Diaz - Non pulire questo sangue

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3,55/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * - -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
Un film di Daniele Vicari sui fatti accaduti alla scuola Diaz a Genova durante il G8.
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primo piano
Un film di forte impegno civile
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -

Luca è un giornalista della Gazzetta di Bologna (giornale di centro destra) che il 20 luglio 2001 decide di andare a vedere di persona cosa sta accadendo a Genova dove, in seguito agli scontri per il G8, un ragazzo, Carlo Guliani, è stato ucciso. Alma è un'anarchica tedesca che ha partecipato agli scontri e ora, insieme a Marco (organizzatore del Social Forum) è alla ricerca dei dispersi. Nick è un manager francese giunto a Genova per seguire il seminario dell'economista Susan George. Anselmo è un anziano militante della CGIL che ha preso parte al corteo pacifico contro il G8. Bea e Ralf sono di passaggio ma cercano un luogo presso cui dormire prima di ripartire. Max è vicequestore aggiunto e, nel corso della giornata, ha già preso la decisione di non partecipare a una carica al fine di evitare una strage di pacifici manifestanti. Tutti costoro e molti altri si troveranno la notte del 21 luglio all'interno della scuola Diaz dove la polizia scatenerà l'inferno.
Fino a qui la parte iniziale del film a cui vanno fatti seguire dei dati che non sono cinema ma cronaca giudiziaria. Alla fine di quella notte gli arrestati furono 93 e i feriti 87. Dalle dichiarazioni rese dai 93 detenuti (molti dei quali oggetto di ulteriori violenze alla caserma-prigione di Bolzaneto) nacque il processo in seguito al quale dei più di 300 poliziotti che parteciparono all'azione 29 vennero processati e, nella sentenza d'appello, 27 sono stati condannati per lesioni, falso in atto pubblico e calunnia, reati in gran parte prescritti. Mentre per quanto accaduto a Bolzaneto si sono avute 44 condanne per abuso di ufficio, abuso di autorità contro detenuti e violenza privata (in Italia non esiste il reato di tortura).
Gli elementi di cui sopra sono indispensabili per fare memoria su un episodio avvenuto in una scuola dedicata a colui che firmò il bollettino di guerra della vittoria nel 1918 è che è stata teatro della più grave disfatta del diritto democratico della nostra storia recente. Il film di Vicari si colloca all'interno del cinema di denuncia civile di cui Rosi e Lizzani sono stati maestri e che richiama, per la forza e la lucida coerenza della narrazione il Costa Gavras di Z- L'orgia del potere. Vicari non si nasconde dietro a nessun facile manicheismo come quello di chi tuttora considera i Black Block solo dei 'compagni che sbagliano'. Ne mostra in apertura le devastazioni e, così facendo, può permettersi di proporre un film che si muove su un piano eticamente elevato. Così come solo chi è in malafede potrà accusare Diaz - Non pulire questo sangue di essere 'contro la polizia'. E' sicuramente contro ma con l'opposizione e la denuncia di quel tumore che può pervadere (così come è accaduto) un'istituzione la cui finalità e quella di mantenere l'ordine democratico e non di esercitare violenza fisica e psicologica su chi ritiene di dover sottoporre a controlli o restrizioni di libertà. Dal punto di vista cinematografico poi questo è un film senza star. Ognuno ha il proprio ruolo che si immerge e riemerge come un corso d'acqua carsico nei gironi degli inferi di quella notte. Una notte da dimenticare diranno alcuni. Una notte da ricordare afferma con forza e rigore questo film. Perché fatti simili non accadano più.

Incassi Diaz - Non pulire questo sangue
Primo Weekend Italia: € 664.000
Incasso Totale* Italia: € 1.944.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 22 luglio 2012
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Premi e nomination Diaz - Non pulire questo sangue

premi
nomination
Nastri d'Argento
2
7
David di Donatello
4
13
* * - - -

Manieristico e retorico

domenica 3 giugno 2012 di davide chiappetta

Dopo i corpi e la dignità, quello che crolla sotto i colpi di manganello è l'obbiettività e il distacco critico; l'imparzialità va in frantumi: cause e moventi tacciono annichiliti. Vicari sceglie di filmare la forza d'urto dell'abuso, il suo impatto emotivo, evitando (di poco) il documentarismo attraverso una costruzione narrativa labirintica, specchio del dedalo genovese. L'esercizio funziona benino fintanto che Vicari manipola le immagini, continua »

