Memory Box

Film 2021 | Drammatico, +13 102 min.

Anno2021
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia, Libano, Canada
Durata102 minuti
Regia diJoana Hadjithomas, Khalil Joreige
AttoriRim Turkhi, Manal Issa, Paloma Vauthier, Clémence Sabbagh, Hassan Akil Isabelle Zighondi.
Uscitagiovedì 14 aprile 2022
TagDa vedere 2021
DistribuzioneMovies Inspired
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,62 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Joana Hadjithomas, Khalil Joreige. Un film Da vedere 2021 con Rim Turkhi, Manal Issa, Paloma Vauthier, Clémence Sabbagh, Hassan Akil. Cast completo Genere Drammatico, - Francia, Libano, Canada, 2021, durata 102 minuti. Uscita cinema giovedì 14 aprile 2022 distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,62 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 13 aprile 2022

Una ragazza scopre l'adolescenza della madre tramite una misteriosa scatola di ricordi. In Italia al Box Office Memory Box ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 20,6 mila euro e 4,5 mila euro nel primo weekend.

Memory Box è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato assolutamente sì!
3,62/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,26
PUBBLICO 4,09
CONSIGLIATO SÌ
Un tenero viaggio nella memoria, un'opera di finzione di alto profilo.
Recensione di Tommaso Tocci
venerdì 5 marzo 2021
Recensione di Tommaso Tocci
venerdì 5 marzo 2021

Alex, ragazza adolescente, vive a Montréal e si appresta a festeggiare la vigilia di Natale con la madre e la nonna. Prima che la serata abbia inizio, un corriere consegna uno scatolone che proviene da Beirut, in Libano, luogo da cui la famiglia di Maia era emigrata decenni prima. Alex è l'unica a mostrarsi curiosa del contenuto, mentre sia la madre che la nonna sembrano non voler scoperchiare questo particolare vaso di Pandora. La curiosità di Alex è però troppo forte e la porterà a scoprire i diari, le registrazioni e le lettere che la madre stessa aveva scritto da ragazza, mentre Beirut veniva dilaniata da una guerra civile e una generazione di ragazzi cercava ugualmente di crescere, divertirsi e amarsi.

Il passato è una terra straniera, ma a volte capita che da quella terra torni indietro qualcosa. L'appassionante melodramma al femminile Memory Box mescola tematiche di nostalgia, memoria e narrazione del sé in una storia che celebra le possibilità di scambio inter-generazionale.

Lo firmano Joana Hadjithomas e Khalil Joreige, due nomi non noti al grande pubblico ma che garantiscono che Memory Box vada aldilà di un pur ben realizzato racconto a due prospettive tra una madre e una figlia. Nativi anche loro di Beirut, e cresciuti durante il periodo della guerra civile, i due artisti hanno basato un'intera carriera sul mettere insieme i pezzi e i retaggi culturali di un paese attraverso i decenni, utilizzando tecniche sperimentali e documentarie che abbracciano l'intero spettro dell'audiovisivo.

Ora finalmente convogliate in un'opera di finzione d'alto profilo, queste esperienze donano ai ricordi di Maia vissuti attraverso gli sguardi furtivi di Alex una dimensione tattile e caleidoscopica oltre che commovente. La giovane Maia (interpretata nella versione anni ottanta da Manal Issa) è costretta a vivere le amicizie spensierate, i balli sulle note di una hit dell'epoca e le prime infatuazioni degli anni adolescenziali con il doppio dell'intensità, affinché reggano il peso di un ambiente familiare gravemente segnato (un fratello già scomparso e un padre che vive nell'angoscia) e di una violenza che invade la città così come lo schermo, che spesso adotta le tecniche del collage per restituire la sensazione di un patchwork emotivo instabile e contraddittorio.

Beirut, luogo che ha fatto dell'instabilità e della contraddizione il suo genius loci, emerge naturalmente tra le pieghe della storia come un'entità quasi spirituale, debitamente omaggiata sul finale di una calda luce solare e di una visione finalmente ritrovata a distanza di decenni. Un elemento ancora più pregnante alla luce dell'esplosione del 2020, a cui è impossibile non pensare durante la sequenza con vista sul porto.

Reclamare un passato perduto, mettendo ordine nella memoria pezzo dopo pezzo, diventa un esercizio terapeutico proprio come nel curiosamente coevo Sous le ciel d'Alice di Chloé Mazlo. In entrambi i film c'è un Libano troppo magico per essere catturato da un solo tipo di immagine; serve piuttosto unire le tecniche cinematografiche e raggruppare i ricordi, dei figli scappati come dei genitori che ritornano.

