39ª edizione del Torino Film Festival, il programma dei 116 film. Torino - 26 novembre/4 dicembre 2021. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
StelleUscitaRankTitolo
Ernesto ha ereditato dal padre una lavanderia e conduce una vita da single che affoga nella ripetitività. Caterina è una suora che sta per prendere i voti perpetui. Espandi ▽
Ernesto ha ereditato dal padre una lavanderia e conduce una vita da single che affoga nella ripetitività. Caterina è una suora che sta per prendere i voti perpetui. Un giorno lei, che si reca a Milano per lavorare in un centro di accoglienza, si vede affidare un neonato trovato in un parco. Lo porta all'ospedale, ma comincia a sentirlo un po' suo, al punto di andare a fondo sull'unico indizio che ha a disposizione: il maglione in cui era avvolto il piccolo con la targhetta della lavanderia. È così che avviene l'incontro tra due solitudini, una delle quali è però sostenuta da un ideale. Il film di Piccioni è interessante per più motivi. Recensione ❯
Due uomini condividono il difficile rapporto con il territorio industriale delle Dolomiti. Espandi ▽
Fausto lavora da vent'anni in una fabbrica di meccanica di precisione e ha una madre che lamenta la sua latitanza dagli affetti familiari. L'uomo ha un appuntamento con Ivan, un dottorando in filosofia che ha conosciuto in internet ma che lui fa passare come amico di vecchia data. Insieme vorrebbero passare dal desiderio alla pratica per quanto riguarda il tabù del titolo. Recensione ❯
Tre donne raccontate attraverso l'incontro di un regista e di una videoartista. Espandi ▽
Tre donne. Tre voci. Tre corpi. Tre anime. Da un poema di Sylvia Plath nato come radiodramma, la nuova collaborazione tra Bruno Bigoni e la videoartista Francesca Lolli invita a viaggiare dentro parole e immagini che danno forma a un flusso di esperienze femminili nel segno di una rigorosa ricerca estetica. Recensione ❯
Un film ipnotico e profondamente attraente che si inserisce perfettamente nella ricca tradizione thailandese. Drammatico, Australia, Tailandia2021. Durata 114 Minuti.
Ploy rivive i traumi della sua giovinezza alla vigilia del colpo di stato che nel 2006 colpì la Thailandia. Espandi ▽
Ploy, una donna thailandese, viene portata al cospetto del marito per dirgli addio. L’uomo, un politico, sta per lasciare il paese e sfuggire a quello che sarebbe stato il colpo di stato militare del 2006. È un evento che la riporta a trent’anni prima, quando la stessa famiglia deve affrontare un’altra assenza maschile, con il padre latitante in seguito alle proteste studentesche che rovesciarono la dittatura, e un’incidente in cui la giovane ragazza rischia di annegare. Due donne, due snodi critici per il paese, e un circolo vizioso di dolore familiare. Griffato da sfumature quasi gotiche, il film ha uno sguardo tutto al femminile su figlie che diventano donne che diventano madri. Figure disperate che devono fare i conti con il trauma di uomini resi invisibili dalla storia thailandese, piena di rovesciamenti e tragedie. Come d’abitudine per una cinematografia che vive un’epoca di splendore, la trama è deliberatamente offuscata e il ritmo glaciale, impercettibile come lo spostarsi delle ombre. L’effetto è ostico ma ipnotico e profondamente attraente, perché ognuno dei simboli su cui il regista si sofferma sembra celare storie e significati unici. Recensione ❯
Una ragazza si mette nei guai rubando un'aragosta sacra per riportala alla libertà. Espandi ▽
Una giovane cantante con un trauma alle spalle si reca a Lhasa, meta tibetana di pellegrinaggi spirituali; ma il viaggio prenderà pieghe inaspettate quando deciderà di rubare da un acquario un'aragosta sacra per riportarla in libertà. Un road movie raffinato, eccentrico, onirico e libero, girato in un bianco e nero luminoso con momentanee incursioni di pieno colore. Recensione ❯
Un gruppo di ragazzi vive la loro vita attorno a una discarica di ossa di animali nella periferia di Calcutta. Espandi ▽
In India, nella zona a est di Kolkata, la discarica di Dhapa è così enorme da trascendere i suoi stessi confini. All'interno, tra le montagne grigie di rifiuti che si estendono a perdita d'occhio, prolifera un intero sistema sociale e lavorativo, tra fabbriche e sistemi di smaltimento. Qui attorno gravitano Bokul e i suoi amici, pronti a tutto per vendere e smerciare qualunque cosa, nel sogno di fare abbastanza soldi da poter sfuggire all'unica vita che abbiano mai conosciuto. Recensione ❯
In "Santa Maradona" (vediamo il giocatore nei titoli) qualcosa c'è, pur nel voler fare e dire troppo. A
fronte di discorsi involuti, finto-colti e complessi ecco mezza dozzina di battute davvero buone. Espandi ▽
Andrea (Accorsi) vive a Torino, si è appena laureato, passa da un colloquio di lavoro all'altro, divide l'appartamento con Bart (De Rienzo). La vita scorre piatta, anzi, proprio nel nulla. Poi appare la bruna Dolores (Caprioli), ed è amore a prima vista con Andrea. Ma ecco che inibizioni e incomprensioni riprecipitano tutto come prima. Alla fine però ecco un sussulto: mai arrendersi, lottare. In Santa Maradona qualcosa c'è, pur nel voler fare e dire troppo. La storia diventa noiosa e astratta quando entrea in gioco Dolores. Apprezzabile comunque la scrittura (più della regia) di Ponti, esordiente che viene dalla pubblicità. Recensione ❯
