Mia madre

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Un film di Nanni Moretti. Con Margherita Buy, John Turturro, Giulia Lazzarini, Nanni Moretti, Beatrice Mancini [I].
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Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 106 min. - Italia, Francia, Germania 2015. - 01 Distribution uscita giovedì 16 aprile 2015. MYMONETRO Mia madre * * * 1/2 - valutazione media: 3,58 su 105 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,58/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
 critica * * * - -
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Oltre a dover gestire tutti gli oneri che il suo lavoro da regista prevede, Margherita deve fare conti con le bizze della star italo-americana che ha scelto per il suo film.
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primo piano
Un film profondo e sincero, un film sul cinema e sul rapporto tra realtà e finzione, un film che s'appresta ad essere un manifesto del nostro tempo complesso e problematico
Dario Zonta     * * * * -

Margherita sta girando un film impegnato sulla crisi economica italiana dove si racconta lo scontro tra gli operai di una fabbrica e la nuova proprietà americana che promette tagli e licenziamenti. Oltre a dover gestire la complessità del set corale di un film politico, deve fare i conti con le bizze della star italo-americana che ha scelto per interpretare il ruolo del nuovo proprietario; un attore in crisi, ostaggio della sua maschera di divo, qui esasperata dal provincialismo del cinema italiano.
Margherita è separata, ha una figlia adolescente che frequenta malvolentieri il liceo classico in ossequio alla tradizione famigliare impressa dalla nonna (insegnante di latino e greco), ha un amante, attore nel film impegnato, mollato all'inizio delle riprese, e una vita confusa, solitaria e complicata. La concentrazione, richiesta per girare un film così difficile, tutto spostato verso il lato pubblico e politico, è minacciata dalle istanze del privato e dall'ombra sempre più densa della possibile morte della madre che la costringe a un confronto difficile e doloroso, soprattutto con se stessa e con il fratello Giovanni, un ingegnere posato che si è preso un periodo di aspettativa dal lavoro per accudire la madre malata di cuore, ricoverata con poche speranze in un ospedale della capitale.
Mia madre è un film profondo e sincero, tanto da essere quasi crudele per il lavoro che compie di scavo ineluttabile e autentico.
Non è il primo film in cui Moretti "mette a nudo" se stesso nel confronto con in suoi alter-ego cinematografici. Lo ha sempre fatto. Ma la natura di questo dialogo ha da qualche tempo assunto una qualità diversa. È come se avesse avuto bisogno di liberarsi della sua stessa maschera per guardarsi in faccia. E non è un caso che questo gesto coincida con il graduale mettersi da parte dell'attore/regista a favore di altri sembianti, figure, personaggi, attori. Moretti ha dovuto non coincidere con la propria immagine per avviare un confronto con se stesso. L'ha iniziato a fare con il Caimano e con Habemus Papam. Ma lì la crisi e le domande (pubbliche e private) venivano assunte da figure "politiche", mentre ora il confronto è con il ruolo del regista nell'esercizio della sua funzione di direzione. Ecco, Moretti non ha cercato scappatoie, vie di fuga, facili "neologismi". È andato diretto al punto.
Ad aumentare la complessità di un film ricco di suggestioni psicoanalitiche e di elementi autobiografici, c'è la scelta di trovare se stessi nel corpo di una donna. Margherita (Buy), alter-ego di Moretti, non si trasforma mai nell'icona dell'Apicella che fu. In questo senso, lui e lei riescono in qualcosa di molto difficile: confondersi l'uno nell'altra, dando vita a un genio complesso e originale.
A parte qualche piccola tentazione, dove è più evidente lo scambio di ruoli, la Margherita del film è una figura autonoma, la cui sensibilità e intelligenza non è eterodiretta. E lo stesso Moretti (che interpreta il fratello Giovanni) vive in uno spazio riservato, metabolizzando l'imminente morte della madre con una riservatezza commovente e laica, lasciando alla sorella il primo piano di una crisi mai esasperata, ma appunto profonda e complessa.
Ma c'è tanto di più in questo film così stratificato, solo in apparenza intimista. Intorno al nucleo di un dolore privato, Moretti con i suoi sceneggiatori e sceneggiatrici erige un edificio fatto di diversi piani, ognuno dei quali sviluppa un discorso, un tema, una riflessione.
Mia madre quindi è anche un film sul cinema, sul rapporto tra realtà e finzione.
La prima scena è uno scontro tra manifestanti operai e poliziotti. Per come è stata girata, prim'ancora di scoprire il film nel film, si intuisce che c'è puzza di "finzione", ma nel senso (potremmo dire tutto italiano) di fasullo: le botte dei poliziotti non sono così realistiche, l'azione dei manifestanti appare improbabile, l'azione è povera... non è solo una sensazione, presto qualcuno grida "stop" e inizia a lamentare la povertà della scena. È Margherita al centro del suo set che inizia a mietere dubbi nei suoi collaboratori, facendosene carico lei stessa. Parlando al direttore della fotografia che aveva posizionato la camera dentro alla mischia riproducendo un senso di realismo brutale e spettacolare, Margherita esprime il suo dubbio etico: "ma tu stai con i poliziotti o con i manifestanti"? Domande che pochi si fanno, ormai, ma che Moretti continua a fare e non è un caso che le sequenze del film nel film, il racconto della protesta degli operai, siano così maldestre, improbabili, finte (Moretti infatti non girerebbe mai un film così).
Ma c'è dell'altro, se volessimo andare a fondo. La dimensione politica e pubblica, la lotta degli operai, la crisi economica così come s'affacciano nel film sembrano aver perso ogni urgenza e necessità. Non interessa a nessuno della sorte degli operai. In questo senso Mia madre è un film che racconta una stanchezza e una inadeguatezza. L'ingegnere Giovanni (interpretato da Moretti) si è messo in aspettativa per poi dare le dimissioni e la regista Margherita gira il suo film politico senza troppa convinzione, come fosse un dovere, con una certa stanchezza e sfiducia verso il mezzo stesso, verso la finzione. Margherita, come il suo divo americano dopo l'ennesima notte di ciak andati male, vuole tornare alla realtà, che si quella tangibile del privato e qualcosa d'altro in via di definizione.
In questo senso il film è di una cupezza esemplare, quasi senza scampo, perché attraverso l'alter-ego, ci dice che il suo autore non riesce più a credere che iquel cinema (il suo? quello italiano? quello di finzione?) sia il modo più efficace per raccontare il presente politico e sociale. Non per questo, sia ben chiaro, bisogna intendere Mia madre come un'opera che si rifugia nell'intimismo e nel privato. Anzi proprio nell'attivare questa dialettica così stringente tra individuo e società, privato e pubblico, personale e politico, attore e regista, uomo e icona... il film s'appresta ad essere un manifesto del nostro tempo complesso e problematico.

