Festival internazionale del cinema di Berlino 2020
70° Festival internazionale del cinema di Berlino, il programma dei 232 film. Berlino - 20 febbraio/1 marzo 2020. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Un gruppo di vigili del fuoco violenta e uccide una giovane vietnamita. Espandi ▽
Una squadra di soldati americana di quattro uomini cattura una giovane ragazza vietnamita morente e continua a torturarla, violentarla e ucciderla. Un soldato rifiuta di prendere parte e denuncia l'incidente. Recensione ❯
Presentato alla 70esima edizione del Festival di Berlino. Espandi ▽
In una normale città iraniana, due misteriosi sconosciuti in un'auto iniziano a parcheggiare ogni giorno nello stesso punto per ore. Questo evento insolito provoca la paranoia tra i locali, che iniziano a sospettare che facciano parte della sicurezza nazionale. Recensione ❯
La carriera del dottor Yamamoto che combattè per le strutture psichiatriche negli anni '60. Espandi ▽
Il dottor Yamamoto è uno psichiatra, 82 anni, e sta per andare in pensione. Negli anni sessanta, ha combattuto per riaprire delle strutture psichiatriche chiuse; il film è incentrato sui successi della sua vita. Recensione ❯
La vita privata e pubblica dell'attivista Angela Davis. Espandi ▽
Angela Davis. All'inizio delle riprese nel 1969 era un'insegnante di filosofia sconosciuta all'UCLA, ma quando la comunista impegnata fu imprigionata poco dopo, era già un'icona. Il film mostra Davis sia in pubblico che in privato: ai seminari, alle dimostrazioni per prigionieri politici e le Pantere Nere e alla sua scrivania di casa. Recensione ❯
Presentato alla 70esima edizione del Festival di Berlino. Espandi ▽
Nel deserto del Mojave, non lontano da Los Angeles, si trova la incompiuta California City. Lashay Warren (25) si è lasciato alle spalle il turbolento passato di Los Angeles per costruirsi una nuova vita all'interno di questa griglia di migliaia di strade fatiscenti. Essendo un pioniere contemporaneo, supera gli ostacoli davanti a sé mentre entra con decisione in questo nuovo mondo. Recensione ❯
Il flusso dell'uomo attraverso lo spazio ed il tempo messo a confronto con le fatiche di Ercole. Espandi ▽
Il primo Invincibile della storia è Ercole, l'eroe delle fatiche. Ora lo vediamo galleggiare attorno all'orbita terrestre, in attesa di toccare terra per entrare in azione. Lo ritroviamo di nuovo nelle pose di un lottatore e di un futuro torero. Il suo mito lo tramanda come un vincente anche se il suo cammino è stato messo in costante difficoltà dagli dei che lo hanno costretto ad attraversare continue prove. Zeus Machine è una "macchina" che registra l'esperienza del nostro movimento nel tempo e nello spazio attraverso le avventure di Ercole: un flusso discontinuo di eventi in cui le tracce di una civiltà remota appaiono nella vita quotidiana e nei suoi riti. Con umorismo e leggerezza il film sperimenta molteplici forme espressive, e tra immagini e suono, slapstick e performance, luoghi anonimi e stravaganze umane compone una narrazione capace di "giocare" con lo spettatore ridefinendo i contorni del reale. Recensione ❯
Tre donne in cerca di un uomo scomparso. Espandi ▽
Una città sulla costa galiziana. Il tempo sembra essersi fermato. Tutte le persone sono paralizzate, egocentriche, mentre la natura e gli animali si muovono liberamente. Tuttavia, possiamo sentire le persone muoversi e parlare, come se fossero in una dimensione parallela. La sensazione è quella di essere in un limbo pieno di fantasmi. Tre donne arrivano sul posto, in grado di muoversi tra queste due dimensioni. Cercano di trovare Rubio, un sub esperto, scomparso da alcuni giorni. Recensione ❯
Presentato alla 70esima edizione del Festival di Berlino. Espandi ▽
Margarita Fernández, pianista argentina, è una leggenda: l'artista ha attraversato la seconda metà del XX secolo immersa nell'amore assoluto per la musica come forma di vita, come ritmo e respiro del mondo. Lo sguardo di Cozarinsky accompagna quello di Margherita, in un film che è un racconto del secolo appena passato e una riflessione sul presente, sulla possibilità di un mondo visto attraverso la musica. Non un ritratto dunque, ma il racconto di una guida, che ci accompagna verso una diversa percezione (e ascolto) del mondo. Recensione ❯
Presentato alla 70esima edizione del Festival di Berlino. Espandi ▽
Damien Samedi ha quarantatré anni ed e ha una tossicodipendenza cronica. Lavora per farsi e se non si fa non riesce a lavorare. Nonostante questo ha intenzione di ripulirsi e ha mantenuto un rapporto affettivo molto stretto con la madre Ysma, che a sua volta è legatissima a lui. Sono l'uno la ragione di vita dell'altra, e il loro rapporto fatto di antiche cicatrici si rivela in una serie di brevi visite casalinghe, dialoghi al tavolo di cucina, messaggi in segreteria. Nel piccolo centro di Sclayn, in Vallonia, dove vivono entrambi, non è stato facile per entrambi sopravvivere: lei a un marito violento e assente e a difficoltà economiche, lui a un'adolescenza burrascosa, che però resta fuori campo, viene evocata solo da una prima sequenza, presa da una serata elettronica alterata di fine anni Novanta allo Sportpalaeis di Antwerp. Recensione ❯
Presentato alla 70esima edizione del Festival di Berlino. Espandi ▽
Il collettivo di artisti di Haiti, Francia e Regno Unito porta in scena una prospettiva contemporanea dell'unico caso nella storia in cui una rivolta del popolo schiavizzato ha portato alla creazione di uno stato. Riflettendo sull'eredità del rivoluzionario haitiano Toussaint L'Ouverture, il film segue un processo collettivo di traduzione dell'opera teatrale di Édouard Glissant, Monsieur Toussaint. Recensione ❯
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