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MEMORY BOX
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FOCUS
FOCUS
sabato 16 aprile 2022
Simone Emiliani

I luoghi, la memoria, la distanza. Una scatola proveniente da Beirut ricrea un legame strettissimo tra il presente e il passato. Lì dentro ci sono frammenti della vita di Maia, una donna libanese che è emigrata da molti anni a Montréal assieme alla madre e che ha una figlia adolescente, Alex. Ci sono diari, libri, foto, lettere, nastri registrati.

Non è solo un lungometraggio di finzione ma non è neanche un documentario. Memory Box, attraverso quegli oggetti, rimette a fuoco i ricordi: quelli più felici, quelli più tragici, quelli faticosamente soffocati che però poi ritornano anche dopo molti anni. La componente autobiografica è determinante; il film è infatti è liberamente ispirato alla corrispondenza che Joana Hadjithomas ha avuto dal 1982 (anno in cui è scoppiata la prima guerra del Libano) al 1988 con un’amica che è partita dopo l’inizio del conflitto.

Quando l’ha cominciata, aveva 13 anni. La materia del passato diventa essenziale; ci sono infatti anche i quaderni scritti dalla regista che ha diretto il film assieme al marito Khalil Joreige. I due cineasti libanesi, a cui lo scorso Torino Film Festival ha dedicato una personale completa, hanno spesso fatto un viaggio nel passato della storia del proprio paese e in quella personale nei loro quattro lungometraggi. Ci sono cicatrici mai rimarginate, la sofferenza della lontananza ma anche il legame sanguigno che li riporta dentro Beirut. Alcuni luoghi diventano simboli, come il palazzo che sta per essere demolito del loro primo film, Autour de la maison rose del 1999. Oppure come nella parte finale di Memory Box, c’è il bisogno, fisico ed emotivo insieme, del ritorno a casa come in Je veux voir del 2008 dove i due registi, dopo l’inizio della seconda guerra del Libano del 2006 decidono di partire per Beirut assieme a Catherine Deneuve (che per entrambi rappresenta l’icona del cinema) che incontra il loro attore feticcio, Rabih Mroué.

Memory Box usa il cinema per rimettere a fuoco frammenti della propria vita. Un’immersione che porta dalle parti di Richard Linklater in cui, anche le parti ricostruite, partono sempre da una fortissima componente di vissuto. Se nello straordinario Apollo 10 e mezzo il cineasta statunitense usa l’animazione, i due registi libanesi, come in tutto il loro lavoro, utilizzano tecniche sperimentali, mescolano i formati, creano sovrimpressioni e illusioni visive come quelle delle persone che camminano sul mare. C’è il cinema prima delle origini di Étienne Jules Marey e la fotografia che è una componente decisiva. Dentro ogni scatto, ogni istantanea, come in Antonioni, possono esserci dietro altri dettagli che possono emergere una volta messi in evidenza come in quelle foto sviluppate dal negativo che travolgono di nuovo la vita di Maia.

Memory Box racconta insieme tante storie. Un amore unico e tormentato che esplode in tutta la sua passione in quella scena in moto tra Maia e il suo ragazzo di allora che sembrano fuggire da tutto sullo sfondo dei bombardamenti e degli spari.

Ma soprattutto, lì dentro quella scatola, c’è tutto il film. I flashback arrivano prima dagli oggetti e poi dalle immagini. Ogni cosa che c’è lì dentro ha una vita e si porta i segni del tempo che però è anche una fondamentale testimonianza degli anni ’80 in Libano e dell’adolescenza vissuta da Joana Hadjithomas e Khalil Joreige. Ci sono tutte le passioni. I biglietti del cinema, l’elenco dei film segnati sul diario, da Arancia meccanica a Flashdance, Ghostbusters, Il fantasma del palcoscenico e Laguna blu. E poi le canzoni: Fade to Grey dei Visage e One Way Or Another di Blondie.

Uno spaccato lacerante, soggettivo: la casa, il volto della madre. Un cinema di desideri e tradimenti che usa le immagini e le voci come possibile terapia. Già nella parte iniziale, parla già di legami interrotti, con le chat di Alex separata dalle amiche. Forse non è solo un film. È una confessione che potrebbe anche essere lunghissima ma non ci fa più staccare dallo schermo perché (ci) parla direttamente come se ci si conoscesse da anni.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 25 aprile 2022
Massimo Causo
Duels.it

