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La custode di mia sorella |
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Un film di Nick Cassavetes.
Con Cameron Diaz, Abigail Breslin, Alec Baldwin, Jason Patric, Sofia Vassilieva.
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Titolo originale My Sister's Keeper.
Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 109 min.
- USA 2009.
- Warner Bros Italia
uscita venerdì 4 settembre 2009.
- VM 14 -
MYMONETRO
La custode di mia sorella
valutazione media:
3,22
su
38
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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La vita di Sara e Brian Fitzgerald e dei loro due figli cambia per sempre quando scoprono che Kate, la piccola di due anni, è affetta da leucemia.
![]() Nick Cassavetes si riconferma regista "strappalacrime", filmando questa volta la malattia oncologica |
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Marzia Gandolfi
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Kate Fitzgerald è un'adolescente innamorata della vita e colpita a pochi anni da una forma aggressiva di leucemia. La sua famiglia, partecipe e protettiva, combatte da sempre la sua battaglia. Sara, la madre, ha abbandonato lavoro e carriera per garantirle cure e sostegno, Brian, il padre, veglia sulla famiglia e cerca come può di contenere il dolore della figlia e l'ostinata determinazione della moglie davanti alla malattia, Jesse, figlio maggiore, è un ragazzo introverso e suo malgrado defilato, Anna, figlia minore, ha undici anni ed è stata concepita in provetta per "riparare" la patologia progressiva della sorella maggiore. Provata emotivamente e sfinita dal disinteresse della madre, sempre troppo concentrata su Kate, Anna denuncia i genitori e chiede l'emancipazione medica e i diritti sul proprio corpo. Il processo li dividerà fino a riunirli.
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La custode di mia sorella
lunedì 2 agosto 2010
di 7alieni
Una bella coppia con tre figli, due di questi nati con un destino diverso da ciò che convenzionalmente si definisce normale: una malata di cancro il cui nome è Kate (Sofia Vassilieva), l'altra, la più piccola nata per permettere alla sorella di sopravvivere (da qui il titolo); il suo dovere quello di sottoporsi a costanti prelievi e operazioni per donare ciò che è suo alla vita di Kate, per i genitori (Cameron Diaz e Jason Patric) tutto va bene così continua » |
La malattia e la sofferenza per cassavetes
lunedì 7 settembre 2009
di Paioco89
Le problematiche della vita sono un tema caro a Cassevetes, già dal suo primo film "Mariti". Adesso il regista americano si concentra sulla malattia, la sofferenza e la morte. Il film è drammatico e molto biografico, trattando fondamentalmente l'evoluzione della malattia di Kate vista dai componenti familiari, dando poco spazio però alla condizione della ragazzina malata. Il film tocca un tema molto delicato dove è facile emozionarsi ed è facile provare sentimenti, risultando però anche troppo "pesante" continua » |
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Dietro le lacrime, un dibattito civile
venerdì 11 settembre 2009
di ciccio capozzi
“LA CUSTODE DI MIA SORELLA” di NICK CASSAVETES; USA, 09. Kate è ammalata di leucemia. Per avere midollo spinale e ad un eventuale rene sicuramente compatibili, l’indomita madre programma un’altra figlia in provetta, Anne: che, però, va da un avvocato per negare ai genitori la possibilità di “usare” il suo corpo. Tratto da un romanzo, a sua volta modellato su una storia vera, il film è una perfetta, “inesorabile” macchina strappalacrime. Sicuramente con l’ausilio del testo di partenza, la sceneggiatura continua » |
Cry,cry,cry
giovedì 9 dicembre 2010
di irontato
Questo film è una macchina da lacrime e anche se l'approfondimento sulla tematica della malattia è interessante e coinvolgente la ricerca ostentata di situazioni emotive tristi per coinvolgere lo spettatore è troppo insistente e abusata.Flashback,madri combattive al limite della pazia e amori oncologici dalla fine tragica sommati insieme danno un risultato poco credibile.Un pò più di sobrietà avrebbe dato alla pellicola quel pathos che una storia continua » |
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"Perchè deve essere sempre tutto così difficile? Appena approdi in un'isola di illusoria felicità, non fai a tempo ad accamparti che subito arriva un'onda che ti spazza via e ti ritrovi ancora al largo in balia di quel tormentoso pensiero di una nuova terra promessa per la quale ti chiederai: è solo un miraggio?" |
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| Anna | |
| "Invece, caso o no, sono qui." | |
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| Sara - Anna | |
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Sara: "Ma che succede? Anna, ci fai causa?" Anna: "Non voglio subire più mamma, il corpo è mio, voglio decidere io che cosa farne...!" |
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martedì 25 agosto 2009 - Pressbook
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Il dramma di una famiglia fra i dilemmi della bioetica
di Alessandra De Luca Avvenire
Ci sono film (che ti prendono alla gola e non ti mollano più, neanche quanto torni alla luce del sole. Film capaci di puntare dritto al cuore con temi che vanno al nocciolo delle grandi questioni umane: la vita e la morte. Uno di questi è La custode di mia sorella di Niclk Cassavetes, dramma morale tratto dal best seller di Jodi Picoult ispirato a 'una storia vera che molto ha fatto discutere. La vicenda è infatti quella della piccola Anna (Abigail Breslin, già candidata all' Oscar per Little Miss Sunshine), undici anni, messa al mondo dai genitori con un dna opportunamente modificato perché possa fornire «pezzi di ricambio» alla sorella maggiore Kate (la brava e coraggiosa Sofia Wassilieva), malata di una rara forma di leucemia. » |
Lacrime obbligatorie
di Alessio Guzzano Grazia
Per la sua prima maiuscola prova drammatica Cameron Diaz ha scelto un dramma che più dramma non si può: il film tratto dall’addolorato libro di Jodi Picoult (stesso titolo, Combacio), da far impallidire quelli ultrasentimentalisti di Nicholas Sparks. Lei è l'adorante madre ostinata di una ragazzina malata di leucemia. Ha lasciato il lavoro, trascura il marito. Per aiutarla psìcologicamente dopo la che mio, si è rasata a zero. Le ha procreato in vitro una sorellina compatibile che per 11 anni si è prestata ai trapianti, poi ha citato la mamma In giudizio per evitare l'espianto di un rene. » |
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di Alessio Guzzano City
Per curare con ostinato amore la figlia malata di una leucemia senza scampo, Cameron Diaz (promossa in ruolo drammatico) le ha procreato in vitro una sorellina compatibile che per 11 anni si è prestata ai trapianti. Le due si adorano e in casa si vive un disinvolto dolore con ritagli di allegria, ma la ragazzina va dall’avvocato Alec Baldwin per evitare l’espianto di un rene (scena ricalco de “Il cliente”). Il suo ‘egoismo’ fa infuriare chi per amore materno ha rinunciato a vivere (e alla chioma). » |
Sorelle in guerra
di Lietta Tornabuoni L'Espresso
Lasciando da parte Fellini, sono forse Vittorio De Seta, Elio Petri, Marco Bellocchio, Fabio Carpi, Roberto Faenza e Marco Ferreri i registi italiani il cui lavoro è più legato, direttamente oppure no, alla psicoanalisi freudiana o junghiana, ossia al maggior veicolo di conoscenza, insieme con il marxismo, della realtà contemporanea. Anche se i due strumenti di conoscenza vengono considerati obsoleti, passati di moda, persino ridicoli, restano importantissimi e preziosi: a patto che a pretendere di usarli non siano registi americani. » |
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