| Titolo originale | Bastarden |
| Titolo internazionale | The Promised Land |
| Anno | 2023 |
| Genere | Biografico, |
| Produzione | Danimarca, Svezia, Norvegia, Germania |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Nikolaj Arcel |
| Attori | Mads Mikkelsen, Amanda Collin, Simon Bennebjerg, Kristine Kujath Thorp Gustav Lindh, Magnus Krepper, Søren Malling, Thomas W. Gabrielsson, Jacob Lohmann, Morten Hee Andersen, Felix Kramer, Lise Risom Olsen, Arved Friese, Hagberg Melina, Patricia Slauf, Anna Filippa Hjarne, Morten Burian, Zdenek Dvoracek, Adam Pengsawang, Martin Feifel, Karel Hermánek, Finn Nielsen, Michael Brostrup, Joen Højerslev. |
| Uscita | giovedì 14 marzo 2024 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,30 su 32 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 13 marzo 2024
La storia di Ludvig von Kahlen, un soldato che aveva un sogno: fare fortuna coltivando la brughiera dello Jutland danese. Ha vinto 3 European Film Awards, In Italia al Box Office La terra promessa ha incassato 70,3 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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1775. Il capitano Ludvig von Kahlen, dopo aver combattuto per molti anni nell'esercito, una volta in congedo dopo la fine della guerra, decide di realizzare un progetto che sembra una pura e semplice utopia. L'idea è quella di rendere coltivabile la brulla ed arida brughiera che copre una vasta area del Paese. Gli viene concessa la possibilità solo perché non chiede finanziamenti immediati ma solo un titolo nobiliare e dei diritti di proprietà qualora l'impresa avesse buon esito. Non sa che ad attenderlo c'è un nobile latifondista privo di qualsiasi senso morale che si ritiene, senza averne alcun diritto, proprietario del terreno.
Nikolaj Arcel, dopo Royal Affair torna ad affrontare un episodio della storia danese.
Il capitano Ludvig von Kahlen non è il frutto della fantasia della scrittrice Ida Jessen ma è realmente esistito ed ha tentato, con grande impegno e contro ogni circostanza avversa, di rendere fertile la brughiera in nome di un re, Frederik V, che non aveva mai incontrato ed avendo la stragrande maggioranza dei componenti dei consiglieri di corte scettici quando non direttamente avversi al progetto.
Arcel imposta la narrazione seguendo la traccia, a volte in modo un po' troppo pedissequo, di un glorioso genere cinematografico: il western. Abbiamo la terra da conquistare e bonificare, abbiamo i coloni più o meno recalcitranti, abbiamo la donna forte pronta ad affrontare le avversità e, soprattutto, abbiamo l'eroe e abbiamo il cattivo. Quest'ultimo è un perfido perverso e crudele da far invidia agli spaghetti western, capace di far seguire ad un'efferatezza un'altra ancor più sadica e distruttiva. In nome di un preteso diritto sostenuto da una sostanziale stupidità.
Contro di lui ovviamente abbiamo l'eroe che però, nella concezione del regista non rappresenta l'utopista pronto a sfidare chiunque pur di tentare l'impossibile. Arcel lo vede piuttosto come colui che è praticamente posseduto da un'unica idea che gli fa perdere di vista la complessità di una vita che può essere pienamente vissuta solo se se ne colgono i molteplici aspetti, talvolta anche caotici, ma degni di attenzione e partecipazione emotiva.
Per delineare un personaggio simile era necessario, se non addirittura indispensabile, un attore che desse concretezza a questa condizione psicologica e caratteriale. Un attore cioè che incarnasse quel titolo originale Bastarden che può essere letto in vari modi (dimenticando il più che banale titolo per la distribuzione internazionale "The Promised Land").
È grazie a Mads Mikkelsen che il film può superare il limite dato dalla struttura narrativa di cui sopra e provare a cercare una sua originalità. Il suo volto intagliato nella pietra e il suo sguardo danno a Kahlen la giusta frenesia di chi è posseduto dal demone del 'fare', del portare a compimento, del raggiungere l'obiettivo prefissato, dell'elevarsi socialmente grazie al proprio calarsi nella natura per riemergerne come nuovo.
Sa anche però far intuire che, sotto quella scorza di durezza monomaniacale, c'è un essere umano che ha seppellito nel profondo emozioni che non ha completamente nullificato. La presenza della piccola nomade che si inserisce nella sua vita, favorisce l'emergere di questo aspetto del personaggio.
Ottimo film non solo per la splendida vicenda umana raccontata in cui i valori umani prevalgono sui progetti personali di affermazione e non solo per la recitazione da oscar di Mikkelsen.Si ammira la pregevole ricostruzione del milieu storico relativo a metà del 700 nell'Europa del centronord, dominata ancora da un nobltà tiranna e inerme che mirava solo ad una identificazione [...] Vai alla recensione »
Nikolaj Arcel, dopo il passo falso di La torre nera, torna in Danimarca con un'altra storia ambientata nel XVIII secolo come Royal Affair, il titolo premiato a Berlino e candidato all'Oscar come migliore film straniero che lo ha reso celebre a livello internazionale. L'origine è letteraria, il romanzo "Kaptajnen og Ann Barbara" di Ida Jessen, e a trasporlo per il cinema è, insieme al regista, Anders [...] Vai alla recensione »