Un film poetico, emozionante e ricco di immaginazione, che celebra il potere delle storie di custodire i ricordi, curare le ferite e mantenerci vicini alle persone che amiamo, anche quando non sono più accanto a noi. Espandi ▽
Tre piccoli fratellini sono affidati per un giorno al nonno, che vive ormai solo nel suo casolare di campagna dopo la perdita dell'amatissima moglie. Così, i nipoti, per consolarlo, inventano tre racconti d'immaginazione ambientati in epoche diverse e lontane: un gatto randagio, trasformatosi in una zia premurosa, accudisce due bambini che lo avevano salvato, quando perdono i genitori; in un giardino abbandonato, un ragazzo doma un animale che divora solo torsoli di mela; infine, un anziano vedovo si libra in aria dal cimitero e viene accolto in cielo da una comunità di uccelli, prima di ridiscendere, sereno, a terra.
Una tenera meditazione in stop-motion sull'elaborazione del lutto, un'apprezzabile celebrazione del potere terapeutico delle storie e del rapporto salvifico tra esseri umani e animali.
I racconti del giardino incantato celebrano tutte le forme comunitarie della narrazione, a partire da quella orale, fondativa per le civiltà prima della diffusione della scrittura. E, sul finale, in un ideale viaggio tra i secoli, viene nobilitato, con il consueto senso di sbalordimento, anche il potere liberatorio delle immagini in movimento proiettate su un muro, limpida metafora del cinema.