The Bra - Il reggipetto

Film 2018 | Commedia, Drammatico +13 90 min.

Titolo originaleThe Bra
Anno2018
GenereCommedia, Drammatico
ProduzioneGermania, Azerbaidzhan
Durata90 minuti
Regia diVeit Helmer
AttoriPredrag 'Miki' Manojlovic, Denis Lavant, Chulpan Khamatova, Ismail Quluzade, Paz Vega Frankie Wallach, Boryana Manoilova, Maia Morgenstern, Irmena Chichikova.
Uscitagiovedì 14 novembre 2019
TagDa vedere 2018
DistribuzioneLab 80 Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,94 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Veit Helmer. Un film Da vedere 2018 con Predrag 'Miki' Manojlovic, Denis Lavant, Chulpan Khamatova, Ismail Quluzade, Paz Vega. Cast completo Titolo originale: The Bra. Genere Commedia, Drammatico - Germania, Azerbaidzhan, 2018, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 14 novembre 2019 distribuito da Lab 80 Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,94 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un ferroviere trova un reggiseno incastrato nel parabrezza del suo treno e decide di andare alla ricerca della persona a cui appartiene. In Italia al Box Office The Bra - Il reggipetto ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 19,4 mila euro e 3,8 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,94/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,87
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Una favola fuori dal tempo, che rinuncia ai dialoghi per raccontare il viaggio verso la felicità di un eroe senza qualità.
Recensione di Roberto Manassero
martedì 29 ottobre 2019
Recensione di Roberto Manassero
martedì 29 ottobre 2019

In un quartiere popolare di una città asiatica, il treno passa ancora in mezzo alle case portando con sé tutto ciò che gli abitanti non riescono a mettere in salvo. Al termine dell'ultimo viaggio prima della pensione, un timido e solitario macchinista trova impigliato sul parabrezza un reggiseno: a chi appartiene l'oggetto? Ossessionato dalla domanda, l'uomo lascia il villaggio tra le montagne dove vive e si mette a caccia della proprietaria del reggiseno, sperando di trovare finalmente l'amore. Lo aiuta nella ricerca il bambino che era solito avvisare gli altri abitanti dell'arrivo del treno, ma nonostante gli infiniti tentativi il reggiseno rimane senza padrona...

Girata nel quartiere Shanghai di Baku, distrutto poco dopo le riprese del film, una favola che rinuncia ai dialoghi per raccontare il viaggio verso la felicità di un eroe senza qualità, al di fuori della sua innata dolcezza.

Un tempo quella di The Bra - Il reggipetto si sarebbe definita "poesia per immagini", riconoscendo nel cinema un'implicita dimensione prosaica che si esprime principalmente attraverso la parola. Oggi la si chiama "poetic comedy" (dal pressbook del film), ma la sostanza non cambia: The Bra rinuncia ai dialoghi - ma non ai suoni d'ambiente, alle urla e alle risate dei personaggi - per creare un'atmosfera illusoria, fuori dalla realtà e dal tempo, che interpreta visivamente situazioni e sentimenti della vita quotidiana. Gli schemi ritmici e stilistici della scrittura sono replicati dall'uso formale del montaggio, che crea effetti di contrappunto e rima fra le scene, e dalla musica, che trasmette stati d'animo ed emozioni, oltre a dettare il tono del racconto.

Lo stesso Veit Helmer, regista tedesco da tempo impegnato a realizzare film negli ex territori asiatici dell'Unione Sovietica (qui siamo in Azerbaigian come in Absurdistan, mentre il precedente Baikonur erano girato in Kazakistan), ha dichiarato di aver realizzato un film senza dialoghi perché considera «il parlato un modo per raccontare storie non-filmico»: da qui l'idea di eliminare la parola come espediente comunicativo, creando un mondo che si esprime con una forma "altra", privo di elementi realistici o verosimili.

In certi momenti l'effetto sta tra il cinema muto e una leggerezza quasi alla Tati, ma il regista indugia nella creazione di un'atmosfera sognante e pittoresca, accentuata dalle atmosfere del quartiere Shanghai e del villaggio Xinaliq, antichissima meraviglia del Caucaso. Il rischio è quello di una "carineria" alla lunga estenuante, tra le onnipresenti musiche di Cyril Morin, gli ambienti un poco surreali (i fili della roba stesa al passaggio del treno, i colori della biancheria, la gente che gioca a dama sulle rotaie, la responsabile della sala comandi della stazione che scherza con gli scambi ferroviari), un feticismo perverso ma innocente, l'evocazione anacronistica di un passato dal fascino vintage e non da ultimo la mimica degli interpreti - il protagonista Miki Manojlovic, le aspiranti proprietarie del reggipetto Paz Vega, Maia Morgenstern e Chulpan Khamatova, l'immancabile Denis Lavant - chiamati a dare forma visibile alla natura dei loro personaggi.

