The Zero Theorem

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Un film di Terry Gilliam. Con Christoph Waltz, Melanie Thierry, Matt Damon, Tilda Swinton, Ben Whishaw.
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Titolo originale The Zero Theorem. Fantascienza, Ratings: Kids+13, durata 107 min. - USA, Gran Bretagna 2013. - Minerva Pictures Group uscita giovedì 7 luglio 2016. MYMONETRO The Zero Theorem * * * - - valutazione media: 3,35 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
Consigliato sì!
3,35/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * 1/2 - -
Qohen Leth è un hacker eccentrico impegnato in un progetto che mira a scoprire il senso dell'esistenza umana sulla Terra.
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primo piano
Terry Gilliam ritorna al suo peculiare universo di fantascienza, aggiornando i temi all'era dei social network
Emanuele Sacchi     * * * * -
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TROVASTREAMING

Qohen è uno degli sviluppatori più produttivi della Mancom ma si è alienato sempre più dal mondo esterno. A tenerlo in vita e dargli la forza di andare avanti è solo l'attesa di una fantomatica chiamata che gli indicherà il suo destino. Finalmente il misterioso Management, capo della corporation, accetta di parlare con Qohen, affidandogli la risoluzione dello Zero Theorem, un algoritmo impossibile sull'assurdità dell'esistente.
Accettare di tornare al cinema dopo il fallimento di progetti durati una vita. Accettare gli insuccessi senza abbandonare la propria Idea, quella di interpretare il mondo confuso e infelice in cui viviamo con gli strumenti del fantasy e della fantascienza di un'altra epoca, dimostrando come possano ancora essere attuali. Terry Gilliam è tutto questo, un incassatore come neanche John Mugabe sul ring contro Marvelous Hagler. Uno che trova il coraggio di tornare su canovacci per i più obsoleti, senescenti e uncool, come Brazil e L'esercito delle dodici scimmie, e provare a realizzarne un'ulteriore appendice, con un budget inferiore a disposizione e con il disincanto pessimista che ha preso il posto della rabbia eversiva di chi vuole cambiare le cose.
Il punto di vista è, inevitabilmente, quello di un autore di un'altra generazione, come lo è quello di Eastwood o lo era quello dell'ultimo Altman. Ma Gilliam non fa nulla per nasconderlo, quando invita a partecipare al suo videogioco vintage riadattato alla contemporaneità; il suo è un occhio nostalgico e disincantato sulla dissoluzione delle nostre vite, cominciata tra gli '80 e i '90 e proseguita nel terzo millennio, erodendo in maniera crescente speranze e scampoli di libertà, incastrando sempre più questi ultimi tra i pertugi concessi da lavori veri e fittizi, quando non autoindotti. Su quest'ultimo punto e sul ruolo della connettività 24/7 Gilliam lancia uno dei suoi strali più avvelenati, sintetizzando nella necessità di un continuo upload dei propri dati e del proprio lavoro la schiavitù imperante della deadline: droga, stimolo e spauracchio, causa ed effetto, mezzo e fine.
Qohen, agorafobico, vive in una chiesa che pare un museo, circondato da vestigia di un'altra epoca, o meglio di altre epoche, in un cortocircuito di generazioni perdute che sembrano tendere al Caos ultimo, all'Entropia galoppante; il pessimismo di Brazil si è trasformato in accettazione acritica del secondo principio della termodinamica. Qualunque cosa possiamo sforzarci di fare, il caos crescerà inesorabilmente. E la scelta di Qohen come soggetto-cavia della Mancom - geniale sintesi di un'agenzia di lavoro interinale e di un super-social network - è dovuta unicamente alla sua speranza, al residuo di un desiderio di unicità che ancora alberga in un essere umano che si oppone a una normalizzazione subdola, che passa da una policromia accecante, da sorrisi forzati e da un information overload che ottunde e segue l'uomo, anziché esserne seguito. E a costo di risultare ovvio o datato, Gilliam affronta di petto lo smarrimento delle identità ("chiama tutti Bob perché non può sprecare neuroni preziosi a ricordare i nomi della gente") che si fa paradossale in un mondo teoricamente ossessionato dall'esibizione e moltiplicazione dell'ego nella Rete. Ma la variabile vincente dell'algoritmo di The Zero Theorem sta forse nel cast, in un Christoph Waltz che per una volta trattiene i trucchi e i cliché del mestiere, in Thewlis, Swinton e Matt Damon che con dedizione si ritagliano ruoli consapevolmente caricaturali e nella rivelazione Mélanie Thierry, recuperata dall'abisso delle promesse mancate. Dall'accettazione della propria non-unicità - essere "creep" e non "special" - parte forse l'unico sentiero possibile verso una serena e consapevole (in)felicità.