Un thriller soprannaturale che esplora la natura artigianale del cinema e trova felici intuizioni visive. Thriller, Horror - Italia2021. Durata 102 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Costretto allo sfratto, Pietro mette a punto una strategia per continuare a vivere dentro casa sua. Un giorno, però, una madre disperata stravolgerà i suoi piani. Espandi ▽
La casa non è più un rifugio ma una minaccia. Come in Avati (La casa dalle finestre che ridono) e Argento (Profondo rosso), è lei la principale protagonista di L’angelo dei muri. Viene invasa da sconosciuti, diventa potenziale luogo di visioni (lo stesso passato del protagonista?), ma anche di contatti segreti come quello tra Pietro e la bambina. Bianchini, più che un horror, firma un thriller soprannaturale dove, come nei suoi precedenti lungometraggi, mostra la materia del set (la polvere nell’appartamento) e utilizza in modo efficace la componente sonora come nel rumore del vento che apre le finestre. L’angelo dei muri è l’esempio di un cinema di genere indipendente che, a prima vista, può anche apparire quasi silenzioso e sottratto perché non cerca il facile effetto sorpresa, ma alla fine riesce a portare a casa il risultato. Recensione ❯
Un film che riscrive le coordinate dell'horror contemporaneo con una tensione meno fisica e più allucinata. Horror, Spagna, Francia2021. Durata 100 Minuti.
Una ragazza raggiunge la nonna malata ma il soggiorno si trasforma in un incubo. Espandi ▽
Susana, una modella spagnola di 24 anni, vive da sei a Parigi. A una festa ha appena conosciuto un celebre fotografo che le potrebbe far fare il definitivo salto di qualità. All’improvviso però riceve una telefonata. Sua nonna Pilar, a cui è molto legata e che si è presa cura di lei fin da bambina dopo che i genitori sono morti in un incidente d’auto, ha appena avuto un ictus. La ragazza deve così tornare di corsa a Madrid per prendersi cura di lei e trovare qualcuno che possa assisterla.
Il tempo si ferma all’improvviso. Passato e presente si confondono, i corpi della nonna e della nipote finiscono per sovrapporsi e potrebbero essere uno la reincarnazione dell’altro.
Paco Plaza riscrive le coordinate del genere puntando a una tensione meno fisica ma più allucinata. Il regista costruisce un elaborato e riuscitissimo lavoro sull’illusione della visione, sulla bellezza e decadenza del corpo. Recensione ❯
Un tenero viaggio nella memoria, un'opera di finzione di alto profilo. Drammatico, Francia, Libano, Canada2021. Durata 102 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Una ragazza scopre l'adolescenza della madre tramite una misteriosa scatola di ricordi. Espandi ▽
Il passato è una terra straniera, ma a volte capita che da quella terra torni indietro qualcosa. L'appassionante melodramma al femminile Memory Box mescola tematiche di nostalgia, memoria e narrazione del sé in una storia che celebra le possibilità di scambio inter-generazionale. Lo firmano Joana Hadjithomas e Khalil Joreige, due nomi non noti al grande pubblico ma che garantiscono che Memory Box vada aldilà di un pur ben realizzato racconto a due prospettive tra una madre e una figlia. Nativi anche loro di Beirut, e cresciuti durante il periodo della guerra civile, i due artisti hanno basato un'intera carriera sul mettere insieme i pezzi e i retaggi culturali di un paese attraverso i decenni, utilizzando tecniche sperimentali e documentarie che abbracciano l'intero spettro dell'audiovisivo. Ora finalmente convogliate in un'opera di finzione d'alto profilo, queste esperienze donano ai ricordi di Maia vissuti attraverso gli sguardi furtivi di Alex una dimensione tattile e caleidoscopica oltre che commovente. Recensione ❯
Storico e grottesco. Nell'eremo di Hitler in Baviera Eva Braun cerca di distrarre il suo amante-padrone dai tanti pensieri, siamo infatti nella primavera del '42. Espandi ▽
Storico e grottesco. Nell'eremo di Hitler in Baviera Eva Braun cerca di distrarre il suo amante-padrone dai tanti pensieri, siamo infatti nella primavera del '42. Ma arrivano ospiti tutt'altro che rilassanti, Goebbels con sua moglie, e Borman. Tutta gente che si detesta. La riunione è sempre più tesa. Le caricature stilizzate dei tragici personaggi cercano persino di far sorridere ma riescono ad essere solo grottesche. Recensione ❯
Un insegnate deve fare i conti con il suo passato mentre rischia la vita insieme alla sua famiglia. Espandi ▽
Un insegnante di scuola è costretto a confrontarsi con un atto brutale del suo passato quando una coppia di spietati vagabondi porta lui e la sua famiglia in un viaggio da incubo. Recensione ❯
L'ultimo film di Benny Chan, uno dei maestri di Hong Kong, scomparso nel 2020. Espandi ▽
Un'operazione sotto copertura viene attaccata da un misterioso gruppo di criminali guidati da Ngo. L'uomo è un ex poliziotto che cerca vendetta nei confronti di Yen, una volta suo mentore impagabile. Recensione ❯