Io e te

Un film di Bernardo Bertolucci. Con Jacopo Olmo Antinori, Tea Falco, Sonia Bergamasco, Pippo Delbono, Veronica Lazar Drammatico, - Italia 2012. - Medusa uscita venerdì 26 ottobre 2012. MYMONETRO Io e te * * * - - valutazione media: 3,25 su 6 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,25/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critica * * * 1/2 -
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Il nuovo film di Bernardo Bertolucci, tratto da un romanzo breve di Niccolò Ammaniti.
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primo piano
L'interessante ritorno di Bernardo Bertolucci dietro la macchina da presa
Giancarlo Zappoli     * * * - -
Locandina Io e te

Il quattordicenne Lorenzo ha palesi difficoltà di rapporto con i coetanei tanto che si avvale dell'aiuto di uno psicologo. Un giorno coglie al volo un'occasione unica: finge di partire per la settimana bianca con la sua classe mentre invece si rifugia nella cantina di casa con una ben organizzata scorta di cibarie e le letture preferite. Non sa che di lì a poco proprio nel suo dorato rifugio irromperà Olivia, la sorellastra venticinquenne che non vede da lungo tempo. Olivia è tossicodipendente e sta tentando di ripulirsi. Nel frattempo soffre di crisi di astinenza e non fa nulla per lasciare tranquillo Lorenzo.
Bernardo Bertolucci torna a fare cinema dopo una lunga assenza causata dalle conseguenze della malattia che lo ha costretto su una sedia a rotelle. Se il suo sguardo non può più avvalersi direttamente della posizione eretta il suo cinema sembra avvantaggiarsene. È come se il suo occhio interiore avesse deciso di mettersi al livello dei giovani soggetti presi in considerazione invece di guardarli dall'alto di una memoria troppo vincolata dalla forma come in The Dreamers.
Grazie a un casting accurato, che gli ha permesso di scegliere due corpi e due volti che si imprimono immediatamente nella memoria dello spettatore, Bertolucci può tornare a uno dei suoi temi preferiti: quello dell'irruzione di un elemento esterno (sia esso storico o individuale) che mette in discussione uno status quo imponendo una revisione totale di ciò che si riteneva acquisito o l'esplosione di ciò che era stato accuratamente ricoperto da ipocrisie o autoconvincimenti. A differenza delle formiche dalla vita sociale rigidamente strutturata Lorenzo e Olivia sono due personalità che hanno cercato, ognuna a suo modo, di sfuggire al vivere comune. Sarà una cantina (luogo delegato alla paura e/o alla morte nel cinema di genere) a riaprirli se non al mondo almeno alla possibilità di prendere in considerazione opzioni diverse. Se Lorenzo, come un armadillo in gabbia, era convinto di salvarsi compiendo un ripetitivo percorso solitario, Olivia aveva cercato di annullarsi nel confondersi con i muri ai quali sovrapponeva la propria immagine fotografica. Una polvere simile alla calce di quegli stessi muri ma dai micidiali effetti aveva invece cominciato a confondersi con lei finendo per confonderla.
Bertolucci, in un prologo in cui accenna a un immaginario rapporto incestuoso madre/figlio, sembra voler prendere le distanze da un certo suo cinema avviluppato su se stesso (vedi La luna) per affermare la necessità di guardare invece alle tante (troppe) solitudini di cui il mondo adulto a volte sembra non cogliere la confusa ma pressante richiesta di aiuto. Se questo è l'inizio di una nuova fase del suo fare cinema non le si può che dare il benvenuto.

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Il ritorno di Bertolucci

di Natalia Aspesi La Repubblica

«Essere costretto sulla carrozzella per me è stato un evento molto doloroso, una condizione che mi separava dalla vita, che, pensavo, mi avrebbe impedito per sempre di fare ancora cinema. Ho impiegato anni ad accettare questo limite, a farlo diventare la mia normalità. Il mestiere di regista per me era legato all' idea di muovermi in assoluta libertà, sulle mie gambe. Poi ho capito che si può benissimo girare un film anche in carrozzella elettrica. Basta sapersi organizzare, basta non pretendere da se stessi l' impossibile». »

Bertolucci racconta due solitudini che convivono

di Stenio Solinas Il Giornale

Era da The Dreamers, presentato fuori concorso dieci anni fa a Venezia, che Bernardo Bertolucci non girava film. Costretto da allora su una sedia a rotelle, confessa oggi di aver pensato «che la mia carriera cinematografica fosse finita. Poi, a poco a poco ho digerito la mia nuova condizione, ho imparato ad accettarla e così, in modo naturale mi è venuta la voglia di tornare dietro la macchina da presa, tenendo conto che l’avrei dovuto sempre fare da seduto e non più in piedi come ero abituato». »

I ragazzi soli di Bertolucci

di Alberto Crespi L'Unità

Bernardo Bertolucci ci aspetta alla fine di un corridoio dell’hotel Martinez che sembra uscito da una scenografia di David Lynch. Per la cronaca parecchi anni fa Bertolucci, in quanto presidente della giuria, diede a Lynch la Palma.d’oro per Cuore selvaggio. Alla fine di quel corridoio super-kitsch c’è una specie di bar improvvisato, dove Bernardo aspetta i giornalisti per un caffè dopo la proiezione di Io e te, il suo nuovo attesissimo film. È una gioia vederlo, e senza vergogna glielo diciamo. »

Adolescenza cannibale

di Roberto Silvestri Il Manifesto

Se sono molti gli uomini che lavorano attorno alla propria opera sono pochi quelli intorno ai quali l'opera lavora. Il direttore di Cannes 65 Thierry Fremaux non se n'è accorto e ha messo per errore fuori gara Io e te , il piccolo grande duetto «antropofagico» di Bernardo Bertolucci - che da 9 anni un'ostinata malattia teneva lontano dai set - aggravando il gesto con la scusa che il regista di Ultimo tango a Parigi fu già Palma d'oro alla carriera. Eppure il cineasta di Parma , che da oggi ha un sindaco grillino, non ha potuto esimersi di realizzare il suo sedicesimo lungometraggio. »

Io e te | Indice

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