore distruttiva nell'atmosfera elettrizzante dei drag queen cabaret di Montreal. Espandi ▽
Stella emergente della scena drag di Montréal, Simon s'innamora a prima vista di Olivier, la nuova recluta del locale in cui si esibisce. Simon è convinto di aver finalmente trovato l'amore della sua vita ma tra i due s'instaura presto una dinamica tossica e distruttiva. Nel frattempo, Claire, madre di Simon e celebre cantante d'opera, torna a lavorare nel paese dopo quindici anni di assenza. Affascinato da questa donna che conosce a malapena ma idealizza, il giovane si ostina a cercare di creare un legame con lei. Reso fragile dal fallimento di questi due amori impossibili, Simon si renderà conto di meritare di meglio. Recensione ❯
Il racconto ironico (come solo le tragedie sanno essere) del processo di Unità Popolare di Salvator Allende,
prima del colpo di stato del '73. Espandi ▽
Una versione ironica del processo di Unità Popolare del presidente Salvador Allende, prima del colpo di stato cileno del 1973. Il film è composto da una serie di racconti in cui mondi diversi si incrociano. Da un lato, quello degli operai e dei sottoproletari, capeggiati dalla figura di Lucho; dall'altro quello di un gruppo di intellettuali sostenitori della coalizione Unidad Popular, che si riuniscono in un fronte più rappresentativo della piccola borghesia. A un certo punto, i personaggi convergono in un'apparente amicizia che termina in scene di grande violenza, dando origine a una lettura satirica del periodo. Il recupero del film fa parte del lavoro di restituzione dei film perduti fra quelli realizzati da Ruiz durante il periodo cileno, dopo La telenovela errante (1990-2017) e El tango del viudo y su espejo deformante (1967-2020). Recensione ❯
Peter è in crisi esistenziale, alle prese con matrimoni difficili: il suo, ma anche quello dei genitori. Espandi ▽
Peter Pearce è precipitato in uno stato di prostrazione dopo che i suoi genitori si sono separati malgrado un matrimonio durato sessant'anni. Come se non bastasse, sua moglie ha deciso di mettere la parola fine alla loro relazione ultratrentennale. Mentre si avvicina il matrimonio di suo figlio Nick, Peter decide di fuggire a Tulum, nella penisola dello Yucatán, proprio nello stesso posto dove è in procinto di essere celebrato l'addio al celibato di Nick, lì giunto con i suoi amici e con il fratello Mickey. Così, mentre i fratelli Pearce affrontano le rispettive pene personali e riflettono sull'importanza della famiglia, il loro padre fa un inaspettato ritorno in scena. Recensione ❯
Due amici si ritrovano in una strana situazione durante un viaggio di lavoro. Questo li porterà a cambiare percorso. Espandi ▽
Amici di lunga data, Mehdi e Hamid, lavorano per un'agenzia di riscossione. Attraversano i villaggi del grande sud marocchino sulla loro vecchia macchina e condividono camere doppie in hotel squallidi. Hanno esattamente la stessa taglia, gli stessi abiti e cravatte, le stesse scarpe. Pagati una miseria, cercano di fare del loro meglio per guadagnare di più. Un giorno, in una stazione di servizio nel mezzo del deserto, vedono un uomo ammanettato al portabagagli. Il loro incontro segna l'inizio di un viaggio inaspettato. Recensione ❯
Nella Bay Area di San Francisco, il racconto della gravidanza di una giovane donna afroamericana. Espandi ▽
Una madre single incinta, con due figli già dati in affidamento, cerca il sostegno della sua comunità nella Bay Area mentre lotta per riconquistare la sua famiglia. Recensione ❯
C'era una volta, tra i 60 e i '70, il festival di Hyères, luogo di entusiasmi, polemiche, dibattiti e incontri con
cineasti già grandi (Godard, Chabrol) e altri ancora acerbi (Garrel, Akerman...). Espandi ▽
Un documentario che raccoglie materiale di repertorio riguardante il famoso ma ormai dimenticato Festival del Cinema di Hyères, che si è svolto dal 1965 al 1983. In quel periodo, fu la manifestazione cinematografica più importante in Francia dopo il prestigioso Festival di Cannes. Nel corso delle varie edizioni furono scoperti giovani registi come Guy Gilles, Philippe Garrel, Chantal Akerman, Helma Sanders, Werner Schroeter o Leos Carax prima che assurgessero al rango di leggende per gli appassionati del cinema d'arte. Hyères rappresentava uno spazio vivace per dibattiti appassionati, polemiche incredibili e, soprattutto, incontri sorprendenti. In poche parole, era il luogo ideale per tutti gli amanti del cinema. Recensione ❯
Su una spiaggia un gruppo di amici festeggia la partenza di una di loro, mentre in uno studio un gruppo di
ballerini replica (o anticipa) i loro gesti. Danza, performance, set nel set. Espandi ▽
Era l'ultima sera d'estate, il giorno prima della mia partenza per Montreal. Con i miei amici Olga, Damoh, Ninon, Céleste, Jules e mio fratello Youn, abbiamo deciso di continuare la serata sull'isola... Recensione ❯
Un'opera che non pone domande e non innesca un messaggio. La realtà sembra rimanere chiusa fuori. Drammatico, Italia2023. Durata 90 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Negli anni '60, un amore impossibile tra due ragazze nasce per caso tra le mura di un ospedale psichiatrico, più simile a una prigione che a un istituto di cura. Espandi ▽
Girasoli è la storia di una fanciulla affatto folle ma disturbata da un’infanzia traumatica, che guarda i pazzi ‘veri’ con sguardo ora annegato, ora lucido. Questo “nido del cuculo” che Marlon attraversa con poca grazia e nessuna pratica della sublimazione, è una bolla separata che non cerca mai un rapporto dialettico con la realtà, da qualche parte là fuori e mai chiamata in causa. Alla fine dell’internato dell’infermiera protagonista, nonostante gli scoppi di violenza e gli abusi telefonati, la sensazione è di aver assistito a un corso di osservazione comportamentale, da cui si esce come si è entrati, lasciando i pazzi al loro destino. Coniugato al femminile, Girasoli cavalca lo spirito dei tempi senza rendere un buon servizio alla causa di ‘coloro che sono perdute’, di chi ha perso la strada, senza innescare nemmeno il messaggio che denuncia da sempre il cinema avventurandosi negli ospedali psichiatrici: in nome di cosa, di quale teoria medica o di quale pregiudizio dichiariamo malato qualcuno? Recensione ❯