Incassi Mia madre
Primo Weekend Italia: € 1.111.000
Incasso Totale* Italia: € 3.505.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 28 giugno 2015
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Premi e nomination Mia madre

premi
nomination
Nastri d'Argento
1
0
Globi d'oro
0
3
European Film Awards
0
2
David di Donatello
2
10
Cesar
0
1
* - - - -

Pessimo

giovedì 16 aprile 2015 di marialaurab

Il nulla: sceneggiatura inesistente, dialoghi banali, montaggio musica-immagini maldestro. Personaggi ridicoli: la regista Buy è" impegnata " sui soliti temi, le fabbriche e i padroni, Moretti è un personaggio scialbo e insignificante, la figlia sedicenne non va un millimetro in profondità . L'unica accettabile è la madre, , non troppo sfigurata dalla scrittura mediocre e ottima attrice. Quando la Buy scoppia nelle sue crisi isteriche con pianti e lacrime arriviamo al sublime delle scene cult di continua »

* - - - -

Deludente...

venerdì 17 aprile 2015 di andgim

Se questo film voleva essere una critica al cinema italiano più generico e sfibrato, allora si può dire che il risultato è ottimo nella misura in cui il film è esattamente in linea con alcune tendenze reazionarie e anodine del nostro cinema. La mano di Moretti infatti, se c'è, non si vede. Davvero ardua la visione di un film scritto così male. Dialoghi televisivi e personaggi mai approfonditi e superficiali: Il personaggio di Turturro inutilmente sprecato, Moretti interessante ma assediato dal continua »

* * * * *

Grande

venerdì 17 aprile 2015 di goldy

Il film è ben fatto, ben diretto. La Buy  è un bel personaggio, la mamma adorabile ma su tutti spicca la bravura  e la simpatia di Turturro. Il film sancisce  la notevole maturazione di Moretti che qui si limita a ritagliarsi   il ruolo  dimesso del figlio   peraltro esempio di amore filiale.  Margherita è regista  impegnata, non travolta dal successo, non impegnata in  una vita distratta  da vuoti impegni mondani. continua »