* * * * *

Non è il cile.....

sabato 14 aprile 2012 di diomede917

Il 21 Luglio del 2001 tra le 22 e mezzanotte all’interno di uno Stato democratico i diritti umani son stati calpestati, umiliati e massacrati….quella notte alla Scuola Diaz verrà ricordata per sempre come la Macelleria messicana (termine usato dal vicequestore Michelangelo Fournier). Diaz parla dei giorni che hanno preceduto quell’evento, parla di una maledetta bottiglia di vetro lanciata contro una pattuglia della polizia….una bottiglia vista da diverse angolazioni continua »

* * * * -

Lo sai che rischiamo di far 30 morti stasera, si?

domenica 15 aprile 2012 di angelo umana

 E’ stato interessante vedere il film dopo una presentazione in sala fatta dal regista Daniele Vicari e dal produttore Domenico Procacci. Vicari ha raccontato che dopo una proiezione a Palermo una giornalista locale gli ha scritto in privato ringraziandolo e raccontandogli che suo marito, poliziotto, quel 21-7-2001 non si trovò nella Scuola Diaz per puro caso, ma che se avesse dovuto partecipare a quella “mattanza” o “macelleria messicana”, era convinto continua »

* * * - -

Un bel quadro senza una necessaria cornice

martedì 17 aprile 2012 di MargheritaConWurstel

"Diaz - Don't clean up this blood" è un film di Daniele Vicari sui fatti realmente accaduti alla scuola Diaz di Genova in occasione del G8 nel Luglio 2001. Il film, girato quasi interamente fuori dai confini italiani, è incentrato sulle "verità" emerse dalle circa diecimila pagine di carte processuali e sulla sentenza di primo grado del 13 Novembre 2008 e di appello del 18 Maggio 2010 che in parte riformò quella di primo grado condannando anche i vertici della Polizia di Stato. La critica della continua »

POLIZIOTTA
"Tutto 'sto casino per una cazzo di bottiglia!"
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DVD | Diaz - Non pulire questo sangue

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 25 settembre 2012

Cover Dvd Diaz - Non pulire questo sangue A partire da martedì 25 settembre 2012 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Diaz - Non pulire questo sangue di Daniele Vicari con Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich, Elio Germano, Davide Iacopini. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet Diaz (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 12,99 €
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SOUNDTRACK | Diaz - Non pulire questo sangue

La colonna sonora del film

Disponibile on line da mercoledì 6 giugno 2012

Cover CD Diaz - Non pulire questo sangue A partire da mercoledì 6 giugno 2012 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Diaz - Non pulire questo sangue del regista. Daniele Vicari Distribuita da Fandango, e New Age e Contemporanea. Sono inoltre disponibili altre colonne sonore del film. altre versioni »

APPROFONDIMENTI | Daniele Vicari e la vergogna della Diaz.

Il fantasma di salò

domenica 15 aprile 2012 - Roy Menarini

Il fantasma di Salò Ancora il cinema civile e politico al centro della discussione. Dopo Romanzo di una strage e ACAB – con cui Diaz compone chiaramente un involontario dittico – il film di Daniele Vicari sembra ancora più degli altri costituirsi come pietra di paragone per futuri tentativi di raccontare le vicende scabrose dell’Italia contemporanea. Anzitutto, va apprezzato il coraggio: come da più parti si è notato, il solo cimentarsi nella realizzazione di un film così duro e incompromissorio su quel che è avvenuto la notte del 21 luglio alla scuola Diaz e alla caserma Bolzaneto significa attirarsi problemi a non finire.

   

APPROFONDIMENTI | Parlano il regista Daniele Vicari e il produttore Domenico Procacci.

Un progetto rischioso

martedì 28 febbraio 2012 - Robert Bernocchi

Diaz, un progetto rischioso Non ci rientriamo, è sicuro”. Così risponde Domenico Procacci alla domanda del giornalista Alessandro De Simone, interessato alle vendite all’estero effettuate a Berlino per il film Diaz e preoccupato per l’investimento svolto dalla Fandango su un film molto difficile. È una constatazione che potrebbe sembrare amara, ma che Procacci fa con un sorriso tranquillo.

   

FOCUS | Un film da vedere. Di Pino Farinotti.