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Orwell, 50 anni dopo...

domenica 10 luglio 2016 di Writer58

"The Zero Theorem" è un film che nasce all'insegna della continuità. Anche se sono passati 30 anni da "Brazil", Gilliam continua a sviluppare la stessa ricerca stilistica e di contenuto, una ricerca in cui la presentazione di una società disumanizzata si salda con le tematiche del senso della vita, dell' identità, del conformismo e della rivolta individuale. Un regista che ci propone un'estetica visionaria, sovrabbondante, dai colori saturi e le forme tondeggianti, dagli ambienti immensi e fortemente continua »

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Spunti geniali mal sviluppati

martedì 26 novembre 2013 di Andrea Fratini

In un mondo diventato caotico e dove le persone non stanno nè bene nè male, ma semplicemente “non stanno”, un addetto alle ricerche sulle “entità” è incaricato da una misteriosa agenzia di dimostrare matematicamente il teorema 0, ossia la prova che l’universo è inutile e che un giorno avverrà il big bang al contrario. Gilliam parte bene, poi, come di consueto nei suoi ultimi film, perde la bussola e la trama gli sfugge di continua »

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Scegliere il caos per vivere

mercoledì 15 ottobre 2014 di stefano capasso

Qohen vive in una ipotetica società del futuro, fondata sull'apparenza e sull'immagina. Apparentemente una società piena di colori e individui originale, nasconde una profonda inquietudine. In realtà tutto è vietato, esiste solo il lavoro e le lusinghe di martellanti proposta di benessere spirituale e materiale. In primo piano i social network vero tessuto connettivo tra tutte le componenti Qohen che è cosi scisso da usare il noi invece dell’io, continua »

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Fantascienza vintage

domenica 24 luglio 2016 di vanessa zarastro

In generale non sono un’appassionata di fantascienza, ma ho deciso di vedere “The Zero Therom” avendo letto delle buone recensioni e del suo regista, ormai settantacinquenne, che propone una sorta di vintage science fiction. In effetti il film non è affatto male essendo contemporaneamente divertente e malinconico, ironico e catastrofico e sembrerebbe essere una versione pop di “Brazil”, film cult di Terry Gillian del 1985. Qohen Leth (un eccezionale Crisopher continua »

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DVD | The Zero Theorem

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 6 settembre 2016

Cover Dvd The Zero Theorem A partire da martedì 6 settembre 2016 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd The Zero Theorem di Terry Gilliam con Matt Damon, Christoph Waltz, Tilda Swinton, Ben Whishaw. Distribuito da CG Entertainment. Su internet Zero Theorem (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 12,08 €
Prezzo di listino: 12,99 €
Risparmio: 0,91 €
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TRAILER | In concorso alla 70. Mostra del Cinema di Venezia, il film di Terry Gilliam arriva finalmente in Italia. Dal 7 luglio al cinema.

Il trailer italiano

venerdì 17 giugno 2016 - a cura della redazione

The Zero Theorem, il trailer italiano In un mondo futuristico e orwelliano in cui l'umanità è controllata dal potere delle corporazioni e da "uomini videocamera" che rispondono alla losca figura nota solo con il nome di Management, il genio informatico Qohen Leth (Christoph Waltz) vive recluso all'interno di una ex cappella distrutta dalle fiamme. Eccentrico, solitario e afflitto da angoscia esistenziale, Qohen da tempo lavora su un misterioso progetto - il Teorema Zero - volto a scoprire lo scopo della vita, qualora ne esista uno. Il suo lavoro e il suo isolamento sono a volte interrotti dalle visite della sensuale e vistosa Bainsley (Mélanie Thierry) e dell'adolescente prodigio Bob (Lucas Hedges).