The Bra - Il reggipetto è la storia di una ricerca ossessiva (destinata a concludersi con l'elogio della rinuncia e dell'amore silenzioso), gestita secondo una messinscena anch'essa frutto di un'ossessione: l'ossessione per un cinema d'autore vecchio stampo, eppure ancora riconoscibile, che sembra provenire da una terra ignota. Ma oggi che al contrario nulla desta più la sorpresa dello spettatore, quella di The Bra è una terra semplicemente assurda, inesistente e universale, dove l'amore e la gentilezza possono ancora farsi largo tra le case di un quartiere scomparso...

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 18 novembre 2019
marilena roma

Un film originale e poetico. Belle le immagini della locomotiva che ne fanno avvertire la 'possanza', belli i personaggi: i due macchinisti, il bambino, ...

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 23 novembre 2019
Gianni Canova
Elle

Non ci sono dialoghi, ma non è un film muto. Mancano le parole pronunciate dalla voce umana, ma ci sono le risate, i respiri, i sussulti. E poi lo sferragliare del treno sui binari, lo scricchiolio di una porta che si apre, i rumori prodotti dalle cose, la musica. Ambientato in un quartiere popolare e brulicante di vita alla periferia di Baku, capitale dell'Azerbajan, The Bra -Il reggipetto è una fiaba [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 novembre 2019
Fabio Fulfaro
Sentieri Selvaggi

Parlare attraverso le espressioni facciali, la danza, i movimenti del corpo, i suoni, i colori. La sfida del regista tedesco Veit Helmer percorre i solchi già tracciati da altri autori come Dominique Abel e Fiona Gordon (Iceberg 2005) con la decisione di abolire i dialoghi. The Bra è la storia, attraverso immagini e rumori, di Nurlan (Miki Manojlovic l'attore feticcio di Emir Kusturica) un macchinista [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 dicembre 2019
Tonino De Pace
Duels.it

La linea genetica che dal georgiano Otar Iosseliani è passata al tedesco Veit Helmer si è via via indebolita e, soprattutto, snaturata. The bra - il reggipetto, è sicuramente una favola surreale, ambientata in un paese che forse non esiste e attraversata da una piccola vena di buonumore piuttosto diffuso, piuttosto insistito, a volte piuttosto fastidioso.

venerdì 29 novembre 2019
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Come un attempato principe che cerca la sua misteriosa Cenerentola, il protagonista di «The Bra» intende rintracciarla con una prova: non ha però scarpette da far indossare bensì un reggiseno logorato dall'uso. Nurlan conduce treni che attraversano una città caucasica nella quale un tratto dei binari è sovente occupato da panni, tavole imbandite, bambini che giocano.

domenica 17 novembre 2019
Massimiliano Schiavoni
Quinlan

Baku, Azerbaigian. Ogni giorno un attempato ferroviere, alla guida di un treno merci, attraversa un quartiere della città dove le case e gli edifici sono estremamente vicini alla ferrovia. Lo spazio è talmente ristretto che gli abitanti locali lo utilizzano tranquillamente, bivaccando in mezzo al binario, mangiando, bevendo, sedendo a un bar, stendendo i panni ad asciugare.

sabato 16 novembre 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Nessuno dei film diretti da Veit Helmer ha avuto in Germania successo commerciale", scrive Imdb nella casella "Trivia" (non hanno trovato niente di gentile, evidentemente). Né in Germania, né altrove. E' infatti l'esempio perfetto - perfino curioso e pregevole nella sua categoria, pensatelo come un panda - del film da cineclub. Ambientazione remota: siamo in un quartiere di Baku, Azerbaigian.

sabato 16 novembre 2019
Valerio Caprara
Il Mattino

Favoletta gentile priva di dialoghi, "The Bra - Il reggipetto" punta tutto sul protagonista Manojlovic nel ruolo del macchinista del treno che ogni giorno passa nel bel mezzo di un villaggio nei pressi di Baku. A fine di ogni turno il ferroviere raccoglie gli oggetti più disparati rimasti attaccati alla locomotiva e li riconsegna agli abitanti che si sono scansati in fretta e furia per non essere travolti, [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 novembre 2019
Robin Cannone
Le Figaro