Ma il sangue era quello

lunedì 16 aprile 2012 - Pino Farinotti

Diaz: qualche eccesso, ma il sangue era quello Primo blocco "...Andare a vedere Diaz è un dovere civile. Il film di Daniele Vicari sulle violenze perpetrate da alcuni reparti della polizia durante il G8 di Genova del luglio 2001, non sarà una visione piacevole, non sarà una visione divertente, non sarà una visione conciliante. Sarà, in compenso, un'esperienza memorabile....Questo è il pregio etico ed estetico di questo film potente e commovente: ci investe con un flusso di immagini destinate a restare nella memoria e, ancor di più, riconsegna una storia per immagini che finalmente consente agli italiani della presente e delle future generazioni di far entrare nella propria memoria nazionale i fatti accaduti nei terribili giorni di quel luglio d'inizio secolo e millennio.

   

GALLERY | Da Daniele Vicari, un film su quanto accadde a Genova la notte del 21 luglio 2001.

Non pulire questo sangue

giovedì 15 marzo 2012 - a cura della redazione

Diaz, non pulire questo sangue Quel giorno, a Genova, tra i migliaia di manifestanti ci sono anche Luca (Elio Germano), giornalista della Gazzetta di Bologna, gli anarchici Alma, Etienne e Cecile, Marco, organizzatore del Genoa Social Forum, e Franci, giovane avvocato del Genoa Legal forum. E poi anche Nick, il sindacalista Anselmo, Bea e Ralf. Insieme, la notte del 21 luglio, si trovano accampati nel complesso scolastico Diaz-Pascoli, adibito per l'occasione a dormitorio. Poco prima della mezzanotte centinaia di poliziotti, comandati dal vicequestore aggiunto Max (Claudio Santamaria), irrompono nella scuola.

BIZ

Genova, luglio 2001 un film per non dimenticare

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Tutto quello che è contenuto nel film di Daniele Vicari Diaz - non pulite questo sangue lo sapevamo già, perché largamente documentatoe testimoniato. Eppure il film provoca un' impressione enorme. Il cinema, nonostante la sua perdita storica di terreno come strumento di formazionee di maturazione delle coscienze, mantiene ancora una potenza straordinaria. Lo stiamo vedendo anche nel caso del film di Giordana Romanzo di una strage. Essere informati dal giornalismo, dalla tv, dai libri, non è la stessa cosa che veder rappresentati i più drammatici fatti della nostra vita civile da un racconto proiettato su un grande schermo. »

Molta violenza, poca riflessione

di Piera Detassis Ciak

Il dilemma di questa ultima stagione di cinema civile (benven ta dopo il vortice di commediole di cui sembravamo prigionieri) corre Sul crinale scivoloso che separa verosimiglianza da realtà. C’è chi viene contestato per riletture troppo personali, come Marco Tullio Giordana per Romanzo di una strage (ma un film, ricorda il regista, non è un documentario e ragiona sul dubbio), e chi sembra soffrire del contrario, la troppa aderenza alla realtà, come nel caso di Daniele Vicari. La «macelleria» documentata dal film ci fu davvero in quel famoso G8 e, sottolineano tutti i testimoni, fu persino peggio, al punto che autore e produttori hanno scelto una parziale censura per non rendere inverosimile il vero. »

Quel G8 a senso unico

di Maurizio Acerbi Il Giornale

Delle violenze che devastarono Genova, c’è poco o niente. Una piccolissima parte rispetto alla durata della pellicola. Per carità, niente e nessuno può giustificare quello che è avvenuto nella Diaz. Proprio per questo, però, per evitare film preconcetti, sarebbe stato più corretto mostrare le due facce della medaglia, fidandosi un po’di più del giudizio dello spettatore. Così, invece, si ottiene l’effetto voluto di indignazione verso chi ha disonorato la divisa ma dimenticandosi di tutto il resto. »

di Eric Jozsef Libèration

La paura, lo smarrimento, la violenza cieca, brutale, impietosa. Con una grandissima abilità di regia, Daniele Vicari ricostruisce la mattanza avvenuta nella scuola Diaz alla fine del G8 di Genova del 2001 e l’ignobile trattamento subìto dagli arrestati nella caserma di Bolzaneto. Le scene di colpi e di sangue sono prolungate ma inevitabili per tentare di rendere conto di una tale violazione dei diritti civili da parte di forze dell’ordine di uno stato democratico. Nessuna immagine di troppo, nessun primo piano inutile o eccessivo pathos, bensì la traduzione efficace dello spavento, come quando le urla delle vittime fanno da sfondo a un scena ferma. »

Diaz - Non pulire questo sangue | Indice

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David di Donatello (17)


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