* * * - -

Ricordo di una madre

venerdì 17 aprile 2015 di foffola40

ottimi gli attori, splendida Giulia Lazzarini, ma anche gli altri giusti nel loro ruolo. La sceneggiatura non è sublime perchè la quotidianità non lo è. La vicenda della fine di una madre, molto amata, per chi l'ha vissuta è fatta proprio di quell'andirivieni di dolore e di speranza senza concretezza che accompagna gli ultimi tempi della vita di una persona. La figlia, Margherita Buy, è forse esageratamente fuori di testa nei comportamenti ma è evidente che il suo dolore lo vive così, il fratello continua »

margherita e la mamma
Margherita: "A cosa pensi mamma?"
Ada: "A domani"
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margherita e la mamma
Margherita: "A cosa pensi mamma?"
Ada: "A domani"
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la madre
"Non ti fermare sul primo significato di un verbo che trovi sul vocabolario"
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DVD | Mia madre

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 1 ottobre 2015

Cover Dvd Mia madre A partire da giovedì 1 ottobre 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Mia madre di Nanni Moretti con Margherita Buy, John Turturro, Giulia Lazzarini, Nanni Moretti. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Mia madre (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,99 €
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APPROFONDIMENTI | Inconciliabilità di cinema e vita in Nanni Moretti.

La stanza della madre

domenica 19 aprile 2015 - Roy Menarini

La stanza della madre Chissà che cosa pensa Jasmine Trinca del fatto che tutti stiano plaudendo alla figura della regista donna interpretata da Margherita Buy in Mia madre immemori della sua figura di regista in Il caimano, di cui ritornano alcune strutture (sogni mescolati a visioni, montaggio narrativo libero e quasi a flusso di coscienza) e sequenze (il set notturno e altre storie di cinema nel cinema).

   

APPROFONDIMENTI | La complessità dell'ultimo cinema del regista: radicalmente libero.

Nanni moretti

martedì 14 aprile 2015 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Nanni Moretti Autofiction. Termine orrendo che farà orrore più a lui che a noi. Ma rende il concetto. Biografia personale e dimensione politica, coscienza pubblica e intimismo. Il cinema di Nanni Moretti, dal cortometraggio d'esordio La sconfitta (1973), si muove tra suggestioni a prima vista contraddittorie; coglie lo spirito di un tempo prima devastato poi vile (la crisi di una generazione, il riflusso, la presunta fine della storia, il venire meno di una classe politica e dell'impegno individuale, la deriva culturale del berlusconismo) ed elabora l'esperienza personale.

   

NEWS | Esilaranti, parodistici, grotteschi oppure lievi e sognanti.

Tutti i finti 'film nei film' di nanni moretti

domenica 19 aprile 2015 - Gabriele Niola

Tutti i finti 'film nei film' di Nanni Moretti Nei film di Nanni Moretti c'è sempre Nanni Moretti, anche se si chiama Michele Apicella, Don Giulio o Margherita, Nanni è sempre lì "accanto al suo personaggio", così tanto che assieme a lui spesso porta anche il set. Mia madre non fa eccezione, la protagonista è intenta a girare un film su un imprenditore in lotta con gli operai di una fabbrica che rischia di chiudere, c'è un attore americano eccentrico, ci sono le maestranze e le difficoltà quotidiane del fare il regista. La maniera in cui quel finto film è ripreso dice come sempre tantissimo.

   

GALLERY | In concorso anche Mon Roi.

La passione di cate blanchett per todd haynes

domenica 17 maggio 2015 - a cura della redazione

Festival di Cannes 2015, la passione di Cate Blanchett per Todd Haynes Al Festival di Cannes continuano le giornate dei grandi autori. Dopo Nanni Moretti e Gus Van Sant, protagonisti della giornata di ieri con Mia madre e The Sea of Trees, in concorso oggi è il regista indipendente Todd Haynes con Carol, adattamento del romanzo omonimo del 1952 di Patricia Highsmith. Dopo Io non sono qui (in cui interpretava Bob Dylan) il regista americano torna a dirigere Cate Blanchett, questa volta nei panni di una sofisticata donna newyorkese degli anni Cinquanta in crisi matrimoniale, la cui vita viene sconvolta dall'incontro con una diciannovenne (Rooney Mara), di cui si innamorerà.

