12 anni schiavo

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Un film di Steve McQueen. Con Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch, Paul Dano, Paul Giamatti.
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Titolo originale 12 Years a Slave. Biografico, durata 134 min. - USA 2013. - Bim uscita giovedì 20 febbraio 2014. MYMONETRO 12 anni schiavo * * * - - valutazione media: 3,18 su 83 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,18/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * - -
   
   
   
La schiavitù in Louisiana durante l'Ottocento e la storia di un uomo libero fatto prigioniero.
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primo piano
McQueen liquida la complessità del passato e di un sistema abominevole a favore della sua spettacolarizzazione e dei suoi effetti perversi
Marzia Gandolfi     * * 1/2 - -

Stati Uniti, 1841. Solomon Northup è un musicista nero e un uomo libero nello stato di New York. Ingannato da chi credeva amico, viene drogato e venduto come schiavo a un ricco proprietario del Sud agrario e schiavista. Strappato alla sua vita, alla moglie e ai suoi bambini, Solomon infila un incubo lungo dodici anni provando sulla propria pelle la crudeltà degli uomini e la tragedia della sua gente. A colpi di frusta e di padroni vigliaccamente deboli o dannatamente degeneri, Solomon avanzerà nel cuore oscuro della storia americana provando a restare vivo e a riprendersi il suo nome. In suo soccorso arriva Bass, abolizionista canadese, che metterà fine al suo incubo. Per il suo popolo ci vorranno ancora quattro anni, una guerra civile e il proclama di emancipazione di un presidente illuminato.
Da più di un anno il cinema americano prova a fare (veramente) i conti con la mostruosità della schiavitù, peccato originale della nazione che fa il paio col genocidio indiano. Lincoln, Django Unchained e 12 anni schiavo sono opere diverse e discordanti, la cui prossimità sortisce letture maggiori ed è qualcosa di più di una coincidenza. Il soggetto, affrontato, aggredito, sfidato e condiviso, sottolinea la delicatezza di una vicenda storica lontana dall'essere assorbita nel Paese di Barack Obama. Se nel film di Steven Spielberg la figura e la condizione dello schiavo è nascosta tra discorsi, proroghe e mediazioni, in quelli di Quentin Tarantino e di Steve McQueen è un visione eversiva che sfida l'impero o lo subisce per dodici anni. Distinti nelle maniere, Django è loquace e carnevalesco, Solomon è greve e silente, l'uno abbraccia l'eroismo sonante, l'altro in sordina, uno castiga, l'altro attende, i protagonisti di Jamie Foxx e Chiwetel Ejiofor condividono nondimeno un'espressione decisiva e ambigua, un'eccezionalità. Django e Solomon sono nigger speciali, schiavi fuori dal comune che finiscono proprio per questa ragione per sfuggire al destino del loro popolo. Se Tarantino riscrive il passato e libera l'invenzione concretizzando un sogno che intercetta gli avvenimenti storici attraverso il piacere soggettivo, McQueen decide per la denuncia attraverso una rappresentazione esplicita, esibita, oscena, che mira evidentemente a risvegliare la coscienza intorpidita dello spettatore.
Adattamento del romanzo omonimo e biografico di Solomon Northup, di cui il regista britannico contempla i dodici anni del titolo e affida alle didascalie conclusive la battaglia legale sostenuta e persa dall'autore contro gli uomini che lo hanno rapito e venduto, 12 anni schiavo corrisponde perfettamente l'ossessione di McQueen: lo svilimento progressivo del corpo sottomesso alla violenza del mondo. Dentro un affresco romanzesco e un infernale meccanismo kafkiano, un uomo dispera di ritrovare la propria libertà, rassegnandosi giorno dopo giorno alla schiavitù, sopportando torture fisiche e psicologiche sulla carne e nell'anima, che il padrone di turno vuole annullare. Come in Hunger e poi in Shame, che descrivono l'oppressione e l'isolamento, l'universo carcerario il primo, la dipendenza sessuale il secondo, in 12 anni schiavo la messa in scena si rivela virtuosa e discutibile, ostinata ad avanzare, a vedere e a sentire tutto. Indifferente al fuori campo e alla rinuncia ma fedele ai suoi 'motivi' (supplizio, assoggettamento, alienazione, agonia), McQueen ci (ri)propone percosse, fustigazioni, violazioni, torture che trovano in un piano sequenza infinito un compiacimento sadico ed estremo, appendendo il protagonista ad una corda e lasciandolo in equilibrio sulla punta dei piedi, disperatamente puntati per evitare il soffocamento. E nella 'durata' il regista ottiene il malessere dello spettatore a cui sbatte letteralmente in faccia la responsabilità di questa Storia. Senza cedere alla pietas e preferendo l'intimidazione. Il sovraccarico drammatico, l'addizione di orrori, la pesantezza dei corpi martirizzati dalla violenza e dai frequenti colpi di scena, che si appagano soltanto nei (malickiani) piani notturni e nelle stasi irreali della Louisiana, finiscono per essere l'argomento privilegiato della sua requisitoria e per trascurarne la dimensione sostanziale. Radicata nel fervore positivista, che forniva spiegazioni scientifiche allo schiavismo e produceva una classificazione barbara degli esseri umani, la schiavitù aveva un carattere istituzionale e rispondeva a bisogni economici precisi. Disporre di altri uomini per arricchirsi o per soddisfare perversioni e pulsioni era la deplorevole conseguenza. McQueen liquida la complessità del passato e di un sistema abominevole a favore della sua spettacolarizzazione e dei suoi effetti perversi, tutti incarnati dallo schiavista sadico e compulsivo di Michael Fassbender, interprete per la terza volta del pensiero ossessivo dell'autore.

