Pasolini

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Un film di Abel Ferrara. Con Willem Dafoe, Ninetto Davoli, Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Adriana Asti.
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Biografico, durata 86 min. - Belgio, Italia, Francia 2014. - Europictures uscita giovedì 25 settembre 2014. MYMONETRO Pasolini * * 1/2 - - valutazione media: 2,61 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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2,61/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * 1/2 -
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Una ricostruzione dell'ultimo giorno di vita di Pier Paolo Pasolini, ucciso a Roma il 2 novembre del 1975.
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Ardente, tragico e scombinato, Pasolini combina il sogno col reale, interrogandosi sul poeta e la forma con cui egli crea, sulla storia di un uomo e su quella del suo corpo
Marzia Gandolfi     * * * 1/2 -
Showtime:
giovedì 2 giugno 2016 alle ore 23,25 in TV su SKYCINEMACULT
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È il primo novembre 1975 a Roma ed è l'ultimo giorno di Pier Paolo Pasolini. Il suo mattino comincia col bacio di sua madre. Susanna lo richiama dal sonno e lo ritrova dopo un viaggio a Stoccolma, dove si è occupato della traduzione del volume, "Le ceneri di Gramsci". Incalzato dalla censura per Salò o le 120 giornate di Sodoma, intervistato "sulla situazione" e per La Stampa da Furio Colombo e avviato "Petrolio", un romanzo che insegue nella sua testa due personaggi-narratori (Carlo, ingegnere della borghesia torinese, e Andrea Fago, unico sopravvissuto a un incidente aereo), Pier Paolo fa colazione con caffè e Corriere (della Sera). Più avanti nella giornata pranza con Nico Naldini e Laura Betti, che ha appena prestato la voce 'demoniaca' a Linda Blair (L'esorcista) e quella orgiastica a Hélène Surgère (Salò o le 120 giornate di Sodoma). Congedati gli ospiti scrive a Eduardo De Filippo di Re Magi e Messia e infila la sua Alfa Romeo e la notte romana, dove incontra Nunzio, l'angelo custode di Epifanio e di un film che rincorre la cometa ma che non vedrà mai la luce (Porno-Teo-Kolossal). Perché Pier Paolo sprofonderà negli occhi neri di Pino Pelosi e nel buio di Ostia, muta davanti al massacro di un poeta.
Alla maniera di "Petrolio", romanzo incompiuto di Pierpaolo Pasolini, Pasolini è un film che non si può raccontare, perché nulla si svolge al suo interno eppure accade in continuazione qualcosa. L'impossibilità di narrazione non appartiene al film ma ad Abel Ferrara, che 'ammette' l'incapacità di restituire il vissuto del poeta. Perché ci sono cose, come sosteneva Pasolini e sostiene il suo doppio sullo schermo, che si vivono solo attraverso il corpo. Per quanto ci accaniamo a ricostruirle, immaginarle o interpretarle non sono più le stesse vissute attraverso un altro corpo. Ferrara denuncia subito lo scarto, la distanza che lo separa dal corpo reale del poeta friulano ed espone con pudore la difficoltà che ha incontrato. Un pudore commovente che dice bene del mistero, del mistero che è morto con Pasolini, di una continuità che si è interrotta con la sua morte. Se è vero che solo Pasolini poteva significare se stesso, nondimeno il regista lo mette in scena in un atto unico, aperto ai sensi e scaraventato dentro alla memoria e alle sue visioni personali. Lo afferra a intermittenza nei tratti spigolosi di Willem Dafoe e ricorrendo a frammenti, a visioni parziali del suo corpo nel teatro del delitto, alla sovraimpressione, alle immagini che non esistono mai isolate ma sempre in rapporto con le altre. Non immagini uniche ma dipendenti in cui si muovono i testimoni, i 'partecipanti' indispensabili a rendere leggibile il poeta. La madre Susanna, Graziella, Laura Betti, Furio Colombo, Nico Naldini, Pino Pelosi sono allora il momento in cui Pasolini si mostra e si fa percepire. Dentro una struttura circolare, che apre l'ultima giornata di un uomo col sorriso di sua madre e la chiude con una contrazione di inconsolabile dolore materno, Pasolini è la morte al lavoro, come sempre nel cinema di Abel Ferrara. La morte intesa come atto estremo, che monta retrospettivamente la vita di un uomo proprio come il montaggio fa con un film.
Capace da sempre di farsi carico del male oscuro che ammorba le sue immagini e il mondo, l'autore americano imbocca i passaggi sotterranei dell'inconscio, che da tempo e molti film non struttura più come un linguaggio. La memoria delle ultime ore di un poeta manda in tilt il controllo razionale e torna sotto forma di visione. Come i suoi killer, i suoi vampiri, i suoi gangster, il Pasolini di Willem Dafoe scende all'inferno e vaga negli anfratti bui e fatiscenti alla ricerca di qualcosa di desiderato e irraggiungibile. Nel modo di Epifanio, interpretato da Ninetto Davoli, il protagonista insegue una cometa che lo conduce all'Idroscalo e gli nega il Paradiso. Forse perché ha considerato la sua degradazione profondamente morale "e per di più l'ha considerata un suo diritto". A ragione di questo, Ferrara esibisce l'esibizionismo di Pasolini, l'intenzione massima di apparire che non è mai visibilità del corpo ma unica possibilità per il suo protagonista di esistere nel testo filmico. Ardente, tragico e scombinato, Pasolini combina il sogno col reale, interrogandosi sul poeta e la forma con cui egli crea, sulla storia di un uomo e su quella del suo corpo, su Pier e su Paolo, agiti sotto la cupola ribadita della Basilica 'omonima' dell'Eur, sdoppiati e fatti altri da sé nei territori della poesia e dell'incubo, dove da sempre cadono gli angeli ribelli, si uccidono i poeti e ci si scopre assassini.

