53.ma edizione dell'International Film Festival Rotterdam, il programma dei 141 film. Rotterdam - 25 gennaio/4 febbraio 2024. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Una ragazza di ritrova a soggiornare dai nonni. In quella casa però si celano pericolosi segreti. Espandi ▽
In città per un'audizione, la diciottenne Lilja decide di restare con i nonni Áróra e Grímur. Si sente a casa nella loro villa borghese nonostante gli inquietanti rituali religiosi di Áróra e l'inspiegabile presenza di uno zio costretto a letto. Lilja supera l'audizione e, incurante dell'avvertimento di sua zia Vala, sceglie di prolungare la sua permanenza. Mentre tutta la famiglia si riunisce per celebrare il successo di Lilja, segreti a lungo sepolti riemergono, mettendo in luce il grave pericolo che l'adolescente ora deve affrontare. Recensione ❯
Un ragazzo è sul ciglio del baratro. L'incontro con una donna però cambierà tutto. Espandi ▽
Mark è un giovane la cui vita sembra un totale fallimento. È socialmente inetto, pieno di sentimenti repressi e di odio verso se stesso. La triste desolazione del suo ambiente lo aiuta, tutto sembra spingerlo verso il baratro. Ma poi, sul letto di morte di suo nonno, Mark incontra Lisa. È distrutta quasi quanto lui. Dopotutto, l'amore porterà conforto? Recensione ❯
Due ragazzi tornano nei luoghi dei gulag sovietici cercando di riflettere su un trauma collettivo. Espandi ▽
Dina è una giovane regista russa che lavora a un film sulle repressioni staliniste e sul massiccio trauma intergenerazionale che sta ancora causando problemi nella Russia moderna. Insieme al suo amico Johan, un sound designer tedesco il cui nonno è scomparso in URSS durante la seconda guerra mondiale, intraprende un viaggio negli ex campi di lavoro sovietici. Quasi deserte, le terre abbandonate dei Gulag portano ancora le tracce di coloro che vi perirono. Anche se questo viaggio diventa in qualche modo terapeutico per loro due, mette anche alla prova il loro rapporto. Recensione ❯
Un dipendente di un'azienda comincia a manifestare comportamenti sociopatici mentre sogna di possedere un castello. Espandi ▽
Il libro di saggistica di Christian Salmon, Storytelling, delinea la follia del moderno modello di business neoliberista. Le stesse interiorizzate dai dipendenti protagonisti del film che manifestano comportamenti confusi, contraddittori e persino sociopatici. Soprattutto Johan, che teme ogni nuova mossa in azienda e trama di conseguenza. È motivato dal sogno di possedere un castello, ma la sua fantasia è eretta sulle sabbie mobili. Recensione ❯
Nel suo primo lungometraggio Nécrose, il regista libanese François Yazbeck presenta un ritratto penetrante e molto personale della sua terra natale, in particolare della città di Beirut. Un malinconico film-saggio Recensione ❯
Un film che segue pazientemente la vita in una fattoria. Espandi ▽
Ambientato in una piccola fattoria nella campagna ceca, il film offre un ritratto preciso delle interazioni e delle dinamiche tra gli esseri umani e gli animali impiegati nell'agricoltura umana. Recensione ❯
Una geologa incontra un pastore e inizia a scoprire molto di più sul suo territorio. Espandi ▽
Una vivace geologa che lavora come stagista presso il Museo Preistorico e Paleontologico di Orce a Granada incontra un pastore gravemente ferito. Inizia così un tuffo nella storia del paese. Recensione ❯
Le lottatrici professioniste coreane cercano di dare giusta rilevanza alla loro disciplina. Espandi ▽
Le wrestlers Choi Heehwa, Kim Dahye, Yang Yoonseo, Song Songhwa e e Lim Soojeong cercano di sdoganare il loro sport in Corea e ottenere il giusto riconoscimento per gli obbiettivi sportivi raggiunti. Recensione ❯
La vita di tre fratelli che non possono contare sui propri genitori. Espandi ▽
Il film ripercorre il viaggio di tre fratelli e del loro cane, che si ritrovano a crescere da soli ma tentando di fare pace con un padre tiranno e una madre assente. La speranza arriva sotto forma dei nonni materni, ma sarà troppo bello per essere vero? Recensione ❯
Un triangolo amoroso che riprende quello di una grande storia tailandese. Espandi ▽
Il cambogiano Jit si reca a Phimai, in Thailandia, ritenuto il luogo dell'epico conflitto tra il principe Prajit, il suo amato Orapim e Phommathat il re. In questa città-tempio, Jit incontra Pim e Tat, una giovane coppia che si sta allontanando, e insieme il trio si ritrova a riprendere il triangolo amoroso della leggenda. Recensione ❯
Un film al contempo arcaico e postmoderno, completamente libero come sa essere il cinema di Alice Rohrwacher. Drammatico, Italia2023. Durata 134 Minuti.
Ambientato negli anni '80, nel mondo clandestino dei "tombaroli", il film racconta di un giovane archeologo inglese coinvolto nel traffico clandestino di reperti archeologici. Espandi ▽
La chimera racconta una ricerca ostinata – di morte, di vita, di riscatto dalla povertà e di accumulo materiale – con il passo folk del cantastorie, evidenziandone il lato picaresco e quello simbolico.
È un film completamente libero come sa esserlo il cinema di Alice Rohrwacher, che sceglie il tempo del racconto cominciando lentamente, per dare al suo protagonista lo spazio di una rincorsa fatale, e accelerando in “ascese velocissime” che rivelano una comicità da film muto.
