Lo Hobbit - La desolazione di Smaug

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Un film di Peter Jackson. Con Ian McKellen, Martin Freeman, Richard Armitage, Benedict Cumberbatch, Orlando Bloom.
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Titolo originale The Hobbit: The Desolation of Smaug. Fantastico, Ratings: Kids+13, durata 161 min. - USA, Nuova Zelanda 2013. - Warner Bros Italia uscita giovedì 12 dicembre 2013. MYMONETRO Lo Hobbit - La desolazione di Smaug * * * 1/2 - valutazione media: 3,72 su 122 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,72/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
In questa seconda avventura, Bilbo Baggins deve vedersela con il malvagio drago Smaug, custode del tesoro accumulato dai nani.
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primo piano
Il secondo capitolo modifica e incupisce molto la storia originale, creando un'atmosfera epica ed emozionante
Gabriele Niola     * * * 1/2 -

Bilbo, Gandalf e i 12 nani capitanati da Thorin Scudodiquercia procedono il loro viaggio tra ragni giganti, uomini orso e il fondamentale incontro con gli elfi silvani di Legolas. Ad un passo dalla meta però Gandalf è costretto a separarsi dalla compagnia per affrontare prove più importanti da solo, mentre i nani e Bilbo giungono a Pontelagolungo, alle pendici del monte in cui riposa il drago Smaug. Determinato a riprendere quel che è suo Thorin Scudodiquercia non attende Gandalf e decide di procedere da solo inviando come pattuito Bilbo a rubare l'Arkengemma dal drago dormiente.
È una lotta titanica (ma straordinaria per gli spettatori) quella tra Peter Jackson e il testo originario dell'autore che per la seconda volta ha impavidamente scelto di adattare, costruendo da sè una montagna ancor più impervia che in precedenza. Se infatti la trilogia Il signore degli anelli, comprimeva tre libri in tre film, brillando per come la capacità di sintesi non asciugasse i momenti più importanti della loro forza, Lo hobbit dilata un libricino in tre film. Invece che selezionare, comprimere e scartare Jackson aggiunge, crea e arricchisce, in una sfida impossibile per essere allo stesso livello del materiale di partenza. E in questo secondo film, le creazioni del regista sono decisamente più evidenti che nel primo.
L'obiettivo delle aggiunte e delle mille piccole modifiche è rendere effettivamente Lo hobbit un prequel a Il signore degli anelli. Il libro fu scritto prima ma, pur facendo da base per alcuni presupposti e qualche evento, non è effettivamente collegato in ogni sua parte alla trilogia che sarebbe stata pubblicata quasi 20 anni dopo. Cinematograficamente invece Jackson rilegge Lo Hobbit di Tolkien e lo mette in scena con il senno di poi, iniettando premonizioni, epifanie e imbastendo scontri preparatori alla grande guerra dell'anello. In un certo senso quell'integrazione che non è presente nei libri la ricrea nei film, adattando molto anche i toni. Là dove Tolkien usava la matita leggera, Jackson appesantisce il tratto, non solo attraverso la prefigurazione di eventi futuri (che gli spettatori hanno visto nella trilogia precedente) ma anche rappresentando gli elfi già cupi e torvi come durante la guerra dell'anello o rifiutando il favolismo che contraddistingue il libro. Sicuramente ne guadagna in coerenza tutta quella che sarà un'esalogia ma in certi punti si avverte qualche caduta di stile o strumento stonato rispetto al resto (la storia d'amore interraziale decisamente non sembra in linea con l'idea di romanticismo tolkeniana).
Qualsivoglia dubbio o perplessità scompare però quando entra in scena il villain del racconto: Smaug, il drago. Non è solo la potenza della figura, l'acume dei dialoghi che scambia con Bilbo e la perfezione della resa grafica ma proprio la capacità straordinaria che da tempo riconosciamo a Peter Jackson di non fallire l'obiettivo più importante e saper manipolare il cinema per creare un'atmosfera epica ed emozionante, centrando così l'unico obiettivo che conti davvero. Tutto il meglio delle idee e delle trovate di La desolazione di Smaug si trovano assieme al tesoro dei nani, nascoste sotto una montagna sconfinata di monete d'oro con questo carismatico cattivo, le cui dimensioni ci sono suggerite con grandissima intelligenza filmica facendo muovere cumuli d'oro molto lontani tra loro e la cui pancia s'illumina prima di sputare fuoco.
In quell'antro suggestivo, così agognato per un film e mezzo e così stupefacente nella sua immensità, questo secondo film trova se stesso e l'epica migliore, riuscendo a convincere della bontà generale dell'operazione. Come già Un viaggio inaspettato anche questo secondo film arriva in alcuni cinema in HFR (oltre che in 3D), ovvero a 48 fotogrammi al secondo invece dei tradizionali 24, soluzione scelta dal regista per la maggiore qualità dell'immagine. Di contro però l'estrema fluidità di un sovranumero di fotogrammi è inizialmente fastidiosa e fa somigliare l'immagine filmica a quella televisiva, risultando in un'impressione di scarsa qualità. In realtà è il contrario e il senso di fastidio è dovuto all'abitudine che abbiamo per i 24 fotogrammi al secondo, abitudine che comunque già nella seconda metà del film non si avverte più.

