Ben-Hur

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Un film di Timur Bekmambetov. Con Jack Huston, Toby Kebbell, Morgan Freeman, Rodrigo Santoro, Nazanin Boniadi.
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Titolo originale Ben-hur. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 125 min. - USA 2016. - Universal Pictures uscita giovedì 29 settembre 2016. MYMONETRO Ben-Hur * 1/2 - - - valutazione media: 1,66 su 23 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente no!
1,66/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * 1/2 - - -
 critica * 1/2 - - -
 pubblico * * - - -
Una versione più fedele del romanzo del 1880 di Lew Wallace, che esplora gli anni formativi del personaggio.
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primo piano
Un remake di cui sfuggono scopo e necessità, destinato a far rimpiangere i predecessori
Emanuele Sacchi     * 1/2 - - -
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TROVASTREAMING

Nella provincia di Giudea, sotto il governo dell'imperatore Tiberio, il principe Giuda Ben-Hur cerca di mantenere la propria autonomia da Roma dissociandosi al contempo dai turbolenti ribelli Zeloti. Quando il fratello adottivo Messala, romano anziché giudeo, torna a Gerusalemme dalla famiglia che lo ospitò, chiede a Giuda un aiuto nel fermare gli attentatori alla vita del governatore Ponzio Pilato. Ma per una sfortunata coincidenza Ben-Hur viene accusato di cospirazione e Messala non farà nulla per salvarlo: la famiglia del principe è condannata a morte e Ben-Hur viene spedito in una galea a remare in catene, al ritmo dei tamburi dei suoi aguzzini. Solo il desiderio di vendetta alimenta la sua voglia di vivere.
Nel 2016 l'eredità di Ben-Hur è il risultato di diverse ricontestualizzazioni. L'impeto retorico del messaggio religioso del testo originario di Lew Wallace non è più attuale, come difficilmente lo è l'idea di kolossal hollywoodiano classico nell'era dei blockbuster Marvel e DC. Il ricordo delle imprese di Giuda Ben-Hur pareva consegnato per sempre alle memorie degli Oscar, con l'ineguagliabile record di 12 statuette vinte, e a quelle della storia del cinema e della sua evoluzione tecnologica, segnate in maniera indelebile dalla spettacolare sequenza della corsa delle bighe. Nel 1959 realizzare concretamente la sfida mortale tra Ben-Hur e Messala significò non solo l'impiego di mezzi ingenti e tecnologicamente all'avanguardia, ma la mobilitazione di un autentico esercito di maestranze: fu lì che Hollywood misurò la propria potenza.
L'eredità di quel momento culminante del cinema d'azione è stata raccolta da altri contesti, dagli inseguimenti tra tir nel deserto australiano dei diversi Mad Max alla corsa tra sgusci di Star Wars Episodio I: La minaccia fantasma. Il canone cinematografico, in sostanza, è rimasto vivo senza il ricorso al remake letterale. Almeno fino al 2016, in cui Timur Bekmambetov accetta la sfida con il mastodonte di William Wyler e riscrive nuovamente la storia di Giuda Ben-Hur. Puntando senza mezzi termini al lato action, anzi aggredendolo fin da subito. L'inizio è infatti in medias res, con Giuda e Messala pronti a frustare i loro destrieri, prima che abbiano inizio il flashback e il racconto delle origini di Ben-Hur. Una necessità impellente di sfidare il mito hollywoodiano, che si avverte tanto nella frettolosa sceneggiatura che nella regia marziale e impersonale del cineasta kazako, che nel tratteggio psicologico dei personaggi dimostra lo stesso entusiasmo espresso Ben-Hur in catene, quando fa andare i remi a ritmo di tamburo. Il lungo flashback iniziale assomiglia così a una soap opera costellata di prevedibili micro-climax, in cui la parziale riscrittura dell'intreccio - Messala ora è un fratello adottivo di Ben-Hur che abbandona il tetto, il principe ospita uno degli Zeloti che attenta alla vita di Pilato, lo sceicco Ilderim diviene uno dei personaggi principali e motore del riscatto di Ben-Hur, ecc. - non fa che peggiorare la situazione in termini di credibilità e di interesse generale.
Il cuore della vicenda rimane una storia hollywoodiana - rivisitata con l'estetica di violenza neo-putiniana di Bekmambetov (produttore di film come Henry) - di amicizia, tradimento, vendetta e perdono reciproco. In cui il "racconto del Cristo", sottotitolo del film di Wyler, risulta sempre più un fastidio narrativo, un compito da sbrigare. A partire dalla caratterizzazione visiva del Messia, che da una figura misteriosa mai inquadrata in volto per Wyler diventa, negli scarsamente credibili panni di Rodrigo Santoro, un prestante falegname che dispensa saggezze mentre pialla una tavola. Una guida etica e consolatoria, che scioglie alcuni snodi dell'intreccio (guarire i lebbrosi, tra cui madre e sorella di Ben-Hur, e spingere quest'ultimo verso la misericordia) ma resta sostanzialmente in disparte (più per l'ingombro etico che per rispetto sacrale).
È al contrario assai superiore la venerazione dimostrata da Bekmambetov per la corsa delle bighe, la cui riproposizione Cgi non delude, sfruttando le nuove capacità offerte dalla tecnologia. Il regista kazako limita sorprendentemente gli eccessi, sia in senso splatter che di esagerata spettacolarizzazione del dolore, e riesce a tenere inchiodati fino all'ultimo gli spettatori. Esaurita la sfida di Ben-Hur ha però termine il senso stesso del film, che procede stancamente verso un epilogo in cui le libertà rispetto agli adattamenti precedenti abbondano e in cui il progetto sembra ridimensionare il proprio profillo ad ogni passo. Se stupisce che Hollywood non abbia pensato prima a un remake, sorprende che infine per il remake sia stato scelto un profilo così basso.
L'unico tema interessante che lo script - tra gli autori il John Ridley di 12 anni schiavo - propone è la rappresentazione dell'impero romano come macchina dell'eccesso, che spende e guadagna ingenti capitali per finanziare vizio e sport estremi. Un crudele meccanismo di morte e potere, che ha il proprio punto debole nell'insaziabile avidità, compreso e scardinato dal personaggio di Ilderim, interpretato dall'immancabile Morgan Freeman, coperta di Linus di ogni blockbuster. Il punto di vista di Ilderim, personaggio per lo più minore per Wyler, è totalmente post-capitalistico e antistorico ma personale. Purtroppo è anche l'unico abbozzo di sostanza, sotto la superficie di un remake per il resto greve, inutile e inutilmente rumoroso, destinato a essere rapidamente dimenticato, alla stregua di un cattivo sogno.

