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Pulp Fiction |
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Un film di Quentin Tarantino.
Con John Travolta, Samuel L. Jackson, Tim Roth, Amanda Plummer, Eric Stoltz.
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Hard boiled,
durata 154' min.
- USA 1994.
MYMONETRO
Pulp Fiction
valutazione media:
4,21
su
195
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Quattro storie di violenza s'intersecano in una struttura apparentemente circolare che va avanti e indietro nel tempo.
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4 storie di violenza s'intersecano in una struttura apparentemente circolare che va avanti e indietro nel tempo: 1) due balordi (Roth, Plummer) si accingono a fare una rapina in una tavola calda; 2) due sicari (Travolta, Jackson) recuperano una valigetta preziosa, puliscono la loro auto, insozzata dal sangue e dal cervello di un uomo ucciso per sbaglio, con l'aiuto di Mr. Wolf (Keitel), l'uomo che risolve problemi, e vanno a mangiare nella tavola calda della rapina; 3) uno dei due sicari (Travolta) deve portare a ballare Mia (Thurman), moglie del capo (Rhames), ma lei va in overdose; 4) il pugile Butch (Willis) vince un incontro che doveva perdere e scappa con la borsa. Ispirato a quella narrativa popolare di ambiente criminale che, dagli anni '30 e '40, era pubblicata dai pulp magazines, il 2° film di Q. Tarantino (1963) procede sul filo di un'irridente ironia, di un efferato umorismo nero, di una dialettica tra buffonesco e tragico (tra fun e funesto) che mettono azioni, gesti e personaggi come tra parentesi, in corsivo, anche quando, come nel torvo episodio della sodomizzazione, questo film divertente e caustico dai dialoghi irresistibili penetra nell'abominio del male. Vietato in Italia ai minori di 14 anni. Palma d'oro a Cannes e Oscar per la sceneggiatura (Tarantino, Roger Avary).
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premi nomination |
Premio Oscar 2 6 |
Golden Globes 1 5 |
Festival di Cannes 1 0 |
Capolavoro assoluto
lunedì 12 febbraio 2001
di elianto
Dopo questo film il cinema si può dividere in due A.P. (ante Pulp Fiction) e D.P. (dopo Pulp Fiction); la sua potenza è così innovativa che verrà preso a modello di riferimento per tutti i film seguenti che cercheranno unire ironia caustica, umorismo nero, dialoghi irrestibili nella loro "minimalità", violenza e divertimento, mantenendo costantemente personaggi e storie come parentesi incastonate nell'incredibile atmosfera di "assurda" credibilità che pervade tutto il film. continua » |
Stiamo ancora a discutere?
giovedì 5 luglio 2001
di jkh
ragazzi,,,,il Film x eccellenza,,,questo si ke è cult,basta pensare a quante volte è stato citato e quanti cloni ha generato.howard hawks diceva ke per fare 1grande film bastano 3grandi scene,,qui ce ne sono almeno 5. 1- il dialogo surreale,allucinato e di jules ke cita la bibbia prima di uccidere i 2 ke avevano fatto saltare 1affare. 2-travolta ke balla con uma thurman 3-l'overdose di eroina risolta con l'iniezione di adrenalina 4-bruce willis inseguito dal boss mafioso ke aveva tradito 5- continua » |
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O lo ami o lo odi
martedì 16 luglio 2002
di Expo
io sono della famiglia di coloro che lo amano (e ci mancherebbe altro..). Il film è semplicemente straordinario, con i suoi dialoghi semplici a tal punto da diventare disarmanti, se vogliamo qualunquistici ma pieni di significato. E' la contraddizione fatta film: il cattivo che diventa redentore, il killer invincibile che viene ucciso mentre...si trova in bagno, il doppiogiochista che la spunta e il capomafia sodomizzato, ma si può? semplicemente geniale! e alla fine c'è anche una morale che esce continua » |
I genitori di quentin hanno strofinato una lampada
mercoledì 2 giugno 2010
di Marv89
Innovazione, genio, originalità questi sono gli aggettivi da utilizzare per delineare il profilo di questo capolavoro e della mano di colui che lo ha creato. Esente da classificazione da genere cinematografico precedentemente esistente, Pulp Fiction si crea uno spazio tutto suo segnando un anno zero non solo nel pulp ma in tutto il paronama cinematografico mondiale. Nell'anno di nascita 1994 crea nella critica e nel pubblico un entusiasmo tale da mettere continua » |
