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Ultimo tango a Parigi |
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Un film di Bernardo Bertolucci.
Con Marlon Brando, Maria Schneider, Maria Michi, Giovanna Galletti, Gitt Magrini.
continua»
Drammatico,
durata 132 min.
- Italia 1972.
MYMONETRO
Ultimo tango a Parigi
valutazione media:
3,99
su
41
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Un uomo, rimasto vedovo della moglie suicida, si aggira per Parigi in preda a una irrefrenabile malinconia, dovuta, oltre che alla perdita della sua compagna, a un passato confuso e alla perdita della giovinezza.
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Un uomo, rimasto vedovo della moglie suicida, si aggira per Parigi in preda a una irrefrenabile malinconia, dovuta, oltre che alla perdita della sua compagna, a un passato confuso e alla perdita della giovinezza. L'incontro con una giovanissima ragazza borghese e il loro fulmineo rapporto sessuale cambierà la vita di entrambi. Ma l'uomo sembra imprigionato in una sorta di ossessione erotica, che solo in un primo tempo è condivisa dalla giovane. Quando scemerà l'interesse della ragazza per quel rapporto senza futuro, questa ucciderà il suo amante. Film discusso ma non discutibile, Ultimo tango a Parigi reca l'impronta di quello che può essere considerato il vero autore del film: Marlon Brando. Bertolucci non sarà mai più così sincero e ossequiente con la storia che racconta. A supporto di questa tesi resta il fatto che quando Brando è assente il regista cerca di reimpadronirsi della storia con uno stile "Truffaut" fastidioso e ingiustificabile. La presenza di Jean-Pierre Léaud è in tal senso indicativa. Il solo modo di non essere travolto da Brando era quello di mettersi al servizio delle studiate improvvisazioni del geniale attore. E Bertolucci lo ha fatto, sia pure con qualche sofferenza. Il risultato è un film ibrido ma entusiasmante. Quando il film fu distribuito era già stato preceduto dalle cronache scandalistiche, che avevano speculato su alcune sequenze di grande impatto erotico, per allora. In seguito abbiamo visto ben altro. E in quelli che si possono considerare anni contraddittori e che vengono denominati secondo i casi, anni di piombo, di restaurazione e altre definizioni pseudo storico-sociali, il film venne ritirato e i negativi distrutti; tutto con un furore da inquisizione. Per fortuna si salvò qualche copia, e ora il film viene venduto e svenduto anche nei supermarket, assieme alla nutella. E il furore scatenato dalla presunta empietà della pellicola, dov'è?
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premi nomination |
Premio Oscar 0 2 |
Nastri d'Argento 1 0 |
Golden Globes 0 2 |
David di Donatello 1 0 |
L'amore ai tempi della solitudine
giovedì 7 febbraio 2008
di Giunilisbon
Quando si parla di Ultimo tango a Parigi, un film del 1972, ancora oggi spesso si sentiranno commenti del tipo "è spinto gratuitamente" oppure "non ha nessun senso" oppure "è eccessivo". Dopo 35 anni giudizi simili intaccano ancora in maniera assurda la cornice di un capolavoro indiscusso del cinema italiano e mondiale, nonchè forse il film più trasgressivo, in senso canonico, del nostro paese. Per capire bene questa opera è necessario chiarire quale possa essere l'intento di Bertolucci analizzando continua » |
Mediocre
domenica 11 gennaio 2009
di paride86
Un uomo di mezza età e una giovane ragazza si lasciano coinvolgere da un'intensa e coinvolgente passione erotica che stravolgerà le loro vite. Ho appena finito di vederlo e sono davvero basito. Ma come è possibile che questo film sia considerato un capolavoro? Sono sconcertato, e non certo dalle scene erotiche perché non lo ho trovate per niente "scandalose" o "blasfeme" come vennero descritte da alcuni bigotti dell'epoca. Il problema è proprio la storia che non mi ha convinto. Credo che la relazione continua » |
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Ultimo tango a parigi
mercoledì 28 aprile 2010
di G. Romagna