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Incassi 12 anni schiavo
Primo Weekend Italia: € 1.040.000
Incasso Totale* Italia: € 4.794.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 20 luglio 2014
Primo Weekend Usa: $ 960.000
Incasso Totale* Usa: $ 56.615.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 20 aprile 2014
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Premi e nomination 12 anni schiavo

premi
nomination
Premio Oscar
3
9
Golden Globes
1
7
David di Donatello
0
1
BAFTA
2
8
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Twelve years a slave

sabato 1 marzo 2014 di ANDREA GIOSTRA

Steve McQueen, in collaborazione con John Ridley, scrive una sceneggiatura puntigliosa che riporta agli onori del successo contemporaneo il best seller di Solomon Northup, “Twelve Years a Slave” pubblicato negli USA nel 1853, che racconta la terribile disavventura dell’uomo nero libero Solomon, artista newyorkese di successo, ridotto con l’inganno in schiavitù da bianchi americani del sud del paese dove il negro, per volontà divina, non era concepito come uomo continua »

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Siamo tutti esseri umani

lunedì 20 gennaio 2014 di Brat_Pack

Un film che racconta la storia vera di come un uomo libero venne, con l'inganno, reso schiavo, e della permanenza di tale condizione per i successivi dodici anni sino al 1853. Solomon Northup (Chiwetel Ejiofor) si ritrova a lavorare in una piantagione di cotone della Louisiana, ma non può dire a nessuno della sua reale condizione di uomo libero per non rischiare la vita in uno stato dove il commercio dei neri è ancora legale; nella sua casa di New York lascia una moglie e due figli continua »

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Mcqueen affronta la schiavitù!

lunedì 20 gennaio 2014 di ClaudioFedele93

Quando in poco meno di dieci anni riesci a portare alla luce due lavori come Hunger e Shame, pellicole apprezzate dalla critica mondiale e considerate dei veri e propri capolavori, sembra quasi naturale che Hollywood reclami il tuo talento e che ti voglia affidare un film su misura.Steve McQueen, il cui nome, per chi non lo sapesse, è identico a quello del noto attore sebbene i due non siano assolutamente imparentati, ha subìto questa precisa sorte. Inglese continua »

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Solomon, il libero

lunedì 20 gennaio 2014 di Fedson

Solomon Northup è un giovane afroamericano abile con il violino. Ha una moglie, dei figli che ama e una casa in cui vivere felicemente la sua vita. Un giorno, ingannato da due malfattori, viene rapito e portato al Sud a lavorare come schiavo nelle piantagioni di cotone dove vi rimarrà per dodici anni. Senza famiglia, senza casa e senza un vero nome che gli appartiene, Solomon combatterà fino alla fine per guadagnarsi quella cosa che gli era di diritto quando viveva a New York: continua »