La questione della memoria è una cosa molto concreta nel cinema di Joana Hadjithomas e Khalil Joreige: non si tratta di sfumature di nostalgia o di languori da tempo perduto, questa coppia di autori libanesi ha costruito la propria identità artistica ed esistenziale sulla ridefinizione del rapporto tra le tracce del tempo e lo stare al mondo, facendone l'obiettivo di una militanza politica ed estetica [...] Vai alla recensione »

sabato 23 aprile 2022
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Vigilia di Natale, Montréal sotto la neve. La nonna in cucina spiega alla nipote Alex come giudicare gli uomini, guardandoli quando mangiano le foglie di vite ripiene. Una parla poco francese, l'altra se la cava male con l'arabo. A interrompere la noia, e la malinconia che grava sulla magione, arriva un pacco da Beirut. Pieno di diari, fotografie, nastri registrati.

sabato 23 aprile 2022
Nicola Falcinella
L'Eco di Bergamo

La memoria della guerra in Libanon e i primi anni '80 riaffiora in modo inatteso nel bello e sorprendente «Memory Box» di Joana Hadjithomas e Khalil Joreige. Un film presentato in concorso al Festival di Berlino 2021 e poi a quello di Torino, che ha dedicato alla coppia di registi del Vicino oriente una personale. Registi e artisti poliedrici, i due sono noti soprattutto per «A Perfect Day» (2005), [...] Vai alla recensione »

sabato 23 aprile 2022
Claudio Fraccari
La Voce di Mantova

È affidato a un pacco che arriva per Natale a Montreal il riaffioramento del rimosso. Indirizzato a Maia, cinquantenne libanese trapiantata in Canada, il pacco suscita la curiosità del- la figlia adolescente Alex, che di nascosto dalla madre rovista nel contenuto: ci sono diari, fotografie, nastri registrati che risalgono al biennio 1982-83, durante la guerra in Libano.

giovedì 21 aprile 2022
Emanuele Bucci
Ciak

È una ventata d'aria fresca, Memory Box, nella nostra quotidianità mediaticamente avvelenata dall'orrore della guerra e dalle retoriche mortifere che produce. Il lungometraggio della libanese Joana Hadjithomas (regista e sceneggiatrice insieme al consueto partner e connazionale Khalil Joreige) della guerra ci parla. Mostrandocene la tragedia in cui, come si afferma nel film, «non esistono più riferimenti [...] Vai alla recensione »

domenica 17 aprile 2022
Marco Minniti
Asbury Movies

In un periodo come quello attuale, in cui l'Europa, e l'Occidente tutto, sono scossi dalla ritornante follia di un conflitto bellico, film come questo Memory Box generano inevitabilmente un surplus di impatto emotivo. Un effetto ovviamente non voluto (visto anche il periodo di produzione del film) dai registi Joana Hadjithomas e Khalil Joreige, coppia di cineasti libanesi che hanno scelto di illuminare [...] Vai alla recensione »

domenica 17 aprile 2022
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

La memoria di Maia (Rim Turki) sta in uno scatolone giunto dal passato. Qualcuno l'ha spedito in Canada dalla Francia. Maia ne ha timore, e ancor più lo teme sua madre Téta (Clémence Sabbagh). Lo scatolone viene subito nascosto in cantina, lontano dagli occhi e dalla curiosità di Alex (Paloma Vauthier), la figlia di Maia. Da lì, dal buio in cui è stato "rimosso", un po' alla volta Alex lo riporta alla [...] Vai alla recensione »

sabato 16 aprile 2022
Alessandra De Luca
Avvenire

Quando sua madre Maia riceve un grosso pacco proprio il giorno prima di Natale, la 13enne Alex vorrebbe aprirlo subito, ma la nonna la invita a non farlo. Quello scatolone contiene tutto il passato di Maia con il suo carico di misteri, lutti e traumi. Alex scopre infatti che il pacco nasconde diari, fotografie e audiocassette che la madre inviava alla sua più cara amica appena trasferitasi in Francia, [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 aprile 2022
Eugenio Renzi
Il Manifesto

Memory Box inizia con le immagini di una nevicata che, come un prestigiatore, fa scomparire il paesaggio sotto il mantello. Siamo nel Quebec, la vigilia di Natale, una ragazza adolescente di nome Alex (Paloma Vauthier) scambia foto e commenti nel suo gruppo social. Tutti raccontano il proprio natale. Alex si appresta a festeggiarlo con la nonna Téta e la madre Maia (Rim Turki).

martedì 12 aprile 2022
Roberto Manassero
Film TV

Joana Hadjithomas e Khalil Joreige sono due artisti libanesi che lavorano alla confluenza fra cinema, fotografia e videoinstallazioni. Memory Box, loro terzo film di finzione, è il primo ad arrivare in Italia, dopo che nel 2021 il Torino Film Festival ha dedicato una retrospettiva alla loro opera che scava nel passato del Libano e nel suo archivio di immagini.