Incassi Pasolini
Primo Weekend Italia: € 133.000
Incasso Totale* Italia: € 276.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 5 ottobre 2014
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La figura di pasolini

lunedì 29 settembre 2014 di patric

Le aspettative comuni erano di vedere un film che narrasse sì degli ultimi tempi della vita terrena dell’artista ma soprattutto della sua poesia, della sua arte e della sua visione del mondo, del suo esistenzialismo storico ed ateo, della sua grande vena artistica che faceva presagire a un non so che di mistico, quasi di accostamento alla fede in qualcosa che potrebbe chiamarsi Dio. Mi aspettavo anche dei riferimenti espliciti sull’aspetto più profano ed umano della sua continua »

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Ultime ore e ultima arte di un poeta

venerdì 5 settembre 2014 di Peer Gynt

Un film su Pasolini è una scommessa difficile da vincere: troppo complesso, sfaccettato, contraddittorio il personaggio, che fu poeta, romanziere, saggista e di certo uno dei più grandi cineasti italiani di sempre. Il regista americano Abel Ferrara ci prova e fallisce in parte il suo obiettivo. E non perché il film sia inguardabile, brutto, disastroso (come qualcuno ha sostenuto). Non è affatto così. Spunti interessanti ce ne sono. Per esempio, è interessante continua »

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Pessimo, davvero.

lunedì 29 settembre 2014 di Andrea Lade

Il primo film che ho visto di questa edizione del Festival è il tanto atteso “Pasolini”, stroncato dalla critica, disprezzato dagli amatori del giornalista friulano ed ignorato da tutti gli altri. Ma è veramente così orribile il nuovo film di Abel Ferrara? Posso davvero permettermi di archiviare questa “biografia” come un lavoro mal riuscito? Pur essendo il giudizio mio personale totalmente negativo, voglio soffermarmi su alcune motivazioni. Abel Ferrara continua »

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Ritratto di artista

venerdì 26 settembre 2014 di Ludwigzaller

Il film, la cui trama non è assolutamente confusa od impossibile da raccontare, narra gli ultimi giorni della vita di Pasolini. Ne emerge il quadro di un uomo ancora giovane, attivo, impegnato in molti progetti: il montaggio di Salò, la stesura avanzata di Petrolio, la sceneggiatura quasi completata di un film fantastico sulla falsariga di Uccellacci ed Uccellini di cui dovrà essere protagonista Ninetto Davoli. Il Pasolini di questi anni, ed il film ne dà conto, è un intellettuale ascoltato in tutta continua »