Un ferroviere appena andato in pensione si lancia in un'avventura folle: ritrovare la proprietaria di un reggiseno che si è incagliato sulla sua locomotiva durante il suo ultimo viaggio. In una favola praticamente senza dialoghi il regista tedesco Veit Helmer accompagna lo spettatore tra le montagne del Caucaso, le spiagge del Caspio e le grandi pianure dell'Azerbaigian.

giovedì 14 novembre 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Nurlan è il macchinista di un treno merci che, ogni giorno, attraversa un piccolo quartiere, nella periferia di Baku, trascinando, con sè, alcuni oggetti degli abitanti, come palloni e panni stesi. Che l'uomo, immancabilmente, restituisce. Fino a quando, poco prima di andare in pensione, si ritrova tra le mani un reggiseno. Chi sarà la proprietaria? Un film in bianco e nero, senza dialoghi, basato [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 novembre 2019
Giulia Bianconi
Il Tempo

... In tanti anni di lavoro il timido macchinista Nurlan di oggetti impigliati al suo treno merci, passando attraverso le strade e le case del vivace e colorato quartiere popolare Shangai di Baku, nell'Azerbaigian, ne ha visti veramente molti. Ma mai gli era capitato di trovare attaccato al suo convoglio qualcosa di così insolito: un reggiseno. Il ritrovamento di quell'oggetto, nel suo ultimo giorno [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 novembre 2019
Claudia Ferrero
La Stampa

Nella sequenza iniziale di «The Bra» mani di donna lavano e strizzano reggiseni color pastello in una bacinella piena di bolle di sapone. C'è molta sensualità nei loro gesti, accompagnati da una musica dolce come un carillon. E c'è molto amore in tutti i gesti del macchinista Nurlan - un perfetto Miki Manoilovic - che parte alla ricerca della proprietaria di un reggipetto rimasto impigliato tra i vagoni [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 novembre 2019
Andrea Giovalè
La Rivista del Cinematografo

Ritmo lento e respiro pacato nella commedia dolceamara di Veit Helmer. Vicino Baku, Azerbaijan, un villaggio vive in simbiosi con i binari del treno e capita che questo catturi al passaggio uno o due oggetti. Ma non importa finché Nurlan, il conducente, riporta ogni cosa al legittimo proprietario. Ma cosa succede se, un bel giorno, Nurlan non trova la proprietaria di un reggiseno raccolto dalla locomotiva? [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 novembre 2019
Claudio Trionfera
Maxim

Un'esperienza. Vedere questo film è visitare un diverso modo di rappresentazione entrando nella sfera di un cinema puro, nel senso di "puro cinema", governato dal dominio dell'immagine a sua volta totalmente controllata dalla regìa di Veit Helmer, 51enne cineasta tedesco di Hannover viaggiante fra sperimentalismo e tradizione. E capace, con Il reggipetto (in sala dal 17 novembre) di sfornare un'operina [...] Vai alla recensione »

martedì 12 novembre 2019
Giulio Sangiorgio
Film TV

Strano autore, il tedesco Veit Helmer, regista di film ambientati in un est ideale tra Europa e Asia (a parte Baikonur, che la specificità del luogo l'ha nel nome), un est che legge con senso esotico/turistico dell'assurdo (e che dunque in un film chiama Absurdistan...) e che si muove tra l'esuberante folklore di un Emir Kusturica o del fu Bakhtiar Khudojnazarov, la (timida) commedia sexy e l'idea [...] Vai alla recensione »

sabato 2 novembre 2019
Gianlorenzo Franzì
Ciak

Il treno guidato dal macchinista Nurlan passa esattamente dentro il quartiere di Baku i binari corrono lungo la vita cittadina, e sui binari gli uomini bevono il tè e stendono i panni, in attesa del passaggio del vagone. A fine turno, Nurlan raccoglie allora gli oggetti rimasti attaccati al treno: una sera trova un reggipetto. Pensare alla donna che l'ha perso non Io fa dormire, decide allora di mettersi [...] Vai alla recensione »

sabato 2 novembre 2019
Sara Del Corona
Marie Claire

C'è ancora il cinema muto! Grazie a registi come Veit Helmer (qualcuno ricorderà il suo Absurdistan). A lui si deve questa delizia che si apprezza via via che si scioglie nel palato mentre il treno guidato da Nurlan attraversa un quartiere di Baku. II fatto è che tra un Iato e l'altro della strada c'è spazio solo per la strada stessa, che funge anche da marciapiede e da via ferrata.

NEWS
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venerdì 20 settembre 2019
 

Un uomo trova un reggiseno incastrato nella sua auto e decide di andare alla ricerca della persona a cui appartiene. Vai all'articolo »

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