martedì 9 marzo 2021
Luca Pacilio
Film TV

Montréal: Alex, all'oscuro della storia materna, esamina nastri, foto e diari che, negli anni della sua gioventù libanese, la madre aveva affidato a un'amica, ora defunta. Viene così a capo del dramma di una famiglia e di una nazione. Storia della trasmissione di un sapere, da generazione a generazione (che è come dire dall'analogico al digitale), come in un film di Atom Egoyan di cui si semplificano [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 marzo 2021
Federico Pedroni
Duels.it

Montreal, è la vigilia di Natale. Maia riceve dal Libano, da dove era partita molti anni prima, una scatola piena di ricordi, nastri, diari, fotografie. A mandarla è la sua migliore amica, a cui l'aveva affidata prima di lasciare il paese. Ora l'amica è morta e questo terremoto dal passato le ripiomba addosso. La donna è titubante nell'affrontare quella macchina del tempo, ma sua figlia, l'adolescente [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 marzo 2021
Alessandra De Luca
Avvenire

Ci sono guerre che il cinema ha raccontato con generosità, restituendone anche le pagine più inedite. Altre invece, ancora avvolte dal silenzio di chi le ha vissute, sono ancora tutte da scoprire, affidate oggi alla narrazione di una generazione che da quelle quelle tragedie hanno finalmente raggiunto la giusta distanza. Sugli schermi virtuali del Festival di Berlino, in programma online fino al 5 [...] Vai alla recensione »

martedì 2 marzo 2021
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

La vigilia di Natale, a Montreal, Alex, che sta in casa con la nonna in attesa del ritorno della mamma, riceve un pacco proveniente dal Libano, che la donna anziana cerca di nascondere, per non turbare le festività. Ma un incidente inatteso, rende tutto inutile. Nel pacco c'è la memoria di tutta l'adolescenza della mamma e della sua amica Liza, da poco morta, in un Libano tormentato dalla guerra.

martedì 2 marzo 2021
Cristina Piccino
Il Manifesto

Se si chiudono gli occhi, e con accurata concentrazione, si può immaginare di essere nella sala del Berlinale Palast, sprofondati nelle sedie rosse comode in platea, o per chi arriva in ritardo in galleria, ascoltando prima dell' inizio i mille suoni di una sala. «Cosa mi manca di più? Vedere il film a cui ho lavorato anni sentendo la reazione dei corpi, quello che accade tra la gente che lo sta guardando» [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 marzo 2021
Antonio D'Onofrio
Sentieri Selvaggi

Il cinema è una scatola pieni di ricordi o di segreti, uno spazio da svuotare o da riempire. Nastri, fotografie e quaderni sono il prezioso contenuto recapitata a casa di Maia, una donna arrivata a Montreal, in Canada, dopo la guerra civile in Libano, e dove vive da mamma single con Alex, la figlia quindicenne. Dentro ci sono le memorie di un'adolescenza, catturate da un'immagine e da una voce, in [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 marzo 2021
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

È un viaggio per riportare a galla il rimosso di ricordi dolorosi, Memory Box, film diretto da Joana Hadjithomas e Khalil Joreige, in concorso alla 71ma Berlinale. Maia (Rim Turki) è una madre single, vive a Montreal con la figlia adolescente, Alex (Paloma Vauthier). Durante le festività natalizie le viene recapitato uno scatolone che raccoglie frammenti del suo passato, della sua giovinezza nella [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 marzo 2021
Matteo Galli
Close-Up

Memory Box di Joana Hadjithomas e di Khalil Joreige è un perfetto film per la Berlinale che certamente desterà l'attenzione della Giuria: film interculturale, film al femminile, film politico, film di memoria, film molto avanzato sul piano formale. A voler spaccare il capello in quattro è un film un po' didascalico, un po' scolastico, ma la ricchezza formale finisce per stemperare queste caratteristiche. [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
giovedì 31 marzo 2022
 

Tratto dalle esperienze personali dei registi, il film racconta la guerra civile che imperversò a Beirut negli anni Ottanta. Dal 14 aprile al cinema. Guarda il trailer e il poster »

NEWS
martedì 29 marzo 2022
 

Una ragazza scopre l'adolescenza della madre tramite una misteriosa scatola di ricordi. Vai all'articolo »

BERLINALE
venerdì 5 marzo 2021
Tommaso Tocci

Una ragazza scopre l'adolescenza della madre tramite una misteriosa scatola di ricordi. In concorso alla Berlinale 2021 e dal 14 aprile al cinema. Vai all'articolo »

Con Rim Turkhi nella parte di Maia
Paloma Vauthier nella parte di Alex
Clémence Sabbagh nella parte di Teta
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