Epifanio
"La fine non esiste. Aspettiamo, qualcosa accadrà."
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Pasolini
"L'inferno sta salendo da voi."
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DVD | Pasolini

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 12 marzo 2015

Cover Dvd Pasolini A partire da giovedì 12 marzo 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Pasolini di Abel Ferrara con Willem Dafoe, Maria de Medeiros, Riccardo Scamarcio, Giada Colagrande. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Pasolini (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

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APPROFONDIMENTI | Pasolini tra biografia e riappropriazione.

Cinema eretico

domenica 28 settembre 2014 - Roy Menarini

Cinema eretico È curioso che tra i difensori strenui della figura storica di Pasolini vi sia chi ha accusato Abel Ferrara di lesa maestà. Come se ci fosse un modo ortodosso di girare un film sul poeta nato a Bologna e uno invece sbagliato, frutto di fraintendimenti e tradimento. Probabilmente Pasolini sarebbe il primo a detestare la santificazione che una certa schiatta di studiosi e conservatori ne sta producendo, e ad apprezzare i rischi corsi dal regista italo-americano nel raccontare le sue ultime 24 ore di vita.

   

GALLERY | Le foto della nona giornata della rassegna.

Non delude

venerdì 5 settembre 2014 - a cura della redazione

71. Mostra del Cinema, Pasolini non delude Il red carpet della nona giornata della 71. Mostra del Cinema ha visto sfilare, per il Concorso, i protagonisti di Pasolini - atteso film di Abel Ferrara con Willem Dafoe, la moglie Giada Colagrande, Maria De Medeiros e Riccardo Scamarcio - e il cast di Red Amnesia, diretto dal cinese Wang Xiaoshuai. Per le Giornate degli autori, invece, è stata la volta de I nostri ragazzi, diretto da Ivano De Matteo e interpretato, tra gli altri, da Luigi Lo Cascio, Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Gassman.

   

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

Pasolini, chi era costui? Abel Ferrara punta sul fine-vita, prende l'attore feticcio WilIem Dafoe, gli concede la libertà di parlare in inglese davanti a Furio Colombo, anglo-italiano a casa, italiano con Pino Pelosi e i ragazzi di vita. Una Babele calcolata? No, e Scamarcio che fa Ninetto in napoletano, Ninetto che fa De Filippo in romanesco in Porno-Teo-Kolossal non aiutano. Ma i veri problemi sono altrove: sarà per la trasformazione pornoteokolossale, sarà per la messa in scena di Petrolio, ma questo Pasolini pare figlio di nessuno, perché PPP - crediamo - non avrebbe realizzato così i suoi progetti, e questi progetti non sono realizzati da Ferrara per come lo conosciamo, ovvero brutto, sporco e affamato. »

Abel Ferrara e l'ultima notte di pier Paolo Pasolini

di Paolo D'Agostini La Repubblica

È un film appassionato quello che Abel Ferrara ha dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini mettendo a fuoco le ultime ore del poeta assassinato nella notte del 2 novembre 1975 secondo modalità che accostano i dati di cronaca a una percezione così personale da indurre nell'idea che il regista italo americano abbia sentito il personaggio (attraverso la mediazione dell'attore Willem Dafoe a sua volta impressionante per adesione) come un alter ego. Convergono nel racconto i principali elementi che definiscono l'ultimo tratto del percorso biografico e artistico. »

Pasolini funziona solo a metà

di Maurizio Caverzan Il Giornale

Willem Dafoe somiglia a Pasolini, la postura è studiata, belle le riprese della partita di calcio, efficaci la madre (Adriana Asti) e Nico Naldini (Valerio Mastandrea). Ferrara mette in scena i progetti di PPP, soprattutto Porno-Teo-Kolossal destinato a Eduardo, ed è la parte migliore del film. Per rendere la statura dello scrittore narrandone le ultime 48 ore ci voleva un'idea forte. Invece c'è una comparsa che parla di gay a metà anni '70. Da Il Giornale, 25 settembre 2014 »

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