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Pasticcio giuda ben hur!

sabato 15 ottobre 2016 di ANDREA GIOSTRA

 Il remake di Timur Bekmambetov non fa altro che deludere lo spettatore che invece, ingannato dal trailer, si aspetta un Film vulcanico, dinamico, avvincente, ben ritmato, con una sceneggiatura che certamente non avrebbe fatto rimpiangere l'originale di Lew Wallace del 1959 vincitore di ben 12 Oscar! Senza voler usare ipocriti e ingenui eufemismi, questo Film, diretto dal regista kazako Timur Bekmambetov, ri-scritto e ri-sceneggiato dagli statunitensi John Ridley (vincitore del Premio continua »

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Ben-hur 2016. tra storia, religione ed avventura.

martedì 20 settembre 2016 di ashtray_bliss

Hollywood pare aver perso definitvamente ogni interesse a produrre e promuovere dei colossal storici (intesi come colossal dell'epoca pre e post cristiana), che per me si sono fermati con quel meraviglioso e sottovalutato Alexander del 2004, firmato Oliver Stone. Successivo e parallelemente a quello, ultimo dei grandi colossal, ci sono stati dei clamorosi flop sia dal punto di vista delle critiche che del botteghino, quali Troy e Le Crociate di Scott, che pure ho avuto modo di apprezzare. Ma continua »

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Ha dei demeriti, ma è spettacolare

mercoledì 12 ottobre 2016 di giulio paz

il difetto principale credo sia la breve durata rispetto ai predecessori. la costruzione della storia risulta un pò troppo veloce, di conseguenza il pathos ne risulta impoverito, seppure non così scarso come tutti danno a intendere. ma la ricostruzione storica, nel senso degli ambienti e delle situazioni, credo sia la più strabiliante e coinvolgente mai vista. ti fa fare un vero e proprio salto nel tempo. ad esempio l'entrata di ponzio pilato in gerusalemme... o la vita nella galea, il circo che, continua »

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Piramidina crollata

sabato 1 ottobre 2016 di Domenico Maria

Quando ho lasciato il commento al classico del '59 di Wyler, avevo scelto come titolo "piramide di dolore", data la intensa drammaticità di molte scene, e insieme una intensa religiosità, cristiana in senso ampio. D'altro canto poichè sia in quella edizione come in questa(e anche come in quella remotissima degli anni '20) la pellicola nasce dal romanzo "A Christ Tale", una storia di Cristo, fare i conti con l'elemento religioso onnipresente, pur se a vari gradi di intensità, è inevitabile e arrivo continua »

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DVD | Ben-Hur

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 25 gennaio 2017

Cover Dvd Ben-Hur A partire da mercoledì 25 gennaio 2017 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Ben-Hur di Timur Bekmambetov con Jack Huston, Nazanin Boniadi, Haluk Bilginer, Pilou Asbæk. Distribuito da Universal Pictures. Su internet Ben-Hur (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

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SOUNDTRACK | Ben-Hur

La colonna sonora del film

Disponibile on line da venerdì 5 agosto 2016

Cover CD Ben-Hur A partire da venerdì 5 agosto 2016 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Ben-Hur del regista. Timur Bekmambetov Distribuita da Sony Classical. Su internet il cd Ben-Hur è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

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FOCUS | Il vecchio e il nuovo a confronto. Dal film del 1959 ad oggi con l'atteso remake di Bekmambetov, dal 29 settembre al cinema.