Incassi Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
Primo Weekend Italia: € 3.617.000
Incasso Totale* Italia: € 12.625.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 12 gennaio 2014
Primo Weekend Usa: $ 73.675.000
Incasso Totale* Usa: $ 257.391.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 9 marzo 2014
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Showtime:
lunedì 22 settembre 2014 alle ore 21,00 in TV su SKY3D
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Premi e nomination Lo Hobbit - La desolazione di Smaug

premi
nomination
Premio Oscar
0
3
BAFTA
0
1
* * * * *

Jackson aggiusta il tiro e centra il bersaglio

giovedì 12 dicembre 2013 di stefano94

Chi diceva che il primo film della trilogia "Lo Hobbit" era solo un piccolo antefatto per qualcosa di più epico non sbagliava. Chi criticava tutte le differenze dal libro (e bisogna ricordarci che è pur sempre un libro per BAMBINI) si è trovato spiazzato nel vedere il magnifico lavoro di ampliamento fatto dal regista, tutte le storie che si intrecciano (tra cui la fantastica e incredibilmente dark missione di Gandalf a Dol'Guldur). In favore di una durata minore continua »

* * - - -

Non ci siamo!

venerdì 13 dicembre 2013 di lonsk

Mi spiace, ho sempre difeso le trasposizioni cinematografiche di PJ, ma stavolta non posso proprio fare a meno di dire che sono uscito dal cinema delusissimo! Sarà anche un bel film, ma io sono fan di Tolkien, non del business che ha portato la produzione e PJ di estrapolare ben tre film da un libro di poche centinaia di pagine, costringendoli ad inventarsi di sana pianta eventi ed avvenimenti assolutamente inesistenti nel libro originale. La storia romantica fra un nano ed un elfo fa ridere per continua »

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Una occasione persa

venerdì 13 dicembre 2013 di acreide

Esco dalla sala parecchio deluso, secondo episodio assolutamente non all'altezza del primo. La bocca inizia a storcersi sin dall'inizio. Assolutamente inspiegabile e non fedele al testo il taglio dato alla parentesi dell'incontro con Beorn. La cosa non migliora con l'arrivo a Bosco Atro dove, ancora una volta senza alcuna necessità, si sceglie di tagliare e mutare gli avvenimenti. Buona l'idea di inserire Legolas ma avrebbe dovuto limitarsi a una comparsata sullo stile di Frodo nel primo film. Reame continua »

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Ritorno alle origini, innovando!

venerdì 13 dicembre 2013 di Randle Mcmurphy

Già dalla prima scena ambientata nella lugubre e piovosa cittadina di Brea, ho compreso di trovarmi davanti ad un'opera migliore della prima. La desolazione di Smaug ha nella narrazione un evidente filo conduttore- evidentemente voluto dal regista - con la precedente, e migliore, saga dell'anello. Lo spettatore scettico, troppo affezionato al Signore degli anelli, già dai primi fotogrammi percepisce che la musica è cambiata. grazie al sistema delle epifanie e di meticolosi flashback avverte una continua »

Smaug ( Benedict Cumberbatch )
"Io sono fuoco. Io sono morte"
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gandalf
è sicuramente una trappola
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legolas verdefoglia
"non credere che non ti uccida, nano.
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DVD | Lo Hobbit - La desolazione di Smaug

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 9 aprile 2014

Cover Dvd Lo Hobbit - La desolazione di Smaug A partire da mercoledì 9 aprile 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Lo Hobbit - La desolazione di Smaug di Peter Jackson con Martin Freeman, Richard Armitage, Aidan Turner, Robert Kazinsky. Distribuito da Warner Home Video. Su internet Hobbit. La desolazione di Smaug (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 15,19 €
Prezzo di listino: 18,99 €
Risparmio: 3,80 €
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SOUNDTRACK | Lo Hobbit - La desolazione di Smaug

La colonna sonora del film

Disponibile on line da martedì 10 dicembre 2013

Cover CD Lo Hobbit - La desolazione di Smaug A partire da martedì 10 dicembre 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Lo Hobbit - La desolazione di Smaug del regista. Peter Jackson Distribuita da Universal Classic. Su internet il cd Lo Hobbit. La desolazione di Smaug è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altre colonne sonore del film. altre versioni »

Prezzo: 21,50 €
Prezzo di listino: 24,30 €
Risparmio: 2,80 €
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APPROFONDIMENTI | Un demiurgo che sorpassa il concetto stesso di arte corale.