Ha i colori delle fiabe e l’apparente scanzonatura degli stornelli, attraversa un’Italia nel processo di essere svenduta agli stranieri ma in cui due stranieri sembrano gli unici a volerne conservare il mistero, ci aiuta a “stimare l’inestimabile” e a rivendicare la tutela delle “cose che appartengono a tutti” perché la proprietà non deve essere necessariamente possesso.
E il cinema di Rohrwacher si conferma qui contemporaneamente arcaico e postmoderno, nonché capace di inventare parabole agresti che presagiscono, come il migrare degli uccelli, la transizione verso il degrado a seguire. Recensione ❯
Sollima torna a raccontare una Roma disperata e crepuscolare in una crime story di forte
impatto. Drammatico, Italia2023. Durata 127 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Stefano Sollima conclude la trilogia romana iniziata con A.C.A.B nel 2012 e proseguita con Suburra nel 2015. Espandi ▽
Dopo essersi affermato anche all'estero come un tecnico dalle mani sicure, capace di dirigere buoni action muscolari, Stefano Sollima torna nella sua Roma. Ne aveva esplorato il sottobosco più oscuro in film come Acab e Suburra, oltre che nella serie che lo ha lanciato, Romanzo criminale. Ma in questa storia di bassa malavita, tra vecchi gangster malmessi e forze dell'ordine corrotte, sullo sfondo di una città in fiamme a un soffio dal post-apocalittico, Sollima trova una delle sue opere più compiute e mature. L'azione senza il cuore e la testa conta poco, e rispetto anche a quanto fatto in passato Adagio beneficia enormemente di un rapporto diverso con il luogo che racconta: è forse la prima volta che si va oltre un certo sensazionalismo sulla Roma in rovina, che sembra sempre sottintendere un facile commento sociale solo perché di moda a livello nazionale. Recensione ❯
Il film ricostruisce la figura di Edgardo Mortara, il bambino ebreo il cui rapimento da parte del Vaticano nel 1858 divenne un caso internazionale. Espandi ▽
Bologna, 1858. Edgardo Mortara, un bambino ebreo di quasi sette anni, viene sottratto alla sua famiglia e consegnato al "Papa Re" Pio IX. La motivazione ufficiale fornita dal Diritto canonico è che a sei mesi il bambino era stato battezzato e dunque non può che ricevere dalla Chiesa un'educazione cattolica che lo "liberi dalle superstizioni di cui sono imbevuti gli ebrei". I genitori di Edgardo, Momolo e Marianna, non si rassegnano e continuano a cercare di riavere il figlio, sollevando un caso internazionale che vedrà schierati contro il Papa la comunità ebraica mondiale, la stampa liberale e persino Napoleone III. Ma Pio IX non teme la disapprovazione di nessuno, rispondendo alle richieste di restituire Edgardo alla sua famiglia con un "non possum" e il sorriso serafico di chi si ritiene al sopra delle umane regole. E nonostante il clima sia quello risorgimentale la Chiesa rimane inamovibile, contando sulla sua sedicente inviolabilità. Recensione ❯
Una sinfonia visiva e sonora che ci riporta al senso originario del termine ecologia e resta aperta all'interpretazione. Drammatico, Giappone2023. Durata 106 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Takumi e sua figlia Hana vivono nel villaggio di Mizubiki, vicino a Tokyo. Come le generazioni che li hanno preceduti, conducono una vita modesta secondo i cicli e l'ordine della natura. Espandi ▽
In una località boschiva non lontana da Tokyo, il tuttofare Takumi e sua figlia Hana, di otto anni, vivono in armonia con la natura e con i pochi abitanti del luogo. Una grande impresa dello spettacolo decide però di aprire un glamping, ovvero un camping con il glamour di un resort, proprio sulla strada che i cervi percorrono per abbeverarsi, minacciando oltretutto la pulizia dell'acqua di sorgente, della quale gli abitanti tutti, umani e animali, fanno un uso vitale. La comunità si preoccupa e domanda spiegazioni, così due impiegati della grande azienda vengono mandati sul posto per chiedere l'aiuto e l'intercessione di Takumi.
Al centro del quadro c’è l’ambiente naturale, la cui complessità è paragonabile soltanto a quella della musica, unico mezzo artistico adatto a dargli voce. E poi c’è il modo in cui gli esseri umani si relazionano con la natura (quel rapporto che chiamiamo “ecologia”).
Grandi temi, ma sussurrati in maniera estremamente libera, persino ermetica, in un film che sfugge alla norma e resta aperto all’interpretazione. Recensione ❯
Arcel torna sulla storia danese attraverso i codici del western e l'affidabilità di Mads Mikkelsen. Biografico, Danimarca, Svezia, Norvegia, Germania2023. Durata 120 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
La storia di Ludvig von Kahlen, un soldato che aveva un sogno: fare fortuna coltivando la brughiera dello Jutland danese. Espandi ▽
Nikolaj Arcel, dopo Royal Affair torna ad affrontare un episodio della storia danese. Il capitano Ludwig von Kahlen non è il frutto della fantasia della scrittrice Ida Jessen ma è realmente esistito ed ha tentato, con grande impegno e contro ogni circostanza avversa, di rendere fertile la brughiera in nome di un re, Frederik V, che non aveva mai incontrato e nonostante lo scetticisimo dei consiglieri di corte. Arcel imposta la narrazione seguendo la traccia, a volte in modo un po’ troppo pedissequo, di un glorioso genere cinematografico: il western. E per delineare un personaggio come quello di von Kahlen si affida a un attore capace di dare concretezza alla condizione psicologica e caratteriale del suo personaggio. Un attore cioè che incarnasse quel titolo originale Bastarden. È grazie a Mads Mikkelsen che il film può superare il limite dato dalla struttura narrativa di cui sopra e provare a cercare una sua originalità. Recensione ❯