Venderà milioni di biglietti

lunedì 25 luglio 2016 - Pino Farinotti

Torna Ben Hur, un'unica certezza: venderà milioni di biglietti È in arrivo, a settembre, la nuova edizione di "Ben Hur". Chi produce questo titolo ha una sicurezza: venderà milioni di biglietti. L'ultimo remake è firmato da Timur Bekmambetov, regista kazako e all'eroe di Palestina che sfida l'impero romano dà corpo e volto Jack Huston. Nome importante, dovuto al nonno paterno, il grande John Huston. Ben-Hur è un titolo potente, quasi magico, per molte ragioni. Il romanzo lo si deve a Lew Wallace, gran personaggio. Personalità ultracompleta, scrittore per caso.

GALLERY | Giunto alla ventesima edizione, il concorso cesenate che premia i migliori fotografi di scena 2017.

I vincitori

lunedì 17 luglio 2017 - Olivia Fanfani

Scatti di cinema - CliCiak 20, i vincitori Per il ventesimo anno, Cesena si è fatta capitale della fotografia di scena con la premiazione dei vincitori di "Scatti di cinema - CliCiak 20", il concorso indetto dall'Amministrazione comunale in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna. I 53 fotografi in gara (che hanno presentato 1.995 fotografie per 86 film, cortometraggi e serie tv) sono stati giudicati dal fotografo Franco Bellomo, il produttore e critico Cesare Biarese, il professore di Storia della fotografia all'Università di Bologna Claudio Marra, il fotografo cesenate Marco Onofri e i giornalisti Paolo Mereghetti e Michele Smargiassi.

   

La strada stretta del remake in costume nel terzo millennio

di Roberto Nepoti La Repubblica

La prima versione del romanzo epico-evangelico di Lew Wallace, nel 1907, costò 500 dollari. In seguito la storia del principe ebreo e del suo amico-poi-rivale romano Messala ha preso la forma di kolossal miliardari-uno del 1925, la versione di Wyler del '59 (a lungo il film con più Oscar di tutti i tempi) e ora questo "refresh"diretto da Timur Bekmambetov, russo totalmente convertito all'estetica hollywoodiana. Accolto male dalla critica estera e dal pubblico (ha incassato meno di quanto è costato), il kolossal non è poi brutto come lo si dipinge; però, nell'anno dei remake, subisce una sorte analoga a quella dei Magnifici 7: contiene belle sequenze dinamiche (la corsa dei carri, s'intende) ma nel complesso delude. »

Ben Hur, il remake: l'epica si è ridotta all'ippica (digitale)

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

Prima i numeri: costato 100 milioni di dollari, ne ha incassati a oggi in tutto il mondo - all'appello ormai manchiamo solo noi e il Giappone - solo 87. Poi le percentuali di gradimento critico: 26% sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, 38/100 sul gemello precisino Metacritic. Quindi, qualche estratto critico: "Un pugno in un occhio digitalizzato, un film azzoppato in ogni settore da una sconcertante incompetenza" (Rolling Stones); "Correre su una biga non ti rende automaticamente Charlton Heston" (Time Out); "Quel che più gli manca è una convincente ragione per esistere" (Los Angeles Times); "A che cosa pensavano?" (The Hollywood Reporter). »

Quant'è goffo quel kolossal

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Ecco 57 anni dopo l'inutile rifacimento del celebre kolossal da undici Oscar. Questo goffo fumettone potrebbe invece incamerare qualche Razzie Award (gli Oscar al contrario). Nella storia, buia e lentissima, di Ben-Hur e Messala, si salva la corsa delle bighe, anche se non vale quella del '59. Non certo i due grigi protagonisti, né, tanto meno, Morgan Preeman con treccine, involontaria parodia di Bob Marley. Da Il Giornale, 29 settembre 2016 »

Il ritorno di «Ben-Hur» oltre le soglie del visibile

di Giona A. Nazzaro Il Manifesto

Chissà se Lew Wallace, autore del romanzo Ben-Huzr. A Tale of the Christ, avrebbe un giorno immaginato un adattamento così poco cristologico del suo libro. Timur Bekmambetov riduce al minimo sindacale la presenza di Gesù Cristo, limitandosi a un «volemose bene» ecumenico che ha il sapore di un contentino concesso un po' obtorto collo a un pubblico che probabilmente immagina ancora Cbarlton Heston a passeggio per la Palestina. Bekmambetov. a suo nodo stimato anche da Roger Corman (se n'è parlato a Locarno), nonostante una lavorazione a dir poco complessa, da stakanovista, firma un film discutibile, probabilmente il meno convincente di una filmografia curiosa, dichiaratamente «coatta», ma animata, a tratti, da barlumi di autentica follia (la saga dei Guardiani della notte, un Abramo Lincoln in veste di cacciatore di vampiri). »

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