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| Mia (Uma Thurman) a Vincent (John Travolta) | |
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Mia: Non odi tutto questo? Vincent: Odio cosa? Mia: I silenzi che mettono a disagio… Perché sentiamo la necessità di chiaccherare di puttanate per sentirci più a nostro agio? Vincent: Non lo so… È un'ottima domanda. Mia: È solo allora che sai di aver trovato qualcuno speciale...quando puoi chiudere quella ca**o di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace. |
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| Jules Winnfield | |
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Come ti chiami? Mi chiamo Gerda e non è con le chiacchere che uscirai con questa me**a! |
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| Mr Wolf (Harvey Keitel) all'ingresso della casa di Jimmy Dimmick | |
| Sono il Signor Wolf, risolvo problemi. | |
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Altre frasi celebri del film Pulp Fiction
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DVD | Pulp FictionUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 26 ottobre 2011
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SOUNDTRACK | Pulp FictionLa colonna sonora del film
Disponibile on line da martedì 8 giugno 2010
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
I censori italiani hanno vietato ai minori di diciotto anni Pulp Fiction di Quentin Tarantino, Palma d'oro al festival di Cannes: non devono avere più senso dell'umorismo e maggiore conoscenza del cinema contemporaneo dei censori irlandesi che hanno vietato ieri del tutto Assassini nati-Natural Born Killers di Oliver Stone, soggetto di Tarantino, Gran premio della giuria al festival di Venezia (e di quelli inglesi che vorrebbero fare lo stesso). Come si fa a prendere sul serio una parodia, a scambiare una fantastica commedia nera di risate e di sangue per una tragedia diseducativa, a confondere un grottesco caricaturale con un dramma impressionante, a non distinguere l'irrisione della violenza dall'esaltazione della violenza? La vocazione censoria può giocare brutti scherzi culturali di fronte alla commistione dei generi della modernità cinematografica, può far cadere in contraddizioni goffe o far commettere ingenuità: l'altra sera Le jene, primo film di Quentin Tarantino, davvero crudo, l'hanno trasmesso alla tv. » |
di Paolo Boschi Scanner
Dopo lo spiazzante esordio con Le iene nel 1992, il secondo film firmato da Quentin Tarantino, interseca in modo mirabile (e circolare) quattro diverse storie di ordinaria violenza californiana per altrettanti episodi di marca rigorosamente pulp. A Los Angeles, giorni nostri, due fidanzati-balordi stanno per derubare una tavola calda, per l'appunto proprio quella in cui si sono fermati gli scafati e svagati sicari Vincent (Travolta) e Jules (Jackson), dopo aver spappolato il cervello ad un tizio nella loro macchina - in modo assolutamente casuale (e dunque esilarante) - ed essere stati rimessi in regola da Mr. » |
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di Irene Bignardi La Repubblica
Da quando sono tornata a rivedere Pulp Fiction di Quentin Tarantino, dopo la Palma d’oro che il film ha conquistato a Cannes nel 1994, vivo in un terribile dubbio: sono una giovanottista o una vecchiottista? Per chi non fosse familiare con i termini del demenziale dibattito, ricordo che “giovanottista” è un termine coniato da Tullio Kezich nel corso di una polemica sul modo di far critica, e “vecchiottista” la simmetrica etichetta appiccicata al mio amico e collega, a me e a una serie di altri signori, subito dopo Cannes, da un servizio di “Panorama” che schedava il mondo del gusto cinematografico in base - sostanzialmente - a un’unica discriminante: vi piace Tarantino? Confesso che dopo aver messo a suo tempo il debutto di Tarantino, Le iene, tra i cinque film più interessanti del 1993, e dopo aver espresso nella corrispondenza da Cannes giudizi compromettenti (parlavo di “grande divertimento”, della “conferma che è nato un autore”, di “talento visivo spettacoloso”, di un”abilissima tenuta degli attori”) il fatto di trovarmi inopinatamente vecchiottista (secondo il metro aureo di Pulp Fiction) mi stava, compagnia a parte, un po’ stretto. » |
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