Peter jackson

mercoledì 11 dicembre 2013 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Peter Jackson Come solo George Lucas e Steven Spielberg prima di lui, Peter Jackson, classe 1961, è autore totale. Un demiurgo che sorpassa il concetto stesso di arte corale, perché del cinema pensa e organizza ogni singolo passaggio, dal soggetto alla post produzione, avvalendosi di tecnici e collaboratori che sappiano essere efficaci esecutori. Se Jackson non è soddisfatto degli effetti speciali, si inventa una compagnia che li sappia fare come vuole lui (la Weta Digital), un po' come fece il papà di Star Wars con la Industrial Light & Magic.

   

NEWS | In esclusiva su MYmovies l'immagine dei tre personaggi del film di Peter Jackson.

I tre fratelli dori, nori e ori

giovedì 7 luglio 2011 - a cura della redazione

Lo Hobbit, i tre fratelli Dori, Nori e Ori Questi tre fratelli, tutti figli della stessa madre, non potrebbero essere più diversi l’uno dall’altro. Dori, il più grande dei tre, trascorre la maggior parte del tempo badando a Ori, il fratello più giovane, e accertandosi che non prenda freddo o che non venga ucciso dagli Warg o dai Goblin. Nessuno sa bene, invece, di cosa si occupi Nori nella maggior parte del suo tempo. Quello che è certo è che si tratta di qualcosa di sospetto e, molto probabilmente, di illegale. Dori, Nori e Ori sono estremamente leali l’uno con l’altro, e anche se amano lottare tra loro, guai a chiunque intenda fare del male a uno dei fratelli.

BIZ

La desolazione di Smaug. La lotta contro il drago: Jackson ridà fiato allo spettacolo

di Adriano De Grandis Il Gazzettino

Smaug ha riaperto gli occhi. Non subito, ovviamente. Lo fa dopo un'ora abbondante, quando i nani e l'hobbit Bilbo arrivano davanti alla porta invisibile della Montagna e riescono a entrare. È ancora il registro immaginifico quello che incanta lo sguardo, a cominciare dalla prima avventura dentro una foresta di cenere, territorio privilegiato di una compagnia bellicosa di ragni giganti, passando per una spassosa lotta tra orchi e nani, lanciati tra le rapide come in una discesa di rafting molto cartoon, e l'incantesimo, tra la nebbia, del villaggio, che emerge improvviso, tra un quadro fiammingo e paesaggi mozzafiato. »

Hobbit incantevole e incantato tra azione e poesia

di Alessandra Levantesi La Stampa

Il primo episodio terminava sull'occhio dell'immenso drago Smaug, a guardia del tesoro rubato ai nani e in procinto di risvegliarsi. Il secondo si apre su un breve prologo che rievoca l'incontro fra lo stregone Gandalf e il re nano Thorin. Thorin vuole riprendersi il suo regno distrutto da Smaug, il mago grigio è allarmato perché presagisce che le forze oscure stanno ricompattandosi: in qualche modo la riconquista di Erebor coincide con la crociata contro il Male. Per trasferire sullo schermo The Hobbit, pubblicato nel 1937 e lungo meno di 300 pagine, poteva bastare un solo film, ma girare tre capitoli in un'unica soluzione significava distribuire i costi e triplicare gli incassi. »

Orchi, nani e un drago venale Peter Jackson colpisce ancora

di Francesco Alò Il Messaggero

Torna il fantasy neorealista di Peter Jackson ovvero la Terra di Mezzo di Tolkien con le unghie sporche, i denti marci e un'immagine in 3D a 48 fotogrammi al secondo che ti fa andare fuori di testa per quanto è vivida. Sembra di stare lì. La desolazione di Smaug è il secondo capitolo di quella che sarà una nuova trilogia dal romanzo d'esordio leggermente più frivolo che Tolkien scrisse molti anni prima del potente Il Signore degli Anelli. Avevamo lasciato il cauto hobbit Bilbo (Martin Freeman, ancora geniale) e i 13 nani guidati da Thorin Scudodiquercia in mezzo agli orchi. »

Jackson, delirio visionario nel mondo di Tolkien

di Valerio Caprara Il Mattino

Attenzione a snobbare «Lo Hobbit - La desolazione di Smaug», è un grande film che conferma come Jackson sia il numero uno nel fare deflagrare lo schermo con il fantasy. Il primo capitolo della trilogia ispirata all'omonimo romanzo di Tolkien era apparso, in effetti, sbiadito rispetto agli exploit di «Il signore degli anelli», ma il secondo si basa su uno script più sostanzioso, ne rilancia la scala epica e in quanto a scatti del montaggio e studio dell'inquadratura primeggia sul lotto dei concorrenti blockbuster. »

Lo Hobbit - La desolazione di Smaug | Indice

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