Solomon
Io non voglio sopravvivere. Io voglio vivere.
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Solomon
"Sto sopravvivendo, non mi farò prendere dalla disperazione. Mi manterrò in salute finché non verrà l'occasione di riprendermi la libertà!"
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Solomon Northup (Chiwetel Ejiofor)
"Le leggi cambiano, le verità universali restano"
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DVD | 12 anni schiavo

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 3 settembre 2014

Cover Dvd 12 anni schiavo A partire da mercoledì 3 settembre 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd 12 anni schiavo di Steve McQueen con Brad Pitt, Benedict Cumberbatch, Michael Fassbender, Paul Dano. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet 12 anni schiavo (DVD) è prenotabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 14,39 €
Prezzo di listino: 17,99 €
Risparmio: 3,60 €
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SOUNDTRACK | 12 anni schiavo

La colonna sonora del film

Disponibile on line da martedì 11 febbraio 2014

Cover CD 12 anni schiavo A partire da martedì 11 febbraio 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film 12 anni schiavo del regista. Steve McQueen Distribuita da Columbia. Su internet il cd 12 Years a Slave è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 18,90 €
Prezzo di listino: 21,70 €
Risparmio: 2,80 €
Aquista on line la colonna sonora del film 12 anni schiavo

APPROFONDIMENTI | Schiavitù e cinema: 12 anni schiavo e i suoi precedenti.

A chi appartiene l'orrore

domenica 23 febbraio 2014 - Roy Menarini

A chi appartiene l'orrore Chi è Armond White? Un critico afroamericano, poco noto da noi, celebre per le sue prese di posizione rabbiose e per l'attenzione che sempre porta nei confronti di film controversi. Membro del New York Film Critics Circle, ha rumorosamente fatto valere le sue rimostranze nei confronti di 12 anni schiavo, bollato come "horror show" e "porno sulla schiavitù". Le sue accuse sono state considerate troppo pesanti, al punto che Armond White è stato espulso dal circolo dei critici newyorchesi, che ha persino presentato a Steve McQueen le proprie scuse.

   

APPROFONDIMENTI | Uno dei registi più interessanti della sua generazione.

Steve mcqueen

mercoledì 19 febbraio 2014 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Steve McQueen Lo diciamo a maggior ragione dopo avere visto 12 anni schiavo, il film con Chiwetel Ejiofor e Michael Fassbender nelle sale dal 20 febbraio: Steve McQueen, britannico, classe 1969, è uno dei registi più interessanti della sua generazione. Questo non significa che non sia problematico, a volte controverso, anzi. Solo altri due lungometraggi all'attivo: Hunger (2008) a tutt'oggi il suo migliore, e Shame (2011). Anche, però, un passato e un presente da videoartista di fama mondiale. Sue installazioni sono (state) ospitate nei principali spazi espositivi del mondo (compresa una delle ultime alla Biennale di Venezia 2011, in contemporanea con il passaggio di Shame in concorso alla Mostra del Cinema al Lido).

   

NEWS | Il miglior film è 12 Years a Slave di Steve McQueen.

I vincitori

lunedì 16 settembre 2013 - Chiara Renda

Toronto Film Festival, i vincitori Sono stati annunciati i vincitori del Toronto International Film Festival 2013, giunto quest'anno alla trentottesima edizione. Il premio principale assegnato dal pubblico, il People's Choice Award, è andato al biopic diretto da Steve McQueen (Hunger, Shame) 12 Years a Slave, co-prodotto da Brad Pitt, interpretato dallo stesso Pitt, Michael Fassbender e Chiwetel Ejiofor, e basato sull'autobiografia di Solomon Northup, un uomo di colore che si ritrova rapito e venduto come schiavo. Il premio Midnight Madness è andato al regista giapponese Sion Sono e al suo Why Don't You Play In Hell?, mentre il premio Youtube per il miglior cortometraggio canadese è andato a Walter Woodman e Patrick Cederberg per Noah, "fresco, innovativo e con una straordinaria capacità di incarnare emozioni complesse attraverso il semplice gesto del mouse", ha commentato la giuria, composta dallo scrittore Rafael Katigbak, il regista e sceneggiatore Nathan Morlando e il documentarista Nisha Pahuja.

   

BIZ

News e anticipazioni dal mondo del cinema.

