L'idea nasce da un mio editoriale per i cento anni dalla nascita di Federico Fellini, dove definivo il regista "l' artista italiano del novecento". Una leadership emersa da ragionamenti e confronti di generi e di influenze. Occorre un dato e una definizione che riguarda l'arte. Sto alla classicità e alla sostanza: le Arti intellettuali - narrativa, poesia, saggistica -, le Belle Arti - pittura, scultura, architettura. Arti serie, nobili. Poi c'è il cinema, che nella mia percezione era figlio di un dio minore. In realtà, nelle ultime epoche, ha scalato qualità e definizione, il dio da minore è diventato diverso. Dal modello italiano intendo estendere ricerca e risultato nei Paesi che dominano l'arte nel mondo. Per decifrarne il trend.
Nella scelta delle nomination ho inserito artisti delle "arti" dette sopra e la ricerca non è stata semplice. Chi mi conosce sa quale sia la mia idea dominante, che ho espresso in vari testi: la letteratura è arte nobile, il cinema segue, con relativo assunto "non esistono, salvo rare anomalie, libri tratti da film, ma solo film tratti da libri". In realtà, proprio dopo una speculazione partita da Fellini, mi sono reso conto che il cinema, nei vari decenni del Novecento, ha guadagnato posizioni. Dovunque. Ha cominciato il "recupero" da quel 1907 quando Picasso ha spaccato e oltrepassato l'arte figurativa con la sua intuizione cubista. Da allora, il testimone figurativo è passato al cinema assumendo un ruolo rilevante, decisivo.