| Titolo originale | Smultronstället |
| Anno | 1957 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Svezia |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | Ingmar Bergman |
| Attori | Bibi Andersson, Max von Sydow, Ingrid Thulin, Victor Sjöström, Gunnar Björnstrand Jullan Kindahl, Folke Sundquist, Björn Bjelfvenstam, Naima Wifstrand, Gunnel Broström, Gertrud Fridh, Sif Ruud, Gunnar Sjöberg, Åke Fridell, Yngve Nordwall, Gunnel Lindblom. |
| Tag | Da vedere 1957 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 4,47 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 7 febbraio 2023
Momento importante per il professor Borg, che sta per essere insignito di un prestigioso premio. Ma la giornata riserverà delle sorprese. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, Il film è stato premiato al Festival di Berlino, Il posto delle fragole è 103° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 333,00 e registrato 779 presenze.
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Anziano professore di medicina, Isak Borg si reca da Stoccolma all'Università di Lund al fine di ritirare un premio per il cinquantesimo anniversario della sua carriera di insigne batteriologo. Il viaggio in macchina, in compagnia della nuora, diventa l'occasione per un ripensamento sulla propria esistenza, una amara, ma forse salvifica messa a fuoco dei propri fallimenti.
Capolavoro del Bergman anni Cinquanta, Il posto delle fragole è un road movie esistenziale, colmo di spunti, spesso doloroso, brillante da un punto di vista formale come non era stato nessun altro titolo del regista fino ad allora. A dispetto del tema, la ricerca di un tempo che si sa perduto, siamo di fronte ad un lavoro conciliato con la vita, a tratti anche sereno, una riflessione sull'importanza capitale degli affetti e dell'apertura verso il prossimo portata avanti da un regista di neanche quarant'anni di età. Il nodo, squisitamente bergmaniano, della nostalgia per la giovinezza ha qui uno sviluppo differente rispetto ad altre opere precedenti e anche successive, quasi l'autore ammettesse la possibilità di poter tornare indietro, di poter cambiare ciò che è stato. Al centro rimane, infatti, la figura del cambiamento, di una vera trasformazione, da parte di un uomo che riesce a scalfire la propria maschera di indifferenza poco prima di addormentarsi per sempre: straordinariamente efficaci e mai così chiare, nella loro simbologia, le sequenze dei sogni-incubi. Probabilmente si tratta del film-bilancio per eccellenza, sicuramente di una pietra miliare del cinema, citato, rifatto, imitato, ma mai eguagliato.
Come per quasi tutte le opere del cineasta svedese, lo spunto nasce da una insofferenza emotiva, dalla voglia personale di pacificarsi con il passato, con la famiglia soprattutto: «L'impulso a scrivere Il posto delle fragole non è che un disperato tentativo di fare giustizia davanti a genitori indifferenti e miticamente ingigantiti, un tentativo destinato al fallimento . Soltanto molti anni più tardi mamma e papà furono tramutati in persone di proporzioni normali, e l'amaro odio infantile si sciolse fino a scomparire» (Ingmar Bergman, Immagini, Garzanti).
Nel ruolo di Isak Borg giganteggia Victor Sjöström, attore e grande regista svedese, qui alla sua ultima prova cinematografica, amatissimo da Bergman, che non ha mai nascosto debiti stilistici verso il suo Il carretto fantasma. Alla sua uscita, la pellicola raccolse premi ovunque, compresi l'Orso d'oro a Berlino e il premio della critica al Festival di Venezia. Fu candidato all'Oscar per il miglior soggetto originale.
Momento davvero importante per il professor Isaak Borg, settantotto anni, che sta per essere insignito di un prestigioso premio alla sua carriera di medico all'università di Lund, in Svezia. La giornata comincia con un brutto sogno: Isaak incontra un uomo senza volto in una via deserta, poi una cassa da morto scivola fuori dal carro funebre. Isaak si avvicina e dentro vede se stesso. Il viaggio verso Lund è lungo, il professore lo affronta in macchina, in compagnia della nuora Marianne, in contrasto col marito che vuole farla abortire. Marianne non ama il suocero. Durante il viaggio incontrano una ragazza e due ragazzi, belli e intelligenti, ai quali offrono un passaggio. Isaak arriva nel luogo della sua adolescenza e cammina verso la casa dove passava le vacanze e, dal Posto delle fragole, rivede i suoi familiari com'erano allora, rivede la mamma, la cugina Sara di cui era innamorato e che lo tradiva. Visita la decrepita madre, arida e distaccata. La dialettica coi tre giovani (che litigano fra loro sull'esistenza di Dio) lo porta a ripassare l'intera sua vita, in una lucida autocritica. Riceve il premio e alla fine della giornata ha la percezione delle cose buone e cattive che ha fatto. Nel frattempo suo figlio, durisssimo, si è riconciliato con la moglie. Isaak si addormenta. È pronto, qualunque sia il destino. Film magico, sintesi di narrazione cinematografica ed espressione delle fondamentali correnti di cultura della prima metà del ventesimo secolo. Ecco dunque presente Freud (il sogno iniziale), Proust (la memoria del tempo felice), Kafka (lo smarrimento e la trasformazione) e poi la cultura nordica di uno Strindberg (il dolore e la morte). Il tutto sostenuto da uno stile puro e pulito, con suggestioni misurate e con introspezione scandita dal pensiero di Isaak. Il posto delle fragole è forse il titolo più rappresentativo dell'opera di Bergman e figura in tutte le classifiche. Inoltre offre una vedibilità in prospettiva ancora quasi intatta, caratteristica molto rara in un film legato a momenti culturali contingenti, dunque in divenire: oggi risulta didascalica e lontana la sequenza dei due ragazzi che si accapigliano sull'esistenza di Dio, ma era un problema sentito e personale del regista, figlio di un religioso. Il film vinse l'Orso d'oro al festival di Berlino e fu ritenuto il migliore dell'anno dalla critica internazionale.
"Il Posto delle Fragole" di Ingmar Bergman é uno dei capolavori assoluti del cinema mondiale. Così come tutti gli altri film di questo grande genio del cinema. Cos'ha fatto Bergman di così speciale nella sua incredibile carriera? La cosa più difficile: l'esplorazione della mente. In questo caso, associata ad un viaggio: nella memoria. L'idea del viaggio rimanda, esplicitamente, alla psicanalisi. [...] Vai alla recensione »