Paul e Jeanne si incontrano per caso in un appartamento da affittare. Si guardano, si amano, subito. Carnalmente. La relazione, intensa e di puro sesso, viene portata avanti per lungo tempo, entro quelle quattro mura. Nessuno sa nulla dell'altro, nulla della sua storia, del suo passato, nemmeno il suo nome. Paul è vedovo, sua moglie Rosa, che lo tradiva, si è uccisa. Jeanne coltiva una relazione con un regista intento a realizzare, in presa diretta, un'opera in cui si continua » |
Lo specchio dei rapporti del 2000
lunedì 9 gennaio 2006
di alqamar
ho avuto solo da poco il piacere di guardare "Ultimo Tango a Parigi": dire penso sia riduttivo. visto ora non ha più nulla di scabroso e di censurabile, vista tutta la robaccia che circola per le nostre tv. è strano: mentre guardavo questo amore crescere, imporsi con le sue regole e poi lentamente finire rivedevo le storie di tante "coppie" di oggi. forse è crudo a dirsi, ma storie così esistono davvero, e sono anche più frequenti di quanto si immagini. Bertolucci veggente? molto probabile. continua » |
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| Paul (Marlon Brando) a Jeanne (Maria Schneider) | |
| Tutte le uniformi sono me**a. | |
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| Paul (Marlon Brando) | |
| Quo vadis baby? | |
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| Jeanne (Maria Schneider) | |
| Trasformeremo il caso in destino. | |
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Altre frasi celebri del film Ultimo tango a Parigi
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SOUNDTRACK | Ultimo tango a ParigiLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 1 luglio 2005
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Cosa resta del mito Ultimo tango a Parigi? Scandalizzeranno ancora qualcuno le provocazioni erotiche di Jeanne e Paul? Passy, elegante quartiere di Parigi: il caso fa incontrare i due protagonisti. Lui (Marlon Brando), quasi cinquantenne, si aggira distrutto per le strade. Sua moglie si è appena tolta la vita. Lei, un’esordiente Maria Schneider - mai più così “in parte” -, molto più giovane di lui, bella e provocante nella sua falsa ingenuità, sta semplicemente passeggiando. Un appartamento da affittare è il fortuito punto d’incontro. » |
di Alberto Moravia
Una mattina, a Parigi, un uomo con il soprabito di cammello infilato su una maglia, passa, cupo in volto; una ragazza in cappello, minigonna e stivali lo sfiora,si volta a guardarlo, prosegue. Il cammino di ambedue finisce a una casa sul cui portone pende il cartello dell’affittasi. Così l’uomo come la donna hanno delle buone ragioni per interessarsi al cartello la ragazza è fidanzata, si sposerà; l’uomo cerca un luogo dove star solo col suo dolore: sua moglie si è uccisa durante la notte. Salgono insieme nell’appartamento che presenta il solito spettacolo di squallore e di abbandono delle dimore disabitate. » |
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di Georges Sadoul
Questo film, condannato al rogo dalla magistratura italiana, affronta i temi del sesso e della morte. Nei titoli di testa un ritratto di Bacon «in decomposizione» significa anche un omaggio/superamento di alcuni miti in cui vive il cinema. Un «eroe» quarantenne (Marlon Brando) ispirato alla «generazione perduta» americana e al western hollywoodiano e una ragazza (Maria Schneider), la «musa» di un cineasta in stile «nouvelle vague» (Jean-Pierre Léaud), tentano di vivere in un modo diverso la loro vita. » |
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Bernardo Bertolucci ha realizzato Ultimo Tango a Parigi agli inizi degli anni Settanta. Dopo la contestazione del ‘68, cioè, accogliendo con ira il suo fallimento, e dopo quella rivoluzione linguistica del cinema anni ‘Sessanta di cui era stato in Italia, con Partner, La strategia del ragno, Il conformista, uno dei pochi esponenti e che, dopo Ultimo Tango, avrebbe superato con Novecento, e le sue mature conquiste stilistiche, approdando alla saga. Nel film che, dopo le note vicende giudiziarie, torna ad uscire oggi nelle nostre sale, si riflettono nel modo più tipico sia il “dopo sessantotto” con ira, nei suoi temi, sia, nei suoi modi, le ricerche linguistiche delle Nouvelles Vagues del Sessanta. » |
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