   

PLAYLIST | In attesa dell'uscita di Mia madre.

Ascolta la playlist

venerdì 27 marzo 2015 - a cura della redazione

Tutte le canzoni dei film di Nanni Moretti, ascolta la playlist Il film Mia madre, prodotto da Nanni Moretti e da Domenico Procacci in una coproduzione con Francia (Le Pacte - Arte) e Germania (Film Boutique) per un budget stimato intorno agli 8 milioni di euro, è dedicato alla figura di una regista di successo (Margherita Buy) impegnata sul set di un nuovo film che ha per protagonista un attore italoamericano interpretato da John Turturro. Mentre la sua vita privata si divide tra il capezzale della madre e una relazione che sta terminando, quella professionale è ad un punto morto.

   

Nanni e la stanza della madre

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Una regista di film impegnati passa le giornate sul set a litigare praticamente con tutti ma scopre che vorrebbe solo pensare alla madre che sta morendo, anzi forse fa il film proprio per non pensarci troppo. Un famoso attore venuto dagli Usa (impagabile John Turturro) non ricorda mai le battute, ha una pronuncia spaventosa, si eccita girando per la città al ricordo di una Roma scomparsa e forse mai esistita («Fellini, Rossellini, Petri, Antonioni... portatemi a via Veneto!»), ma al momento giusto ha sempre uno sguardo, una carezza, un gesto di conforto per quella regista con cui litiga a morte. »

Moretti testimone per tutti noi

di Alessandra Levantesi La Stampa

Uno dei motivi, il motivo?, per cui amiamo il cinema di Nanni Moretti è l'ostinata istanza morale sulla quale si fonda. Fin dai tempi di Io sono un autarchico , il cineasta si è posto sullo schermo in una posizione centrale di incredulo, indignato osservatore. Da un lato una società civile alla deriva; dall'altra lui, volta a volta barricato dietro un altare o una macchina da presa, sferzante, irritato, irritante ed egocentrico, certo: ma nel suo sofferto mettersi in discussione, noi spettatori abbiamo sempre avvertito un'urgenza di testimonianza per conto e a nome di tutti. »

Quel trapasso diventa lezione Senza retorica

di Malcom Pagani Il Fatto Quotidiano

Cosa dice una madre che sta morendo? "Dico che mi sto instupidendo a forza di stare qui". E cosa capiscono due figli passati attraverso le visite, i tubi, le tracheotomie, la terapia intensiva e le cartelle cliniche? Che a un dato momento, un momento che arriva per tutti, si smontano i letti, si fanno le valige e si torna li, dove il professore de L'attimo fuggente immaginava il Paradiso: "Solo nei sogni gli uomini sono davvero liberi". Insegna anche Giulia Lazzarini, madre dell'ingegner Nanni Moretti e della regista Margherita Buy. »

Moretti introspettivo ma troppo monocorde

di Maurizio Acerbi Il Giornale

È errato considerare Mia madre come l'ennesimo film di Moretti sull'elaborazione del lutto, visto come ideale conclusione di una trilogia iniziatasi con La stanza del figlio e proseguita con Caos Calmo. Certo, il tema è ben presente, ma non preponderante rispetto a quella sorta di suo «testamento» sul mestiere del regista, frutto di una lunga riflessione portata avanti nelle pellicole precedenti, che Moretti affida, con venature pessimistiche, al personaggio di Margherita Buy. È il suo lavoro più autobiografico, nel quale l'attore romano racconta gli ultimi momenti di vita di una donna (la Lazzarini, qui insegnante di liceo, esattamente come la madre di Moretti, scomparsa cinque anni fa durante il montaggio di Habemus Papam), assistita in ospedale dai suoi due figli, ovvero un ingegnere in aspettativa (un defilato Nanni) e una regista (la Buy, perfetta) che qui è l'evidente alter ego del cineasta capitolino, tra difetti, tic e insicurezze affettive. »

Mia madre | Indice

Recensioni & Opinionisti Premi
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Dario Zonta
Pubblico (per gradimento)
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  4° | alex2044
  5° | hector bucciottus
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  7° | lizard_king90
  8° | enrico danelli
  9° | emyli^
10° | asfissio
11° | lati29
12° | nino quincampoix
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14° | fabiofeli
15° | marcobrenni
16° | aristoteles
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