Brad Pitt schiavista?

mercoledì 26 ottobre 2011 - Robert Bernocchi

Diventa decisamente interessante il cast di 12 Years a Slave, la nuova pellicola di Steve McQueen, che di recente ha presentato a Venezia il suo Shame, pellicola che negli Stati Uniti ha subito il grave rating NC-17 (insomma, vietato a tutti i minori di 17 anni, anche se accompagnati da adulti). Protagonista di quella pellicola era Michael Fassbender (vincitore della Coppa Volpi al Lido), che tornerà anche in questo nuovo film (informazione che si sapeva comunque da tempo). La novità è la partecipazione di Brad Pitt, non solo come produttore attraverso la sua società Plan B, ma anche come coprotagonista. continua »

   

News e anticipazioni dal mondo del cinema.

Steve McQueen affronta la schiavitù

mercoledì 17 agosto 2011 - Robert Bernocchi

Dopo aver dato vita con Hunger a uno dei migliori film degli ultimi anni e in procinto di presentare a Venezia il suo nuovo lavoro, Shame, il regista Steve McQueen ha annunciato il suo prossimo progetto. Si tratta di 12 Years a Slave, la storia vera di Solomon Northrup, che nel 1841, nonostante fosse un uomo libero, venne rapito e portato in una piantagione di cotone in Louisiana come schiavo, per rimanerci fino al 1853. Tutta colpa delle diverse leggi che regnavano negli Stati americani, per cui a Washington (dove avvenne il rapimento) la schiavitù era legale, a differenza di quello che succedeva a New York, città in cui viveva normalmente Northrup. continua »

   

Vincerà (forse) l'Oscar, ma McQueen è in forte discesa

di Adriano De Grandis Il Gazzettino

Se riusciamo, almeno in sede critica, a liberarci dal fardello di Oscar e premi simili per definire qualità e importanza del film (faccenda sempre più insopportabile, specie nel farla capire a chi si affaccia ogni tanto in una sala cinematografica), allora si può anche dire che "12 anni schiavo", candidato a 9 statutette e in pole position per la vittoria, è deludente, sostanzialmente sbagliato e a tratti perfino brutto. A cominciare da un finale (il ritorno a casa), da indecoroso melodramma sfinito, tra bebè e lacrimoni. »

Sembra un classico ma parla di una spietata verità

di Natalia Aspesi La Repubblica

Candidato a nove Oscar, il film di Steve McQueen racconta di Solomon Northup, un uomo di colore nato libero, che vive come i bianchi, se non per l'impossibilità di votare, con una moglie, due figlie e un cane, nello Stato di New York. Ma siamo nel 1841, l'importazione di schiavi dall'Africa è proibita e dal Sud hanno bisogno di manodopera per i campi di cotone e di canna da zucchero. Due energumeni gli promettono un lavoro come musicista, lo fanno ubriacare e il mattino dopo Northup è uno schiavo incatenato, imbarcato con altri disperati per New Orleans dove sarà messo in vendita. »

McQueen, il calvario del violinista nero

di Valerio Caprara Il Mattino

Qualora esista uno spettatore che sappia poco o niente della storia della schiavitù dei neri nell'Ottocento americano, potrà usufruire di un corso accelerato grazie a «12 anni schiavo», grande favorito con le sue nove nominations ai prossimi Oscar. Non senza avere dovuto patire, però, un'overdose di sequenze eleganti, gelide, studiatissime, nonché ricolme di ogni tipo di atrocità e nefandezze programmate per indignarlo trasferendo sulle correlate necessità didascaliche il vistoso sospetto di sadismo. »

Quello schiavo la sa troppo lunga

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Il protagonista del primo film storicamente accurato sullo schiavismo negli Stati Uniti non è uno schiavo qualunque. Solomon Northup infatti è nato libero. Fa il violinista a Saratoga, Stato di New York. Ha 33 anni, una casa, una famiglia. E guadagna bene se in una scena lo vediamo acquistare una lussuosa borsa da viaggio alla moglie. Quando un altro nero, uno schiavo, in compagnia del suo padrone, entra stupefatto per guardare da vicino quel "fratello" così tranquillo e sicuro di sé... Scena premonitoria, oltre che folgorante: poco tempo dopo infatti, ingannato da due finti impresari, l'ignaro violinista viene ubriacato e si risveglia in catene. »

12 anni schiavo | Indice

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Marzia Gandolfi
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