NEWS | L'attrice è in gara con Under the skin di Jonathan Glazer.

Cresce l'attesa per Scarlett Johansson

martedì 3 settembre 2013 - Annalice Furfari

Venezia 70, cresce l'attesa per Scarlett Johansson Una riflessione sul mondo virtuale in cui viviamo immersi oggi. È questa l'essenza di The Zero Theorem, il film presentato ieri in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia dal regista Terry Gilliam, giunto al Lido in compagnia degli attori Melanie Thierry e David Thewlis. Il lungometraggio, che ha per attore protagonista Christoph Waltz, si incentra su un eccentrico e solitario genio del computer, afflitto da angoscia esistenziale, che lavora a un misterioso progetto teso a scoprire una volta per sempre il fine dell'esistenza umana, o la sua totale assenza.

   

NEWS | In concorso anche Tom à la ferme di Xavier Dolan.

Il giorno di Terry Gilliam

lunedì 2 settembre 2013 - Annalice Furfari

Venezia 70, il giorno di Terry Gilliam The Wind Rises, presentato ieri in concorso al Festival di Venezia, sarà l'ultimo film diretto da Hayao Miyazaki. La notizia è piombata come un fulmine a ciel sereno su una Mostra in fibrillazione per il ritorno, dopo cinque anni di attesa, del maestro dell'animazione giapponese. A comunicarla è stato il presidente dello studio Ghibli Koji Hashino, al Lido in rappresentanza del film con l'attrice Miori Takimoto. Ulteriori dettagli saranno spiegati a Tokyo in conferenza stampa la prossima settimana, ma la notizia ha conferito alla proiezione di ieri sera un sapore dolce e amaro.

   

Per Terry Gilliam il nostro mondo è il triofo delle solitudini

di Roberto Nepoti La Repubblica

Se in anni recenti l'espressione "fantascienza distopica" è stata ripetuta a tormentone, non si potrà certo tacciare Terry Gilliam di adeguarsi alla moda. È stato lui infatti, nel 1985, a realizzare il capolavoro delle distopie cinematografiche, il cult dei cult Brazil, recidivando poi, una decina d'anni dopo, con L'esercito delle 12 scimmie. Ora arriva (per la verità in ritardo: fu presentato a Venezia nel 2013) The zero theorem, che completa il trittico mettendo le pulsioni visionarie del cineasta al servizio di una storia totalmente nichilista, costruita intorno al vuoto e inghiottita da un buco nero. »

Il senso di tutto è visionario

di Maurizio Acerbi Il Giornale

In un futuro distopico, Qohen, genio informatico, solitario, è alle prese con un teorema che dovrebbe rivelare lo scopo della vita. Intanto, aspetta una telefonata che lo aiuti a capire il senso di tutto. Vi deve piacere Terry Gilliam e molto, perchè il suo cinema, spesso sopra le righe, non è facile da digerire. D'altronde, come don Chisciotte, l'autore lotta, da sempre, contro i mulini a vento della confusione esistenziale cercando di esplorare temi alti, in modo quasi ossessivo. Ma, in alcuni momenti, viene il mal di testa. »

Ossessioni virtuali, ma ora è tempo di disconnettersi

di Silvana Silvestri Il Manifesto

Chi sarà mai il regista che inizia il suo film con l'immagine dell'universo, del caos primordiale? Ma è lui, l'unico, Terry Gilliam, che arriva solo ora nelle sale con il suo The Zero Theorem, visto a Venezia, il teorema che vorrebbe dimostrare che tutto è uguale a zero, una possibile risposta alla domanda sul «senso della vita» che divertiva così tanto i Monty Python delle origini. Uno scienziato non troppo sano di mente e geniale (Christoph Waltz) è il protagonista, refrattario al contatto umano, che vive in una grande chiesa dismessa, circondato da affreschi, vetrate policrome, colonne tortili e cumuli di libri e computer di futura generazione, ma certo assai affidabili. »

The Zero Theorem | Indice

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